LIVE – VI PRESENTO IL MIO ROMANZO: L’ETÀ DELLA POLVERE – IL NERO E IL GIALLO

Una serata per presentarvi ufficialmente “L’età della polvere – il Nero e il Giallo“, il mio romanzo post-apocalittico.

Ho letto qualche passaggio, parlato dell’ambientazione, dei personaggi, delle mie fonti di ispirazione e, soprattutto, ho risposto alle vostre domande.

– “In un mondo dove morale ed etica vengono schiacciate di continuo, solo chi conserva la propria umanità è un eroe.”

L’ETÀ DELLA POLVERE – IL NERO E IL GIALLO, DISPONIBILE DA OGGI!

 

È il gran giorno ❤

Da oggi potete acquistare “L’età della polvere – Il Nero e il Giallo”, il mio primo romanzo post-apocalittico, in forma cartacea e digitale.

C’è un filo sottile che collega questo libro al gioco di ruolo: la condivisione di una storia. E senza il GDR – probabilmente – non avrei saputo entrare così in profondità nella vita dei miei personaggi.

Sono emozionata e impaziente di conoscere i vostri feedback. Spero davvero che questo primo passo nel mondo della Devastazione possa tenervi compagnia.

“In un mondo post-apocalittico dove morale ed etica vengono schiacciate di continuo, solo chi conserva la propria umanità è un eroe”.

Potete acquistarlo dove siete più comodi:
Store di Edikit EditoreAmazonMondadori StoreFeltrinelli Store e, ovviamente, nelle librerie fisiche!

LA NEW WAVE LETTERARIA

 

La New Wave è una corrente letteraria nata nel 1964 quando Michael Moorcock assunse la direzione della rivista di fantascienza britannica New Worlds.

È caratterizzata da un alto grado di sperimentazione, sia nella forma che nei contenuti.

Si occupa di entropia e viene associata all’idea di “rilevanza”. Lo scopo non è prevedere il futuro ma discutere fenomeni rilevanti del presente estremizzati in un contesto ipotetico.

La New Wave si concentra sugli abissi della mente umana: gli autori della corrente introdussero – nelle loro opere – tecniche usate nella letteratura mainstream, come la “cut-up” di William S. Burroughs, o il “flusso di coscienza” reso celebre da James Joyce.

Purtroppo, la rivista New Worlds durò appena sei anni.

Molte innovazioni non erano state gradite dal pubblico più tradizionale e avevano innescato lunghe polemiche tra gli appassionati del genere.
La rivoluzione culturale della New Wave, comunque, non si esaurì.

“I maggiori progressi dell’immediato futuro avranno luogo non sulla Luna o su Marte, ma sulla Terra; è lo spazio interiore, non quello esterno, che dobbiamo esplorare.
L’unico pianeta veramente alieno è la Terra”.

– Tratto da: “Qual è la strada per lo spazio interiore” di J. G. Ballard

Immagine: Patryk Hardziej

IL “VERO” CACCIAVITE SONICO

 

Il cacciavite sonico, lo strumento multifunzione della serie televisiva britannica Doctor Who, è uno degli oggetti principali del programma – così come il TARDIS –

Apre i lucchetti, scansiona il livello di salute, controlla da remoto altri dispositivi e trova forme di vita aliena.

Negli spin-off “Le avventure di Sarah Jane e Torchwood” sono presenti degli oggetti che hanno capacità simili: il Rossetto sonico, il Blaster sonico, la Biro sonica e il Modulatore sonico.
Attraverso la serie, il cacciavite appare in forme differenti, così come cambia l’aspetto del Dottore.

Piccola curiosità.

Il progetto Nanoporation (studiosi internazionali finanziati dall’UE) sono riusciti a creare un vortice ultrasonico con cui sollevare e far ruotare su se stesso un disco di gomma immerso in un liquido – di circa dieci centimetri di diametro –

Il team ha usato l’energia proveniente da un array a ultrasuoni per creare un vortice capace non solo di spingere un oggetto posto sul suo cammino, ma anche di innescare un momento meccanico che ruota l’oggetto stesso.
Il dispositivo usato nell’esperimento non è maneggevole come il cacciavite del Dr. Who, ma l’esperimento e le successive applicazioni potranno essere di grande rilevanza nel campo della chirurgia.

Lo stesso Dr. Mike MacDonald (a capo del progetto) afferma che: “Questo esperimento non solo conferma una teoria fondamentale della fisica, ma dimostra anche un nuovo livello di controllo sui raggi ultrasonici, applicabile anche alla chirurgia non invasiva, alla somministrazione di farmaci o alla manipolazione cellulare. Come il Cacciavite Sonico del Dr. Who” – aggiunge – “il nostro dispositivo può fare molto più che sollevare e far girare oggetti”.

Precisazione doverosa: mi avete mandato questa news ma, cercando su Internet, ho trovato ultimi aggiornamenti riguardanti il progetto che risalgono al 2012. Se avete info scrivetemelo nei commenti! Quando si tratta di salute e scoperte importanti vorrei essere il più precisa possibile per non far circolare fake news!

fonte: CORDIS

PARALLÀXIS

 

Parallàxis è un periodico dedicato all’horror/fantascienza, pubblicato da EKT Edikit per un totale di cinque volumi.

Partiamo della forma: la scelta vincente è stata quella di utilizzare il bianco e il nero e aggiungere inserti all’interno.
È elegante, curata. È evidente una capillare ricerca stilistica che rende l’opera armonica e costruisce un filo conduttore visivo.

E il contenuto?

Si tratta di un mondo letterario fatto di racconti inediti – o fuori catalogo – scritti da autori italiani e internazionali del genere.

Come sempre, mi piace porre l’attenzione su ciò che mi ha colpito.

Questa volta si tratta della rivista n.4 e, in particolare, il racconto di Andrea Viscusi: La muta.
Una storia che si articola in poco meno di 15 pagine: breve ma intenso.
Trama cruda – come piace a me – che non risparmia il lettore.
Particolari drammatici come solo la realtà riesce a essere.

Violenza, fede, distopia.

C’è pochissimo tempo per porsi delle domande e darsi delle risposte ma, arrivata alla fine, ho avuto l’impressione di aver capito tutto ciò che l’autore voleva comunicarmi.

Non sempre servono fiumi di parole per emozionare: bastano le parole giuste.

Quelle che mostrano immagini ben precise, stralci di vita. Parti di un mondo non così lontano dal nostro futuro.

CURIOSITÀ SU ARNOLD SCHWARZENEGGER

 

Arnold Schwarzenegger è stato uno degli attori protagonisti della mia infanzia.

Lo si vedeva dappertutto: in film action, commedie, drammatici. E come Mr. Freeze nel Batman più capezzoluto di sempre.

A 74 anni, Arnold è ancora uno degli attori più amati dal pubblico e continua a far parlare di sé.

Di solito lo faccio per i film ma, questa volta, ho voluto dedicargli un intero post.
Ecco perché ho raccolto una serie di curiosità sulla sua vita.

– Arnold è stato 7 volte Mister Olympia e 5 volte Mr. Universo.
All’apice della sua forma fisica, vantava le seguenti misure: altezza 188 cm, braccio: 55.8 cm, petto: 145 cm, vita: 86 cm, coscia: 72 cm, polpaccio: 51 cm, peso: 113 kg.
Il suo soprannome, però, è la parte più bella: la “Quercia Austriaca”.

– A Thal, nella sua casa natale, è stato istituito un museo dedicato a lui.
Si raccolgono cimeli e trofei ma anche pezzi da collezione unici della sua carriera cinematografica.
È lì che troviamo la Harley Davidson usata per le riprese di Terminator 2: uno tra gli oggetti esposti più degni di nota.

– “I’ll be back”, è una delle frasi iconiche di Terminator. Nella sua semplicità, è diventata così famosa che l’American Film Institute l’ha inserita al 37° posto delle cento migliori citazioni nella storia del cinema.

– Il primo film interpretato da Arnold è stato “Ercole a New York”, del 1969.
Non tutti sanno, però, che a causa del suo cognome impronunciabile, lo vediamo comparire nei crediti finali come “Arnold Strong”.

– È stato protagonista di 3 videoclip musicali:
“You could be mine” dei Gun’n’Roses, “Say it isn’t so” dei Bon Jovi, “Big Gun” degli AC/DC.
Quest’ultima canzone venne composta per il film “Last Action Hero” e fu lo stesso Schwarzenegger a contattare la band perché scrivesse il pezzo.

– Restando su “Last Action Hero”, Jack Slater, (interpretato da Arnold), pronuncia il nome dell’attore in maniera errata.
Lo chiama, infatti, Arnold Braunschweiger (tra l’altro, Braunschweiger, è un tipico brühwurst austriaco, un composto di maiale, manzo, bacon e sale).

– Il soprannome di Schwarzy, come Governatore dello Stato della California, fu “The Governator”: un termine che giocava sull’unione di Governor e Terminator.
Nel 2011 “The Governator” rischiava di diventare una serie di cartoni animati oltre che un albo a fumetti sotto la supervisione di Stan Lee.
Pochi mesi dopo l’annuncio, però, il progetto venne fermato a causa dello scandalo relativo all’infedeltà matrimoniale dell’attore.

– Per girare Conan il Barbaro, Arnold ha seguito corsi di combattimento con armi, corsi di arti marziali e corsi di equitazione. Si è allenato con una spada di 5 kg due ore al giorno per tre mesi.
E, per concludere, i capelli lunghi di Conan, sono i suoi. Iniziò a farseli crescere 3 anni prima, in previsione delle riprese.

fonte: nerdburger

I SEGRETI DI TWIN PEAKS

 

“I segreti di Twin Peaks” è una serie televisiva (composta da tre stagioni e dal film “Fuoco cammina con me”) ideata da David Lynch e Mark Frost.

Ambientata nella fittizia Twin Peaks, l’apparente tranquillità cittadina viene turbata dal ritrovamento del cadavere di Laura Palmer, figlia unica del noto avvocato Leland Palmer, nonché una delle ragazze più popolari della città.

Solo attraverso le indagini della polizia locale e dell’agente speciale dell’FBI Dale Cooper affiorerà il lato oscuro del luogo e dei suoi singolari abitanti.

Grazie al distacco stilistico rispetto ai programmi dell’epoca, la serie divenne presto un cult e anche a distanza di decenni, è ancora considerata una delle più influenti nella storia della fiction televisiva.

Le curiosità sono davvero moltissime (ho fatto una selezione) e alcune contengono qualche spoiler ma nemmeno qui troverete la risposta alla madre di tutte le domande: “Chi ha ucciso Laura Palmer?”

– La foto di Laura – quella che appare nei titoli finali di ogni episodio – è una foto vera dell’attrice Sheryl Lee (la sera del ballo di fine anno).

– Nell’idea originaria di Lynch, Sheryl Lee avrebbe dovuto girare solo un paio di scene da utilizzare come flashback sui fatti antecedenti la morte del personaggio di Laura ma, dopo averne notato la bravura, decise di affidarle il ruolo di Madeleine Ferguson (la cugina di Laura).

– Frank Silva (Bob) era arredatore e assistente alla scenografia ma dopo essere apparso casualmente in alcune scene venne scritturato per interpretare il ruolo di uno dei cattivi più famosi e inquietanti di sempre.

– Per il tema principale di Twin Peaks, il compositore Angelo Badalamenti ha impiegato solo 20 minuti.
David Lynch gli chiese di comporre immaginando le sue parole: “Siamo in un bosco scuro ora e c’è un vento leggero che soffia tra gli alberi di sicomoro e c’è la luna fuori. E c’è qualche voce di animali in sottofondo e puoi sentire il bubolare di un gufo. Sei in questo bosco oscuro, fammi semplicemente entrare in questa bellissima oscurità con questo vento leggero.”
Una volta terminato, Badalamenti chiese a Lynch del tempo per sviluppare meglio il tema, ma la sua risposta fu: “Don’t change a single note. I see Twin Peaks.”

– La relazione tra Dale Cooper e Audrey Horne fu concepita come storyline a lungo termine ma fu interrotta su richiesta dello stesso attore Kyle MacLachlan perché considerava scarsamente credibile una storia d’amore nata fra un agente integerrimo come Dale una giovanissima ragazza minorenne.
Questa spiegazione fu contestata da molti, dal momento che Audrey affermava di essere all’ultimo anno di liceo.
Dopo anni è emersa la triste verità: Lara Flynn Boyle (Donna Hayward) era, all’epoca delle riprese, la compagna di MacLachlan.
L’attrice non andava d’accordo con la Fenn e, proprio per questo, proibì al suo ragazzo di girare scene romantiche che prevedessero un ravvicinato contatto fisico proprio con lei.

– Tra i fan della serie più celebri: la Regina Elisabetta, Mikhail Gorbaciov, Quentin Tarantino e J.J. Abrams.

– Per intensificare la sensazione di inquietudine, Lynch chiese agli attori della Loggia di recitare le loro battute al contrario. Le registrazioni sarebbero state poi invertite in post-produzione in modo da rendere le frasi comprensibili ma conservando comunque quella strana pronuncia angosciante.

– Per evitare che ci fossero fughe di notizie, furono girate due diverse versioni dell’omicidio di Madeleine Ferguson per mano di Bob.
Nella prima, lo spirito demoniaco aveva posseduto Benjamin Horne.
Nella seconda, il colpevole era il padre di Laura, Leland Palmer.
Nemmeno gli attori coinvolti erano certi della verità, e quando Ray Wise (Leland) seppe che il colpevole era proprio il suo personaggio ne rimase sconvolto.

– Lynch cercò di mantenere un alone di mistero continuo tra i membri del cast che, infatti, hanno raccontato di aver ricevuto solo le proprie battute e mai quelle degli altri.

– L’albergo di Twin Peaks esiste davvero e si chiama Salish Lodge. Si trova nello stato di Washington ed è possibile alloggiarvi.

– Il motivo geometrico del pavimento presente nella Loggia Nera si ritrova in “Eraserhead” e nel tappeto di Leland Palmer – nel primo episodio –

– David Lynch ha scelto Miguel Ferrer per il ruolo dell’agente dell’FBI Rosenfield dopo averlo visto recitare in Robocop.

– Il Dr. Jacoby è un personaggio ispirato all’etnobotanico Terrence McKenna. I due hanno in comune: aspetto, stili di vita e carriere.

– Dalla serie furono tratti diversi libri tra cui “Il diario segreto di Laura Palmer” che uscì fra la prima e la seconda stagione e venne scritto proprio dalla figlia del regista, Jennifer Lynch.

– La scena preferita dell’agente Cooper, secondo Kyle MacLachlan, è quella in cui cerca di indovinare quale persona è coinvolta nell’assassinio, tirando dei sassi a una bottiglia. L’attore ha raccontato di aver ripetuto l’esperimento poi con i nomi del cast.

fonti: Hall of series e CG Entertainment

PROMETEO LIBERATO

 

Thomas Feuerstein (nato nel 1968, Innsbruck) è un artista contemporaneo molto particolare.

I suoi progetti includono sculture, installazioni, disegni e BioArt.

Al confine tra natura, arte e scienza, le opere di Feuerstein mettono in moto processi digitali e biochimici.

L’artista stesso parla di “patachemistry” e “patabiology”.

Uno su tutti: il “Prometheus Delivered (“Prometeo liberato”, un abile gioco di parole con liver, “fegato”: “Prometeo privato di fegato”).
Una scultura di marmo raffigurante Prometeo incatenato che viene lentamente decomposto da batteri mangia-pietra.

“Per punizione ogni giorno un’aquila mangiava il fegato di Prometeo – ricorda Feuerstein -, e il fegato era il simbolo del futuro. Ho chiesto agli scienziati dell’Università di medicina in Austria di creare un nuovo fegato per il mio Prometeo. Ci sono riusciti e hanno realizzato una speciale scultura 3D ricavata da cellule epatiche umane”.

Close