LIVE – VHS (VERY HORROR STORIES) – INTERVISTA A SIMONE MORINI

Una chiacchierata preserale in compagnia di Simone Morini, direttore di Aces Games nonché autore del GDR post-apocalittico Nameless Land e diversi altri.

Insieme abbiamo parlato di “VHS – Very Horror Stories“, un gioco di ruolo dalle meccaniche semplici e immediate che cala il giocatore nelle tipiche atmosfere dei film horror più cult degli anni 70, 80 e 90, ripercorrendo tutti i cliché del genere.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – New Dawn

2013 – LA FORTEZZA

 

“2013 – La Fortezza” è un film di Stuart Gordon ambientato in un futuro imprecisato (pare sia il 2017 anche se la distribuzione italiana scrive “2013” nel titolo).

Un’ambientazione distopica con tutti gli elementi tipici del genere come le risorse che scarseggiano o un controllo demografico severo per salvaguardare l’equilibrio del pianeta.
Ogni coppia può avere un solo figlio: concepire un secondogenito, infatti, è un reato punito dalla legge.

Ed è qui che ci vengono presentati l’ex soldato John Brennick e sua moglie Karen. I due tentano di passare il confine tra Stati Uniti e Canada per proteggere la nascita di un figlio che, solo su carta, risulterebbe essere il secondo (il primo era nato morto) ma i due vengono arrestati e condannati a scontare 31 anni nella Fortezza: un futuristico Gulag sotterraneo.

La prigione è controllata dal direttore Poe e dal supercomputer Zeta-10: un luogo che può disporre in qualsiasi modo della vita dei propri prigionieri.
I detenuti lavorano su turni estenuanti e sono sottoposti a un condizionamento psicologico che comprende il controllo dei pensieri e dei sogni. E al tremendo “fibrillatore gastrico”, un impianto installato nell’organismo che può indurre al dolore o alla morte, a seconda della punizione da scontare.

Sicuramente il film ha tre punti di forza.

1- Christopher Lambert riesce a interpretare un personaggio interessante, con una leggera vena folle. E non il classico eroe d’azione invincibile.

2- Kurtwood Smith. È un perfetto antagonista: sadico, freddo ma anche morboso, attratto dall’umanità dei sentimenti che, alla fine, si riveleranno il suo punto debole.

3- La fortezza: elemento scenico che però diventa, a tutti gli effetti, protagonista della vicenda. Il regista Stuart Gordon sa come renderla opprimente, lo spettatore percepisce il suo clima soffocante, di forte condizionamento mentale. Un luogo capace di coniugare lo stile futuristico e il degrado sociale.

MARTEDì DELLO XENO – LEELOO

 

Oggi, al MARTEDì DELLO XENO, Leeloominaï Lekatariba Lamina-Tchaï Ekbat De Sebat, per gli amici “Leeloo”, protagonista del film “Il Quinto Elemento”.

Schietta nelle parole e nelle azioni ma anche molto emotiva, Leeloo è uno degli Esseri Supremi dell’Universo, inviata sulla Terra in forma fisica come componente dell’arma per sconfiggere il Grande Male, una misteriosa forza cosmica che tenta di estinguere la vita ogni 5.000 anni.

Non sappiamo quale sia il suo vero aspetto perché la nave su cui viaggiava assieme alla sua scorta Mondoshawan (un’altra razza di aleni) è stata distrutta.
Una volta ricreata in laboratorio a partire da alcune cellule prelevate da un avambraccio sopravvissuto all’esplosione, però, assume le fattezze di una donna caucasica tra i venticinque e i trent’anni, alta, snella, con la pelle chiara, occhi azzurri e i capelli di un arancione brillante.

Tuttavia, queste similitudini si limitano solo all’aspetto esteriore, poiché il DNA di Leeloo è decine di volte più complesso di quello degli esseri umani e geneticamente impeccabile.

Tra le sue capacità troviamo forza, agilità e riflessi sovraumani, oltre a una notevole resistenza ai danni fisici e un fattore rigenerante che le consente di guarire dalle ferite in pochi minuti.
È anche in grado di apprendere informazioni molto velocemente, tanto da imparare l’intera storia dell’umanità in appena qualche giorno.

La caratteristica più importante di Leeloo, però, è la capacità di incanalare il potere delle quattro pietre elementali attraverso il suo corpo per emettere la Luce Divina, un potentissimo raggio di energia bianca e pura, l’unica cosa in grado di distruggere il Grande Male.
Questo la rende, a tutti gli effetti, il Quinto Elemento.

MARTEDÌ DELLO XENO – I NA’VI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo dei Na’vi, gli alieni protagonisti della saga cinematografica di Avatar.

Specie indigena del pianeta Pandora, sono creature antropomorfe alte circa tre metri, dall’aspetto slanciato, capelli scuri e con la pelle di colore blu (di tonalità diversa seconda del clan d’appartenenza).
Hanno poi solo quattro dita per mano e per piede, una lunga coda, orecchie a punta, grandi occhi quasi sempre gialli e un naso che ricorda quello dei felini.
Le loro ossa, inoltre, sono rivestite con una fibra di carbonio che le rende molto resistenti.

La loro caratteristica più sorprendente, però, è la cosiddetta “coda neurale”, un’appendice comune alla maggior parte della fauna di Pandora, simile a minuscoli tentacoli collegati direttamente al sistema nervoso.
Attraverso di essa, i Na’vi possono intessere una connessione mentale, sensoriale ed empatica con le piante e gli animali del pianeta, scambiandosi pensieri ed emozioni. Un collegamento che loro chiamano “tsaheylu” (letteralmente: “legame”).

La coda neurale riveste un ruolo fondamentale anche nell’accoppiamento ed è considerato dai Na’vi il loro organo più importante. Per questo sono soliti proteggerlo tenendolo nascosto tra i capelli intrecciati.

La società Na’vi è di tipo tribale, strutturata in piccoli clan indipendenti che cooperano tra loro in tempi di necessità.
Tecnologicamente sono paragonabili all’epoca paleolitica dell’uomo, ma nonostante questo sono una specie altamente intelligente, con una cultura antica e sofisticata – tramandata oralmente – che si basa su una profonda comunione con il proprio pianeta.

SHARKNADO

 

Sharknado è un film sobrio del 2013 diretto da Anthony Ferrante, prodotto e distribuito dallo studio The Asylum.
Una pellicola che ha dato vita a ben cinque seguiti: “Sharknado 2 – A volte ripiovono” (2014), “Sharknado 3: Oh Hell, No!” (2015), “Sharknado: The 4th Awakens” (2016), “Sharknado 5: Global Swarming” (2017) e “L’ultimo Sharknado – Era ora!” (2018).

La trama è molto semplice perché non c’è.
Vediamo solo tempeste, squali sollevati da trombe d’aria, effetti speciali terribili e recitazione degna del film live-action di “Ken il Guerriero”.

Eppure, nella sua semplicità, ha avuto un successo incredibile grazie alla rete, divenendo un film di cult nel suo genere. Del resto, anche il giovane regista ha avuto le idee chiare fin da subito: «gli squali funzionano e anche i disastri funzionano. Mettili insieme e ne tirerai fuori qualcosa.»

Grazie alla sua notorietà, Sharknado fu distribuito in duecento sale cinematografiche dalla compagnia britannica Regal Cinemas, e in un solo giorno incassò 200.000 dollari.
Quindi “con orgoglio, senza vergogna, e gloriosamente senza cervello, Sharknado ridefinisce una nuova generazione di So bad it’s so good”.

LA CANZONE DI PLAVALAGUNA

 

La canzone dell’opera lirica presente ne “Il Quinto Elemento” è reale?

Voci dicono che Éric Serra, il compositore del film, l’abbia progettata in modo che fosse tecnicamente impossibile per un essere umano arrivare ad alcune delle note più alte, proprio posizionate in quella sequenza.

Per questo motivo, Inva Mula (l’interprete) ha dovuto cantare le note individualmente in modo che poi si potessero sistemare in digitale.

Qui il testo.

“Il dolce suono mi colpì di sua voce!
Ah, quella voce
M’è qui nel cor discesa!
Edgardo! Io ti son resa. Edgardo!
Ah! Edgardo, mio!
Si, ti son resa fuggita io son da’ tuoi nemici.
Ah nemici!
Un gelo mi serpeggia nel sen!
Trema ogni fibra!
Vacilla il piè!
Presso la fonte meco t’assidi alquanto.
Si, presso la fonte meco t’assidi.”

MARTEDÌ DELLO XENO – H7-25

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno di dimensioni contenute.

H7-25 è un piccolo extraterrestre del tutto simile a un bambino umano di circa 9 anni, co-protagonista assieme allo Sceriffo Scott Hall (interpretato da Bud Spencer) del film “Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre” (1979) e del suo seguito “Chissà perché… capitano tutte a me” (1980).

È dotato di poteri sovrannaturali volutamente poco definiti e al servizio della trama, talvolta esercitati in prima persona e altre attraverso uno strano dispositivo triangolare che ha tutto l’aspetto di un telecomando alieno.
Può accendere, spegnere e controllare oggetti elettronici, guarire i reumatismi, controllare gli animali e persino permettere loro di farsi capire dagli umani.

Sceso per sbaglio in una piccola cittadina della Georgia mentre stava giocando nella capsula della sua astronave, H7-25 asserisce di vivere a circa 3 anni luce dalla Terra e di non conoscere la musica, perché da dove viene lui non c’è.
Preso in simpatia dallo Sceriffo Hall, costringerà l’uomo – uno scettico convinto – a ricredersi sull’esistenza degli alieni.

L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA

 

“L’uomo che cadde sulla Terra” è un film del 1976 diretto da Nicolas Roeg.

L’alieno Thomas Jerome Newton cade sulla Terra, in un lago nel Kentucky, alla ricerca di una speranza per il suo pianeta desertico e morente.
Da quel momento, la trama punta i riflettori sull’angoscia della solitudine e l’alienazione del diverso.
Una storia che racconta la società contemporanea (di allora) attraverso gli occhi di un extraterrestre incastrato in un’effimera ed eterna giovinezza, mentre tutto intorno a lui è morto o sta morendo.

La pellicola vede l’esordio cinematografico di David Bowie, già noto per la sua immagine molto particolare e androgina.

Il protagonista, però, sembra ricalcare la vita di Walter Tevis (l’autore del romanzo da cui è tratto il soggetto).
Lo scrittore era un uomo schivo, che utilizzò se stesso come metafora della condizione esistenziale dell’uomo moderno. Newton gli somiglia nel fisico, nella personalità ma anche nelle dipendenze e nel rapporto doloroso con gli ospedali e la malattia.

Piccola curiosità che vi farà sorridere: Bowie scrisse, insieme a Paul Buckmaster, la colonna sonora ma non convinse il regista e la canzone venne scartata.

I GIGANTI INVADONO LA TERRA

 

“I giganti invadono la Terra” è un film del 1957 diretto da Bert I. Gordon, un adattamento non ufficiale del romanzo L’uomo “N”, di Homer Eon Flint.

Siamo a Desert Rock, nel Nevada.
Un’esplosione di prova della bomba atomica al plutonio fallisce il suo ciclo e non detona come previsto.
Il tenente Glenn Manning, quindi, riceve l’ordine di trattenere i suoi uomini nella trincea di protezione, in attesa.
Pochi istanti dopo, un aereo civile non identificato si schianta vicino a loro; Manning corre nella zona di detonazione per salvare il pilota ma, proprio in quel momento, la bomba detona.
Sopravvissuto all’esplosione – ma completamente sfigurato – il tenente viene portato all’ospedale della base.
La mattina dopo, però, i dottori fanno una scoperta scioccante: le ustioni di Manning sono del tutto guarite ma l’uomo sta mutando.
L’esplosione, infatti, ha causato l’interruzione del decadimento delle sue vecchie cellule e la moltiplicazione a ritmo accelerato delle nuove cellule.
In questo modo, Manning cresce otto piedi di altezza, al giorno.

Il film, con un ricavo di 848.000 dollari, fu un vero successo al botteghino tanto che venne prodotto un seguito: War of the Colossal Beast.

LIVE – PARLIAMO DI UNIVERSO CINEMATOGRAFICO MARVEL (CON FULVIO GATTI)

Una chiacchierata preserale in compagnia di Fulvio Gatti, autore e giornalista, per parlare di supereroi sul grande schermo.

In occasione dell’uscita al cinema di Ant-Man and the Wasp: Quantumania, abbiamo pensato di organizzare un dibattito “freestyle” per tirare un po’ le somme sull’Universo Cinematografico Marvel e dire la nostra sui film e le serie che lo compongono.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – New Dawn

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