Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una creatura floreale che potrebbe essere imparentata almeno alla lontana con Audrey II de “La piccola bottega degli orrori” o con la pianta piranha di Super Mario.
Questo gigantesco fiore carnivoro, originario del pianeta Malvie, non ha un nome vero e proprio ma viene chiamato semplicemente “Fiore-Fauce”.
Il motivo è presto detto: sorretta da un gambo spesso e tozzo, ricoperta da una corteccia grigio-verde che ricorda vagamente la buccia di una zucca, si trova una “testa” fatta di petali rossi irti di spine sottilissime. E che, aprendosi come vere e proprie labbra, rivelano una bocca piena di denti aguzzi, bagnata da una “bava” rossastra.
Da varie parti del fusto poi partono alcuni viticci, anch’essi spinati, che la creatura usa per afferrare e tirare a sé le prede.
Qualcuno ha descritto i Fiori-Fauce come “un incrocio tra un’orchidea e la bocca di uno squalo”. E lo trovo molto calzante, soprattutto perché parliamo di piante alte diversi metri e che tipicamente crescono vicino all’acqua!
I Fiori-Fauce così come ve li ho descritti sono nati dalla penna della scrittrice francese Éliane Taïeb (nota anche con gli pseudonimi di Gilles Thomas e Julia Verlanger). Compaiono nel romanzo “L’Ange aux Ailes de Lumière” (letteralmente “L’angelo dalle ali di luce”), pubblicato nel 1978 per la collana “Anticipation” e – per quanto sono riuscita a scoprire – inedito in Italia.
L’illustrazione che ho messo è presa proprio dalla copertina del libro, anche se a dirla tutta non la trovo proprio-proprio fedelissima alla descrizione che viene fatta tra le pagine.
Ultima curiosità: il regista e scrittore Harry Bozino ha recentemente riadattato alcuni romanzi della Verlanger, compreso quello citato prima, sotto forma di fumetti, illustrati dall’artista Carlos Magno.




