MARTEDÌ DELLO XENO – I NEUTRALI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una specie dell’Ordine Democratico dei Pianeti.

I Neutrali di Futurama sono umanoidi.
Vestono con abiti grigi, in tinta con la loro pelle e non cedono mai ad alcun tipo di emozione, nemmeno quando sono sotto attacco.

E nulla, non ho trovato altro ma anche se compaiono per pochi minuti, voglio ricordare questo scambio di battute che li caratterizza molto bene.

*situazione di forte emergenza. Ufficio del Presidente dei Neutrali*

– Vostra Neutralità, allarme beige.
– Se non dovessi sopravvivere, di’ a mia moglie: “Ciao”.

L’ETÀ DELLA POLVERE E LEVEL UP ALL’ULTRACON DI CREMONA!

 

Questo week-end sarò a Cremona per partecipare all’Ultracon, la fiera dedicata a fumetti, videogiochi e cultura pop!

Tra le decine di stand troverete anche quello di Edikit, il mio editore. Sarò lì tutto il giorno per promuovere sia i romanzi post-apocalittici de “L’età della polvere” che “LEVEL UP!”, la mia guida introduttiva al gioco di ruolo.

Passate a trovarmi anche solo per un saluto, sarà una bella occasione per conoscerci dal vivo!

💣 DOVE? Stand 5 (Edikit editore).

💣 QUANDO? Sabato 14 e domenica 15 gennaio, dalle 10 alle 19.

💣 COME MI RICONOSCETE? Anche stavolta sarò in costume da predona post-apocalittica. Non potete sbagliare!

IL DEUS EX MACHINA COME STRUMENTO NARRATIVO

 

Lo sentiamo spesso nei GDR ma anche quando si parla dell’intreccio narrativo di un’opera: “deus ex machina”, letteralmente “divinità (che scende) dalla macchina”.

Ma cosa significa e da dove deriva quest’espressione?

Dobbiamo tornare all’antico teatro greco.
La frase indica un personaggio (o un evento) che compare sulla scena per risolvere gli intrecci della trama in modo così inaspettato da risultare quasi improbabile da credere.

Quindi, nel momento in cui interveniva questo “risolutore”, l’attore era posizionato su una specie di gru in legno, mossa da un sistema di funi e argani, chiamata “mechanè” e veniva calato sulla scena dall’alto, simulando l’intervento di una divinità che scende dal cielo.

Secondo Aristotele, si tratta di un espediente sicuramente utile ma non bisogna cedere alla pigrizia e sfruttarlo troppo spesso.
Un uso eccessivo del “deus ex machina” era considerato prerogativa di autori poco raffinati che, altrimenti, non sarebbero riusciti a sciogliere trame troppo complesse.

INVAXÖN – ALIENI IN LIGURIA

 

Non so se qualcuno l’ha visto ma volevo segnalarvi “InvaXön – Alieni in Liguria”, diretto da Massimo Morini e Enzo Pirrone.

Esatto. Gli alieni sono a Genova.

La vicenda ruota attorno a un reale fatto di cronaca datato 1978: protagonista è il metronotte Fortunato Zanfretta (presente nel film) che affermò d’essere entrato in “contatto” con creature venute dallo spazio. Un evento unico, accaduto sulle alture di Marzano di Torriglia.

La pellicola, nata come iniziativa amatoriale, si è poi trasformata in un prodotto cinematografico vero e proprio, con certificazione THX.
E se la resa della storia è un po’ scadente – complice il fatto che gli interpreti non sono attori professionisti – devo spendere buone parole per lo scopo ultimo di questo film perché è stato concepito con scopi benefici.
Il ricavato, infatti, è stato devoluto all’Associazione sindrome dell’X fragile.

Per questo motivo troviamo anche diversi ospiti legati al capoluogo ligure che hanno voluto contribuire con una piccola parte all’interno della storia.
Tra i tanti cito Dario Vergassola, Paolo Villaggio, Ricchi e Poveri, Matia Bazar, Gialappa’s Band ed Elio e le Storie Tese.

Vi lascio anche il link per vedere il trailer.

I CULTI DEI GENORAPTOR [WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO EP. 34]

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi parlo degli ibridi nati dall’unione fra tiranidi e altre specie aliene, i subdoli e pericolosissimi Culti dei Genoraptor!

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

MARTEDÌ DELLO XENO – SCORPIUS

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, uno dei principali antagonisti della serie Farscape.

Scorpius è il Comandante delle forze dei Pacificatori, una creatura dalla personalità complessa, che deriva delle sue origini.

Utilizzato come parte di un programma sperimentale condotto dall’Impero Scarran, Scorpius ha sviluppato un odio profondo per la società di schiavisti che l’ha sempre maltrattato.
Il suo obiettivo finale, quindi, è vendicarsi di loro, sterminando l’intera specie.

Scorpius appare freddo e arrogante ma è molto più sfaccettato di quanto sembri.
Paziente calcolatore, manipolatore privo di scrupoli e molto intelligente, farebbe qualsiasi cosa per raggiungere i propri scopi e questo lo rende uno degli individui più motivati e pericolosi dell’intera serie.

Ha anche delle capacità interessanti: la natura ibrida gli permette di vedere l’impronta energetica di un essere vivente e sondarne la sincerità.
Inoltre è incredibilmente forte e resistente (anche alle radiazioni).

BENEATH A STEEL SKY

 

Chi si ricorda “Beneath a Steel Sky”?

L’avventura grafica per MS-DOS e Amiga sviluppata da Revolution Software e pubblicata da Virgin Interactive, uscita nel lontano 1994.
Distribuita sia in versione floppy-disk che in CD-ROM, includeva anche un fumetto promozionale (a edizione limitata).

L’ambientazione è fantascientifica/cyberpunk, collocata in Australia.
Enormi città-stato hanno inglobato la maggior parte del territorio e chiunque non viva al loro interno è considerato un selvaggio.

Union City, luogo in cui si svolge il gioco, è una di queste città.
Costruita su tre livelli sovrapposti troviamo le abitazioni dei ricchi, per una volta, ai piani inferiori.
Al “Livello Terra”, infatti, c’è il complesso più lussuoso, nello strato centrale si concentrano le case del ceto medio e sui livelli superiori ci sono gli impianti industriali e gli alloggi dei D-LINC (la fascia più bassa della popolazione e a cui non è consentito l’accesso agli altri piani).

La storia è fortemente influenzata dai romanzi cardine della fantascienza tra cui Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, 1984 di George Orwell ma anche un po’ del Neuromante di William Gibson.
Sembrerebbe un miscuglio di generi ma la trama riesce a mantenere una certa coerenza inserendo anche diversi momenti di comicità (che ricordano vagamente lo stile Sierra Entertainment e LucasArts).

MARTEDÌ DELLO XENO – KISEIJU, L’OSPITE INDESIDERATO

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un ospite indesiderato.

Dei parassiti alieni, dalle sembianze molto simili a quelle dei vermi, invadono la Terra con lo scopo di entrare nel corpo degli esseri umani.
Come? Attraverso naso e orecchie, in modo da raggiungere il cervello e prendere il controllo del corpo.

Tra i tanti parassiti precipitati dal cielo, uno prova a entrare nell’orecchio di Shinichi Izumi, un ragazzo di diciassette anni che vive con i suoi genitori in un quartiere di Tokyo, fallendo però nel tentativo.
L’alieno, avendo svegliato Shinichi ed essendo stato scoperto, non ha altra scelta che entrare nel corpo della sua vittima facendo un buco nel suo braccio destro: un’azione disperata che poi gli impedirà di raggiungere il cervello per sempre, perché il ragazzo riesce a usare il cavo degli auricolari per legarsi il braccio.

Shinichi e Destry – soprannome del parassita – mantengono quindi intelletto e intelligenza separati ma sono costretti a convivere nello stesso corpo.

Tra l’altro, dato che Shinichi ha ancora il controllo del suo cervello, i due diventano anche il bersaglio degli altri parassiti che vedono gli umani solo come cibo, una dinamica che li porterà a far fronte comune per la loro sopravvivenza.

L’AUTOMA CAVALIERE, IL “ROBOT” DI LEONARDO DA VINCI

 

Tra un pandoro e un panettone, oggi vi parlo dell’Automa Cavaliere: il “robot” di Leonardo da Vinci.
È un progetto ideato intorno al 1495, probabilmente a seguito dei suoi studi di anatomia.

Supponiamo che abbia presentato il cavaliere meccanico durante una festa alla corte di Ludovico Sforza ma non esistono prove certe dell’effettiva realizzazione della sua idea.

Nel 1950 però, grazie agli studi di Carlo Pedretti (uno dei massimi esperti delle opere di Leonardo) si comprese che alcuni disegni contenuti nel Codice Atlantico potevano rappresentare un robot. A seguito di questa intuizione, seguendo fedelmente i disegni, è stato costruito un automa funzionante.
La realizzazione non è stata facile, perché ogni parte dell’automa era disegnata in un singolo foglio, senza spiegazioni su come collegarle tra loro ma alla fine sono riusciti nell’impresa.

Si tratta di un soldato rivestito da un’armatura medioevale, capace di alzarsi in piedi o muovere braccia e testa. Il tutto funziona tramite cavi e pulegge: la macchina si compone di due diversi meccanismi che controllano, in maniera indipendente, uno la parte superiore del corpo e l’altro quella inferiore.

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