ROBOWAR

 

Ho recuperato Robowar (1988), regia di Bruno Mattei.

Questa volta, ci troviamo nelle Filippine.
Omega 1, un robot ancora in fase di sviluppo, sfugge al controllo dei suoi creatori e inizia così la sua furia distruttiva. Quindi Mascher, il suo creatore, mette insieme una squadra di mercenari guidati dal maggiore Murphy Black, per provare a disattivarlo.

Ma cos’è il Robowar? O meglio, chi è?

Allora iniziamo subito con il dire che è un film abbastanza frettoloso, una specie di copia italiana di Predator, Rambo e Robocop fusi insieme. Un mix di tutti i luoghi comuni degli action movie anni Ottanta inseriti un po’ alla rinfusa.
Forse classificabile come b-movie anche se, a essere sincera, credo che si voglia prendere piuttosto sul serio.

Detto ciò per me non è tutto da buttare: le sparatorie e il trucco sono abbastanza convincenti e ho apprezzato anche la scelta musicale (soprattutto durante le scene d’azione).

Un peccato, perché di Bruno Mattei, avevo apprezzato Virus; pellicola più famosa, ormai un piccolo cult.

UNA SERATA FURIOSA

 

La serata di ieri sera è stata una BOMBA!

Ho adorato le sequenze di combattimento di “Furiosa: A Mad Max Saga” che sono frenetiche e piene di dettagli. E poi i pesonaggi: Furiosa [lei straordinaria] Dementus [una piacevole scoperta] e Immortan Joe [che ho sempre amato].

Scena preferita?

“Scegli un Figlio di Guerra… uno qualsiasi…” BRIVIDI.

Le foto sono un po’ buie, un po’ sfocate ma poter presentare proprio questo film, con la mia trilogia post apocalittica “L’età della polvere”, nella mia città, è stata un’esperienza bellissima ed emozionante 💣💣

Grazie a Movie Planet, a tutti i presenti e agli amici che hanno voluto condividere questa prima visione con me!

L’AEROGRAFO CINEMATOGRAFICO con SIMONA BORDONARO e ALVISE ARDENGHI [DEVLAN MUDCAST EP. 5]

Una vetrina sul modellismo per conoscere alcuni dei migliori artisti del settore, guardare le loro opere e farci raccontare la loro visione, cosa li ha ispirati e quali tecniche preferiscono.

Oggi doppio ospite: sono con me Simona Bordonaro e Alvise Ardenghi del PAirate Studio, virtuosi dell’aerografo specializzati nel riprodurre soggetti presi da film, videogiochi, cartoni animati e fumetti, con una cura e un livello di dettaglio incredibili!

Musica di sottofondo: Godmode – To Pass Time
Immagine di sottofondo creata da Starline.

VUOI VEDERE “FURIOSA” AL CINEMA CON ME?

 

Giovedì 23 maggio esce “Furiosa”, il quinto film della saga di Mad Max!

E, per l’occasione, indosserò il mio cosplay da predona e sarò ospite del cinema Movie Planet di San Martino Siccomario per un evento promozionale a tema post-apocalittico.

Prima dell’inizio del film, infatti, terrò un quiz sul precedente capitolo della saga (Mad Max: Fury Road) e, se risponderete correttamente, potrete ricevere in regalo alcune copie de “L’età della polvere”, i miei romanzi.

Fuori dalla sala troverete poi anche uno stand a loro dedicato, più alcuni gadget a tema con cui, se avete piacere, potrete fare le foto.

Dopo la proiezione, infine, sarò contentissima di confrontarmi con voi sul film, parlando “a caldo” di quello che ci è piaciuto o meno, constatando se c’erano abbastanza esplosioni, veicoli tamarri e sabbia impregnata di benzina. 💀💀

Quindi, se come me non vedete l’ora di scoprire di più sul passato di Furiosa e siete in zona, passate a trovarmi: sarà una buona occasione per immergerci insieme in questo folle futuro distopico!

💣 DOVE? Cinema Movie Planet di San Martino Siccomario (PV).

💣 QUANDO? Giovedì 23 maggio, ore 21.

💣 COME MI RICONOSCETE? Sarò in costume da predona post-apocalittica!

TENET

 

Parliamo di Tenet (2020), film scritto e diretto da Christopher Nolan.

Una storia sicuramente molto intricata, la cui sceneggiatura ha richiesto cinque anni di lavoro, dopo un’iniziale elaborazione durata più di un decennio.

Rinviato tre volte a causa della pandemia, Tenet è uscito nell’agosto del 2020: la prima grande produzione hollywoodiana a essere distribuita nelle sale cinematografiche dopo le chiusure forzate delle attività, arrivando a incassare oltre 360 milioni di dollari in tutto il mondo.

Ecco alcune curiosità interessanti.

– Il titolo e i diversi nomi di personaggi, luoghi e organizzazioni citati nel film sono ispirati all’enigmatica iscrizione palindroma del quadrato del Sator. E la parola “Tenet”, anch’essa palindroma, il cui significato riconduce alla “dottrina, dogma”, contiene un doppio riferimento al dieci, numero che è saliente nel finale.

– La storia è stata tenuta quanto più possibile segreta perfino agli attori: Michael Caine, le cui scene sono state girate in un solo giorno, ha ricevuto esclusivamente le pagine con i suoi dialoghi, senza ulteriori spiegazioni.

– Le riprese principali del film hanno coinvolto quasi tutto il mondo: Danimarca, Estonia, India, Italia, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti d’America.

– Tenet non è stato girato in digitale ma con le cineprese Arriflex e IMAX, in formato 65mm.

– La colonna sonora non è firmata da Hans Zimmer (già impegnato su Top Gun: Maverick e sul Dune di Villeneuve) ma da Ludwig Göransson che, all’epoca, aveva appena vinto il Premio Oscar per il suo lavoro su Black Panther. L’esperienza, come ha dichiarato lo stesso Göransson fu molto difficile: “la conclusione della colonna sonora durante la pandemia è stata un’esperienza molto diversa. Siamo stati fortunati ad aver potuto utilizzare le registrazioni di una prima sessione orchestrale a Los Angeles, ma non abbiamo potuto portare a termine le nostre previsioni di altre due settimane di grandi sessioni musicali. Così abbiamo deciso di completarle registrando tutti i musicisti separatamente nelle loro case, un processo che sembrava più facile di quanto non fosse”.

– Una delle sequenze più impegnative è stata l’elaborata rapina che si svolge sulla Laagna Tee: un’autostrada trafficata nel centro di Tallinn. Il produttore esecutivo Thomas Hayslip ha spiegato: “stavamo chiudendo 8 chilometri di un’autostrada a sei corsie nel mezzo di una delle aree più densamente popolate dell’Estonia. Sì, è stato difficile”.

– La sequenza di Eagle Mountain ha coinvolto l’intera squadra di stuntman e centinaia di comparse. Date le esigenze di regia sono state chiamate persone con una certa tempra fisica e mentale, soprattutto ex soldati. Era necessario indossare la tenuta militare con tutto l’equipaggiamento per 10 ore al giorno, nel caldo afoso del deserto. Una condizione particolarmente sfiancante per molti.

I GUERRIERI DELLA NOTTE

 

“I guerrieri della notte” è un film del 1979, diretto da Walter Hill e ispirato dall’omonimo romanzo scritto da Sol Yurick.

È un cult che consiglio sempre di recuperare, dove le bande rivali in realtà sono una deformazione della società e delle sue regole.
Il tutto si svolge in un contesto apocalittico, una metropoli priva di controllo in cui le forze di polizia (e lo Stato stesso) sono invisibili o, peggio, corrotte e al servizio della criminalità organizzata.
Un mondo dove sopravvive solo il più forte.

Ma, non solo.
Secondo me, è un film che ha influito su moda, musica e ispirato moltissime altre pellicole, creando un vero e proprio punto di svolta nell’industria cinematografica.

E allora ho raccolto qualche curiosità.

– La scena del bagno degli uomini in cui i Guerrieri si scontrano contro i Punks è l’unica girata all’interno di un set che è stato costruito appositamente negli Studi Astoria di Long Island (Queens). Per girare la sequenza ci sono voluti 5 giorni di riprese per 11 ore di lavoro giornaliero.

– Gli attori che interpretavano i Turnbull si recavano in un fast food per la pausa pranzo senza avere il tempo di togliersi i costumi, e questo fatto ha per un po’ di tempo intimorito gestori e gli avventori del locale fino quando non è uscita la notizia della produzione del film.

– Su alcuni set furono salariati con 500$ al giorno dei veri microcriminali, per proteggere i furgoni della produzione da eventuali vandalismi.

– I graffiti che marchiano il territorio dei protagonisti sono stati realizzati da un gruppo di graffitari assunti appositamente che non sono stati stipendiati ma fatti partecipare come attori/comparse.

– La famosa scena di Luther che richiama i Guerrieri con le tre bottiglie è stata improvvisata dall’attore sul momento (“Guerrieri, giochiamo a fare la guerra?”). L’attore ha detto d’aver preso spunto dalle provocazioni che un suo anziano vicino gli faceva quando era piccolo.

– Gli esterni del film vennero spostati molte volte a causa della folla di gente incuriosita che, avvicinandosi, interrompeva le riprese.

– La maggior parte del film venne girato direttamente per le strade di New York e questo comportava molti rischi. L’attore Joel Weiss ricorda che le riprese delle scene sulla Avenue A furono cancellate perché poco tempo prima si era verificato un duplice omicidio nei paraggi.

– Per la scena della riunione delle gang all’inizio del film, Hill volle, oltre agli autentici membri di bande di strada, qualche poliziotto in borghese. Così da evitare problemi di qualsiasi genere.

– La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Sol Yurick, ispirato a sua volta dall’Anabasi di Senofonte.

– La Rockstar Games ha realizzato un videogioco ispirato al film, “The Warriors”. La trama precede di tre mesi il grande raduno, approfondendo la nascita e la prima formazione della gang, per poi allinearsi con gli eventi del film culminando con l’arrivo dei Riffs.

WATCH PARTY – SUPERMARKET HORROR (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, abbiamo guardato insieme “Supermarket Horror”: film del 1986 diretto da Jim Wynorski.

Robot ribelli, centri commerciali pieni di fornicazione e raggi laser alla Guerre Stellari con un range di danno molto variabile! 💀💀

Nel caso vogliate recuperarlo e siate interessati a sentire le elucubrazioni mie e di Matteo “Curte” Cortini, lascio qui la registrazione della live, da utilizzare un po’ come il commento negli extra dei DVD.

LO ZAINO PROTONICO

 

Fra tutti gli equipaggiamenti fantascientifici che popolano i miei ricordi d’infanzia ce n’è uno che mi ha sempre affascinata molto: lo zaino protonico dei Ghostbusters.

In parte è sicuramente merito del suo aspetto un po’ raffazzonato, con quei “ciuffi ribelli” di cavi tenuti insieme con le fascette, i tubi e le componenti artigianali difficili da indentificare che però gli conferiscono – secondo me – una grande verosimiglianza e credibilità. Di quelle cose che (mi piaceva pensare da bambina) qualcuno, forse, da qualche parte nel mondo, nel suo garage, potrebbe aver inventato davvero.
Le lucine intermittenti e il suono che produce quando viene acceso, poi, fanno il resto.

Spiegato in parole semplici, il fucile collegato allo zaino proietta un fascio di protoni (particelle subatomiche caricate positivamente) che sono in grado di avviluppare le entità ectoplasmatiche (caricate negativamente) come una sorta di lazo di energia.
Il fantasma va poi trascinato verso un altro dispositivo, la trappola, che lo risucchia e cattura definitivamente.

Sulle cose materiali, invece, il fascio di protoni ha un effetto altamente distruttivo. Ma di questo, per citare Peter Venkman direttamente dal primo film, “Perché preoccuparsi? Ognuno di noi porta sulla schiena un acceleratore nucleare non autorizzato.”

“LA LIVE CHE TI DÀ LA CITTADINANZA” DI INCONTRI DI STORIA

Ieri sono stata ospite sul canale YouTube Incontri di Storia per una live preserale dedicata alla fantascienza.

Assieme a Lorenzo Carbone, Francesco Masci, Gianluca Pacor Marzari e a Luca Pantanetti abbiamo parlato di letteratura fantascientifica e dei suoi collegamenti con la storia, spaziando dalle macchine pensanti alle invasioni di insetti alieni giganti, passando anche per Warhammer 40.000, cinema e videogiochi!

SUL GLOBO D’ARGENTO

 

“Sul globo d’argento” (in originale: “On the Silver Globe”) è un film di fantascienza del 1977 diretto da Andrzej Żuławski.

Purtroppo bloccato dalla censura durante la lavorazione e quindi terminato nel 1988, il film è tratto dall’omonimo romanzo di Jerzy Żuławski (tra l’altro, prozio paterno del regista).

La storia segue le vicende di un piccolo gruppo di esploratori spaziali che lascia la Terra in cerca di libertà. Durante il viaggio, però, sono costretti a un atterraggio di emergenza e sbarcano su un pianeta molto simile al nostro dove cominciano a costruire una nuova civiltà primitiva.

Devo dire che non mi è dispiaciuto per niente anche se è molto particolare. Ho apprezzato molto la scelta della palette: questi toni blu e verdi sono alienanti e certi fotogrammi sono così belli che sembrano dei quadri surrealisti.

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