SCRIVERE ANCHE QUANDO NON SI HA VOGLIA

 

Quest’ultimo appuntamento chiude la rubrica sulla scrittura.
E termino, svelandovi un’abitudine che porto con me fin dall’infanzia.

4. SCRIVERE ANCHE QUANDO NON SI HA VOGLIA

So che può sembrare una costrizione – e in effetti un po’ lo è, non prendiamoci in giro – ma trovo utile scrivere sempre, ogni giorno, anche solo una frase.
L’importante è tenermi in allenamento.

Per fortuna, complice anche il lavoro, non perdo mai occasione di picchiettare sulla tastiera, ma sono capitati dei giorni in cui il cervello era del tutto bloccato.
E allora ho scritto cosa mi bloccava, ho cercato di oliare un po’ i neuroni e vedere se ripartivano.

Questo è il consiglio più “aggressivo”, senza dubbio.
Certo, per molti è più funzionale staccare del tutto (e va bene così) ma personalmente questa mini-costanza-forzata, mi ha aiutata tante volte a mantenere un certo rigore.
Poi c’è anche il tempo di rilassarsi, per carità, farsi una passeggiata, dormire o dipingere qualche miniatura dalla pila della vergogna, però 5 minuti dedicati alla scrittura me li ritaglio sempre.
E, per fortuna, non è mai uno sforzo.

Immagine: “PC Master Race”

QUALCHE CURIOSITÀ SU MASS EFFECT

 

Sto pensando di trattare un pochino di più gli alieni di Mass Effect (magari con un video di approfondimento? O magari post?)

Nel frattempo ho trovato qualche curiosità sul videogioco, il comandante Shepard e la sua Normandy.

– Mass Effect non doveva chiamarsi così. Avrebbe dovuto intitolarsi “Science Fiction X” (abbreviato SFX).
Hudson e il suo team però, scoprirono che l’acronimo apparteneva già a una famosa rivista fantascientifica britannica e decisero di cambiare rotta.

– Il gioco lascia molta libertà al giocatore, permettendogli di creare anche vere e proprie romance tra i personaggi.
Era possibile farlo con quasi tutti, a eccezione di Garrus: gli sviluppatori non avevano previsto alcun risvolto romantico nella sua storia.
Tuttavia, col passare degli anni, il web si è riempito di fan fiction che lo ritraevano in atteggiamenti romantici e questo ha spinto gli sviluppatori a inserirlo nelle romance nel capitolo successivo: Mass Effect 2.

– Il volto di Mordin Solus è ispirato a quello di Clint Eastwood.

– IDA è un chiaro tributo a Metropolis.

– Recandovi sul pianeta Ontarom, del sistema Newton, potrete imbattervi in una mucca aliena.
Nonostante il suo aspetto innocuo, non appena vi girerete vi inizierà a rubare crediti, continuando finché non vi girerete di nuovo nella sua direzione. Potrete anche spararle ma questo non vi farà recuperare i soldi perduti e comunque la mucca riapparirà dopo pochi secondi. Pare che si tratti di un vero e proprio bug considerato dagli sviluppatori troppo divertente per essere rimosso.

– Verso la metà del gioco, c’è la possibilità di visitare la nostra Luna.
Il paesaggio è arido e deserto, ma prestando molta attenzione potrete notare dei rottami spaziali che, se analizzati con cura, si riveleranno essere i resti di una sonda. Esaminandola noterete la scritta CCCP Luna 23, una vera sonda spaziale lanciata nello spazio dall’Unione Sovietica negli anni ’70.

Fonte: Spazio Games

CI VEDIAMO AL BELGIOIOSO MINI ART!

 

Questo week-end, sabato 27 e domenica 28, sarò al Belgioioso Mini Art, il festival dedicato alla passione per il mondo delle miniature!

Tra i tanti tavoli demo, tornei, workshop di pittura e scultura, contest, conferenze ed espositori vari ci sarà anche uno stand interamente dedicato ai miei libri, dove potrete trovare sia i romanzi post-apocalittici della serie “L’età della polvere” che “LEVEL UP!”, la mia guida introduttiva al gioco di ruolo.

Nel corso della manifestazione, poi, prenderò parte anche a due conferenze:

– sabato dalle 14.00 alle 15.00 vi racconterò i luoghi (ispirati proprio alla provincia di Pavia) e i protagonisti de L’età della polvere in un incontro dedicato all’universo letterario post-apocalittico che ho creato.

– domenica dalle 14.30 alle 15.30 avrò invece il piacere di chiacchierare con Michele Bellone, giornalista scientifico appassionato di giochi, e discutere sui punti di contatto tra narrativa fantastica e scienza.

Se siete in zona, passate a trovarmi anche solo per un saluto: mi fa sempre piacere e sarà una bella occasione per conoscerci (o incontrarci di nuovo) dal vivo!

💣 DOVE? al Castello di Belgioioso (PV).

💣 QUANDO? Sabato 27 (dalle 10 alle 19) e domenica 28 maggio (dalle 9 alle 19).

💣 COME MI RICONOSCETE? Occhialoni. Non potete sbagliare!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI HEADCRAB

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i nemici più iconici della serie videoludica di Half-Life.
A una prima occhiata potrebbero sembrare i polletti AIA ma non è così.

Gli Headcrab sono dei parassiti: grandi quasi quanto il torace di un umano, hanno zampe che terminano con punte affilate che gli permettono di saltare fino a tre metri.
Sono coperti da una pelle molto sottile e hanno un becco con il quale solitamente si nutrono. Inoltre hanno sei occhi, posti tra le zampe.
Quando diventano grandi prendono il nome di Gonarch, esseri con un guscio indistruttibile.

Tanti Headcrab, durante i vari Half-Life, compaiono come soggetti di studio nei complessi di Black Mesa: nel Laboratorio di Ricerca Biologia Avanzata e in quelli Gamma.

Ne esistono diverse sottospecie e ognuna trasforma la propria vittima in uno zombie che rispecchia la propria caratteristica:
L’Headcrab classico, muta un umano in un classico Zombie, quello Velenoso in uno Zombie Velenoso e, di conseguenza, L’Headcrab Veloce, Corazzato e il Reviver generano rispettivamente Zombie Veloci, Corazzati ed Elettrici.

Il processo di “Zombificazione” avviene quando un Headcrab si attacca al capo di un umano. In questa fase, becca il cranio e prende il controllo del sistema nervoso della sua vittima.

LA MIA PRIMA VOLTA AL MODENA PLAY

 

Terzo eventone di maggio: PLAY: Festival del Gioco

È stata una fantastica prima volta! Non avevo mai avuto occasione di partecipare a questa fiera né avevo mai masterato live, in pubblico.

Sono stata accolta davvero con tanto calore e attenzione da parte de Gli Araldi (in particolare ringrazio Marco Benti e Marco Galvanin) che mi hanno invitata e ospitata al War Pit.

Devo dirlo: un’organizzazione davvero impeccabile.

La sessione di Sine “L’ultima consegna” è stata intensa: tre ore sono volate, erano tutti concentrati e determinati a fuggire dal Capro e tornare a Milano. I miei complimenti al gruppo di gioco perché hanno interpretato benissimo i loro PG (e per alcuni era proprio la prima volta in questa ambientazione).

Abbiamo giocato a carte scoperte – letteralmente – e alla fine sono sopravvissuti tutti.
Quindi bravi, belli e pure fortunati.

Sono riuscita anche a godermi gran parte della fiera e incontrare tanti amici che purtroppo vedo di rado (PWORK Wargames, Hollow Press, L’Astropate, Age Of Sigmar – Team Italia, Isola Illyon Edizioni, Aces Games, Tin Hat Games, Fabio Porfidia, Etemenanki, UniNerd, Warmasters Academy, Michele Facco, Samael of Ultramar, Lou Miniatures, Bivacco Vicenza, Guida Galattica per Modellisti, Time To Dice, Inchiostronauti, Wargames per Passione e se mi sono dimenticata qualcuno vi prego di perdonarmi ma la stanchezza si fa sentire).

Con Kill Team invece abbiamo un conto in sospeso e spero di incontrarli presto (sì, è una minaccia).

Menzione speciale per lo stand di Mordheim Italia dove ho giocato i miei amati Skaven e ho avuto il piacere di incontrare Tuomas Pirinen: persona squisita.

E Pietro Parmeggiani per avermi fatto provare un gioco storico a tema far west e avermi regalato una miniatura degli Angeli Sanguinari dipinta benissimo.

Ci tengo anche a ringraziare tutte le persone che mi hanno fermata perché seguono i miei video su YouTube, o per parlare delle campagne fatte con Serpentarium (stasera non andrà in onda “Il volo della Mosca” perché tutti dobbiamo recuperare le energie, quindi si gioca martedì prossimo) e per i romanzi de L’età della polvere di Edikit.

Le vostre parole, più un mix di caramelle e birra (tutto gentilmente offerto da chi mi veniva a trovare), hanno creato una miscela che mi ha tenuta in piedi fino alla macchina, quando sono crollata dalla stanchezza.

Ora ci vediamo al Belgioioso Mini Art.

[Per tutti gli amici dell’Emilia: so che quest’anno è andata una m***a ma conto di vederci molto presto!]

(Questa è una delle rare foto in cui sorrido).

VITA DA VAULT – ESPERIMENTO #95

 

Eccoci a un altro episodio di “Vita da Vault”, la rubrica settimanale dove scopriamo i tremendi esperimenti condotti dalla Vault-Tec Corporation.

Oggi vediamo la storia del Vault 95, visitabile nel videogioco Fallout 4.

Lo scopo era quello di studiare soggetti con una forte dipendenza da sostanze chimiche e valutare la gestione dell’astinenza psicofisica.
Il Vault è stato quindi concepito come un centro di recupero, dove gli abitanti avevano un comune obiettivo: sconfiggere la propria dipendenza.
Lo staff medico della Vault-Tec aveva quindi un comportamento comprensivo e ottimistico, tutti si sentivano parte di una grande famiglia e il Soprintendente non era una figura autoritaria ma piuttosto un leader spirituale.

Quindi dov’è la fregatura?
Dopo cinque anni, una talpa addestrata e sotto copertura (l’unica persona del Vault a conoscere lo scopo dell’esperimento) aprì un compartimento segreto pieno di sostanze e documentò la reazione della comunità.
Quando gli abitanti videro quell’enorme quantità di droghe, il Vault sprofondò nel caos e l’atmosfera idilliaca e pacifica degenerò molto in fretta.

Il Vault 95 si trova a Sud Ovest, appena dopo il Confine del mare Splendente. Attenzione perché, nonostante la vicinanza con quest’ultimo, l’area non è particolarmente radioattiva e ci si può accedere anche con del semplice Rad-X.

QUEL SALONE DEL LIBRO IN CUI MI APPIOPPARONO LA SANTITÀ

 

Secondo eventone di maggio: Salone del Libro di Torino.

Sarò sintetica.

Aspetti positivi:

– Tanti sopravvissuti che esplorano il mondo de L’età della polvere. No, sul serio quando venite a trovarmi e difendete il vostro personaggio preferito (di solito Wolf o Layra) mi sciolgo.

– Serpentarium che mi ha nutrita e coccolata per due giorni, neanche fosse il mio compleanno.
Le occasioni per incontrarsi sono poche. TROPPO POCHE.

– L’incontro con la schiera di autori Edikit. Ognuno porta una sfumatura del fantastico. E questo è fantastico.

– Aver ottenuto la santità grazie a Riccardo Gallori.

– Il roll up del libro è diventato un 12% più bello di prima.

Aspetti negativi:

– “Pioveva dalle f*****e pareti”. Una semi-cit. che sicuramente Giulia capirà.

L’IMPORTANZA DI NON COPIARE

 

Terzo appuntamento con questa chiacchierata sulla scrittura.
Oggi vorrei parlare di un’epidemia che colpisce molti scrittori e content creator.

3. IO COPIO, TANTO CHE C***O ME NE FREGA?

“Se una cosa funziona allora la copio”. Sì, giusto in teoria, ma attenzione perché la sottile linea tra ispirazione ed emulazione si rompe con facilità e tutto rischia di cadere nell’assurdo.

Mi capita di trovare un contenuto particolarmente accattivante o che vedo funzionare bene. E finché cerco di studiarlo per prenderne il bello (o il brutto) va tutto bene.

Ma non posso farlo mio. O meglio, non posso farne un copia/incolla.
In primo luogo perché il lettore noterà questa “furbata” e si sentirà preso in giro (giustamente): non è giusto nei suoi confronti.
Secondo, perché dimostrerei di avere una scarsa fiducia in me stesso e nelle mie capacità. È davvero necessario copiare? Non posso fare di meglio con la mia testa?
Terzo, e secondo me punto fondamentale, perché copiando gli altri finirei con il perdere la mia voce e i tratti che mi caratterizzano, i punti di forza che potrebbero davvero aiutarmi a comunicare qualcosa in modo veritiero.

Immagine: “HOTPOCKETS BIO” by Beeple.

L’ETÀ DELLA POLVERE SU LEGGERE DISTOPICO E FANTASCIENZA OGGI

 

I preparativi per domani, e quindi per i successivi tre giorni di fiere (Torino e Modena) sono particolarmente tosti.

Oggi sarà una giornata frenetica, ma grazie alla recensione di Delos Veronesi su Leggere Distopico Fantascienza Oggi preparo tutto con un po’ più di carica!

Trovate qui il link per leggerla, se vi va (il paragone con Fallout 2 è un grande onore).

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