MARTEDÌ DELLO XENO – LE AMAZONIANE

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una specie proveniente dall’universo di Futurama che ha lasciato nell’immaginario collettivo della mia generazione un termine divertente e molto specifico per descrivere le “coccole”.

Le Amazoniane sono enormi donne aliene provenienti da Amazonia, un pianeta ricoperto da folte giungle la cui civiltà sembra non essersi mai evoluta oltre l’età della pietra.

A parte essere alte circa il doppio, le amazoniane ricalcano in tutto e per tutto l’aspetto delle femmine umane. Ma, in conseguenza della loro stazza e della durezza della vita selvaggia, sono anche molto più forti e coriacee.
Tra l’altro, sappiamo per certo che un tempo la specie comprendeva anche i maschi, che però si sono estinti.

In un certo senso meglio, visto che oggi come società le amazoniane sono fortemente misandriche e malsopportano anche solo la presenza degli uomini, tanto che la loro leader – una computer grossa quanto una parete, chiamata Femputer – ha promulgato un editto che condanna tutti gli esseri di sesso maschile che osano mettere sul pianeta a venir puniti.
Questo perché è loro credenza diffusa che gli uomini siano tutti egualmente misogini e sciocchi.

La sentenza più comune per i poveretti è venire giustiziati mediante “snu-snu”, termine con cui le amazoniane indicano i rapporti intimi. Che però, protraendosi ripetutamente nel tempo, finiscono con il risultare fatali a causa della ingombrante fisicità delle donnone.

MARTEDÌ DELLO XENO – I GRENDLER

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una razza che potrebbe andare d’accordo con i Ferengi di Star Trek.

I Grendler sono una specie extraterrestre originaria del pianeta G-889, apparsi nel telefilm “Progetto Eden”, prodotto da Universal Studios e Amblin Entertainment nel 1994, purtroppo per una sola stagione.

Alti circa un metro e mezzo, molto tozzi e goffi, hanno una postura tutto sommato antropomorfa, anche se parecchio ingobbita in avanti.
La testa sembra infatti quasi incassata nel busto, culminando in un grosso muso con bocca, orecchie e narici piuttosto larghe, contrapposte a occhi piccoli e privi di sclera.
Mani e piedi hanno poi solo quattro dita, mentre la pelle è a scaglie – forse retaggio di un’ascendenza rettiliana – e spessa, di colori che variano dal marroncino chiaro a un grigio-bluastro piuttosto scuro.
Anche se non sono per nulla agili o veloci, hanno una grande coriaceità e forza fisica, tanta da poter sollevare fino a dieci volte il proprio peso corporeo.
Inoltre, come molti coloni umani hanno fatto notare in diversi episodi della serie, emanano un odore piuttosto pungente.
Vale però la pena di sopportarlo, perché la loro saliva – che secernono in quantità – ha incredibili proprietà al limite del taumaturgico e può essere usata per curare virtualmente qualsiasi malattia.

Passando oltre, la società dei grendler è ancora primitiva (come testimoniato anche dai “vestiti” che indossano, poco più che stracci) e loro non sono sveglissimi.
Non se ne sa molto altro se non che è nomade e fortemente basata sul baratto. Un tratto che, unito a un’indole estremamente egoista, li rende poco affidabili: se è per il loro interesse, infatti, non esiteranno a tradire chiunque, abbandonarlo nel momento del bisogno o a rubare.
Sembra tuttavia che in contrapposizione a questo abbiano una sorta di rudimentale codice d’onore basato sulla sacralità delle promesse, ma è una cosa ancora da verificare bene.

Ultima curiosità: per qualche strano motivo, i grendler vengono “inebriati” dal sangue umano. Per loro è una vera e propria sostanza stupefacente e farebbero carte false per acquisirne anche solo un pochino.

MARTEDÌ DELLO XENO – I KINGON

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, degli alieni di cui ho scoperto l’esistenza da poco, ma che mi hanno fatta ridere così tanto da volerne parlare subito in questa rubrica.

I Kingon sono creature ibride ottenute dall’incrocio di una femmina klingon e un Re di qualche tipo (presumibilmente umano).
A livello estetico si presentano praticamente come i klingon veri: alti, possenti, con la carnagione bronzea e le tipiche creste sulla fronte. In più, però, indossano una corona.

Della loro civiltà invece non si sa nulla, solo che sono disposti a tutto – anche agli escamotage più subdoli – pur di mettere le mani sui bicchieri collezionabili di Star Trek della Burger King.

I kingon sono infatti protagonisti della campagna promozionale messa in atto dalla famosa catena di fast-food per il mercato americano nel 2009, in occasione dell’uscita del film “Star Trek” di J. J. Abrams.
Per questo sono apparsi in diversi spot televisivi deliziosamente trash, ed era anche stato aperto un apposito sito web intitolato “Kingon Defense Academy”, dove veniva insegnato come difendere i propri bicchieri dai loro attacchi.
Oggi purtroppo quest’ultimo è stato dismesso ma fortunatamente (?) i preziosi insegnamenti sono ancora reperibili sul canale YouTube, di cui vi lascio il link.

(Se vi interessa, comunque, si trovano facilmente anche molti degli spot mandati in onda in televisione.)

Ma perché i kingon volevano a tutti i costi questi bicchieri?
A quanto pare, perchè contenevano cristalli di dilitio, un minerale raro e prezioso, essenziale per far funzionare i motori a curvatura delle astronavi.

MARTEDÌ DELLO XENO – IL PESCE DI BABELE

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una creatura piccola e brutta ma estremamente utile, proveniente dall’universo narrativo della Guida Galattica per Autostoppisti creato da Douglas Adams.

Il Pesce di Babele è un parassita extraterrestre di colore giallo acceso, originario di chissà quale mondo ma ormai ampiamente diffuso in tutto l’universo.
Come forma ricorda un po’ una sanguisuga e viene spesso definito “traduttore universale biologico”, perché quella è – essenzialmente – la sua funzione. Si nutre infatti dell’energia cerebrale del suo ospite e delle persone che gli stanno attorno, assorbendo le frequenze inconsce per poi espellerle direttamente nel cervello sotto forma di una matrice telepatica che le decodifica.

Spiegato in maniera più semplice, vuol dire che infilarsene uno nell’orecchio permette di comprendere istantaneamente qualsiasi linguaggio si senta.

Anche se indubbiamente apprezzata per la sua indubbia utilità, la piccola creatura non è però esente da alcuni aspetti negativi. Per esempio, avendo di fatto rimosso le barriere linguistiche tra le diverse specie e culture, è considerata in assoluto la cosa che ha causato più conflitti in tutta la storia della creazione.
Secondo una certa filosofia, poi, sarebbe anche al centro di una complessa teoria che negherebbe l’esistenza di Dio.

In ogni caso, nella realtà, il Pesce di Babele è sicuramente una delle creazioni più famose di Adams. Non solo appare in ogni “incarnazione” (libri, film, telefilm) della Guida, ma è anche stato ripreso, citato e omaggiato in tantissime altre opere.

MARTEDÌ DELLO XENO – I MOROLIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, dei buffi alieni con un gran senso del ritmo.

I Moroliani sono extraterrestri originari del pianeta Morodia, apparsi nella serie di videogiochi musicali “Space Channel 5”, sviluppata da SEGA a partire dal 1999, e come easter egg in tanti altri titoli della casa.

Alti poco meno di un umano (diciamo attorno al metro e mezzo), come aspetto sembrano quasi una fusione tra gli astronauti di Among Us e il Pupazzo gonfiabile che saluta come uno scemo.
Hanno infatti quattro arti lunghi e sottili, con mani che ricordano dei guanti senza dita, e due lunghe antenne che terminano in una sorta di bulbo luminescente, sempre giallo a prescindere dal colore dell’individuo (che può essere tra i più disparati).
La loro pelle, poi, è così liscia da sembrare fatta di plastica e sono totalmente privi di volto, al posto del quale hanno un piccolo “scatolino” rosso dotato di schermo.

Della loro società e di Morodia stesso non si sa praticamente nulla se non che i suoi abitanti guardano la televisione (come si vede in alcuni filmati e si può dedurre dal fatto che, nel sequel del gioco, i moroliani rimasti sulla Terra hanno fondato il loro canale TV privato: Moro-Channel 5) e che sono in possesso di una tecnologia molto avanzata, che include emettitori di raggi che costringono le persone a ballare.

Anche se nella serie svolgono spesso il ruolo di antagonisti, in generale non si tratta di una specie malvagia od ostile.
Entrambe le volte in cui hanno cercato di invadere il nostro pianeta, infatti, erano stati ipnotizzati (attraverso la TV) da qualcun altro, il vero cattivone del gioco.

MARTEDÌ DELLO XENO – I VENUSIANI CON TRE OCCHI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, gli alieni protagonisti di uno dei colpi di scena più famosi della storia della televisione, apparsi nella serie antologica “Ai confini della realtà”, del 1959.

I Venusiani con tre occhi sono extraterrestri originari – lo dice il nome stesso – del pianeta Venere che, stando a quanto raccontato nell’episodio “Chi è il vero Marziano?” (numero 28, stagione 2), si sono abilmente infiltrati tra noi per studiare la nostra specie prima di un’invasione su larga scala.

A livello estetico sono del tutto identici agli esseri umani, fatta eccezione per un terzo occhio al centro della fronte, solitamente nascosto dietro a un cappello o con altri espedienti simili.
È però probabile che a livello biologico ci siano anche molte altre differenze, soprattutto considerando quanto ostile sia il clima di Venere rispetto a quello terrestre. Loro, in ogni caso, sembrano essersi adattati bene anche a quello.

Della loro civiltà e tecnologia si sa pochissimo (non è rilevante ai fini dell’episodio) ma il loro intento è chiaro: conquistare il pianeta Terra.
Proprio come vogliono fare i Marziani con tre braccia, altri alieni infiltratisi tra gli umani con lo stesso scopo, la cui flotta d’invasione è stata però annichilita da quella venusiana.

Questo viene rivelato alla fine dell’episodio, nel colpo di scena a cui accennavo prima, poco prima della sequenza in cui un venusiano si toglie il cappello e rivela il suo terzo occhio.
Una scena e un effetto speciale che, nella loro semplicità, ai tempi colpirono molto gli spettatori e finirono con l’entrare nella memoria collettiva degli appassionati di fantascienza, tanto da venire spesso citati in numerose altre opere successive.

Ultima curiosità: i venusiani di quest’episodio non sono gli unici a essere apparsi in “Ai confini della realtà”. In altre due puntate – tenendo conto solo della serie originale – vengono infatti rappresentate altre due versioni completamente diverse di extraterrestri provenienti da Venere.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ALIENI TRUFFATORI NUDISTI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, degli alieni di cui è bene diffidare, provenienti dall’universo di Futurama.

Gli Alieni Truffatori Nudisti (non si conosce, purtroppo, il vero nome della specie o il loro pianeta d’origine) sono creature completamente glabre, con la pelle color rosa acceso e molto flaccida che però non si degnano di coprire con alcuna forma di indumento. Hanno inoltre una sorta di piccola escrescenza che collega il naso al labbro superiore, finendo con il penzolare davanti alla bocca.

Il loro organo più interessante è però sicuramente lo sprunjer, situato vicino al collo, una ghiandola che si gonfia in presenza di informazioni interessanti come password, codici, e altri dati personali che possono essere utilizzati per le loro attività truffaldine.

Come suggerisce il nome, infatti, questa specie è geneticamente predisposta al truffare il prossimo attraverso spam, contratti falsi o con clausole nascoste e altre classiche misure di frode.

È in questo modo che, nel lungometraggio “Il colpo grosso di Bender”, dopo aver incontrato i protagonisti sul pianeta delle spiagge nudiste, sono riusciti a far firmare uno strano contratto al Professor Farnsworth (convinto di aver vinto vinto 400 dollari alla lotteria nazionale spagnola, pur non ricordando di aver mai giocato), rilevando così l’attività della Planet Express.
Avidi e opportunisti, però, non si fermarono lì e attraverso una lunga serie di altre truffe, ben presto estesero la loro influenza all’intera Terra, arricchendosi vertiginosamente.

Per fermarli e liberarsi di loro, fu necessario ricorrere a misure molto drastiche.

MARTEDÌ DELLO XENO – I DRELL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Drell: dall’universo di Mass Effect.

Di forma umanoide, sono una delle molte razze bipedi della Via Lattea, ma il loro tessuto muscolare è leggermente più denso, cosa che gli dona una forza del tutto inaspettata.

Discendono dai rettili, anche se molte caratteristiche derivate da ciò sono nascoste, il loro osso iode è particolarmente sviluppato, permettendogli di gonfiare la gola e produrre suoni vocali al di fuori delle capacità umane. Possiedono anche due serie distinte di palpebre e, per quanto sia insolito per un rettile, anche il sistema di lacrimazione, che gli consente di piangere.

La più affascinante peculiarità Drell è però la loro mente eidetica: nata come naturale adattamento a un mondo che li costringeva a ricordare la precisa posizione di ogni risorsa necessaria (vegetazione, acqua potabile e percorsi di migrazione delle prede), si è sviluppata nel corso del tempo come un vero e proprio “database” che i Drell si ritrovano involontariamente a consultare con lunghi e vividi flashback, nel momento in cui la loro memoria viene stimolata sufficientemente.
Quando questo accade, i ricordi sono così forti che molti Drell finiscono addirittura con il confonderli con la realtà, rivivendo le stesse e identiche emozioni provate anche anni addietro come se stessero capitando in quel preciso momento.

Infine, la maggior parte dei Drell sono profondamente religiosi e fanno una netta distinzione tra quello che è il loro corpo e quella che è la loro anima, ritenendo comunque che essi coesistano insieme e che non possano essere scissi l’uno dall’altra, se non nel momento della morte.

Seguendo questo principio, l’addestramento militare e al contempo religioso degli assassini Drell insegna loro come scindere l’anima dal corpo, usando quest’ultimo come un mero strumento (quasi fosse una pistola o un fucile), sollevando perciò l’anima da qualsivoglia macchia o colpa attribuibile dal crimine commesso.

MARTEDÌ DELLO XENO – LA VORACE BESTIA BUGBLATTA DI TRAAL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un essere alieno nato dalla penna di Douglas Adams, apparso – o quantomeno citato – in tutti i media della Guida Galattica per Autostoppisti, nonché uno dei preferiti dal pubblico.

La Bestia Bugblatta è un animale originario del pianeta Traal, famoso essenzialmente per due cose: la sua voracità e la sua stupidità.

Sembra infatti che non sia in grado di apprendere dalle proprie esperienze e, di conseguenza, si stupisca costantemente di tutto ciò che gli accade attorno.
Non che questo abbia grandissima importanza, dato che il suo flusso di pensieri tipico è (cito testualmente) più o meno “fame… fame… fame… fame… incazzato… fame”.
Descritta come la creatura più violentemente carnivora della galassia, è infatti costantemente affamata. E, cosa ben più strana, ha l’abitudine di chiedere alle proprie vittime il nome prima di mangiarle, così da poterlo incidere in un memoriale creato apposta sulle pareti della sua caverna.

L’aneddoto più famoso che la riguarda, però, è che pare dia per scontato che se la sua preda non la può vedere, allora nemmeno lei è in grado di vederla a sua volta. Motivo per cui la Guida Galattica per Autostoppisti consiglia di avvolgersi un asciugamano attorno alla testa nel caso se ne incontrasse una.

Sull’aspetto fisico, invece, le descrizioni sono un po’ vaghe e talvolta “creative”. Sembra che la bestia abbia una specie di rubinetto in testa e che possa cambiare il colore degli occhi tra rosso, verde e malva.
I pochi sopravvissuti che sono riusciti a scamparle, poi, riportano come sia dotata di denti affilatissimi e girevoli, occhi “lazero-zap” (che presumo voglia dire sparino raggi laser), parecchi artigli fatti di durissimo carburo di tungsteno, pelle ruvida come un’autostrada e abbia il respiro pesante come un Boeing 747.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI UMBRITI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, delle creature provenienti dall’universo di Andromeda, “l’altra” serie di fantascienza ideata da Gene Roddenberry, autore di Star Trek.

Gli Umbriti sono una specie umanoide originaria di Zhu-Zhu Hwai, un pianeta piuttosto isolato nella Galassia del Triangolo, caratterizzato da una forte gravità (circa il doppio di quella terrestre) e dal fatto che la superficie è inabitabile, motivo per cui la civiltà si è sviluppata al di sotto, in un complesso sistema di gallerie sotterranee gremite di persone.

A causa di queste condizioni, gli Umbriti si sono evoluti in una specie fisicamente molto forte e robusta, nonché abituata a vivere in condizioni di scarsa luminosità.
La loro pelle è color azzurro-grigiastra e hanno gli occhi incassati in una struttura facciale robusta che include due grosse zanne che spuntano delle guance. La bocca e in naso, invece, sono appena accennati, quest’ultimo ricoperto da creste.

A livello caratteriale hanno fama di essere poco loquaci ma estremamente leali e collaborativi. Caratteristiche derivate dalla loro struttura sociale, simile a quella di alcuni insetti, che li vede suddivisi in vari sotto-nuclei (spesso corrispondenti alle città) molto interconnessi tra loro.
Col tempo però si sono diffusi parecchio anche nello spazio, probabilmente perché essendo già abituati a vivere in spazi ristretti, trovano facile adattarsi a farlo anche su astronavi e stazioni spaziali.

Pur se a prima vista potrebbero sembrare una specie insettoide, in realtà gli Umbriti sono mammiferi. E una cosa curiosa è che hanno tre sessi: i maschi, le femmine fertili e quelle non fertili.
Questo perché prima che la loro civiltà si evolvesse, il normale ciclo riproduttivo biologico prevedeva che i maschi fecondassero le femmine fertili e che, poi, i nuovi nati venissero accuditi e nutriti da quelle non fertili.
Col tempo e la tecnologia, però, questa cosa è diventata retaggio del passato e la loro società ha sviluppato metodi più egualitari per gestire le nascite.

Close