UNA FRESCA GIORNATA TRA LE BATTAGLIE

 

Due parole sul torneo di Warhammer 40.000 Black Tower Summer Edition al quale sono stata ospite domenica 16 giugno.

Evento super piacevole, in una location davvero suggestiva e fresca: eravamo in tanti ma comunque c’erano i tempi e gli spazi per godersi le partite con agio.

Sono stata molto contenta di aver scoperto un altro po’ l’ambiente competitivo (che da giocatrice occasionale non conosco molto), di aver potuto girare tra i tavoli a guardare un sacco di belle miniature (ce n’erano davvero di stupende!) e parlare con tanti appassionati del settore!

Volevo quindi ringraziare l’associazione ludica La Torre Nera di Crema per la grande ospitalità. Spero di rincontrarvi presto!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI HOBGOBLIN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie con un nome che ricorda molto D&D (anche se non c’entra nulla).

Gli Hobgoblin sono alieni mostruosi provenienti da un pianeta sconosciuto, protagonisti dell’omonimo film del 1988: una commedia horror – magnificamente sottotitolata “la stirpe da estirpare” per il mercato italiano – prodotta sulla scia del successo di altri mostriciattoli pericolosi e dispettosi, come i Gremlins o i Critters.

E, in effetti, il loro aspetto fisico ricorda un po’ quello che potrebbe nascere dall’unione tra un gremlin e un gatto a pelo lungo.

Sono infatti di taglia abbastanza contenuta, alti meno di mezzo metro, con la pelle verdastra, occhi gialli dalle pupille a taglio e lunghi artigli affilati, così come i loro denti.
Buona parte del corpo, soprattutto la schiena, gli arti e la testa – incluse le orecchie – sono inoltre ricoperti da una folta pelliccia grigia.

La loro capacità più peculiare, però, è quella di leggere la mente delle persone e proiettare psichicamente delle illusioni (comunque tangibili e potenzialmente nocive) che si rifanno ai loro desideri più profondi.
Un meccanismo che, vista la loro indole maligna, queste creature usano per tormentare le loro vittime. E non per mangiarle o altro, ma solo per puro e semplice sadismo!

Una trappola particolarmente infame, visto che l’unico modo per mettere fine a una di queste illusioni, sembra, è quello di fare fuori lo specifico Hobgoblin che l’ha generata.

CORTO CIRCUITO

 

“Corto Circuito” è un film di fantascienza del 1986 per la regia di John Badham, nonché (assieme al suo sequel del 1988) un caposaldo della programmazione televisiva per ragazzi degli anni ’90.

Il punto forte della pellicola, quello di cui tutti si ricordano e anche ciò per cui è stata investita la maggior parte del budget, è sicuramente il robot protagonista, Johnny 5, animato attraverso effetti speciali pratici (radiocomandi, suite di telemetria, etc.) per interagire realmente sul set con gli altri attori.

Il risultato fu molto convincente. E in effetti, a dirla tutta, forse complice anche il doppiaggio, da bambina, con quelle sorte di alettoncini che gli fanno da sopracciglia, lo trovavo decisamente molto espressivo.

La trama è piuttosto semplice, ma godibile: l’azienda NOVA Robotics ha costruito cinque prototipi di robot militari (con tanto di cannone laser sulla schiena) e, durante un temporale, il numero 5 viene colpito da un fulmine.
Il corto circuito sortisce lo strano effetto di dotare il robot di autocoscienza e, per una serie di coincidenze e vicissitudini, lo conduce fino a casa dell’ecologa Stephanie Speck.
Grazie a lei, Numero 5 comprende di essere “vivo”. Una tesi che però l’azienda rigetta, ritenendolo semplicemente un prodotto difettoso (e pericoloso) e preferendo optare per la sua distruzione.
Il robot e la sua nuova amica, aiutati dal Professor Newton (lo scienziato che l’ha progettato) sono quindi costretti a darsi alla fuga per evitare che il poverino venga “terminato”.

Ultima curiosità: il concept originale del film era vagamente ispirato a un racconto di Asimov intitolato “AL-76”, dove un robot minerario destinato alla Luna viene per sbaglio consegnato in una piccola cittadina rurale della Virginia.
Inizialmente spaesato, l’automa riesce poi ad andare molto oltre la sua originale programmazione proprio grazie alle esperienze vissute in un contesto diverso da quello per cui era stato pensato.

LA EXXON VALDEZ IN WATERWORLD

 

*Piccola curiosità su Waterworld*

Durante la lettura del tatuaggio sulla schiena di Enola, il Diacono si avvicina a una fotografia e dice: “Capitano San Joe ci siamo, dopo secoli e secoli di buio”.

Ma chi è San Joe?

Si tratta di Joe Hazelwood, capitano della petroliera Exxon Valdez [che poi si rivelerà essere proprio la stessa del Diacono].

La nave è tristemente famosa per un incidente che provocò una delle più grandi fuoriuscite di petrolio della storia.

Una petroliera immensa: lunga 300 metri e larga 50, il 24 marzo 1989 attraversò lo stretto di Prince William carica di petrolio.
Il comandante chiese al locale comando della guardia costiera di cambiare rotta per evitare alcuni piccoli iceberg ma per una serie di equivoci le manovre furono troppo lente e la nave urtò contro una scogliera disperdendo nell’ambiente circa 42.000 m³ di greggio e inquinando 1.900 km di coste.

La società Exxon fu poi condannata in sede civile e penale per oltre un miliardo di dollari: il maggior risarcimento fino ad allora mai registrato per un disastro industriale.

MARTEDÌ DELLO XENO – I CALAMARI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni a cui certo non mancano i tentacoli, protagonisti di una delle scene più divertenti del film Men In Black (1997).

I Calamari (così chiamati dall’agenzia MIB, il vero nome della specie non lo conosciamo) sono creature extraterrestri che ricordano, per l’appunto, dei cefalopodi.
Sullo schermo, fino a oggi, se ne è visto bene solo un esemplare neonato ma penso si possa assumere con relativa certezza che gli adulti abbiano un aspetto essenzialmente uguale, solo con proporzioni diverse.

Dotati di grande forza fisica, questi alieni hanno una forma solo vagamente antropomorfa: testa e busto sono assimilabili – almeno come collocazione e dimensione – a quelli di un umano, ma al posto degli arti hanno un gran numero di tentacoli, così come sul retro del capo, alcuni più grossi e altri più piccoli.
La pelle è color grigio-marroncina e sul volto spiccano due grossi occhi neri privi di iride.
Non hanno peli sul corpo né naso ma solamente due buchini al centro del volto, sopra una bocca all’apparenza “normale”. Sulla fronte, infine, spuntano due file di piccoli corni.

Nonostante questo, anche se non è ben chiaro come, il loro travestimento risulta convincente e quando si trovano sulla Terra non hanno alcun problema a farsi passare per umani.

CI VEDIAMO AL TORNEO BLACK TOWER SUMMER EDITION!

 

Domenica 16 giugno sarò ospite dell’associazione ludica La Torre Nera di Crema in occasione del torneo di Warhammer 40.000 Black Tower Summer Edition.

Io ci sarò solo la domenica, ma l’evento comincia già da sabato 15 e saranno due giorni di battaglie feroci ambientate nella tetra oscurità del lontano futuro, con in palio addirittura un biglietto per partecipare alla finale del Campionato Mondiale che si terrà ad Atlanta in novembre!

Per ulteriori informazioni, vi invito a visitare le loro pagine social.

In loco, invece, mi vedrete al mio stand [con tutti i miei libri] e poi gireró tra i tavoli per sbirciare le partite e soprattutto i modelli delle armate partecipanti, dato che sarò uno dei giudici (facilmente corrompibile con cibo, complimenti e bonifici, sappiatelo) per il premio pittura.

Se siete in zona e avete piacere, veniteci a trovare!

💣 DOVE? presso il circolo La Torre Nera, Piazza Istria e Dalmazia, Crema (CR)

💣 QUANDO? Domenica 16 giugno, dalle 9 alle 18.

I FRATELLI DI FERRO [WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO EP. 55]

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi parlo dei Fratelli di Ferro, robot senzienti che affiancano gli Squat all’interno delle Leghe dei Votann.

Musica di sottofondo: Myuu – Final Boss

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

LIVE GDR – SINE REQUIE: 200 – PARTE 3 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, per direttiva di Z.A.R., siamo tornati nel Soviet di Sine Requie Anno XIII!

Io ho fatto da Cartomante mentre Matteo Curte Cortini, Leonardo Moro Moretti, Fabio Passamonti e Simone Anselmi passeggiavano nei condotti dell’areazione come in Die Hard.

Nella scorsa sessione, i lavori di riqualifica del Settore 745-T hanno preso una piega inaspettata e preoccupante.
E, tra interfoni che trasmettono incessantemente la parola “patria”, pezzi a caso (anche umani) che arrivano in maniera irregolare sul nastro, rumori strani, fumo e gente che si sente minacciata nelle aree confinanti, il gruppo di operai ha deciso di vederci un po’ più chiaro.

Svitata la grata protettiva e bloccata la ventola, sono quindi riusciti ad avere accesso al condotto di areazione sperando di trovare una via d’uscita.
Purtroppo però c’era solo sporco e un operaio impazzito che ha aggredito Piscio con un pezzo di lamiera appuntito, sul quale però, grazie all’intervento di Quattro Denti, sono riusciti ad avere la meglio nonostante lo spazio ristretto.

E dopo una diatriba con la compagna Prima, il gruppo ha lasciato la propria area, spostandosi in quella adiacente, dove è evidente che sia successo qualcosa di terribile.

Qualcuno verrà a salvarli?

MARTEDÌ DELLO XENO – I KAALIUM

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni la cui passione per le costruzioni va ben oltre il lego o il meccano.

I Kaalium sono una specie di cyborg extraterrestri apparsi nel film “Destinazione Terra” (Moontrap), del 1989.

Presumibilmente originari della Luna, sappiamo per certo che vi sono rimasti negli ultimi 14.000 anni, dopo aver annientato gli umani che anticamente abitavano il satellite, forse i loro stessi creatori.
Da allora si sono concentrati sulla costruzione di una grossa navicella con cui raggiungere la Terra, determinati a conquistarla.

Il “pezzo base” di ogni Kaalium è una sorta di uovo rossastro grosso più o meno quanto un’anguria, fatto di un materiale sconosciuto ma molto resistente.
Quando questa parte si apre, ne escono un braccio e due tentacolini metallici. Il primo è in grado di interfacciarsi con qualsiasi sistema (organico o meno) e prenderne il controllo, mentre i secondi vengono usati per costruire un corpo con i materiali che l’alieno ha a disposizione vicino a sé.
Il risultato è spesso un cyborg-accozzaglia di parti organiche e metalliche che il Kaalium continuerà a cercare di migliorare ogni volta che ha la possibilità di acquisire nuovi pezzi. Ma, a prescindere da questo, una volta costruito il corpo, l’uovo (o modulo base, come viene definito di solito) agisce come una testa e lo controlla a piacimento.
Ed è anche l’unico vero punto debole, distruttibile con un colpo di pistola o con un forte urto, mentre il resto del corpo non sembra avvertire alcuna forma di dolore e -compatibilmente con il materiale di cui sono fatti i suoi componenti – è piuttosto resistente.

Un’altra peculiarità, che però può essere solo presunta, è il fatto che il modulo base funga anche da fonte di energia perpetua, cosa che permetterebbe al corpo di rimanere attivo a tempo indeterminato.

ARCHAONORA TORNA IN MONFERRATO

 

*il Munfrà Game Days 2024 in un’immagine*

L’anno scorso avevo solo l’elmo, a questo giro ho preso anche la spada, l’anno prossimo punto a cavalcare Dorghar.

Sono state due giornate di giochi, tornei [erano davvero tantissimi] e incontri con amici standisti e pittori [L’Astropate e Astropatata, Crimson Forge Painting, Lou Miniatures, Dominaria, Gilda dei Giochi, Aristea, Mordheim Italia, La Contea Sanremo, Dragon’s Works, Mindwork Studio, TNC – Team National Competition] e con tanti lettori 💣💣

Sono davvero felice che l’Età della polvere vi stia piacendo, è sempre strano commentarlo insieme, come se i personaggi fossero in qualche modo “vivi”. Questo mi rende molto orgogliosa 🥹

Poi ci tengo a ringraziare ovviamente l’organizzazione:
Vendemmiatori Implacabili, Warmasters Academy, Agilebalzo e Manuele “Meme” Venaruzzo per l’accoglienza ❣️

Ringraziamenti speciali per:
Arkendom per avermi fatto provare il gioco!
Anvilresin per i regalOrki [che dipingeró nelle prossime settimane].
Ed Eleonora Suppo e Andrea Domenico Ballesio per i libri [racconti brevi] sui primarchi 💯💯

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