MARTEDÌ DELLO XENO – I CAVALLI-DRAGO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un extraterrestre che ha gioco facile nell’incastrarsi dritto fra i sogni d’infanzia di chiunque.

I Cavalli-Drago (in originale “Dragon Horse”, come vengono chiamati dal protagonista), sono una specie animale originaria del pianeta Sagar, apparsi nel cartone animato “Blackstar”, prodotto dalla Filmation nel 1981.

Si tratta, come indica chiaramente il nome, di grossi rettili delle dimensioni approssimative di un cavallo terrestre, con le sceglie verdi, quattro zampe tridattili, una lunga coda carnosa e grosse ali membranacee che consentono loro di volare.
Una cresta risale poi lungo il collo fino a fermarsi in mezzo a due piccole corna, mentre gli occhi sono gialli con l’iride a taglio e la bocca dotata di una lunga fila di denti aguzzi.
Come tutti i draghi che si rispettino, infine, hanno la capacità di sputare fuoco.

Chi da piccolo non ha sognato di cavalcare qualcosa di simile, almeno una volta?

Nonostante l’aspetto minaccioso e le notevoli capacità offensive, si tratta comunque di creature piuttosto docili e molto intelligenti.
Quello che più ci è dato vedere all’interno della serie, Warlock, la fedele cavalcatura di Blackstar, si dimostra infatti sempre molto leale nei confronti del suo padrone, a cui è molto affezionato.

Ultima curiosità: in perfetto stile Filmation, le animazioni dei Cavalli-Drago sono state successivamente riciclate dallo studio per i Takdryl, altre cavalcature apparse nella ben più fortunata serie “He-Man e i Dominatori dell’Universo”, uscita un paio d’anni dopo.
L’unica differenza tra le due è il colore: verde per i Cavalli-Drago e rosso per i Takdryl.

MARTEDÌ DELLO XENO – MR. BEAN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un personaggio inaspettato la cui natura aliena, mai confermata né smentita ufficialmente, è tutt’ora oggetto di dibattito tra i fan.

Secondo una teoria piuttosto diffusa infatti Mr. Bean, il buffo ometto inglese portato sullo schermo dal comico Rowan Atkinson, sarebbe un extraterrestre con l’aspetto in tutto e per tutto uguale a quello di un essere umano.

A riprova di questo ci sarebbero il suo strano comportamento, spesso molto fuori dagli schemi e talvolta apparentemente ignaro degli usi e costumi convenzionali, e la sigla iniziale del programma, che vede Mr. Bean precipitare in una strada londinese, di notte, come “trasportato” da un misterioso raggio di luce.
In alcune versioni della sigla finale, poi, lo si vede anche risucchiato su allo stesso modo.

(Altre teorie simili, a onor del vero, giustificano invece le bizzarrie del personaggio come il risultato di un “semplice” rapimento alieno, cosa che lo lascerebbe un umano, oppure vedendolo addirittura inviato dal Regno dei cieli, visto il coro angelico che accompagna il suo arrivo sempre nella sigla.)

Dal canto loro, nel corso degli anni e di varie interviste, lo stesso Atkinson e gli altri autori hanno giocato molto sopra l’idea ma sono sempre stati vaghi, limitandosi ad affermare che “sí, potrebbe non essere di questo mondo” .

Una sorta di conferma dell’origine aliena di Mr. Bean arriverebbe invece dall’episodio “Double Trouble” della serie animata (pensato per essere quello conclusivo e visionabile su YouTube. Vi metto il link nel primo commento), dove il personaggio incappa in un’intera astronave piena di altri esseri identici a lui, inclusi i vestiti e l’inconfondibile mini verde pisello, distinti solo dal fatto di avere con sé ognuno un peluche diverso.
Quale sia la loro origine o il motivo della loro visita, però, non viene svelato. Né, tantomeno, se il nostro Mr. Bean sia effettivamente uno della loro specie.

ERGO PROXY

 

“Caro m’è ‘l sonno, e più l’esser di sasso
mentre che ‘l danno, e la vergogna dura:
Non veder, non sentir, m’è gran ventura.
Però non mi destar, deh! parla basso.”

Questo incipit che troviamo nell’opera “Ergo Proxy”, in realtà ha origini antiche.

La sua storia si ricollega a “La Notte”, statua di Michelangelo Buonarroti, che si trova nella Sagrestia Nuova in San Lorenzo a Firenze.
Questa scultura diventò incredibilmente famosa grazie a una nota quartina di Giovanni di Carlo Strozzi, in cui la statua veniva invitata a svegliarsi:

“La Notte che tu vedi in sì dolci atti
dormire, fu da un Angelo scolpita
in questo sasso e, perché dorme, ha vita:
destala, se nol credi, e parleratti.”

Michelangelo quindi rispose con alcuni versi, intitolati “Risposta del Buonarroto” che, nel suo immaginario, vengono pronunciati dalla statua stessa.
Il testo si riferisce ai disordini durante il governo di Cosimo I de’ Medici e indica il sonno come motivo di serenità della Notte rispetto all’inquietudine delle statue vicine.

MARTEDÌ DELLO XENO – I PLUTARCHIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che puzzano di pesce, direttamente dall’universo dei Biker Mice da Marte.

I Plutarchiani sono extraterrestri originari – lo dice il nome – del pianeta Plutarco.
Si tratta di creature anfibie, con la pelle di colore azzurro ricoperta da scaglie (più scure nella zona del collo, sotto al mento), branchie, una crestina sulla testa e occhi scuri con la sclera rosa.
La bocca, invece, è larga e costellata di denti molto aguzzi che danno loro un po’ la “faccia da piranha”.

La loro caratteristica più evidente, però, quella che proprio fanno fatica a nascondere anche dietro a eventuali travestimenti, è il forte odore emanato dai loro corpi, che ricorda un po’ quello di una pescheria con il climatizzatore rotto in una giornata molto calda.

Della loro società non si sa molto a parte il fatto che ha un taglio imperialista, che sono dediti al consumismo sfrenato e che sono organizzati in una vera e propria confederazione.
Avendo scialacquato tutte le risorse del loro pianeta d’origine, infatti, hanno iniziato a espandersi nella galassia per trovarne altre che permettessero loro di continuare a mantenere alto lo stile di vita all’interno della Confederazione Plutarchiana.
E ora non fanno altro, consumando le risorse dei pianeti che trovano sulla loro strada, indipendentemente dal fatto che siano abitati o meno: se lo sono, semplicemente, prendono quello che gli serve con la forza (come hanno fatto con Marte) o con l’inganno.

Quest’ultimo è il caso della Terra, per esempio, dove il plutarchiano Lawrence Limburger ha assunto l’identità di un potente magnate dell’industria e cerca di sfruttare quella posizione per mettere le mani su più beni possibile.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI U.F.O. DI CARS

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli esseri “motorizzati” dell’universo di Cars.

Gli U.F.O. (così chiamati) sono una specie di astronavi senzienti, tecnologicamente molto più avanzate dei veicoli terrestri, che provengono da un pianeta sconosciuto.
Hanno tutte una verniciatura bianca, occhi neri sul vetro della cabina di pilotaggio ed emettono un tenue bagliore bluastro.

Naturalmente in grado di volare, si possono dividere in due categorie: le Navi Madre e le Navicelle.
Le prime sono molto grosse e ospitano al loro interno degli hangar (con tanto di laboratori dove condurre esperimenti sui soggetti rapiti) in cui vivono e operano le seconde, approssimativamente delle dimensioni di una piccola macchina e con i denti sporgenti.
Quando parlano, inoltre, la loro voce risuona quasi robotica, come distorta elettronicamente.

La prima apparizione di questi alieni risale al 2009, nell’episodio “Cricchetto U.F.O.” della seconda stagione della serie Cars Toons, dove il carro attrezzi Cricchetto incontra uno di quelli piccoli e ci fa amicizia.
Quando però il piccolo viene catturato dalle forze governative e condotto al Parcheggio 51 (un dettaglio che mi ha molto fatto ridere, devo essere sincera), il camioncino si precipita in suo soccorso e con una rocambolesca incursione riesce a liberarlo.
I due vengono poi aiutati nella fuga da un’Astronave Madre, che oltre a loro rapisce il povero Saetta McQueen, che – letteralmente – passava di lì per caso.
Dopo un breve giro nello spazio, infine, due auto vengono lasciate andare e riportate a Radiator Springs.

Da allora, nonostante non siano più comparsi né sul grande né sul piccolo schermo, gli U.F.O. si sono visti più volte in altri prodotti del franchise, soprattutto fumetti e videogiochi.

MARTEDÌ DELLO XENO – MARVIN IL MARZIANO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un famoso alieno a cartoni animati.

Marvin il Marziano è un personaggio dei Looney Tunes (la nota serie di corti d’animazione prodotta dalla Warner Bros), spesso utilizzato come antagonista di Bugs Bunny e Daffy Duck.

Apparso per la prima volta nel 1948, ha l’aspetto di un piccolo e buffo ometto con una sfera nera come testa. Ha occhi grandi, è privo di bocca (pur potendo parlare) e indossa un elmo e un gonnellino che ricordano quelli dei soldati romani, curiosamente abbinati a un paio di scarpe da ginnastica.

Sempre equipaggiato con gadget e tecnologie avanzatissime, a livello caratteriale si presenta con una certa pacatezza (contrapposta per volere dell’autore, Chuck Jones, all’iracondo Yosemite Sam, altro antagonista di Bugs Bunny) e, con molto pragmatismo e tranquillità nel tono di voce, ordisce e spiega i piani con i quali intende ottenere effetti incredibilmente distruttivi.

Il suo obiettivo principale? Distruggere la Terra, perché da casa sua – il pianeta Marte – gli ostruisce la vista di Venere.

In Space Jam, tra l’altro, fa da arbitro alla partita di basket tra gli alieni e i cartoni Looney Tunes, visto che rientra in entrambe le categorie e questo – in teoria – lo pone in una condizione di neutralità.

Ultima curiosità: il personaggio è rimasto anonimo per molto tempo dopo la sua prima apparizione. Nei cortometraggi dagli anni ’40 agli anni ’70, infatti, il suo nome non viene mai pronunciato. Comincerà a essere chiamato “Marvin il Marziano” solo tra gli anni ’80 e ’90, per ragioni legate al merchandising.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ALIENI CIPOLLA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni odorosi apparsi nel manga GANTZ.

Le creature soprannominate “Alieni Cipolla”, di cui non conosciamo il vero nome, sono forme di vita extraterrestri provenienti da un sistema stellare morente non molto distante dalla Terra, pianeta sul quale hanno trovato rifugio.

Estremamente ghiotti di cipolle verdi (giustamente), come aspetto e proporzioni sono piuttosto simili agli esseri umani, ma la loro pelle è color verde pallido mentre i capelli di un verde più scuro.
Ci surclassano invece come forza e resistenza, cosa che permette loro di incassare grandi urti, resistere anche a ferite molto gravi e compiere balzi prodigiosi, probabilmente perché abituati a una gravità maggiore rispetto a quella terrestre.
Le loro mani sono poi dotate di lunghi artigli retrattili, taglienti come rasoi e, inoltre, se si trovano in situazioni di stress, secernono una sostanza vischiosa dall’odore molto forte.

Nonostante queste caratteristiche, non sono ostili con gli esseri umani a prescindere. Anzi, si dimostrano socievoli, cercano di evitare lo scontro e sembrano essersi integrati piuttosto bene nella nostra società.
Quando vengono attaccati, però possono reagire con incredibile furia, dimostrandosi avversari temibili.

Si tratta dei primi alieni che compaiono nel fumetto, nonché i primi bersagli che la Sfera Nera assegna al gruppo di protagonisti. La missione, però, si rivelerà più difficile (e drammatica) del previsto.

MARTEDÌ DELLO XENO – IL GRANDE GAZOO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un piccolo alieno verde con la testa enorme, il naso lungo, due piccole antenne e un mantellino svolazzante.

Il Grande Gazoo è un extraterrestre originario del pianeta Zetox, esiliato dalla sua stessa specie perché – solo per il gusto di essere il primo ad averne una, dice lui – aveva costruito un’arma capace di distruggere l’intero universo in un colpo solo, semplicemente premendo un pulsante.

Il luogo e il tempo prescelti per scontare la pena sono la Terra della Preistoria, cosicché non abbia accesso a mezzi per costruire altri diabolici dispositivi. Lì dovrà mettersi al servizio di chi incontrerà, così da apprendere le gioie dell’aiutare gli altri e, idealmente, redimersi.

I “fortunati” a riceverne i servigi saranno Fred Flintstone e Barney Rubble, i primi ad averlo trovato dopo lo schianto della sua navicella e gli unici due (oltre ai bambini e agli animali) che possono vederlo e sentirlo.
Gazoo però, seppur più o meno desideroso di rendersi utile, causerà loro problemi piuttosto che essergli d’aiuto, finendo quasi sempre con il complicare le situazioni a causa delle sua stravagante esuberanza aliena.

Egli è infatti dotato di diverse capacità sorprendenti come volare, teletrasportarsi, far comparire e scomparire oggetti, fermare il tempo e molto altro. Si rivolge poi ai due uomini con una certa saccenza, senza fare mistero di come non li trovi particolarmente brillanti.
Nonostante ciò, alla fine, fra i tre nascerà comunque una solida amicizia.

Apparso per la prima volta nel 1965, nel corso della sesta stagione della serie, Gazoo è un personaggio piuttosto controverso: anche se ha una discreta fanbase, la sua forte connotazione fantascientifica viene spesso vista come un elemento fuori contesto per un cartone animato ambientato nell’era preistorica come i Flintstones.
Moltissimi spettatori, intervistati nel corso degli anni, hanno infatti dichiarato di vederlo più adatto ai Jetson, un altro cartone animato sempre prodotto dalla Hanna & Barbera, ambientato invece nel futuro.

MARTEDÌ DELLO XENO – I TRANSFORMERS

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che cambiano forma producendo un suono caratteristico e inconfondibile.

I cybertroniani, più comunemente conosciuti con il nome di Transformers, sono forme di vita robotiche autonome originarie del pianeta artificiale Cybertron.

Dal loro esordio, avvenuto nel 1984 con dei cartoni animati e una linea di giocattoli di grande successo, sono stati protagonisti di un’infinità di serie trasposte su diversi media (animazione, fumetti, libri, film, videogiochi) che hanno generato tanti universi a volte molto differenti tra loro e, spesso, anche un po’ di confusione tra gli spettatori che cercavano di farsi un’idea della continuity.

Volendo rimanere sul generico, la caratteristica principale dei cybertroniani è quella di potersi trasformare in due (o più) forme: una di robot, spesso con aspetto antropomorfo, e una di qualcos’altro, come veicoli, animali o oggetti.
A parte questo, si tratta di una specie estremamente eterogenea, i cui membri si dividono in infinite sotto-categorie e variano molto in dimensione, peso, aspetto e capacità.

Un altro elemento comune a tutte le serie/universi è la “scintilla”, una sorta di essenza vitale che racchiude le conoscenze e la personalità di un cybertroniano. In pratica, la loro anima. Ciò che li rende vivi e senzienti nonostante la loro natura meccanica, senza la quale sarebbero dei semplici automi.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ERCULOIDI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, degli alieni di cui sicuramente si ricorderanno i più attempati: gli Erculoidi!

Protagonisti dell’omonima serie a cartoni animati prodotta da Hanna & Barbera alla fine degli anni ’60 e poi di una seconda rilasciata all’inizio degli ’80, si tratta di una “famiglia spaziale” composta dal padre Zandor, dalla madre Tara e dal figlio adolescente Dorno.
I tre sono gli unici abitanti umani del primitivo pianeta Amzot (ribattezzato Quasar nella seconda serie), che difendono dai costanti attacchi di vari alieni invasori tecnologicamente molto progrediti.

Per fare questo ricorrono al supporto di cinque potenti creature loro amiche, le vere “star” dello show:

– Igoo, un gigantesco gorilla di roccia dotato di forza e resistenza incredibili, tanto da poter nuotare nella lava incandescente senza alcun problema. Dei suoi tre amici umani, sembra essere particolarmente affezionato a Tara.

– Zok, un enorme drago spaziale che può emettere raggi laser dagli occhi e della coda, disperdere gli attacchi energetici altrui e – giustamente, essendo un drago – sputare fuoco. Volendo, è anche capace di viaggiare nello spazio aperto.

– Tundro, uno strano ibrido tra un rinoceronte e un triceratopo con dieci zampe e quattro corna. Da una di esse può sparare rocce esplosive come fosse un cannone, inoltre può allungare gli arti anche di molti metri e compiere salti prodigiosi.

– Gleep e Gloop, due creature protoplasmiche in grado di assumere qualsiasi forma desiderino. Nel corso della serie usano spesso questa capacità a seconda delle circostanze, trasformandosi in scalini, paracaduti, scudi o fionde giganti per essere d’aiuto ai protagonisti o attorcigliandosi intorno ai nemici per bloccarli. Anche loro possono deflettere gli attacchi energetici. Dei due, Gloop è quello più grosso.

Nonostante siano di fatto stati prodotti solo un numero ristretto di episodi (29 contando entrambe le serie), gli Erculoidi ebbero un enorme successo e, grazie anche alle numerose repliche, sono entrati nell’immaginario collettivo della loro generazione.
Molti personaggi (in particolare le creature) sono apparsi anche in altri cartoni animati della Hanna & Barbera oppure sono stati citati in altre produzioni, come I Griffin, Jellystone e persino in un albo degli X-Men.

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