QUANTO C’È DI VERO IN 1899?

 

La serie 1899 è tratta da una storia vera?
Ci sono molte teorie a riguardo ma, quando si tratta di trame ideate dai creatori di Dark, è abbastanza normale che accada.

Prima di tutto la sinossi: 1899 segue un gruppo di immigrati a bordo di una nave diretta verso l’America. Tutto sembra andare bene fino all’arrivo di un segnale di soccorso lanciato da un’altra nave che si credeva affondata mesi prima. Una trama che parte in modo abbastanza banale ma sfocia in un delirio mistico/tecnologico che, personalmente, mi piace moltissimo.

Quali sono le origini di 1899?
Gli showrunner hanno rivelato che alcuni fatti recenti li hanno fortemente influenzati.
“L’intera prospettiva europea è stata molto importante per noi, non solo dal punto di vista della storia, ma anche del modo in cui l’avremmo prodotta. Essere fedeli alle culture e alle lingue è stato davvero importante, non abbiamo mai voluto avere personaggi di paesi diversi che però parlano tutti inglese. Doveva davvero essere una collaborazione europea, non solo per il cast, ma anche per la troupe. Sentivamo che l’Europa era in declino, volevamo dare un contraccolpo alla Brexit e al nazionalismo in aumento in diversi paesi per tornare a quell’idea dell’Europa e degli europei che lavorano e creano insieme”.

Quindi no, la trama è del tutto fittizia ma la storia delle navi fantasma misteriosamente scomparse nell’oceano è molto reale.
Nel corso della storia, sono sparite molte navi, soprattutto in presunte regioni misteriose come il famoso Triangolo delle Bermuda.
Un esempio: nel 1845, l’HMS Erebus e l’HMS Terror partirono per un viaggio con 129 uomini a bordo. Entrambe le navi rimasero bloccate dal ghiaccio e l’equipaggio morì di fame e ipotermia nei mesi successivi.

In più è la HMS Prometheus (nave protagonista della serie) è esistita davvero. Era un incrociatore di proprietà della Royal Navy britannica, che fu varato nel 1898. Tuttavia non scomparve mai. Navigò fino al 1914 e poi fu venduta.

(So che Netflix ha brutalmente interrotto la serie e rimarrà solo la prima stagione ma questa curiosità mi era piaciuta particolarmente).

MARTEDÌ DELLO XENO – IL GENERALE GRIEVOUS

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, il Generale Supremo dell’Armata di Droidi della Confederazione dei Sistemi Indipendenti, meglio conosciuta come Confederazione Separatista.

Il Generale Grievous (o Qymaen Jai Sheelal) appare per la prima volta ne “La vendetta dei Sith.”

Era un Kaleesh, un signore della guerra, con diverse mogli e bambini.
La sua specie venne coinvolta in un conflitto armato contro gli Yam’rii e Grievous, comandante delle forze armate Kaleesh riuscì a portare alla vittoria la sua gente, fino a raggiungere il pianeta nemico e a distruggerlo.

Il suo corpo è una fusione di strutture robotiche unite a un cervello e occhi organici, un sistema nervoso e organi custoditi nel torace.
Grievous ha scelto di sostituire la maggior parte delle sue parti “di carne” per ottenere forza e resistenza sovrumana che gli consentono di combattere ininterrottamente e di sopravvivere nello spazio aperto.
Inoltre è in grado di compiere movimenti ritenuti impossibili per un umano: può muovere torso e mani a 360° e dividere le sue braccia (dotate di sei dita l’una), in quattro braccia da tre dita.
Infine, è in grado di controllare le armate di droidi, grazie a due antenne trasmittenti montate nella sua maschera.

Addestrato al combattimento con la spada laser dal Conte Dooku, è un abile e malvagio stratega.
Grievous non si fa scrupoli e spesso sceglie di utilizzare tattiche estreme e sleali, servendosi spesso di prigionieri di guerra come copertura per i suoi droidi.

Cova un profondo odio nei confronti dei Jedi, così viscerale che pare ne abbia uccisi più di mille. Non solo: colleziona anche loro spade.

TI PIACE WARHAMMER? (NON) SEI UN VIOLENTO

 

Alcuni generi si prestano a scenari crudi, di forte impatto e mi rendo conto che non tutti vogliano leggere o ascoltare storie violente h24.
Anch’io non sono sempre nel “mood” ideale e ho bisogno di staccare, qualche volta.

Però vorrei mettere un punto sulla credenza che afferma (e qui sintetizzo al massimo): “se ti piace qualcosa di violento allora sei una persona disturbata”.

Non sto per scrivere una verità scientifica o un saggio di psicologia: non ne ho le competenze.
Il post è solo un’opinione derivata dalla mia esperienza. E la dirò in modo sintetico.

Ripesco quindi – solo concettualmente – una domanda che mi hanno fatto qualche settimana fa (anche se questo schema si ripete di continuo, con opere di varia natura e origine).

“Perché ti piace il mondo di Warhammer40K?”
Ecco la risposta “Senza Impegno”: perché mi affascina.

C’è anche quella più corretta e un po’ più filosofica: l’universo del 40K non mi piace per niente. Per questo mi affascina.
Vorrei viverci? No.
Approvo la violenza? Nemmeno. E da seguace di Khorne mi si auto-smonteranno le miniature.

Ma io non sono le opere che amo e i personaggi che mi piacciono.
La mia passione per il genere è come una relazione felice e rispettosa.

Sul campo di battaglia però “i teschi sono tutti per il trono di teschi”.

LIVE GDR – SPIRE, LA CITTÀ DEVE CADERE

Un serata di GDR in compagnia dei ragazzi di Isola di Illyon: Luca Scelza, Nicola de Marco e Michele Facco.

Insieme abbiamo provato un’avventura breve di Spire – La città deve cadere, immergendoci nelle sue cupe atmosfere fantasy-punk per interpretare dei rivoluzionari Drow incaricati di recuperare una nuova, potente, arma prima che cada nelle mani degli Alti Elfi.

Quante scelte difficili e sacrifici siamo stati costretti a compiere? Quali sono state le conseguenze?

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Ofelia’s dream
https://www.bensound.com/

GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI (ACCADEMIA DI SCRITTURA)

 

Condivido con voi questo nuovo articolo che ho scritto per Accademia di Scrittura.

La fantascienza è spesso incasellata come genere “serio”, con problematiche gravi, se non apocalittiche.

Ma lo spazio potrebbe essere raccontato anche in un altro modo, più divertente e leggero (pur esplorando tematiche importanti).
Per questo motivo ho approfondito la storia della “Guida Galattica”, alla ricerca di una risposta un po’ più soddisfacente del semplice “42”.

EXCEL SAGA

 

“Excel Saga – Fumetto Sperimentale Insensato” è un manga scritto e disegnato da Kōshi Rikudō. Ne è stato tratto anche un anime di 26 episodi, intitolato “Excel Saga – Animazione Sperimentale Insensata”.

L’atmosfera dell’opera è improntata sulla satira, con evidenti richiami a film, cartoni animati e videogiochi della cultura pop. Non mancano però riferimenti anche agli aspetti comuni della vita giapponese: dai problemi sul posto di lavoro alla corruzione politica.

La storia segue le vicende della ACROSS, Organizzazione Segreta per la Promozione dell’Ideale, una società che vuole conquistare il mondo. La sua sede è nella Prefettura F (Fukuoka), in cui si trova “Sua Eccellenza Il Palazzo”, Comandante Supremo.

I membri sono Excel, una ragazza iperattiva (innamorata del grande capo) e Hyatt, un’aliena dalla salute cagionevole che muore e resuscita di continuo.
Con loro Frattaglia, un cane dalle sembianze di un gatto, utile anche come cibo di emergenza.

Ogni episodio – parodia di un diverso genere di anime/manga – vede assegnata a Excel e Hyatt una particolare missione per mettere in ginocchio la città. Compito che, di solito, le due non riescono a portare a termine, compromettendo il piano di conquista.

La vera personalità de “Il Palazzo”, invece, si rivela proprio negli ultimi numeri, quando tutto assume un tono più apocalittico e drammatico (con tanto di esplosione nucleare che riduce la prefettura in una landa alla Ken il Guerriero).

Per quasi tutta la storia, infatti, Sua Eccellenza Il Palazzo è un’entità immobile, seduto sul suo trono in attesa che le due ragazze tornino alla sede per aggiornarlo sugli sviluppi delle missioni.
Talvolta lo vediamo giocare con videogiochi, altre suonare e cantare con il proprio gruppo rock. Nell’anime è la parodia del classico cattivo.

Nel manga, invece, spicca la sua personalità distorta, seria e geniale: è uno dei sopravvissuti dell’antica civiltà di Solaria e usa le loro tecnologie per raggiungere il suo obiettivo: la conquista del mondo.

Piccola nota: il doppiatore italiano de “Il Palazzo” è Luca Ward.

MARTEDÌ DELLO XENO – I NEUTRALI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una specie dell’Ordine Democratico dei Pianeti.

I Neutrali di Futurama sono umanoidi.
Vestono con abiti grigi, in tinta con la loro pelle e non cedono mai ad alcun tipo di emozione, nemmeno quando sono sotto attacco.

E nulla, non ho trovato altro ma anche se compaiono per pochi minuti, voglio ricordare questo scambio di battute che li caratterizza molto bene.

*situazione di forte emergenza. Ufficio del Presidente dei Neutrali*

– Vostra Neutralità, allarme beige.
– Se non dovessi sopravvivere, di’ a mia moglie: “Ciao”.

L’ETÀ DELLA POLVERE E LEVEL UP ALL’ULTRACON DI CREMONA!

 

Questo week-end sarò a Cremona per partecipare all’Ultracon, la fiera dedicata a fumetti, videogiochi e cultura pop!

Tra le decine di stand troverete anche quello di Edikit, il mio editore. Sarò lì tutto il giorno per promuovere sia i romanzi post-apocalittici de “L’età della polvere” che “LEVEL UP!”, la mia guida introduttiva al gioco di ruolo.

Passate a trovarmi anche solo per un saluto, sarà una bella occasione per conoscerci dal vivo!

💣 DOVE? Stand 5 (Edikit editore).

💣 QUANDO? Sabato 14 e domenica 15 gennaio, dalle 10 alle 19.

💣 COME MI RICONOSCETE? Anche stavolta sarò in costume da predona post-apocalittica. Non potete sbagliare!

IL DEUS EX MACHINA COME STRUMENTO NARRATIVO

 

Lo sentiamo spesso nei GDR ma anche quando si parla dell’intreccio narrativo di un’opera: “deus ex machina”, letteralmente “divinità (che scende) dalla macchina”.

Ma cosa significa e da dove deriva quest’espressione?

Dobbiamo tornare all’antico teatro greco.
La frase indica un personaggio (o un evento) che compare sulla scena per risolvere gli intrecci della trama in modo così inaspettato da risultare quasi improbabile da credere.

Quindi, nel momento in cui interveniva questo “risolutore”, l’attore era posizionato su una specie di gru in legno, mossa da un sistema di funi e argani, chiamata “mechanè” e veniva calato sulla scena dall’alto, simulando l’intervento di una divinità che scende dal cielo.

Secondo Aristotele, si tratta di un espediente sicuramente utile ma non bisogna cedere alla pigrizia e sfruttarlo troppo spesso.
Un uso eccessivo del “deus ex machina” era considerato prerogativa di autori poco raffinati che, altrimenti, non sarebbero riusciti a sciogliere trame troppo complesse.

INVAXÖN – ALIENI IN LIGURIA

 

Non so se qualcuno l’ha visto ma volevo segnalarvi “InvaXön – Alieni in Liguria”, diretto da Massimo Morini e Enzo Pirrone.

Esatto. Gli alieni sono a Genova.

La vicenda ruota attorno a un reale fatto di cronaca datato 1978: protagonista è il metronotte Fortunato Zanfretta (presente nel film) che affermò d’essere entrato in “contatto” con creature venute dallo spazio. Un evento unico, accaduto sulle alture di Marzano di Torriglia.

La pellicola, nata come iniziativa amatoriale, si è poi trasformata in un prodotto cinematografico vero e proprio, con certificazione THX.
E se la resa della storia è un po’ scadente – complice il fatto che gli interpreti non sono attori professionisti – devo spendere buone parole per lo scopo ultimo di questo film perché è stato concepito con scopi benefici.
Il ricavato, infatti, è stato devoluto all’Associazione sindrome dell’X fragile.

Per questo motivo troviamo anche diversi ospiti legati al capoluogo ligure che hanno voluto contribuire con una piccola parte all’interno della storia.
Tra i tanti cito Dario Vergassola, Paolo Villaggio, Ricchi e Poveri, Matia Bazar, Gialappa’s Band ed Elio e le Storie Tese.

Vi lascio anche il link per vedere il trailer.

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