CONAN IL RAGAZZO DEL FUTURO

 

Conan il ragazzo del futuro è un anime televisivo del 1978 ideato e diretto da Hayao Miyazaki, con la collaborazione di Keiji Hayakawa e Isao Takahata.

La serie si compone di 26 episodi e si ispira al romanzo The Incredible Tide di Alexander Key.

«Nel mese di luglio dell’anno 2008, la razza umana sfiorò la completa estinzione. In pochi istanti, le armi elettromagnetiche cancellarono più di metà degli esseri umani dalla faccia del pianeta. Il cataclisma causò uno spostamento traumatico dell’asse terrestre, e i continenti finirono quasi interamente sommersi dalle acque.»

– Prologo narrativo all’inizio di ogni episodio –

Conan è un ragazzo nato dopo la catastrofe.
Unico bambino del gruppo di astronauti che cercarono scampo fuori dall’orbita terrestre e precipitarono su L’isola Perduta (affioramento di quello che un tempo era un continente).

C’è una forte contrapposizione tra ciò che è Bene (la natura) e Male (l’industria) anche se molte persone in principio malvagie si trasformano aiutando il protagonista nella lotta alle macchine e alle armi, responsabili della guerra che ha devastato la Terra.
È evidente la tematica del confronto tra presente e passato, tra ciò che è rimasto e ciò che è andato perduto.

La serie ebbe un inizio sfortunato. In Giappone si rivelò un clamoroso flop, essenzialmente per tre ragioni.

– A quei tempi la NHK non era famosa per gli anime quindi non poteva competere con i programmi di maggior successo delle emittenti avversarie

– Il romanzo originale e il suo autore erano sconosciuti.

– La programmazione iniziò mentre la serie era ancora in fase di lavorazione. Spesso la trasmissione veniva rimandata perché gli episodi non erano pronti in tempo.

Successivamente fu riproposta da alcune emittenti private e il progetto prese il volo.

In Italia esordì nel settembre 1981, su varie televisioni locali. Si possono trovare molte edizioni in VHS e DVD, la più recente (edita nel 2007-2008 da Dynit) include sia l’edizione storica che un nuovo doppiaggio più fedele all’originale.
Nel marzo 2021 la serie è stata inserita nell’offerta di Amazon Prime Video, con il doppiaggio italiano del 1981 e l’audio originale giapponese sottotitolato.

IL GIGANTE DI FERRO

 

Il gigante di ferro è basato su una storia scritta dal poeta britannico Ted Hughes nel 1968.

Un gigantesco robot metallico cade sulla Terra, in una cittadina del Maine, negli Stati Uniti, nel 1958. Tutti gli abitanti sono terrorizzati tranne un bambino di 9 anni di nome Hogarth che, scavando nell’umanità nel gigante di ferro, salverà i cittadini da paure e pregiudizi.

“Tu sei chi scegli e cerchi di essere” (“You are what you choose to be” nella versione originale) penso sia la frase che rappresenti meglio lo spirito di questa storia.

Ho raccolto qualche curiosità:

– Quando ha iniziato a lavorare al film, Bird stava affrontando la morte di sua sorella, uccisa con un’arma da fuoco dall’ex marito. Il regista scoprì che Ted Hughes scrisse “L’uomo di ferro” per confortare i suoi figli dopo che sua moglie, Sylvia Plath, si era tolta la vita. Queste esperienze costituirono per Bird la base per il suo pitch alla Warner Bros., basato intorno all’idea “che succederebbe se un’arma avesse un’anima e si rifiutasse di essere un’arma?”

– Frank e Ollie, i due uomini sul treno che Kent intervista dopo il deragliamento, sono caricature di due animatori della Disney: Thomas Frank e Ollie Johnston.

– Il Gigante di Ferro pronuncia nel film esattamente 53 parole.

– La voce del Gigante di Ferro, nella versione originale, è quella di Vin Diesel. Per il ruolo erano stati considerati anche Peter Cullen, Sean Connery, Frank Welker e James Earl Jones. La voce italiana è stata affidata a uno dei doppiatori ufficiali di Vin Diesel: Massimo Corvo.

– Il film è prodotto in Computer Grafica, anche se sembra animato tradizionalmente. Per rendere questo genere d’effetto è stato usato un programma capace di disegnare linee contenenti “copie” delle imperfezioni naturali date dalla mano umana.

– Pete Townshend, chitarrista dei The Who, è uno dei produttori esecutivi del film: all’inizio la pellicola era stata pensata come un musical.

– In Futurama troviamo una parodia del film. Nel 16° della seconda stagione viene immaginata una realtà alternativa dove Bender è alto 50 metri, mentre Fry interpreta il giovane Hogarth.

Fonte: blogscreenweek

BRAVESTARR

 

BraveStarr è una serie a cartoni animati del 1987 prodotta dalla Filmation (la stessa casa produttrice di He-Man, She-Ra e gli originali Ghostbusters) a seguito dell’omonima linea di giocattoli rilasciata l’anno precedente dalla Mattel.

Ideata da Donald Kushner e Peter Locke accosta elementi come “cowboy contro i banditi” ad alieni, astronavi e tecnologia futuristica. Un tipico esempio di genere space western.

La serie è ambientata in un non meglio specificato XXIII secolo, su un pianeta di frontiera chiamato New Texas, distante 600 parsec dalla Terra.
L’economia del posto gira quasi esclusivamente attorno all’esportazione del Kerium, un prezioso minerale che può essere usato come fonte di energia.
A causa della natura inospitale del pianeta, però, i pochi insediamenti civilizzati sono molto distanti tra di loro e il deserto che li separa offre facile rifugio a numerosi malintenzionati.
A mantenere l’ordine in queste terre selvagge è lo Sceriffo Marhshall Bravestarr, un umano di origine nativo-americana in grado di richiamare a se l’antico potere degli Spiriti Animali.
Assieme a lui, il bellicoso ma fedele compagno/cavalcatura Trenta-Trenta, ultimo di una antica razza di cavalli cyborg chiamati Equestroidi, il buffo Vice-Sceriffo Fuzz, la giudice Joy B. Mc Bride e Sha-Man, saggio sciamano del pianeta e guida spirituale di Bravestarr.
Nemico giurato dello Sceriffo è invece Tex Hex, una sorta di cowboy-bandito-zombie dalla pelle violacea e dai grossi baffi bianchi, eletto proprio campione dall’antica entità malvagia Stampede.

Come molti altri cartoni prodotti dalla Filmation e pensati per un pubblico molto giovane, gli episodi di BraveStarr presentano trame semplici. In ogni episodio gli eroi affrontano il classico “problema del giorno”, risolto il quale tutto ritorna ad uno status quo preciso e immutabile.
Al termine di ogni puntata, poi, è presente un breve epilogo con una morale positiva.

Ecco qualche curiosità:

– In Italia, la serie arrivò nel 1988, trasmessa da Italia Uno. Negli anni successivi, venne replicata su Italia 7 Gold e sul canale satellitare Cultoon.

– Dei 65 episodi originali, per il pubblico italiano ne vennero adattati e tradotti solamente 58. Ad oggi non sono note le motivazioni di questa scelta.

– Il primo personaggio di BraveStarr a vedere la luce fu Tex Hex, originariamente concepito come uno dei tanti scagnozzi di Malefix, principale antagonista dei Ghostbusters (un’altra famosa serie della Filmation). Il produttore Lou Scheimer trovò il personaggio così convincente che decise di non includerlo nei Ghostbusters ma bensì di sviluppargli attorno un universo western fantascientifico.

– L’equestroide Trenta-Trenta impugna una futuristica spingarda ad energia che chiama Sarah-Jane e per la quale nutre un amore viscerale.

– Nei progetti originali di Filmation, la serie doveva essere preceduta da un lungometraggio che ne introducesse il setting e presentasse i personaggi principali. A causa di alcuni problemi di produzione e alcune pressioni da parte della Mattel, quest’ultimo, pur essendo un prequel, venne invece rilasciato nel 1988, dopo la conclusione della serie.
La cosa generò un po’ di confusione e malcontento nei fan, soprattutto quando si scoprì che il bacio tra Bravestarr e la Giudice Mc Bride, a lungo agognato nel corso della serie, era in realtà già avvenuto prima della stessa, poiché presente nel film.
In Italia, la pellicola è tutt’oggi inedita.

– Un videogioco di tipo sparatutto a scorrimento tratto dalla serie venne rilasciato nel 1988 per Commodore 64, Amstrad CPC e ZX Spectrum.

– Dalla serie vennero tratti anche alcuni albi a fumetti, editi dalla casa editrice Blackthorne Publishing per il mercato americano. In Italia, invece, vennero pubblicati altri fumetti di BraveStarr, disegnati su licenza da autori nostrani, sul mensile Magic Boy, edito da Mattel.

QUALCHE CURIOSITÀ SU CAPITAN HARLOCK

 

Capitan Harlock è un manga di fantascienza scritto e illustrato da Leiji Matsumoto.

L’opera è ambientata nel 2977 e vede il Capitano, al comando della potente nave spaziale Arcadia, ribellarsi al governo della Terra.

Ho raccolto qualche curiosità:

– In Italia il manga arrivò 16 anni dopo. In Giappone, l’edizione originale venne pubblicata sul quindicinale “Play Comic” dalla Akita Shoten dal gennaio 1977 al gennaio 1979. Da noi arrivò grazie alla Granata Press, che pubblicò l’intera opera in 5 volumi, sul mensile “Z Star”, dal febbraio 1993 a maggio 1994. L’opera venne poi ri-pubblicata da Panini Comics sotto l’etichetta Planet Manga, sul mensile Manga Storie.

– La serie a cartoni animati, andata in onda per la prima volta su Rai 2 a partire dal 1979, soffrì la concorrenza del telefilm Spazio 1999, nota serie tv di fantascienza britannica, all’epoca trasmessa da Rai 1.

– La sigla italiana di Capitan Harlock, scritta da Luigi Albertelli sulla musica di Vince Tempera, venne eseguita da “La Banda dei Bucanieri” e pubblicata dalla Fonit Cetra come 45 giri. All’inizio venne censurata dalla Rai, che sostituì la frase “Il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà, vola all’arrembaggio però un cuore grande ha” con una ripetizione di “Nel suo occhio c’è l’azzurro, nel suo braccio acciaio c’è, nero è il suo mantello, mentre il cuore bianco è”.

– La voce italiana del capitano è quella di Gianni Giuliano che ha doppiato, nella sua carriera anche Jeremy Irons, James Woods, Elliott Gould, Michael Douglas e Matt Dillon. Nell’ambito dell’animazione, è noto anche per aver dato la voce a Telespalla Bob nei Simpson e a Braccio di Ferro.

– Capitan Harlock compare anche in Galaxy Express 999, un’altra serie manga e anime creata da Matsumoto nello stesso periodo. Assieme a molte altre opere, formano il cosiddetto “Leijiverse”, un vero e proprio universo fantascientifico (con tanto di realtà alternative) che ospita le avventure dei vari personaggi dell’autore, come Queen Emeraldas e l’equipaggio della corazzata Yamato, protagonista di Star Blazers.

– Ultimo di una lunga saga di lungometraggi e serie tv, nel 2013 fu realizzato un film d’animazione in computer grafica con la tecnica motion capture. L’opera venne diretta da Shinji Aramaki e scritta da Harutoshi Fukui. E’ uscito nei cinema italiani il 1 gennaio 2014, distribuito da Lucky Red.

Fonte: cinefilos

XENOZOIC TALES / CADILLAC AND DINOSAURS

 

Xenozoic Tales, noto anche come Cadillac and Dinosaurs, è un fumetto indipendente americano ideato da Mark Schultz.

Ambientato in un futuro post-apocalittico, esordì nel 1986 all’interno dell’antologia intitolata “Death Rattle” per poi guadagnarsi una propria testata, pubblicata con cadenza irregolare dal 1987 al 1996, per un totale di 14 albi editi dalla Kitchen Sink Press.
Nonostante le poche storie realizzate da Schultz, Xenozoic Tales divenne con gli anni un piccolo fenomeno di culto negli Stati Uniti.
Venne ristampato ciclicamente da Kitchen Sink Press nella sua versione originale, ristampato a colori dalla Marvel Comics (che lo ribattezzò “Cadillac and Dinosaurs”) e poi riproposto anche da Dark Horse Comics, Flesk Publications e Topps Comics.

Nella prima metà degli anni novanta generò anche due videogiochi, un gioco di ruolo, una linea di giocattoli e persino una serie a cartoni animati, trasmessa anche nel nostro paese, su Italia 1, con il titolo “Cadillac e Dinosauri”.

Nell’ambientazione, l’intero pianeta Terra è stato stravolto da inquinamento e disastri naturali di ogni genere e gli umani sono stati costretti a rifugiarsi in città sotterranee dove hanno vissuto per circa 500 anni. Tornati in superficie, hanno scoperto che il mondo era ormai stato reclamato da creature considerate estinte, in particolare dinosauri.
Inizia così l’era “Xenozoica”, dove la tecnologia è estremamente limitata e chi capisce qualcosa di meccanica riceve rispetto ed esercita una certa influenza. Proprio come il protagonista, Jack Tenrec, meccanico specializzato nella riparazione di vecchie auto (in particolare Cadillac), che assieme alla fidanzata Hannah Dundee, scienziata, e al fido allosauro da lui addestrato, Hermes, vive avventure ricche d’azione nel pericoloso mondo del futuro.
Non mancano, ovviamente, fughe in macchina con enormi dinosauri alle calcagna.
Un aneddoto divertente è che, siccome l’umanità non è più in grado di estrarre e raffinare il petrolio, Jack modifica le sue auto per farle funzionare con il guano di dinosauro.

Un’ultima curiosità: il nome “Cadillac” e le fattezze delle automobili presenti nella serie furono utilizzati con il permesso della General Motors, che tuttora detiene i diritti per il titolo “Cadillac and Dinosaurs” e li concesse per la realizzazione dei vari prodotti legati al franchise.

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