Una serata in compagnia di Alessio “Jorial” Fondoli, autore del GDR investigativo-spirituale in ambientazione vittoriana “Sensum“.
Insieme abbiamo parlato del suo progetto e scoperto questa nuova, originale, ambientazione.
Una serata in compagnia di Alessio “Jorial” Fondoli, autore del GDR investigativo-spirituale in ambientazione vittoriana “Sensum“.
Insieme abbiamo parlato del suo progetto e scoperto questa nuova, originale, ambientazione.
“Gargoyles – Il risveglio degli eroi” è una serie animata realizzata dalla Disney.
Dai toni cupi, con storie strutturate su ampi archi narrativi, presenta una certa influenza dalle opere di Shakespeare, in particolare da “Macbeth” e da “Sogno di una notte di mezza estate”.
Protagonisti della serie sono i gargolle: creature mitologiche notturne che si trasformano in pietra se esposti alla luce del sole.
Dopo aver dormito per mille anni a causa di un incantesimo si risvegliano ai giorni nostri, a New York, dove decidono di tener fede al loro antico giuramento e combattere il crimine per difendere i più deboli.
Da piccola li adoravo: era un prodotto che si distingueva dalla massa. C’erano società segrete con le loro rivalità, tematiche importanti come “l’accettazione di sé” e “dilemmi morali” profondi.
E poi, dai, Golia diceva delle frasi che mi ricordo ancora: “in tutti noi c’è il bene e il male. Sia negli uomini che nei gargoyle”.
Ho trovato qualche curiosità.
– La serie era stata pensata per essere molto più “leggera”, con uno stile simile a quello de “I Gummi”. Ma il successo di “Batman: The Animated Series” della Warner Bros. stravolse i piani iniziali della Disney.
– I doppiatori originali sono attori molto famosi (soprattutto degli anni ‘80/’90): Jim Belushi, Clancy Brown e Alan Cumming.
E moltissimi del cast di “Star Trek – The Next Generation”: Jonathan Frakes, Marina Sirtis, Michael Dorn, Brent Spiner, LeVar Burton e una speciale guest star: Nichelle Nichols (Tenente Uhura nel primo Star Trek).
– Alla fine della seconda stagione la Disney decide di accantonare il progetto a causa di una diminuzione degli ascolti, cedendo tutto alla ABC. L’emittente, con l’aiuto di Greg Weisman, diedero vita alla terza stagione: “The Goliath Chronicles” che, però, è considerata non canonica dai fan.
Weisman, inoltre, ha ideato una collana di fumetti che segue le vicende delle prime due stagioni.
– I Gargoyles compaiono anche nell’universo DC Comics con gli eroi della Justice League. È una storia breve apparsa su JLA Showcase 80 (del 2000).
– Sono stati prodotti due videogiochi tratti dalla serie: “Gargoyles – Night Flight” e il gioco per SEGA Genesis “Gargoyles”.
Fonte: Meganerd
Immagine: Goliath Gargoyles by Dottorfile
Nel 2023 uscirà il quinto capitolo della saga di Indiana Jones.
Non faccio previsioni ma sicuramente – a causa dell’effetto nostalgico, lo ammetto, – andrò a vederlo al cinema.
Nel frattempo ho raccolto qualche curiosità.
Così, per fare un ripassone generale.
– Il nome completo di Indiana Jones è: Henry Walton Jones Jr.
Viene detto nel primo episodio della serie TV “Le avventure del giovane Indiana Jones”.
Il soprannome “Indiana”, invece, gli è stato affibbiato dal padre ed è un omaggio al cane dell’archeologo.
George Lucas, in realtà, voleva chiamare il personaggio “Indiana Smith” (in onore del SUO cane) ma Spielberg giudicò il nome “troppo generico” e lo sostituì con Jones.
– Lucas voleva Tom Selleck come Indiana Jones.
Il regista aveva già lavorato con Harrison Ford in American Graffiti e nei primi Star Wars quindi voleva evitare di scritturare sempre la stessa persona. Selleck però era già sotto contratto per Magnum P.I. e fu costretto a rinunciare.
– Nel 2008 Ford fu eletto membro della “Board of Directors dell’Archaeological Institute of America” per aver contribuito a un boom di iscrizioni alle facoltà di archeologia.
– Spielberg ha usato ottomila serpenti veri per “I predatori dell’arca perduta”, veri insetti ne “Il tempio maledetto” e veri topi per le catacombe di “L’ultima crociata”.
Per riuscire a superare il disgusto di blatte e ragni che continuavano a infilarsi sotto i suoi vestiti, Kate Capshaw ha dovuto prendere diversi valium.
– Nel Pozzo delle Anime, su una colonna, c’è un geroglifico spaziale: le sagome di R2-D2 e C-3PO.
– Ne “Il tempio maledetto” la scena di apertura è ambientata in un locale di nome “Obi Wan”.
– Il famoso “cervello di scimmia semifreddo” è composto da crema pasticciera e sciroppo di lamponi.
– Durante le riprese in Tunisia (scelta per rappresentare l’Egitto perché più economica) tutti gli interpreti e i tecnici dovettero fare i conti con gli effetti collaterali della cucina locale.
La scena in cui Indiana Jones spara al guerriero (durante il duello) non era prevista dal copione. Harrison Ford, anche lui vittima di un’intossicazione alimentare, doveva andare al bagno ogni dieci minuti. Per accorciare i tempi tirò fuori l’arma e sparò. Spielberg amò così tanto l’effetto comico e inaspettato da tenere la scena nel montaggio finale.
– Steven Spielberg ha dichiarato di non amare particolarmente “Il tempio maledetto”, ma ne serba comunque un ricordo positivo perché, durante le riprese, conobbe la sua seconda moglie: Kate Capshaw.
– Tra le varie fonti di ispirazione per Lucas e Spielberg, c’erano anche i fumetti Disney scritti e disegnati da Carl Barks (che rendeva Paperino e i nipoti protagonisti di incredibili avventure).
– La celebre scena del primo film – dove la scimmia fa il saluto nazista – richiese cinquanta ciak prima che l’animale muovesse il braccio nel modo giusto.
– Spielberg, da grande fan della saga di James Bond, rende decise di rendere omaggio alla spia inglese scritturando Sean Connery per la parte di Henry Jones Sr., (anche se la differenza d’età tra Ford e Connery era di appena 12 anni).
fonti: deejay, esquire, movieplayer
Per festeggiare il raggiungimento dei 1000 iscritti al canale YouTube ho pensato di fare qualcosa di diverso e raccontarvi un po’ di alcuni (tra i tantissimi) giochi che nel corso degli anni sono derivati da Warhammer 40.000.
Come sempre, spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.
Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/
In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos
Cliccare qui per andare all’archivio PDF del Forum GW Tilea
È il bardo più estremo del cinema.
Sean Hape, meglio conosciuto come iOTA, è il musicista e attore australiano che si nasconde dietro la maschera di Doof Warrior: il mostruoso chitarrista cieco di Mad Max – Fury Road.
Pur avendo un ruolo marginale – e nessuna battuta sullo schermo – è diventato da subito un’icona cult grazie alla sua chitarra elettrica/lanciafiamme e al fatto di essere stato appeso ai cavi di un maxi veicolo/palco (lanciato a più di 70 km/h) circondato da amplificatori Marshall.
iOTA è un performer di talento che, prima di lavorare per Miller, si era fatto apprezzare in ambito teatrale ricevendo alcuni prestigiosi premi grazie alla performance in “The Rocky Horror Show”.
Il regista George Miller lo ha dotato di un proprio background – come ogni altro personaggio del film – con una storia che vale la pena scoprire.
Fonte: No Spoiler
Immagine: The Conversation
Vincitrici del sondaggione sul miglior innesto cibernetico, oggi conosciamo meglio le NANOMACCHINE presenti nelle opere fantascientifiche!
Il primo utilizzo del concetto di nanotecnologia è in “There’s Plenty of Room at the Bottom”: una conferenza tenuta dal fisico Richard Feynman nel lontano 1959 mentre, nella letteratura, ne troviamo traccia nel racconto di Robert Silverberg del 1969, “Com’era quando il passato volò via” (che descrive l’impiego della nanotecnologia per la costruzione di altoparlanti stereo).
Ma è nel romanzo di Michael Crichton, “Preda”, che la tematica raggiunge il grande pubblico: una storia che avverte i lettori dei possibili rischi di uno sviluppo nanotecnologico.
Da “Star Trek: The Next Generation” in poi, questo genere di tecnologia è utilizzata per numerose applicazioni, a partire dalla medicina. Molti degli episodi della serie sono proprio incentrati sui naniti, che addirittura diventano una nuova forma di vita senziente.
Ma non solo.
I Borg, nemici della Federazione, usano nanomacchine, dette nanosonde, per assimilare gli individui catturati nel proprio Collettivo.
La incontriamo anche in Stargate SG-1 e Stargate Atlantis, con replicanti e Asuriani.
Anche il mercato videoludico le ha utilizzate spesso.
Le ritroviamo nella celebre serie di videogiochi “Metal Gear Solid”.
Il protagonista – in Metal Gear Solid 2 – si distingueva per il sangue artificiale infuso tramite nanomacchine (che serviva per chiudere ferite e per altre funzioni) mentre in Metal Gear Solid 4, i Figli dei Patrioti sono una rete di nanomacchine che regolano, perfezionano e controllano le azioni di ogni combattente.
Infine, nel gioco di ruolo Cyberpunk 2020, la tecnologia biologica e nanorobot è ampiamente usata per aumentare le prestazioni umane e i nanorobot medici sono all’ordine del giorno.
Vi ringrazio per aver votato e commentato durante tutti questi lunghi mesi (molte delle argomentazioni sono state davvero interessanti!)
Al prossimo sondaggione!
L’ho rivisto proprio qualche giorno fa e volevo condividerlo con voi.
Constantine è un film del 2005 diretto da Francis Lawrence basato sulla serie di fumetti Hellblazer della Vertigo – etichetta della DC Comics –
Il personaggio di John Constantine fu creato da Alan Moore, John Totleben e Stephen Bissette nel 1985 e ha fatto il suo esordio nella seconda serie del fumetto horror Swamp Thing.
È un uomo complesso con una personalità eccentrica ma riservata: magistralmente interpretato da Keanu Reeves.
Ho raccolto qualche curiosità:
– La battuta di Costantine in cui dice che “non vuole che Angela sia un altro fantasma che lo segue in giro” è un riferimento ai fumetti dove il personaggio viene perseguitato da fantasmi di persone morte a causa sua.
– La “Lancia del Destino” è la stessa che viene utilizzata in Hellboy.
– Le “Granate Sacre” erano ornamenti natalizi pieni d’acqua.
– La bandiera nazista usata per avvolgere la “Lancia del destino” è stata distrutta dopo le riprese, per evitare che cadesse nelle mani di fan troppo esaltati.
– Quando la ragazza posseduta striscia sul soffitto all’inizio del film dice “Papatayin natin sila!”
La traduzione, dal filippino all’italiano è: “li uccideremo tutti!”
– Constantine ama l'”Ardbeg”, un whisky scozzese con un potente aroma affumicato.
– Le sigarette che Constantine fuma nel film sono vere sigarette cinesi ma il pacchetto che si vede nella pellicola è un design speciale realizzato per il film.
– Sul cofano posteriore del taxi di Chase, appare il numero 333, da sempre considerato un numero divino, spesso associato agli angeli custodi.
– Quante sigarette fuma Constantine durante tutto il film? Tredici.
Un numero che non è stato scelto a caso, perché in alcuni paesi e tradizioni viene considerato un numero sfortunato.
– Per creare l’Inferno, il regista Francis Lawrence ha preso ispirazione da vecchi filmati di test nucleari, concentrandosi in particolare sull’onda d’urto subito dopo l’esplosione.
fonte:cineblog
immagine: pinterest
Sembra una foto retro/futuristica e invece si tratta della “Amphicar”: un veicolo anfibio cabriolet costruito in Germania Ovest dal 1961 al 1968.
Sviluppata dal progettista Hans Trippel, venne prodotta per essere utilizzata dai civili – anche se alcuni esemplari furono attrezzati per la polizia e le operazioni di salvataggio –
Su strada sfiora i 120 km/h mentre, in acqua, i 6,5 nodi (12 km/h).
Oggi, a distanza di mezzo secolo dalla fine della produzione, veicoli perfettamente restaurati possono valere anche 80 000 $.
Ho trovato due curiosità che meritano di essere citate.
– Il 16 settembre 1965 quattro inglesi attraversarono “La Manica” da Dover a Calais in 7 ore e 20 minuti utilizzando due Amphicar per poi raggiungere – il giorno successivo – il Salone dell’automobile di Francoforte.
– Nel luglio del 2018, si è svolto a Celina (Ohio) il più grande raduno di Amphicar (che si è aggiudicato anche il Guinness dei Primati).
Fonte: Wiki
Foto: Pinterest Amphicar
Il primo romanzo è un grande scoglio per un’autrice emergente ma in questi due giorni è successo l’inaspettato: 60 copie su 60 se ne sono andate.
“L’età della polvere” è sold out al suo esordio al Lucca Comics & Games.
Ringrazio tutte le persone che si sono approcciate alla mia opera con spirito curioso e di sincero interesse. Non è stato un gesto “meccanico” di vendita ma un vero scambio di opinioni e pareri che mi ha insegnato molto.
Ora sono a casa.
Scrivo dal divano con il PC sulle gambe.
Tutto mi ricorda la prima volta in cui mi sono messa a picchiettare sulla tastiera una prima bozza di romanzo post-apocalittico.
Ci ho sempre creduto, non ho mai smesso un istante.
Con voi, però, ci ho creduto un po’ di più.
Aspetto i vostri feedback – positivi e negativi, tutto mi sarà d’aiuto – per poter proseguire questo progetto di trilogia insieme a voi.
Fatemi sapere anche il vostro personaggio preferito!
Piccola info per chi non è riuscito a passare allo stand e vorrebbe una copia per sé: a brevissimo sarà disponibile per tutti!
Vi aggiorno presto!
Ringraziamenti doverosi vanno fatti a Edikit che mi ha dato modo di poter partecipare e provare questa fantastica esperienza. A Roberto Piccinini e Andreina Grieco, colleghi scrittori con cui ho condiviso il tavolo e una cena “a molte portate”.
Ai miei compagni d’avventura Giovanni, Stefano, Daniele, Michele Paolo, Silvia, Alessio, Lorenzo che mi hanno supportato sempre.
E a tutte quelle persone che conoscevo solo tramite i miei canali social e che ho avuto il piacere di incontrare finalmente “di persona”.
Critters è una serie cinematografica prodotta dalla New Line Cinema, composta da cinque film e una serie TV da una stagione di otto episodi.
Il primo film è uscito nel 1986 (in Italia) come Critters – Gli extraroditori.
Il concept è stato pensato prima del celebre “Gremlins” di Joe Dante – che però uscì due anni prima per la disponibilità di mezzi –
Gli antagonisti sono i Critters: roditori alieni nativi di un pianeta sconosciuto che aumentano di dimensione in proporzione alla quantità di cibo che ingoiano.
Il primo “Critters” è considerato un cult degli anni ottanta grazie allo humour nero e agli ottimi effetti speciali della pellicola.
Qualche curiosità:
– Charles Chiodo ha basato il design dei Critters sul personaggio dei Looney Tunes “Taz il Diavolo della Tasmania”.
– C’è un pupazzo di E.T. – L’extraterrestre nella stanza di Brad. Tra l’altro Dee Wallace (Helen) ha recitato in E.T., interpretando (anche in quell’occasione) la madre di un ragazzo che entra in contatto con gli alieni.
– Il logo sul retro delle divise da bowling è una parodia dello stemma dei Ghostbusters.
– “Grovers Bend”, la città in cui si svolgono le vicende, è un riferimento alla trasmissione radiofonica del 1938 “La guerra dei mondi” di Orson Welles.
La trasmissione riferì in diretta che “gli alieni stavano atterrando a Grovers Mill” con una veridicità tale da convincere migliaia di ascoltatori. I residenti della zona furono presi dal panico e scambiando una torre dell’acqua per un UFO la fecero a pezzi.
– I suoni laser della nave rubata dai Critters suonano come un AT-AT del film “L’Impero colpisce ancora”.
fonte: cine blog