ORBITA 9

 

Orbita 9 è un film di fantascienza del 2017 scritto e diretto da Hatem Khraiche.

Helena è nata e cresciuta in completa solitudine all’interno di una capsula spaziale diretta verso il pianeta-colonia Celeste, ultimo baluardo di salvezza per un’umanità ormai sull’orlo del baratro.
L’incontro improvviso con il tecnico ingegnere Alex, il primo e unico essere umano con cui abbia mai avuto un qualche contatto diretto, sconvolgerà la giovane, aprendole gli occhi su di un’inaspettata realtà legata alla vera natura della propria intera esistenza.

Una storia difficile da raccontare senza lasciarsi sfuggire degli spoiler.
Ne parlo in un quadro generale.

Un film che, a tratti, mi ha ricordato Passengers (2016).
Sicuramente più contenuto a livello di mezzi ma affascinante allo stesso modo (nonostante il budget ristretto che mai si dimostra come limitante).

La trama si svolge in maniera semplice e onesta ma la recitazione intima e alienante dà profondità alla vicenda.
Non lo definirei come un film impegnato o particolarmente impegnativo ma gradevole, una produzione spagnola che mi ha sorpreso.

In Italia il film è stato distribuito sulla piattaforma Netflix.

QUALCHE CURIOSITÀ SU CORTO CIRCUITO

 

Corto Circuito (Short Circuit) è un film di fantascienza del 1986 diretto da John Badham, con protagonisti Ally Sheedy e Steve Guttenberg.

“Numero 5” è uno dei robot prototipi costruiti per l’esercito americano dalla NOVA Robotics.
Durante una dimostrazione organizzata per raccogliere fondi, scoppia un temporale e un fulmine colpisce il robot. In seguito all’incidente, sviluppa un’insolita curiosità e scappa dal laboratorio finendo, casualmente, a casa di Stephanie Speck, una giovane ecologa.

Qualche curiosità:

– La storia ricorda quella di AL-76, un racconto di Isaac Asimov del 1942, in cui un robot ben programmato si perde e si ritrova in un ambiente sconosciuto, per lui incomprensibile.

– Durante l’intervista improvvisata a Stephanie, è possibile vedere il cameo del regista John Badham, che appare come cameraman del telegiornale.

– La realizzazione del robot è stata la parte più costosa del film in quanto ha richiesto molte versioni in base alle diverse sequenze da girare.
La maggior parte dei movimenti del braccio di Johnny 5 sono stati controllati con uno scheletro metallico, indossato da un tecnico. Ogni congiunzione aveva un sensore separato, consentendo così il trasferimento dei movimenti eseguiti dal tecnico alla macchina.

– È stato girato ad Astoria, nello stato dell’Oregon. La casa utilizzata per il set è ancora esistente ma disabitata.

– Il film ha un sequel: Corto circuito 2.

– Nel 1987 la Ocean Software pubblicò il videogioco Short Circuit per i computer ZX Spectrum, Commodore 64 e Amstrad CPC, basato con licenza ufficiale.

– Uno dei bracci di Johnny 5 appare nell’episodio Prototipo (il numero 13 della seconda stagione) della serie Star Trek: Voyager.

– Il nome completo del robot era in realtà SAINT Number 5, con l’acronimo SAINT a indicare lo “Strategic Artificially-Intelligent Nuclear Transport”.

– Ally Sheedy e il regista avevano già collaborato in Wargames – Giochi di guerra (1983).

fonte: Film.it

CUBE

 

Cube – Il cubo è un film del 1997, di genere fantascientifico/horror, diretto da Vincenzo Natali.
Ha avuto poi un sequel ”Il cubo 2 – Hypercube” e un prequel ”Cube Zero”.

La storia è incentrata su un gruppo di personaggi – sei, come le facce del cubo – intrappolati in una struttura costituita da numerose stanze, alcune dotate di trappole mortali.
Non si conoscono tra loro e nessuno ricorda come è arrivato lì, né il perché.

Un film inquietante, surreale e disturbante.
L’ansia e la frustrazione dei protagonisti salgono con costanza dopo l’ennesimo, fallimentare, tentativo di evadere.

Per la scenografia è stato costruito un solo cubo di 14 piedi x 14, il cui colore veniva modificato attraverso l’uso di pannelli tinti in maniera diversa.

“La vita è troppo complicata, la ragione per cui siamo qui ci sfugge totalmente”.

IL FAT MAN

 

Il Fat Man appare in Fallout 3 e in Fallout New Vegas ma esiste anche nella realtà!

“Fat Man” era il nome in codice della bomba atomica che fu fatta detonare su Nagasaki il 9 agosto 1945. Fu la seconda arma nucleare ad essere usata in guerra e la terza arma atomica ad esplodere al mondo.

Si basa sull’M388 Davy Crocket, sviluppato dagli U.S.A durante la guerra fredda, in grado di sparare proiettili con testata nucleare.
L’arma fu smobilitata nel 1971.

Il sistema di lancio è pneumatico e accoppiato al peso del proiettile; per questo motivo è a corto raggio.
Questo tipo di tiro venne testato per primo dall’arma anti-carro britannica PIAT nella Seconda Guerra Mondiale, dove il proiettile era scagliato da un meccanismo – simile – a molla (anche se nel caso del PIAT, era utilizzata per accendere la carica propulsiva).

A causa della sua relazione con eventi storici, l’arma è stata rinominata “Lanciatore nucleare” nella versione giapponese di Fallout 3.

I AM MOTHER

 

I Am Mother è un film del 2019 diretto da Grant Sputore.
Thriller fantascientifico di produzione australiana, che in uno scenario post-apocalittico affronta il rapporto uomo-macchina.

Dopo l’estinzione di massa dell’umanità, un droide sceglie tra 63 000 embrioni quello da mettere al mondo e lo alleva come farebbe una madre premurosa e amorevole, in una grande base-bunker al riparo dal mondo esterno contaminato.

Qualche curiosità:

– ll regista e lo scrittore Michael Lloyd Green hanno sviluppato la sceneggiatura del film dopo il fallimento di una storia western.

– Nello sviluppo della trama, Sputore e Green si sono ispirati a film che trattavano di robot e intelligenze artificiali approfondendo a livello sociale il rapporto con gli esseri umani.
“Se esaminate il DNA di questo film, penso che troverete sicuramente richiami ad Alien, Terminator e Moon”, ha detto il regista.

– Il personaggio di Madre “indossa” una tuta robotica unica nel suo genere. Ci sono oltre 250 componenti nell’esclusivo costume da 90 libbre, che viene indossato dal supervisore del progetto, Luke Hawker.

– L’attrice Rose Byrne ha fornito la voce al personaggio protagonista, progettato da un team del Weta Workshop. La compagnia neozelandese, resa famosa dal loro lavoro sui film Il Signore degli Anelli e molti altri progetti negli ultimi 30 anni, ha lavorato con Sputore per creare un personaggio originale che potesse apparire bello sullo schermo e anche essere in grado di eseguire tutte le attività elencate nello script.

LA MUSICA DI RITORNO AL FUTURO

 

Quando si parla di Ritorno al Futuro si pensa subito al concetto del tempo.
Ma Robert Zemeckis dà importanza a un altro fattore che caratterizza ogni epoca storica: la musica.

BACK TO THE FUTURE: MUSIC FROM THE MOTION PICTURE SOUNDTRACK
(Ritorno al Futuro – Colonna sonora)

– The Power of Love – Huey Lewis & The News
– Time Bomb Town – Lindsey Buckingham
– Back to the Future – The Outatime Orchestra
– Heaven Is One Step Away – Eric Clapton
– Back in Time – Huey Lewis & The News
– Back to the Future Overture – The Outatime Orchestra
– The Wallflower(Dance with Me Henry) – Etta James
– Night Train – Marvin Berry and the Starlighters
– Earth Angel – Marvin Berry and the Starlighters
– Johnny B. Goode – Marty McFly& the Starlighters

Tra le canzoni inserite nel film ma escluse nella lista si possono riconoscere:
– The Washington Post – John Philip Sousa
– Mr. Sandman – Four Aces
– The Ballad of Davy Crockett – Fess Parker
– Pledging My Love – Johnny Ace

Alan Silvestri iniziò a lavorare alla colonna sonora a sole due settimane dalla prima.

Fu lui a suggerire il gruppo “Huey Lewis & The News” per la canzone di apertura.

“The Power of Love”, inoltre, è l’unico brano – con il tema principale – presente in tutti e 3 i film: all’inizio del primo, nel secondo quando Marty Senior nella sua abitazione a Hilldale accenna alcune note con la chitarra e nel terzo al momento della gara di Marty McFly con Needles.

X-FILES

 

X-Files è una serie televisiva statunitense ideata da Chris Carter e trasmessa per la prima volta dalla Fox nel 1993.

David Duchovny e Gillian Anderson sono due agenti dell’F.B.I. che indagano su particolari casi di natura paranormale: creature leggendarie, teorie del complotto, mutazioni, percezioni extrasensoriali, psicocinesi, intelligenza artificiale, UFO e alieni.

Qualche curiosità:

– X-Files è ispirata su una serie degli anni ’70 “Kolchak: the night stalker”, dove un detective di Chicago si occupa di investigare su casi bizzarri e soprannaturali.

– Carter ebbe l’illuminazione quando scoprì che ben 3.7 milioni di persone dicevano d’esser state rapite dagli alieni.

– James Wong, sceneggiatore della serie, era studente d’ingegneria ma cambiò idea passando al cinema quando vide per la prima volta Apocalypse Now.

– Il ruolo di Fox Mulder fu molto richiesto: Bruce Campbell, Adam Baldwin, Dean Coin e Lou Diamond e altri fecero l’audizione per la parte, prima che questa andasse a David Duchovny.

– Le prime parole che vengono dette da Mulder nei confronti di Scully, quando lei nota il suo studio nei sotterranei dell’FBI, sono: “Spiacente, qua soltanto i meno richiesti del Bureau”.

– Vince Gilligan scrisse un episodio come freelance e solo dopo il successo ottenuto con gli ascolti fu assunto nello staff di sceneggiatori.

– I fan dello show sono noti con il nome X-Philes.

– Nella realtà Duchovny è uno scettico mentre Anderson una che crede nell’esistenza degli alieni.

– La personalità di Dana venne creata ispirandosi al personaggio di Clarice Sterling, protagonista de “Il silenzio degli innocenti”.

– Gillian Anderson era lontana dai canoni fisici immaginati da Carter e infatti rischiò d’essere rimpiazzata dopo pochi episodi da una donna più avvenente.

– L’effetto “fischio” della colonna sonora prende spunto da una canzone degli Smiths, How soon is now.

– In alcuni episodi della serie compare il fratello dell’attore David Duchovny.

– Mark Snow utilizzò, per la prima volta, un’orchestra anziché sintetizzatori per comporre la colonna sonora del primo film di X-Files.

– I distintivi degli agenti FBI non sono neanche lontanamente simili agli originali, la legge vieta le falsificazioni anche per le serie tv e i film.

– Ci sono voluti anni prima che David Duchovny e Gillian Anderson iniziassero a sopportarsi.

fonte: Tvserial.it

LA GRANDE AVVENTURA DI OPPORTUNITY

 

“Oppy, come lo chiamavano all’agenzia spaziale Usa, è stato uno degli esploratori di Marte in assoluto più longevi e per quasi 15 anni ha raccolto dati e immagini che hanno fatto il giro del mondo, rivelando molti segreti del pianeta rosso.”

Il rover arriva sul suolo marziano il 24 gennaio 2004.
Venti giorni più tardi viene raggiunto dal fratello gemello Spirit che, dopo appena sei anni, rimane imprigionato nella sabbia di un cratere.

Da allora Opportunity prosegue da solo la sua missione funzionando 60 volte in più del previsto.
Progettato per operare per soli 90 sol, è rimasto operativo per 5111 sol.

Una grande avventura fatta di incredibili scoperte:
– 217.000 immagini
– 15.360 foto panoramiche
– 53 rocce analizzate
– Sfere di ematite
– Analisi del cratere Endeavour – che in passato era stato un lago –

Conclude la lunga carriera nella Valle della Perseveranza.

“Non avrei potuto immaginare un luogo migliore” ha detto il direttore del Jpl, Michael Watkins.
Aveva smesso di comunicare con il centro quando era stato travolto da una violenta tempesta di sabbia, fra le peggiori osservate su Marte negli ultimi anni.
Soltanto qualche mese dopo era riemerso dalla polvere (individuato dal satellite Mars Reconnaissance Orbiter).

“La mia batteria è bassa e sta diventando buio”
L’ultimo messaggio di Oppy.

Appariva come un puntino luminoso, ma continuava a restare in silenzio – presumibilmente entrato in safe mode –

Sono stati oltre un migliaio i tentativi di ristabilire una comunicazione da parte del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, responsabile della missione, tutti purtroppo inutili.

Sono consapevole si tratti “solo di un robot” ma per quelli che come me, leggono e amano la fantascienza, è inevitabile trovarci un collegamento quasi “umano”.

Nella fotografia l’ombra di Opportunity proiettata sul suolo.

PITCH BLACK

 

Pitch Black è un film di fantascienza del 2000 diretto da David Twohy, con protagonista Vin Diesel nei panni dell’antieroe Riddick.

Qualche curiosità:

– Nella bozza della sceneggiatura, il personaggio di Riddick era una donna.

– Vin Diesel ha avuto un attacco di claustrofobia nella camera di animazione sospesa tanto da dover essere tirato fuori velocemente.

– Cole Hauser ha avuto l’idea di far assumere la droga al suo personaggio attraverso gli occhi.

– Le scene del deserto sono state filmate nella stessa location utilizzata per Mad Max – Oltre la sfera del tuono (1985).

– Le persone con sindrome di Riddoch possono percepire solo cose in movimento per la: “Dissociazione delle percezioni visive a causa di lesioni occipitali, con riferimento particolare alla valorizzazione del movimento”.

– Il film è stato sviluppato da un’idea inutilizzata del regista David Twohy per Alien 3 (che coinvolgeva una prigione spaziale).

– L’astronave si chiama Hunter / Gratzner prendendo spunto dal nome della società di effetti visivi che ha progettato e costruito il modello della nave.

– L’arma che Johns utilizza è un fucile Armscor M30R6, modificato per sembrare futuristico.

– Le creature aliene, disegnate da Patrick Tatopoulos, hanno tre fasi di evoluzione:
1) embrionale – esseri bioluminescenti
2) giovanile – volano e cacciano in stormi
3) adulta – grandi creature in grado di uccidere gli altri membri della specie per cibarsene

– Secondo il sito web ufficiale di Pitch Black, i personaggi principali hanno età diverse a causa della modalità di sospensione durante il viaggio nello spazio:
Fry (età anagrafica 41; età effettiva dopo crio-detrazione, 25)
Johns (età anagrafica 37; età effettiva dopo crio-detrazione, 29)
Owens (età anagrafica 50; età effettiva dopo crio-detrazione, 33)
Zeke (età anagrafica 39; età effettiva dopo crio-detrazione, 39)
Shazza (età anagrafica 37; età effettiva dopo crio-detrazionee, 28)
Paris (età anagrafica 72; età effettiva dopo crio-detrazione, 47)
Imam (età anagrafica 47; età effettiva dopo crio-detrazione, 45)
Jack (età stimata 13; attuale età dopo crio-detrazione, sconosciuta)
Riddick (età incerta a causa di nessun certificato di nascita in archivio).

fonte: cineblog

MATRIX

 

Matrix è un film di fantascienza del 1999 scritto e diretto dalle sorelle Wachowski.

“Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.”

Qualche curiosità:

– Il titolo deriva dal termine latino matrix (“matrice”, “generatrice”), che a sua volta ha dato origine al vocabolo inglese matrix, ossia “matrice di numeri”, un elemento di tipo tabellare derivante da strutture matematiche, molto utilizzato in informatica per associare dati, o sistemi di dati, tra loro.

– Neo doveva essere interpretato da Johnny Depp, ma la Warner Bros, non convinta, propose il ruolo a Brad Pitt e Val Kilmer, che però non accettarono.
Anche Leonardo Di Caprio e Will Smith rifiutarono.
Keanu Reeves, al contrario, sembrò aver capito fin da subito l’essenza del film.

– Per Morpheus erano stati presi in considerazione Gary Oldman e Samuel L. Jackson.

– L’agente Smith sarebbe dovuto essere Jean Reno ma Hugo Weaving studiò attentamente la sua parte elaborando anche un accento “neutro” per non sembrare né umano né macchina.

– Carrie-Anne Moss si slogò una caviglia durante il film ma non disse niente a nessuno per paura che la sostituissero.

– Nel giro di 2 anni, la sequenza delle pallottole a rallentatore è stata parodiata almeno 20 volte.

– I cellulari del film erano i Nokia Stiletto (8110), prodotti in quantità limitata solo in Europa e in Australia.

– I caratteri che scorrono sugli schermi dei computer sono lettere rovesciate, numeri e caratteri giapponesi Katakana.

– Dopo la battaglia nella hall del palazzo, Neo e Trinity prendono l’ascensore e, mentre le porte si chiudono, le telecamere tornano indietro per mostrare quello che rimane della sala. In quella breve inquadratura, un calcinaccio si stacca involontariamente da uno dei pilastri e si frantuma al suolo, creando una situazione quasi ironica.

– Nel 1992 Stefano Disegni e Massimo Caviglia crearono “Razzi Amari”.
La storia era incentrata su un futuro distopico, in cui la popolazione era sotto il giogo di una dittatura oppressiva creata dalle macchine. Queste controllavano le persone tramite un chip, installato nella mente di ogni neonato, che proiettava l’illusione di vivere in un mondo perfetto. Un equilibrio che si spezza quando uno degli “schiavi” scopre la realtà e fonda una resistenza per combattere le macchine.

– Per via del budget limitato, il costume di Trinity in PVC venne realizzato a basso costo. Anche la stoffa del cappotto di Neo costava 3 dollari al metro.

– Prima dell’ultimo discorso che chiude il primo episodio della trilogia, Keanu Reeves non pronuncia mai più di 5 frasi di fila.

– Le Wachowski hanno utilizzato i colori per distinguere i vari livelli di narrazione della storia.
Nelle scene ambientate all’interno di Matrix la gradazione che predomina è il verde, come se le azioni venissero guardate attraverso il monitor del computer.
Nelle scene che avvengono nella realtà, la gradazione è il blu, che trasmette malinconia e freddezza.
Il giallo, che infonde insicurezza, è usato nel mondo intermedio tra realtà e Matrix, quando Morpheus addestra Neo alle arti marziali.

– Per coordinare e creare le coreografie dei combattimenti le Wachowsky volevano Woo-Ping Yuen.
Lo pagarono con una cifra esorbitante dandogli il controllo completo dei combattimenti.

fonte: la Scimmia pensa, la Scimmia fa

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