LIVE GDR – SINE REQUIE: IL VOLO DELLA MOSCA – PARTE 5 (feat. Serpentarium)

Ieri sera c’è stato l’ultimo appuntamento sul canale YouTube di Serpentarium per proseguire con “Il volo della Mosca”, un’avventura di Sine Requie ambientata nella simpatica Germania del 1957.

Io ho fatto da Cartomante mentre Matteo “Curte” Cortini e Fabio Passamonti cercavano di impedire al personaggio di Leonardo “Moro” Moretti di sganciare (o far deragliare) i vagoni del treno.

Infatti siamo quasi giunti al termine del viaggio.
Mancano 2 ore all’arrivo e la situazione si è fatta tragica.
La Lotte, interrogata, ha svelato scioccanti informazioni sul suo passato e su un antico ciondolo che, in qualche modo, sembra possedere proprietà malevole.
E se Wolff è determinato a non snocciolare nulla sulle carte che sta trasportando ad Amburgo, Von Dekken ammette la sua ossessione per la Signorina Dresher e dichiara d’aver comprato parte della corsa sotto “consiglio” di qualcuno che evidentemente voleva che il treno fosse popolato solo da un gruppo ristretto di persone.
La piccola Viktenstein, nel frattempo, attende accanto alla madre ferita. Spaventata dall’arrivo in città e dalle conseguenze che l’aspettano.

Ma, in tutto questo, dove si nasconde la Mosca?

MARTEDÌ DELLO XENO – JENOVA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, la “mamma” di Sephiroth.

Jenova è una misteriosa forma di vita extraterrestre apparsa per la prima volta in Final Fantasy VII ma è un elemento importante anche in altri giochi ambientati nello stesso universo.

Arrivata sul pianeta Gaia molto prima degli eventi del gioco, era chiamata la “calamità dai cieli” dal popolo Cetra, che sfiorò l’estinzione cercando di contenerla.
I suoi resti furono ritrovati e studiati dalla Shinra duemila anni dopo: da allora gli esperimenti operati su di lei hanno dato origine a molti degli antagonisti principali dell’universo di Final Fantasy VII, incluso Sephiroth.

Quando “dorme”, Jenova appare come una figura femminile, con la pelle grigia e capelli argentei. Possiede solo l’occhio sinistro, di colore rosso acceso, mentre il destro è una semplice cavità, spesso coperta dai capelli.

Pare che abbia una qualche sorta di sistema biologico esterno, che termina con una serie di tubi collegati a quello che sembra un gigantesco cuore. Dietro la schiena, poi, le braccia sono fuse con una struttura di carne non ben identificata, la cui forma ricorda delle ali.

Ma la Shinra è principalmente interessata alle sue cellule.

Ognuna, infatti, è strettamente collegata al sistema centrale e, se separata dal corpo, cercherà di ritornare alla sorgente: questo processo si chiama “Unione”.
Se invece le cellule di Jenova vengono infuse in un altro essere vivente, possono assorbire i suoi ricordi e prendere possesso del suo corpo.
Il loro impiego principale è quello di creare esseri umani potenziati, ma quelle infuse nei SOLDIER (contaminate dal Mako) non sembrano essere soggette al processo di Unione.

Ma qual è il suo scopo?

Jenova vuole entrare in contatto con il flusso vitale di un pianeta e contaminarlo, fino a corromperlo dall’interno ed estinguere la vita su di esso.
L’obiettivo è usare la sua carcassa e viaggiare attraverso il cosmo in cerca di un altro pianeta che subirà la stessa sorte.

Questo fa di lei un organismo parassita, una sorta di virus di proporzioni planetarie.

VITA DA VAULT – ESPERIMENTO #8

 

Oggi in “Vita da Vault”, la rubrica che svela i terribili esperimenti perpetrati dalla Vault-Tec Corporation, per una volta parliamo di qualcosa che è andata a finire bene.

È il caso del Vault 8, situato nel nord del Nevada e visitabile in Fallout 2.

Sviluppato su tre livelli e protetto da una seconda, grossa, porta blindata che gli altri Vault non avevano, era pensato per ospitare circa un centinaio di persone da usare come gruppo di controllo per altri esperimenti.

Chiuso nel 2077, sarebbe dovuto rimanere sigillato per dieci anni prima di aprirsi e consentire agli occupanti di ri-colonizzare la superficie.
Cosa che effettivamente avvenne, anche se leggermente più tardi del previsto: fu infatti solo nel 2091, quattordici anni dopo lo scoppio della Grande Guerra, che gli abitanti emersero dalla struttura, utilizzarono il loro G.E.C.K. (Garden of Eden Creation Kit) per rendere di nuovo abitabile la zona circostante e lì si stabilirono, fondando quella che nel tempo sarebbe diventata Vault City.

Oltre un secolo dopo, nel 2241, l’insediamento è ancora lì, prospero e famoso per il suo centro medico high-tech (probabilmente il migliore della Devastazione) ricavato proprio da quello interno al Vault 8.
Il suo piccolo reattore nucleare fornisce energia a tutta la città. Il resto della struttura, invece, viene utilizzata perlopiù come magazzino.

Ultima curiosità: a causa di un errore logistico, uno dei due G.E.C.K. destinati al Vault 8 venne consegnato al Vault 13 (quello del primo Fallout). Al suo posto, il Vault 8 ricevette un intero stock di Water Chip che invece sarebbero dovuti andare all’altra struttura.

BLAME!

 

Blame! è un manga post-apocalittico quasi “muto”.
L’autore è Tsutomu Nihei, e l’opera è stata pubblicata in Italia da Planet Manga.

Il protagonista è Killy e il suo obiettivo è trovare esseri umani che possiedono i “geni per i terminali di rete”: marcatori genetici che permettono di accedere alla rete – l’infrastruttura digitale che controlla e lega la Città – e controllare i “Costruttori”: individui meccanici la cui programmazione consiste nell’ampliare la città. All’infinito.

L’universo di Blame! è caratterizzato da un’enorme sequenza di livelli silenziosi dove il protagonista vaga e si scontra con tutte quelle creature che vivono al suo interno.

Nella sua missione Killy sarà infatti ostacolato dagli esseri di silicio, delle creature tecnorganiche anch’esse alla ricerca dei geni per i terminali che gli consentano di entrare nella rete.

Sicuramente alienante, lo consiglio davvero agli amanti del genere che vogliono provare una lettura particolare (quasi da silent book).
Se volete recuperarlo, è stata pubblicata la Master Edition. Sono sei volumi.

QUALCHE CURIOSITÀ SU 1984

 

Tutti conosciamo 1984, il celebre romanzo distopico di George Orwell ma ecco alcune curiosità che ho scoperto, indagando sul testo:

– David Bowie ha scritto una canzone “1984”, ispirata al romanzo. Pubblicata nel 1974 come singolo tratto dall’album Diamond Dogs, gran parte del progetto era stato pensato per un musical basato sul romanzo stesso. Purtroppo però la moglie di Orwell non concesse i diritti, perciò non si realizzò mai.

– La trasposizione cinematografica “Orwell 1984” (con John Hurt) è molto accurata. È uscita nel 1984, rispettando nelle riprese anche i mesi e i luoghi citati da Orwell.

– Esiste un whisky ispirato al romanzo. Orwell scrisse parte del suo capolavoro sull’isola di Jura, in Scozia. Così, una distilleria scozzese, chiamata appunto Jura, ha ideato e prodotto 1,984 bottiglie di “Jura 1984 Vintage”, un whisky dalle vaghe note di caffè.

– Ne “L’uomo che fuggì dal futuro” (THX 1138 – 1970) di George Lucas, vediamo coniugati gli orrori di 1984 con quelli de “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley.

– “Half-Life 2” è ambientato in una città immaginaria, City 17, che presenta molte chiare analogie con il mondo di 1984. La popolazione indossa tute numerate e vive sotto le leggi e il controllo di un leader carismatico. Wallace Breen, infatti, appare alle masse tramite schermi posizionati nelle abitazioni e nelle piazze.

– Nel video game “Remember Me”, ambientato nel 2084, le memorie degli esseri umani sono digitalizzate, memorizzate e interscambiate da una società privata (Memorize), dalla quale i governi ne sfruttano occultamente la tecnologia Sensen per fini politici e militari. La protagonista è parte del movimento sovversivo, equivalente alla Fratellanza del romanzo. Inoltre, La Bastiglia è una prigione che ospita dissidenti e prigionieri politici allo scopo di cancellarne e riprogrammarne la memoria, in parallelo con quanto avviene nel Ministero dell’Amore.

– V for Vendetta, graphic novel di Alan Moore e David Lloyd, è chiaramente ispirata a 1984. La società distopica è strutturata in modo molto simile a quella del romanzo di Orwell e i cittadini di una Londra sono soggetti a continui condizionamenti audiovisivi da parte dei tiranni che governano.
Nel film omonimo nel 2005, tra l’altro, vediamo John Hurt nel ruolo del dittatore Adam Sutler (l’attore era stato già interprete di Winston Smith, nell’adattamento cinematografico del libro).

– Nel 1984 Apple presentò al pubblico il nuovo “Macintosh” attraverso uno spot pubblicitario, girato dal regista Ridley Scott.
Nel video, veniva sfruttata la metafora di un regime dittatoriale (il riferimento era l’IBM), mentre Apple voleva proporsi come figura anticonformista.
Lo spot diceva: «Il 24 gennaio Apple Computer presenterà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come 1984.»

fonte: solo libri

IL ROSPO LATRANTE CATACHANO

 

Fra le moltissime e pericolosissime bestioline che popolano la giungla del pianeta Catachan (non a caso famoso per essere il più ostile tra i mondi imperiali) ce n’è una che è tanto buffa quanto letale: il rospo latrante.

Considerato in assoluto la creatura più tossica dell’intera galassia, questo anfibio ha sviluppato un meccanismo di autodifesa fin troppo efficace: quando si sente minacciato esplode, rilasciando una nube velenosa che liquefa qualunque forma di vita entro un certo raggio (incluso lui stesso).
Gli esemplari più grossi possono influenzare un’area fino a un chilometro e nella zona colpita non crescerà più nessuna forma di vegetazione per molto tempo.
Sembra poi che la tossina sia così potente da non poter essere fermata nemmeno da un respiratore o da un’armatura potenziata completamente sigillata.

Per fortuna, se non altro, sono piuttosto rari.
Però sono carinissimi. Guardate che sguardo altezzoso che hanno!

Ultima curiosità: su White Dwarf 292 (aprile 2004) sono state pubblicate le regole per includerli in una partita di Warhammer 40.000.
Saltellavano per il campo muovendosi in una direzione casuale all’inizio della fase di movimento ed esplodevano se toccavano un altro modello, se venivano caricati o colpiti da un attacco a distanza, o semplicemente se unità sparava trovandosi entro 3” da loro.
Il raggio d’influenza della nube velenosa era rappresentato con la pizza grande.

LIVE GDR – SINE REQUIE: IL VOLO DELLA MOSCA – PARTE 4 (feat. Serpentarium)

Dopo una (doverosa) settimana di riposo, ieri sera si è tornati a bordo del treno diretto ad Amburgo per il quarto appuntamento con “Il volo della Mosca”, un’avventura di Sine Requie ambientata nella simpatica Germania del 1957.

Abbiamo giocato sul canale YouTube di Serpentarium: io come Cartomante, mentre Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti e Fabio Passamonti cercheranno di arrivare vivi a destinazione.

Nell’ultima sessione, l’Ispettore Ackermann, l’Agente Hoppe e il Dottor Zeinder hanno elargito consigli sulla conquista delle signore, ispezionato i bagagli e gli effetti personali di alcuni passeggeri e portato alla luce nuovi scheletri (o, in questo caso, bottoni, lettere, gioielli e mappe) nascosti nei rispettivi armadi.

Tutto però è stato interrotto da uno scontro a fuoco nella carrozza adiacente, nato dal panico generato dal signor Wolff, che ha condotto a un morto e diversi feriti prima che la Gestapo riuscisse a riprendere il controllo della situazione.

Mancano poche ore. Il tempo stringe e la situazione si fa sempre più tesa.
E, in tutto ciò, dove si nasconde la Mosca?

MARTEDÌ DELLO XENO – I TUSKEN

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una razza di predoni spaziali.

I Tusken, detti anche Sabbipodi, appartengono all’universo fantascientifico di Star Wars.

Sono i discendenti di una specie molto avanzata tecnologicamente; in un tempo in cui Tatooine era verde e pieno di vita, con vasti oceani e grandi città.
Tutto cambiò nel 5.000 BBY, quando venne scoperto dagli umani.
I coloni rovinarono la cultura Sabbipode, prima semi-sedentaria, che si ritrovò costretta a mutare e vagare per il deserto.

Le tensioni aumentarono e ruppero ogni rapporto pacifico con gli invasori.
Per questo motivo i Sabbipodi provano un odio profondo per gli stranieri: li ritengono conquistatori che usano la tecnologia per rompere il legame sacro con la terra.
Non solo, questi cacciatori sono ostili anche con i Jawa.

Per proteggersi dai venti e dal caldo opprimente del deserto, usano abiti color sabbia e delle maschere che gli celano il volto e la testa.
Nella loro cultura è severamente vietato togliersi i vestiti, se non per speciali occasioni come il matrimonio: la violazione di questa regola porta all’esilio.

Sono organizzati in clan e tribù, composti da venti o trenta membri ciascuno.
I maschi procacciano il cibo mentre le femmine si prendono cura dei giovani e dell’accampamento.

I Sabbipodi si avvalgono di molti rituali per tenere i gruppi uniti e basano la loro intera cultura sulle testimonianze orali, non conoscendo alcuna lingua scritta.

VITA DA VAULT – ESPERIMENTO #74

 

Ultimo episodio del mese per “Vita da Vault”, la rubrica che snocciola tutti gli esperimenti condotti dalla Vault-Tec Corporation.

Oggi però rimaniamo un po’ off-game e parliamo del Vault 74, visitabile in Fallout: New Vegas, ma solo attraverso gli strumenti di debug.
Si tratta infatti di una location tagliata dalla versione finale del gioco e incompleta, una sorta di “Vault Fantasma”, non considerato canonico ma che nel tempo ha incuriosito molti appassionati e dato origine a varie MOD per il gioco.

Del Vault 74 originale, infatti, non si sa nulla a parte il fatto che sia stato invaso dai predoni e completamente razziato.
È anche molto piccolo: costituito da un atrio, una clinica e un ufficio del Sovrintendente.
Ci sono anche quelli che dovrebbero essere dei quartieri abitati, che però risultano molto spogli (in alcune stanze ci sono solo le pareti) e completamente vuoti.
Per la porta d’ingresso, poi, è stato riciclato il modello di quella del Vault 108, con i numeri ancora chiaramente leggibili.

Avvicinandosi all’apertura partirà la quest “Esplorazione Vault 74” e per completarla basterà farsi strada – abbattendo un po’ di predoni – fino all’ufficio del Sovrintendente.
Lì sarà possibile leggere un olonastro con il suo unico messaggio: “Il Vault è stato violato. Non c’è abbastanza potenza per il livello Cinque! Che Dio abbia pietà delle nostre anime.”

Ultima curiosità: il Vault 74 può essere aggiunto anche alla versione PC di Fallout 3 tramite il G.E.C.K. (l’editor ufficiale del gioco) e i suoi dati sono stati “riciclati” per uno dei tutorial su come utilizzare il programma.

POST-APOCALITTICO E HOBBY IN UN VERO CASTELLO

 

L’ultimo eventone di maggio si è concluso.

Il Belgioioso Mini Art ha riunito molti appassionati di wargame/pittura/modellismo: una prima edizione davvero riuscita.

Merito di Mirko Cavalloni e di tutta l’organizzazione impeccabile e sempre puntuale.

La location è meravigliosa, e poi ho avuto il piacere di parlare e giocare con tante persone specializzate del settore.

Quindi un grazie doveroso alla Gilda dei Giochi che mi ha fatto scoprire Bolt Action (arando pesantemente le mie truppe tedesche, ma questo è un altro discorso) e Aerel che mi ha fatto recuperare Hero Quest.

Ho avuto anche le mie prime conferenze pubbliche: il primo giorno con Rebellis Games ho parlato dell’Età della polvere e della provincia di Pavia (luoghi in cui sono ambientati i romanzi) e poi con Michele Bellone abbiamo trattato di come il genere fantastico si intersechi con la scienza.

Ringrazio di cuore questi due professionisti e tutte le persone che ci hanno ascoltato e con cui ci siamo confrontati.

Nel pomeriggio poi sono stata rapita dai ragazzi della Guida Galattica per Modellisti per una breve live: a quel punto ero COTTA ma è stata una parentesi molto divertente e delirante.
E poi ho incontrato Stefano117 e Lou Miniatures: alla prossima fiera dobbiamo incastrare gli impegni di tutti e farci una partita a Kill Team.
Poi ancora, un grazie al Warhammer 100 Torri Pavia, vicini di stand capitanati da Carlo Fassa (anche se il loro torneo di Aos occupava un’ala intera del castello), ad Angela, ai Tremendi Dèi del Caos e Stefano per avermi aiutata con la gestione dello stand.

E come sempre ultimi ma di primaria importanza: sono davvero contenta che le persone che mi seguono su questi e altri canali e trovino sempre il tempo di passare a tenermi compagnia. A parte l’incoraggiamento che riuscite a darmi, è bello parlare con voi di GDR, romanzi, fantascienza, videogiochi, cosplay e pile della vergogna. Insomma, sapete davvero tante curiosità e ogni volta mi fate scoprire qualcosa in più sull’hobby.

Adesso però è il momento di mettersi finalmente comoda sul divano e dedicarsi alla scrittura.

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