MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ALIENI DI MAC AND ME

 

Nel MARTEDÌ DELLO XENO di oggi parliamo di alcuni tra gli alieni più detestati della storia del cinema, protagonisti dell’infausto “Il mio amico Mac” (Mac and Me), film del 1988 per la regia di Stewart Raffill, considerato uno dei più brutti di sempre.

Mac (comodo acronimo di “Mysterious Alien Creature”) e la sua famiglia, composta da padre, madre e una sorellina più piccola, sono delle creature finite sulla Terra per sbaglio, risucchiate a bordo di una navicella sonda della NASA inviata sul loro pianeta d’origine per raccogliere alcuni campioni.

Goffi e spaesati, con lo sguardo vacuo degli effetti speciali a basso budget, hanno un aspetto antropomorfo, con la pelle rugosa e ricoperta di macchie scure, gli occhi enormi, piccoli cornini sulla testa e delle orecchie molto pronunciate, a punta.
Le loro mani hanno poi quattro dita mentre i piedi solo tre, ed entrambi sono piuttosto sproporzionati, grossi.

Come capacità ci troviamo ancora una volta piuttosto nel vago, al servizio della trama, ma vengono mostrati avere una sorta di legame telepatico tra loro, l’abilità di allungarsi, quella di accelerare la crescita delle piante e – grande classico delle storie sugli alieni precipitati sulla Terra – quella di attivare gli oggetti elettronici col pensiero.

Il film, considerato una brutta scopiazzatura di “E.T. l’extraterrestre” di Steven Spielberg (uscito qualche anno prima, nel 1982) e generalmente disprezzato da pubblico e critica per l’uso eccessivo che fa del product placement in favore di brand come McDonald’s, Skittles e Coca-Cola, fece un flop eccezionale al botteghino.
Col tempo, però, divenne una delle pellicole di culto per gli amanti del genere trash.

L’ASSALTO DEI GRANCHI GIGANTI

 

“L’assalto dei granchi giganti” è una pellicola del 1956 diretta da Roger Corman che racconta di un gruppo di scienziati incaricati di sperimentare gli effetti delle radiazioni su piante e animali a seguito di test nucleari condotti dagli Stati Uniti nell’atollo di Bikini nell’estate del 1946.
Indagando, questi scoprono che coloro che li hanno preceduti sono tutti morti, vittime di granchi mutanti enormi.

Un cult da recuperare (se non l’avete mai visto)!

E aggiungo una curiosità: il film compare nel B Movie “Supermarket horror”.

MARTEDÌ DELLO XENO – PIZZA THE HUTT

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno buonissimo.

Pizza the Hutt è un essere metà uomo e metà pizza apparso nel film “Balle Spaziali” (1987, regia di Mel Brooks).

Evidente parodia di Jabba the Hutt di Guerre Stellari, ha l’aspetto di un grosso ammasso di, beh… pizza, ricolmo di ingredienti e ricoperto di mozzarella filante, con una larga bocca, narici appena abbozzate e due occhi umani.

Anche se è delizioso (come viene dichiarato più volte dal suo assistente, Vincenzino, mentre ne mangia dei pezzi in tutta tranquillità), Pizza non è affatto una brava persona ma, anzi, è un temuto boss della criminalità.
Il suo sapore prelibato sarà però la sua rovina: rimasto chiuso dentro la sua limousine, infatti, finirà con il divorarsi da solo.

Nell’adattamento italiano il suo nome è stato cambiato in “Pizza Margherita”, poiché si pensò che il grande pubblico non avrebbe colto il riferimento alla nota catena di ristoranti “Pizza Hut”, all’epoca pressoché sconosciuta nel nostro paese.
E, per ricalcare l’inflessione italo-americana che il personaggio ha in lingua originale, si è scelto di farlo parlare con accento napoletano.

Ultima curiosità: facendo ricerche per questo articolo ho scoperto che, contrariamente alla leggenda metropolitana, il costume di Pizza non è fatto di vero formaggio. Quello che “suda” durante le sue scene è in realtà impasto per fare i pancake.
I condimenti, invece, sono tutti veri!

“I’LL BE BACK”

 

Questo “Behind the Scenes” riguarda Arnold Schwarzenegger (e il suo T800), sul set di Terminator.

Piccola curiosità: Schwarzy cercò di cambiare l’iconica frase “I’ll be back” in “I will be back” perché non riusciva a pronunciare bene “I’ll”. Cameron però si rifiutò di modificare la battuta così l’attore si esercitò a lungo per pronunciarla correttamente.

Ti capisco Arnold. Con il Codex Astartes è sempre una battaglia.

WATCH PARTY – TERROR VISION (feat. Serpentarium)

Ieri sera ci siamo incontrati sul canale YouTube di Serpentarium per provare qualcosa di nuovo: guardare e commentare tutti insieme un film su Amazon Prime Video!

La pellicola prescelta è stata “Terror Vision“, un horror-trash semiserio del 1986 ricco di gelatina, scambismo, smitragliate ed effetti speciali scadenti.

Non l’avevo mai visto e, a conti fatti, devo dire che è stata una piacevole scoperta!

Nel caso vogliate recuperarlo e siate interessati a sentire le nostre elucubrazioni “a caldo”, lascio qui la registrazione della live, da utilizzare un po’ come il commento negli extra dei DVD.

MARTEDÌ DELLO XENO – I WEEQUAY

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Weequay, dall’universo di Star Wars.

Sono una specie umanoide originaria del pianeta Sriluur: un luogo arido e desertico.
Hanno la pelle coriacea e rugosa, di colore marrone/giallo.

Gli Weequay sono in grado di comunicare con gli altri membri del proprio clan tramite l’utilizzo di feromoni e siccome ognuno ha il proprio odore, non hanno bisogno di nomi per indentificarsi, né di lunghe e complessi discorsi. Raramente pronunciano frasi intere, cosa che spinge gli umani a credere che questa sia una specie tutto sommato poco intelligente.

La loro religione è politeista ma venerano principalmente Quay, il dio della Luna: infatti la parola Weequay può essere tradotta come “Seguaci di Quay”; tra l’altro le loro città sono costruite sempre attorno a un santuario di pietra nera levigata, conosciuto come Thal.

Storicamente condividevano il loro pianeta con gli Houk ma le due società si sono scontrate molte volte regalando ai primi la fama di “bravi combattenti”. Per questo motivo molti sono mercenari o cacciatori di taglie davvero richiesti in tutta la Galassia (soprattutto dai sindacati Hutt).

MARTEDÌ DELLO XENO – IL COLLEZIONISTA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, il Collezionista dell’universo Marvel.

Il suo vero nome è Taneleer Tivan ed è un personaggio dei fumetti creato da Stan Lee e Don Heck. Nei film viene interpretato da Benicio del Toro.

Si tratta di uno degli Antichi dell’Universo, infatti è nato miliardi di anni fa, sul pianeta Cygnus X-1. È una creatura davvero potente: immune all’invecchiamento, alle malattie, in grado di sopravvivere nello spazio esterno e con l’abilità di manipolare l’energia cosmica. In più, prevede anche il futuro.

Per milioni di anni, il Collezionista è rimasto su un mondo sconosciuto insieme alla sua famiglia, spendendo le giornate a meditare ma quando la moglie Matani rinunciò all’immortalità, il Collezionista capì di avere bisogno di un hobby per mantenere integra la sua sanità mentale e cominciò a collezionare artefatti e creature rare in giro per l’universo. Questo divertente passatempo divenne presto un’ossessione che lo portò a desiderare qualsiasi rarità solo per il piacere di possederla.

Tra gli oggetti più particolari troviamo l’Assimilatore Temporale, che gli permette di viaggiare nel tempo, una cappa di levitazione e un’armatura dell’indistruttibile metallo Etherion.

Per un periodo di tempo, ha anche posseduto una delle Gemme dell’Infinito, inconsapevole, però, del suo potenziale.

SABATO DELLA SCOMODITÀ – THE GREAT ZIEGFELD

 

Siamo già alla fine del “sabato della scomodità” e dobbiamo tornare molto indietro nel tempo con The Great Ziegfeld (1936).

Ecco, qui siamo proprio su un altro livello di scomodità e bellezza.

Questo abito, che ricorda quasi un quadro, è perfettamente adatto al cabaret: esagerato, brillante, grandioso.

Va anche portato con una certa eleganza perché immagino non sia per nulla semplice reggere quel copricapo/fontana con naturalezza.
Inoltre penso che sia color oro quindi è ancora più importante e sfarzoso.

LA NOTTE DELLA LUNGA PAURA

 

Siamo nel 1972. E questo è un horror con i conigli.

Potrei non aggiungere altro ma sono troppo ispirata per fermarmi ora.

“La notte della lunga paura” (Night of the Lepus) è un film basato sul romanzo “The Year of the Angry Rabbit” di Russell Braddon. Testo che in realtà non c’entra assolutamente nulla con la sua trasposizione cinematografica.

E, a dire il vero, le vicende non si svolgono nemmeno in una sola notte.

La storia si concentra sui membri di una piccola città dell’Arizona che devono affrontare una minaccia pericolosissima: migliaia di conigli assassini giganteschi e carnivori (forse a causa di una mutazione? Non si sa).

Per questo capolavoro del trash, durante le scene d’azione, sono stati utilizzati conigli domestici ripresi in piccoli set creati apposta per loro ma troviamo anche attori vestiti con costumi da coniglio… decisamente meno credibili.

Molti di voi l’avranno sicuramente già visto perché uno spezzone del film compare nel primo Matrix (nello schermo televisivo, dietro i bambini che giocano).

PODCAST-POCALITTICO (ANTEPRIMA)

Con questo breve trailer vi presento il PODCAST-POCALITTICO, una serie di incontri-intervista con altri autori che trattano il genere post-apocalittico in Italia per parlare delle loro opere (libri, film, GDR, fumetti), di cosa li ispira e, soprattutto, della loro visione di un futuro distopico.

La prima stagione si compone di 6 episodi, ne caricherò uno nuovo ogni venerdì a partire dal 26 gennaio.

Musica di sottofondo: Musica di sottofondo: Zachariah Hickman – The Colonel
Voce narrante: Francesco Gozzo

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