L’IMPERO T’AU [WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO EP. 22]

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi racconto qualcosa dei Tau, xeno ipertecnologici che seguono la filosofia del Bene Superiore.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

MARTEDÌ DELLO XENO – BLOB, FLUIDO MORTALE

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo di Blob nella sua versione “Fluido mortale” del 1958.

Giunto sulla terra tramite una piccola meteora, Blob è un ammasso gelatinoso di colore rossastro e di forma indefinita che si muove rotolando su sé stesso.
Potremmo paragonarlo a un grosso macrofago del sangue: si nutre assimilando la carne di ogni essere vivente che incontra, uccidendolo al suo interno in pochi secondi.

Più si nutre, più aumenta di volume.

Passa attraverso qualunque varco, non conosce ostacoli.
È praticamente indistruttibile ma ha un punto debole: il freddo. L’unica condizione che riesce a indurire la sua struttura.
Viene infatti fermato con estintori ad anidride carbonica e successivamente trasportato nell’Artico dove resterà bloccato.

Non si sa se il Blob sia intelligente ma avverte sicuramente le variazioni di luce, temperatura, magnetismo e capta anche i movimenti degli esseri che gli stanno intorno.

Piccola curiosità.
Per rappresentare la creatura nel film “Fluido mortale”, venne utilizzata una mistura di silicone verniciata di rosso fragola.

IL GIOCO DI RUOLO COME SPUNTO NARRATIVO

 

Il gioco di ruolo può essere utilizzato come spunto narrativo?

L’universo del GDR è tanto vasto quanto pieno di idee originali.

Sarà per questo motivo che c’è una tendenza sempre maggiore nel trasporre le storie “di ruolo” dal gioco alla narrativa.
Questo perché il giocatore che veste i panni di un personaggio entra in empatia con la sua storia già attraverso la costruzione del background.

“Ruolare” – un termine tradotto dall’inglese in un modo un po’ goffo – ha un significato stupendo.
È la comprensione del proprio PG ma è anche il modo in cui si relaziona con il mondo che lo circonda.
Se ci pensiamo, è ciò che succede in tutte le storie: l’obiettivo dell’autore è quello di trasmettere l’essenza dei propri personaggi e renderne le motivazioni credibili.
Per lo scrittore, infatti, non esiste soddisfazione più grande di quando un lettore è in reale sintonia con l’opera.
E questa è un’operazione molto difficile e delicata che richiede un presupposto fondamentale: essere autentici.

Il GDR fornisce un grande contributo creativo all’immaginazione.
Lo spiega bene María Kodama: “giocare è un’ottima propedeutica al pensiero. Bisogna disporsi a sperimentare con l’immaginazione per poi studiare, approfondire e prendere le misure.”

FARE MUSICA CON I FLOPPY DRIVE

C’è chi li ha visti solo visti in qualche film, altri (come me) ne avranno consumati a decine.

I floppy disk sono un supporto di memorizzazione di tipo magnetico nati nel 1967.

Dal boom negli anni ’80 al declino negli anni ’90, quando vennero introdotti nuovi formati di backup più capienti (come i CD o lo Iomega Zip disk).
Con l’avvento di Internet e delle pendrive USB, i floppy disk diventarono obsoleti e siamo nel 1998 quando Apple Computer le eliminò del tutto dai propri modelli portando sul mercato l’iMac.

Per i nostalgici è ancora possibile leggere i floppy disk attraverso l’utilizzo di unità esterne collegate via USB.

Ma i floppy drive hanno trovato un nuovo, fantastico utilizzo.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI XENOMORFI

 

Forme di vita intelligenti, avvolte nel mistero, in grado di sollevare dibattiti filosofici, morali e religiosi.

Gli alieni sono creature incredibili e sconosciute che hanno fatto la storia del cinema ponendo al pubblico una semplice domanda: siamo soli nell’Universo?

Inauguro quindi la rubrica: IL MARTEDÌ DELLO XENO.

Partiamo dal classico: gli xenomorfi di Alien.
Guidati da una regina, sono creature predatorie che si riproducono depositando un parassita nell’ospite.
Questa forma di riproduzione ha un parziale analogo sulla Terra, tra alcune specie d’insetti.
Numerose vespe parassite hanno l’abitudine di iniettare le loro uova in un corpo ospitante (spesso altri insetti o ragni).
Le larve si schiudono all’interno dell’organismo vivo e ne divorano gli organi interni, finché non emergono.

Disegnati da H. R. Giger e sviluppati da Carlo Rambaldi nel cult di Ridley Scott del 1979, gli xenomorfi uccidono a colpi di coda, lingua e sangue acido.

La “vischiosità del costume” ha origini molto particolari: per creare i tendini delle mascelle sono stati usati preservativi tagliuzzati mentre la bava dell’alieno è stata prodotta utilizzando K-Y Jelly, un lubrificante sessuale.
Pratico ed economico.

I DIVORATORI DI MONDI [WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO EP. 21]

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi parlo dei Divoratori di Mondi, i più arrabbiati tra gli space marine, e del loro primarca, Angron.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

L’UOMO SENZA OMBRA

 

L’uomo senza ombra (Hollow Man) è un film del 2000 diretto da Paul Verhoeven ed interpretato da Kevin Bacon, Elisabeth Shue e Josh Brolin.

Sebastian Caine, uno scienziato geniale ma anche arrogante e pieno di sé, è a capo di un piccolo gruppo di scienziati che sperimentano la scomposizione molecolare con l’intento di rendere invisibili gli esseri viventi.
Quando la squadra ottiene i primi risultati positivi, Sebastian decide di provare il siero su se stesso saltando così lunghe procedure di sperimentazione.
L’esperimento, però, cambierà per sempre la vita del protagonista.

Ho raccolto qualche curiosità.

– Il film è ispirato al racconto “L’uomo invisibile” di Herbert George Wells.

– In seguito al controverso Starship Troopers (1997), Verhoeven ha voluto attenuare i livelli di sesso e violenza del film con l’obiettivo di creare un “blockbuster commerciale convenzionalmente”.

– Come funziona l’invisibilità? Kevin è stato integralmente vestito e truccato di un colore solo (a seconda delle circostanze di nero, verde e blu). La singola porzione dell’immagine è stata poi cancellata elettronicamente con la tecnica “Chroma key”.
Infine, per riempire il buco rimasto, è stato necessario ripetere le riprese facendo compiere alla telecamera gli stessi movimenti appena fatti, ma questa volta senza la presenza di Kevin sul set, così che nell’immagine venisse incluso lo sfondo.

– Altra impresa per i tecnici degli effetti speciali è stata quella di creare un’intera riproduzione digitale di Kevin anatomicamente completa (da utilizzare nelle sequenze in cui il protagonista diventava progressivamente invisibile).
Per riprodurre l’apparato scheletrico è stata fatta la scansione 3D di uno scheletro umano generico al quale poi sono state attribuite le misure specifiche di Kevin.

– Il film è stato il più grande successo di Verhoeven dai tempi di Basic Instinct.

– Guy Pearce ed Edward Norton furono inizialmente presi in considerazione per il ruolo di Sebastian. La scelta ricadde poi su Bacon perché, secondo il regista aveva la capacità di essere “sia affascinante che diabolico”.

– Bacon annotò le difficoltà avute nel recitare sul set dichiarando un “senso di isolamento, rabbia e sofferenza” che sentì indossando la maschera e il costume in lattice.

fonte: nospoiler e wiki

L’ETÀ DELLA POLVERE – SOLD OUT AL FESTIVAL DEL FUMETTO DI NOVEGRO 2022!

 

Come sapete ho passato due giorni di fuoco alla fiera del fumetto di Novegro.
Alla fine “L’età della polvere” è andato, di nuovo, SOLD OUT!

Sono soddisfatta, certo, ma soprattutto sono felice d’aver partecipato a un’esperienza così intensa!
Ho incontrato moltissime persone, giocatori di ruolo e qualche seguace della pagina/canale YouTube è addirittura passato a trovarmi!
S’è parlato per ore di fantascienza, post-apocalittico e – ovviamente – di Warhammer 40.000.
E ho visto tantissimi cosplay originali, curati in ogni minimo dettaglio, creativi (quest’anno, poi, un boom dell’Attacco dei giganti! Ero circondata da Levi: un sogno ❤).

Però ammetto che il ricordo più vivo – e quello che conserverò con cura – riguarda i lettori più giovani.
Ho avuto il piacere di condividere il mio romanzo con ragazzi che si approcciano al mondo del post-apocalittico per la prima volta e, per me, non esiste soddisfazione più grande.

Ora la parte dei ringraziamenti doverosi.
L’ho messa qui in fondo così è più discreta.

Grazie a:

– Stefano e Daniele, per avermi accompagnata sopportando ore di smonta e rimonta, vestizioni e svestizioni, code chilometriche e traffico milanese.
– Giovanni, per sostenermi SEMPRE.
– Andreina, collega scrittrice e compagna di stand con cui ho passato queste due giornate spalla a spalla.
– Edikit, la casa editrice che ha dato vita al progetto.
– Tutte le persone che mi hanno scritto in privato per darmi forza.
– Lo standista di fronte a me: un survivalista che mi ha insegnato un paio di trucchetti niente male.
– Il cosplay del nano di D&D per aver risposto alla mia domanda “Posso fare una foto con te?” con un “Tu puoi fare tutto quello che vuoi con me” confermando che i nani se ne intendono di bellezze baffute.

Close