INFO PER INCONTRARCI AL SALONE DEL LIBRO

 

In occasione della fiera, presenterò in anteprima il manuale “LEVEL UP! Semplice guida al gioco di ruolo“, nel quale ho racchiuso tutta la mia passione per i GDR.
Ovviamente ci sarà anche il mio romanzo post-apocalittico “L’età della polvere – Il Nero e il Giallo“.

Passate a trovarmi, sarà una bella occasione per conoscerci dal vivo!

💣 DOVE? Padiglione 2, stand F18 (Edikit Editore)

💣 QUANDO? Venerdì 20, sabato 21 e domenica 22

💣 COME MI RICONOSCETE? Anche se questa volta non sarò in costume da predona, non rinuncerò a qualche piccolo dettaglio post-apocalittico nel look.

MARTEDÌ DELLO XENO – MORK

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO parliamo di Mork, un personaggio bizzarro e simpatico, primo e famosissimo ruolo da protagonista dell’indimenticabile Robin Williams.

Apparso per la prima volta nel 1978, in un episodio della quinta stagione di Happy Days, piacque così tanto al pubblico e alla produzione da ottenere – quello stesso anno – una serie spin-off tutta sua (Mork e Mindy).

Ma cosa sappiamo di lui?

Come riporta la famosissima sigla cantata da Bruno D’Andrea, Mork è un alieno proveniente dal pianeta Ork, giunto sulla Terra a bordo della sua navicella a forma di uovo.

La sua missione?

Studiare il comportamento degli esseri umani e riferire le sue scoperte a Orson, il suo serissimo superiore. Un compito che egli adempie con gusto e che, negli anni, finirà anche con il renderlo molto popolare sul suo mondo d’origine.

Assegnato a questo incarico per via della sua eccentricità, in contrasto con gli standard orkani (che pare abbiano accantonato le emozioni da molti secoli, un po’ come i vulcaniani di Star Trek), Mork ha un atteggiamento genuinamente curioso e innocente. Un tratto che lo rende accattivante nonostante la lunga serie di comportamenti strani che è solito assumere, come il sedersi sul divano a testa in giù o l’esprimersi quasi solo attraverso battute e giochi di parole, cosa che rende pressochè impossibile capire quando sia serio o meno.

Esteticamente appare in tutto e per tutto simile a un essere umano, anche se spesso e volentieri dà sfoggio di alcune “funzioni fisiologiche” particolari della sua razza, come la capacità di bere attraverso le dita, staccare parti del suo corpo (di solito le orecchie) o rimpicciolirsi a livello microscopico a causa del raffreddore.
Possiede anche dei veri e propri poteri, come quello di paralizzare le persone indicandole con il dito, viaggiare nel tempo (così verranno giustificate le sue “comparsate” in Happy Days) o proiettarsi telepaticamente a lunghe distanze (che è il modo in cui si mantiene in contatto con Orson).
Tutte stranezze che in realtà vengono poco approfondite nel corso delle stagioni e sono più che altro trovate divertenti al servizio della trama.

GIVEAWAY DI SINE REQUIE CON L’ASSOCIAZIONE RE BIANCO

Ieri sera ho avuto l’onore di fare da madrina al giveaway organizzato dall’associazione Re Bianco e intervistare assieme a loro i due autori di Sine Requie, Leonardo Moretti e Matteo Cortini.

Una piacevolissima oretta all’insegna di amabili chiacchiere su morte, zombie e crudeltà umana.

Potete vedere la registrazione della live cliccando qui.

FALLOUT 3: FARE LA NANNA AL MERCATO DI RIVET CITY

 

Fallout 3 – Zona Contaminata.

Mi trovavo a Rivet City – una grande città relitto – per vendere e comprare viveri e munizioni.

Ero al mercato e stavo mangiando il mio ramen istantaneo in santa pace.

Era tardi, avevo sonno, ma volevo giocare.

Sarà stato il tepore di quella cambusa arrugginita, il vociare dei cittadini o le tante guardie a darmi sicurezza e conforto ma mi si chiudevano gli occhi.

Sentivo il joystick scivolarmi via dalle dita. Stavo sprofondando tra i cucini.
La lotta tra me e il sonno finisce presto: vince lui.

Mi risveglio dopo un tempo indefinito, tra spari, urla e coltellate.

La schermata mi avverte che sono morta.

Io sconvolta.

Cos’è successo??

Dopo varie indagini scopro che il mercato di Rivet City NON accetta visitatori notturni.

Quando si avvicina l’orario di chiusura, le guardie ti invitano a uscire.
Se poi le ignori, molto gentilmente, ti sparano un colpo alle rotule.

Scusami Giadine Roxette, la tua unica colpa è che non ho messo in pausa il gioco.

IL MIO NUOVO LIBRO “LEVEL UP!” IN ANTEPRIMA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO!

 

 

Lo annuncio così: il 20/21/22 maggio, al salone del Libro di Torino, presenterò il mio nuovo libro.

Il GDR mi ha permesso di conoscere molti cari amici, esprimere la mia visione del fantastico e vestire – letteralmente – i panni di personaggi che avevo visto solo nei film.
Non ultimo, mi ha introdotto al mondo della scrittura.
È merito del GDR se oggi esiste il mio romanzo “L’età della polvere“.

Questo è un manuale pensato per tutte le persone incuriosite da questo mondo ma che, per un motivo o per l’altro, non hanno mai avuto modo di provare. O per i giocatori neofiti, alle prime armi!
Una specie di “GDR Senza Impegno”, un po’ come i miei video YouTube sulla serie di Warhammer40K.

Per tutti coloro che non giocano per rimanere bambini ma perché hanno capito che la fantasia non ha età.

Ringrazio Edikit perché supporta questi progetti (siamo partiti con il post-apocalittico, ora questo. Il prossimo sarà un libro Pop Up sul transumanesimo ricreativo).

PARASITE EVE [FANTASCIENZA IN POCHI BIT EP. 06]

Una retrospettiva su alcuni dei più classici videogiochi a tema fantascientifico.

Oggi tiro fuori dal cassetto Parasite Eve, un action rpg dalla forte caratterizzazione survival horror con una trama intricatissima, una protagonista sexy e un sacco di mostri orribili.

Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Moose
https://www.bensound.com/

Parti di gameplay per gentile concessione dei seguenti canali:
PKRadiance Gaming BioRhythm, DaTruthDT e Jill_ALPHA_team

CURIOSITÀ SU THE WALKING DEAD

 

The Walking Dead è la serie che, nell’ultimo ventennio, ha diffuso il genere zombie-apocalittico su vasta scala.

Ideata dal regista Frank Darabont, la trama è basata sull’omonima serie a fumetti scritta da Robert Kirkman.

Le vicende sono così appassionanti perché la storia è pregna di personaggi che sono entrati nel cuore del pubblico.
I gruppi di sopravvissuti tentano di ricostruire una società alla deriva, costretti a spostarsi alla ricerca di un luogo che possa diventare non solo un rifugio sicuro ma anche il punto di partenza per ricominciare a vivere.

Ho raccolto qualche curiosità.

– La balestra di Daryl è una Horton Scout HD 125. Quest’arma, lunga 85 centimetri, larga 60, dal peso più o meno di 3 chili, ha un costo di circa 230 Euro.

– La HBO ha rifiutato di essere il network di The Walking Dead perché l’aveva giudicata una serie troppo cruda.

– Il personaggio di Michonne, all’inizio, è molto misterioso. La vediamo nascosta da un mantello o nell’ombra. Questo perché l’attrice che avrebbe interpretato il ruolo non era stata ancora ingaggiata.

– Nella versione originale, la parola zombie non viene mai utilizzata. I morti vengono chiamati: walkers (vaganti), herds (mandrie), biters (azzannatori) o undead (i non morti).

– Dudley (il cane con un occhio solo che compare nella serie) ha perso l’occhio salvando il suo padrone da un’aggressione.

– Nelle scene in cui gli zombie azzannano le vittime, in realtà stanno mangiando carne di maiale.

– Esiste una Walker University in cui gli aspiranti zombie vengono selezionati e allenati per deambulare come si deve. Durante le riprese, infatti, gli zombie non devono fare alcun rumore (vengono poi aggiunti in post-produzione). E non possono sbattere le palpebre.

– Nel finale della terza stagione vediamo Shane con un’insolita barba. Questo perché l’attore Jon Bernthal stava girando “The Wolf Of Wall Street” e il contratto gli vietava di tagliarsela.

– Lo scienziato del CDC di Atlanta, Edwin Jenner, si chiama così in onore dello scienziato inglese Edward Jenner, che scoprì il vaccino al virus del vaiolo nel 1790.

– Activision ha prodotto un videogioco incentrato su Daryl Dixon e suo fratello Merle: “Survival Instinct”.

Fonti: Hall of Series, Tv Serial

MARTEDÌ DELLO XENO – IT

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, la creatura che ha terrorizzato un’intera generazione.

It è un mostro dell’universo letterario di Stephen King, un’entità dalle origini ignote.
La sua natura è descritta come “indefinibile dall’intelletto umano”.

Pur non avendo un sesso specifico, si riferisce a se stesso parlando al femminile e appare sotto forma di ragno (anche se assume spesso l’aspetto di Pennywise: un clown sadico e perverso).

Pare che la sua vera essenza risieda dei “Pozzi Neri” situati ai confini del Macroverso.

Sembra che It abbia trasferito la propria coscienza sulla Terra milioni di anni prima degli eventi raccontati nel libro, precipitando – come una meteora – nella città di Derry.
Nascosto come un predatore, si risveglia dal suo letargo ogni 27 anni.

Il suo scopo? Sfamarsi.

Sa leggere la mente, le emozioni e agisce sulle percezioni degli esseri viventi: crea quindi immagini, suoni, odori, gusti e sensazioni tattili distorcendo la realtà delle sue vittime per poi ucciderle e assimilarle.

Una delle ragioni per cui It predilige spaventare – e quindi nutrirsi – di bambini è proprio a causa della loro immaginazione: sono facilmente influenzabili.

Immagine: Pinterest Etsy

BUG IN FALLOUT 3: MIO PADRE FISSA IL MURO

 

L’altra volta vi ho raccontato il mio modo di giocare ai videogiochi a scelta multipla.
Oggi vi parlo di un bug che mi ha quasi spaccato un tendine.

Fallout 3: stavo giocando alla partita PERFETTA.

Equipaggiamento giusto, scelte sensate.
Stava andando tutto bene con le quest secondarie perciò torno a quella principale.
Unica storia che non avevo mai completato.

Quindi ritrovo mio papà: uno scienziato il cui obiettivo è quello di fornire acqua pulita in tutta la Zona Contaminata attraverso il Progetto Purezza.

Va bene.
Lo accompagno a un vecchio laboratorio presso il Jefferson Memorial dove farà i suoi esperimenti.

Arrivo alla struttura ed entro dalla porta ma lui non mi segue.
Esco dalla porta.
Lo vedo appiccicato al muro, la faccia contro la parete esterna.

Quando gli parlo mi risponde un freddo “vai dentro, io ti seguo”.
Va bene, rientro.

Sono ancora sola e a questo punto mi chiedo che problema abbia.

Giro tutta la struttura radendo al suolo scarafaggi radioattivi, hackerando computer, disattivando torrette. Non c’è più nulla da eliminare. Il posto è pulito.
Esco e provo a parlargli ancora ma nulla. Resta fermo.
Attendo qualche ora accanto a lui prima dentro e poi di nuovo fuori.

Qualcosa non funziona. È chiaro.
Accendo e spengo gioco e console ma quando riprendo lo vedo ancora incollato a quella parete di cemento.

Potrei abbandonare e lasciare mio padre lì come un cretino a godersi il suo muro ma devo concludere quella partita.

Passo alla violenza: gli tiro un pugno per farlo ripigliare. Poi un colpo di rivoltella.
Nulla.
Esasperata, tiro fuori il Fat Man e nuclearizzo la zona, compresa me stessa.
Io muoio, mio padre e il muro rimangono un punto fisso nello spazio e nel tempo.

Ricarico l’ultimo salvataggio.

Sto per scaricargli addosso l’ira del mio “spara-patate” quando, per sbaglio, gli tiro una spallata e lui si sposta di un millimetro.

Allora inizio a puntarlo e spingerlo con tutta la forza del mio pollice, tenendolo in equilibrio tra lo spallaccio di cuoio borchiato e la pettorina perché, ogni volta che mi sfugge, ripoppa al punto di partenza.

Quest’operazione di giocoleria dura circa 30/45 minuti.

Premo la levetta fino a bruciarmi un tendine mentre mio padre mi fissa con uno sguardo da ebete chiedendosi, probabilmente, dov’è il suo muro.

Alla fine arriviamo a destinazione.
Lui si riprende e mi racconta del suo progetto.

Dopo nemmeno dieci minuti di gioco c’è una fuga di radiazioni e muore avvelenato.

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