LUNEDÌ DELLO ZOMBO – LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

 

Dicembre – per molti – è un mese di festa, riunioni familiari, addobbi e buoni sentimenti.
Quindi intervalliamo questo clima ricco d’amore con il “lunedì dello zombo”, che ci accompagnerà fino a fine anno.

Il primo film che mi sento di nominare è “La notte dei morti viventi”.
Pellicola del 1968 di George A. Romero, il regista si è occupato della direzione ma anche di fotografia, musica e montaggio. Grande classico del genere e ottimo esempio di come si possa creare qualcosa di meraviglioso anche con un budget limitato (appena 114.000 dollari).

All’uscita destò molto scalpore a causa delle scene splatter crude e realistiche e della trama spaventosa e claustrofobica: è indimenticabile la scena in cui una ragazzina – ormai tramutata – si ciba dei resti dei propri genitori.

E, piccola curiosità, si tratta del primo lungometraggio ad avere un afroamericano come protagonista, fatto per nulla scontato per quell’epoca.
Con questo film Romero ha inventato un vero e proprio genere e ispirato il mondo del cinema, quello videoludico, fumettistico e anche musicale.

QUALCHE CURIOSITÀ SU NIGHTMARE

 

Nightmare è un grande classico ma forse non tutti conoscono alcune curiosità legate agli effetti speciali artigianali utilizzati durante le riprese.
Questi, nello specifico, riguardano tutti Nancy Thompson.

La scena in cui la ragazza si addormenta mentre fa il bagno, è stata girata in una vasca senza fondo, a sua volta immersa in una piscina. Quando doveva girare le scene in cui veniva trascinata sott’acqua, l’attrice si avvaleva dell’aiuto di una controfigura, ma in un’intervista ha rivelato d’aver comunque trascorso molte ore a mollo.

E ancora, per l’effetto degli scalini “molli”, nella scena in cui sale le scale, è stato utilizzato un mix di colla e farina d’avena. Quella parte fu diretta dal produttore Robert Shaye che… l’aveva sognata.

La sequenza del telefono invece, quella in cui la lingua di Freddy sbuca dal ricevitore mentre Nancy tenta di parlare con Glen, venne realizzata con l’ausilio di un telefono sul quale era stata montata una protesi. Heather Langenkamp (interprete di Nancy), tra l’altro, si è tenuta il telefono come souvenir.

INCONTRO CON IL VAMPIRO – SANTANICO PANDEMONIUM

 

Ed eccoci a un nuovo lunedì con il vampiro.

Tocca a Santanico Pandemonium, che appare nel film “Dal Tramonto all’alba”.

Stupenda e letale è una donna dai capelli scuri e occhi castani ma nella sua vera forma ricorda un rettile, con la pelle sfaldata, le orecchie a punta e le zanne.

Non mi soffermerò sul film in sé o sulla storia del personaggio – che in realtà trovo piuttosto banale – ma sul fatto che Salma Hayek abbia portato sullo schermo un’immagine molto originale della vampira. Non più la gotica e pallida lady che vive nascosta in un castello ma, al contrario, l’attrazione principale di un locale malfamato, il Titty Twister.

Ancora oggi mi chiedo come Tarantino non abbia avuto una sincope mentre girava quella scena, una sequenza perfettamente accompagnata dalla canzone After Dark di Tito & Tarantula.
Lei è seducente e magnetica, l’esempio lampante di come dovrebbe essere una Toreador che ha investito tutti i suoi punti in Ascendente.

La vogliamo ricordare così, pre-caduta del lampadario:

“Non ti prosciugherò completamente. Sarai il mio schiavo e dato che non sei degno del sangue umano, ti nutrirai del sangue dei cani randagi. E visto che sarai il mio cane, il tuo nuovo nome sarà… Spot.”

TRE ANNI DI VILLANORA SU YOUTUBE – RISPONDO ALLE VOSTRE DOMANDE!

Come è ormai tradizione, per festeggiare il terzo compleanno del canale YouTube e ringraziarvi dell’affetto e del supporto che mi dimostrate ogni giorno, rispondo alle domande che mi avete inviato!

Indice delle domande con relativo minutaggio:
0:00 – Introduzione
0:10 – Quale Capitolo di Space Marine Successori preferisci?
0:26 – Opinioni su Imperium Maledictum: ci hai giocato?
0:55 – Conosci l’Eresia Dorniana? Cosa ne pensi?
1:08 – Come ti sei avvicinata a Warhammer 40k? E del Fantasy cosa ne pensi? Vedremo mai qualche video dedicato a questo scenario sul tuo canale?
1:44 – Nei rituali del Mechanicus sono presenti dei Serafini bambini mezzi meccanici. Sapresti raccontarci di più su questi e altri umani non giocabili ma facenti parte della lore?
2:12 – Cosa ne pensi del Mechanicus? Meglio i Corpi della Morte di Krieg o i Guerrieri dei Ghiacci di Valhalla? E farai una “Top mondi più pericolosi del 40k”?
2:47 – Meglio Imotekh, Szeras, Trazyn o il Re Silente?
2:58 – Cosa ne pensi di Mortarion?
3:29 – Come gestisci gli spazi, a livello strategico, come collezionista?
3:40 – Opinioni su Project H.O.P.E.
3:58 – Sanctum, Soviet o IV Reich?
4:12 – Sempre di Sine, a livello di meccaniche e ambientazioni, si può giocare anche come ribelli contro i regimi?
4:22 – Hai mai provato Starfinder? E, se si, lo ritieni apprezzabile?
4:30 – Oggetto iconico preferito del franchise di Fallout?
4:38 – Cosa pensi dell’universo narrativo di Metro?
4:50 – Conosci la saga dei Guardiani della notte/del giorno?
5:00 – Cosa ne pensi della Saga delle Stirpi di Markus Heits?
5:06 – Hai letto “Picnic sul ciglio della strada”? Degli stessi autori c’è anche “È difficile essere un dio”.
5:18 – Ora che hai concluso L’età della polvere, hai nuovi progetti in cantiere?
5:35 – Se dovessi fare il reboot di questi videogiochi: Heavy Metal FAKK 2 e Brütal Legend, quale sceglieresti e perché?
5:47 – Se dovessi scegliere un singolo GDR cartaceo preferito quale sarebbe?
5:56 – Hai mai giocato a Coriolis?
6:13 – Ti interessano le ipotesi sulle evoluzioni degli animali nel futuro o su altri pianeti? Hai qualche libro o altro da consigliare sull’argomento?
6:32 – Hai letto “Perdido Street Station”? Se si, quale tipologia di abitanti nell’ambientazione ti ha colpita?
6:51 – Se dovessi deviare dal post-apocalittico su che altro genere punteresti per un tuo prossimo libro?
7:00 – Perché non apri un canale podcast in cui ripubblichi gli audio dei tuoi video?
7:13 – Hai mai approfondito il filone dark western?
7:22 – Hai mai fatto un gioco di ruolo dal vivo? Secondo te ha dei limiti o dei vantaggi rispetto a un GDR cartaceo?
7:43 – Hai mai provato Gaslands?
7:48 – Conosci la saga “Macchine Mortali”? Hai visto anche il film?
7:59 – Ruolisticamente parlando come te lo immagini un tuo scontro finale contro il tiranno di turno in una distopia?
8:14 – Se fossi un’aliena, come ti rappresenteresti?
8:38 – Lavorando a stretto contatto con vari social, presumo che incapperai in gente che ti spara tutta una serie di stereotipi sgradevoli. Gli ambienti dei giochi (siano essi GDR o wargames) e della letteratura SCI-FI, diciamocelo, sono pieni di gatekeepers e viscidoni che non riescono a immaginare che una donna possa essere un’autrice di fantascienza. Come ci si sente a essere “the whole package” in un ambiente molto spesso conservatore?
9:24 – Come cavolo fai a fare tutto?
9:49 – Hai trovato più appagante creare la tua trilogia di libri o creare e portare a termine una campagna GDR?
10:24 – Chiusura e ringraziamenti finali

Musica di sottofondo: Patrick Patrikios – Above Planets

INCONTRO CON IL VAMPIRO – LOUIS E LESTAT

 

Ogni lunedì – per tutto il mese di novembre – parliamo di vampiri.

Inauguriamo questo appuntamento con una coppia: Louis de Pointe du Lac e Lestat de Lioncourt (ma potrei metterci anche Claudia).

Il primo è un vampiro che, nonostante i drammi della vita, conserva una sensibilità tutta umana che gli impedisce di assecondare la sua nuova natura oscura.
Una creatura che – per quanto possibile – combatte contro gli impulsi della sua maledizione e talvolta prova nostalgia per la vita mortale.

Lestat, al contrario, ha accettato la sua condizione. È disilluso, decisamente più predatorio ed egoista e con un umorismo frizzantino inappropriato.
Ricordo perfettamente la scena della ragazza terrorizzata nella camera che urla “questa è una bara” e la risposta secca di Lestat “ma davvero? Allora devi essere morta”.
Una di quelle battute che, nella sua semplicità e cattiveria, mi è rimasta più impressa.

Ho sempre trovato molto interessante il contrasto tra i due perché mi porta a farmi quella domanda un po’ cretina che può essere espressa così: “chi ha ragione”?

Se da una parte condivido e apprezzo la sensibilità di Louis, dall’altra non posso condannare l’acidità di Lestat che, tutto sommato, non ha scelto di diventare così ma si è solo adattato splendidamente al suo nuovo ruolo all’interno della società.

IL PASTO NUDO

 

Il “Pasto Nudo” è un film del 1991, diretto da David Cronenberg e tratto dal celebre romanzo di William S. Burroughs.

La trama prende spunto da alcune visioni del libro, costituito da una serie di episodi sconnessi ai quali Cronenberg si è rifatto per scrivere la sceneggiatura del film.
Nella seconda parte, per esempio, si narra un episodio della vita reale di Burroughs: Martin e Hank recuperano il protagonista dal suo viaggio nell’Interzona e lo invitano a concludere il suo romanzo aiutandolo a ordinare le centinaia di appunti stesi fino a quel momento. Esattamente come nel 1957, quando Burroughs fu ritrovato a Tangeri sotto l’effetto di stupefacenti e sommerso da fogli di carta che lo scrittore non ricordava di avere scritto. Furono Allen Ginsberg e Jack Kerouac ad aiutarlo, ricomponendo i frammenti del Pasto Nudo.

Burroughs, infatti, era fuggito a Tangeri dopo aver ucciso accidentalmente la moglie, giocando al Guglielmo Tell con una pistola: un episodio riportato per ben due volte nel film, come a voler sottolineare il trauma subito dallo scrittore.

Insomma, David Cronenberg è riuscito a creare una storia che ragiona sul concetto di dipendenza, di realtà fittizia e che diventa quasi un incubo per la mente in quel mondo fatto da mostri, alieni e creature deformi dall’aspetto umanoide.

Un film fantascientifico, allucinato, grottesco e anche un po’ noir.

I RAZZIE AWARDS

 

I Razzie Awards, (anche chiamati Golden Raspberry Awards), sono premi che vengono assegnati in una cerimonia annuale tenuta a Los Angeles per riconoscere gli attori, gli sceneggiatori, i registi, i film e le canzoni peggiori della stagione cinematografica precedente.

Fondato dal giornalista John J. B. Wilson nel 1981, l’evento precede di un giorno l’assegnazione dei Premi Oscar.
I premi vengono consegnati dalla Raspberry Foundation e sono dei lamponi appoggiati su un nastro Super 8 dipinto in oro, dal valore di 4,97 dollari.
(In inglese “raspberry” significa anche pernacchia, quindi quando si parla di “throwing/blowing a raspberry” si intende fare pernacchie).

Ci sono molti film che hanno vinto il loro lampone, per citarne alcuni: Star Trek V – L’ultima frontiera (1989), L’uomo del giorno dopo (1997), I Fantastici Quattro (2015) e il tanto detestato Battaglia per la Terra (2000).

Ma è con le categorie annuali che la situazione si fa più divertente.
Per la categoria “Peggior disattenzione verso la vita umana e la proprietà pubblica” trionfa Con Air (1997).
Mentre tra gli altri candidati troviamo Batman & Robin di Joel Schumacher e Il mondo perduto – Jurassic Park di Steven Spielberg (entrambi del 1997).

RE-ANIMATOR

 

Re-Animator è un film horror del 1985, diretto da Stuart Gordon.

Tratto da un insieme di racconti di H.P. Lovecraft (in particolare da quello meno amato dallo scrittore, Herbert West–Reanimator), il regista parte dall’immagine del classico Frankenstein, con scienziati pazzi ed egoisti.
Scritto assieme allo sceneggiatore dell’Organic, il film è anche l’esordio alla produzione del futuro regista Brian Yuzna, che prenderà poi in mano la serie realizzando due sequel, Re-Animator 2 (1990) e Beyond Re-Animator (2003).

La storia ruota attorno al ricercatore Herbert West: creatore del siero che riporta in vita i morti.
Espulso dall‘Università di Zurigo, si trasferisce negli Stati Uniti per continuare i suoi esperimenti e dopo aver preso in affitto uno scantinato a casa di Dan Cain, uno studente della Miskatonic University, Herbert convince Dan ad assisterlo. E insieme resuscitano un cadavere. Gli effetti del siero, però, attireranno anche le attenzioni non desiderate del perfido Dottor Hill.

Re-Animator è chiaramente violento e molto esplicito, una critica feroce al cinismo della medicina che non guarda in faccia nessuno pur di portare avanti i propri scopi.
Il corpo risulta quindi essere solo un groviglio di vene, muscoli, ossa: ridotto a una macchina da smontare e rimontare per appagare la curiosità del medico di turno.

MARTEDÌ DELLO XENO – I MANGALORES

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Mangalores, dall’universo del Quinto Elemento.

Simili agli umani, per altezza e corporatura, possiedono la capacità di cambiare forma o almeno alterare il loro aspetto. Molti infatti assumono sembianze umane e poi se le “scuotono” di dosso ritornando alla loro forma originale (anche se questa potrebbe essere un’abilità tecnologica).

In genere hanno voci molto profonde e gravi, emettono ringhi e rumori animaleschi.

Sono una razza guerriera mercenaria non particolarmente sveglia. Per coraggio o stupidità, intraprendono spesso missioni quasi suicide in cambio di nuove armi ad alta tecnologia o denaro, mostrando poco riguardo per la propria sicurezza al punto che, in caso di fallimento, tutti i Mangalores rimanenti si fanno esplodere nel tentativo di sterminare quanti più nemici possibili.

ALBA D’ACCIAIO

 

Alba d’acciaio (Steel Dawn) è un film post apocalittico del 1987 diretto da Lance Hool.

La trama racconta di un ex soldato che vaga per le terre desolate di un mondo devastato da un conflitto atomico.

L’uomo giunge all’avamposto di Kasha che, insieme al vecchio Tark e al figlio Jux, coltiva il sogno di creare una cittadina punto di riferimento per i viaggiatori. La donna infatti conosce l’ubicazione di una sorgente d’acqua segreta che potrebbe essere il primo passo per una nuova civiltà. Un tesoro al quale intendono mettere mano il despota Damnil e il feroce mercenario Sho.

È una pellicola classica del genere anche se meno innovativa di Mad Max – Oltre la sfera del tuono (girato due anni prima, nel 1985).
Se il film con Mel Gibson mostra un quadro distopico, l’opera di Lance Hool, è più asciutta e si concentra sui bisogni primari dell’individuo.

Patrick Swayze comunque è un personaggio interessante, di poche parole ma con una grande espressività: un eroe nomade con spirito civico e precisi valori fondanti.

Il 1987 è anche l’anno della consacrazione dell’attore, l’anno di Dirty Dancing.
Qui lo vediamo recitare con la moglie Lisa Niemi e Brion James, il replicante Leon Kowalski di Blade Runner.

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