LIVE VIDEOGIOCO – SPACE MARINE 2

Proviamo insieme “Space Marine 2”, l’attesissimo sequel del classico gioco spara-spara ambientato nell’universo di Warhammer 40.000!

Dopo gli eventi del primo capitolo, Demetrian Titus, pur considerato un grande eroe, era stato dato per disperso.
In realtà, il poverino ha passato quasi un secolo di guai come prigioniero di un Inquisitore “troppo zelante” e, dopo essere stato liberato, ha servito per un periodo nella Deathwatch.
Ritornato agli Ultramarine e digievoluto in Primaris per essere ancora più tosto in battaglia, viene ora inviato assieme alla sua squadra a disinfestare il pianeta-giungla Kadaku da un’invasione tiranide.

E questo è più o meno tutto quello che so, il resto lo scopriremo insieme giocando.
Negli ultimi mesi ho cercato di evitare il più possibile gli spoiler per godermi appieno il gioco alla sua uscita e adesso sono davvero curiosa di provarlo!

Le orde di tiranidi ci faranno rimpiangere quelle orkesche di sabato scorso?

LIVE VIDEOGIOCO – SANITARIUM – PARTE 4

Proseguiamo insieme “Sanitarium”, un’avventura grafica horror del 1998 dai toni onirici e disturbanti.

Dopo un grave incidente stradale, un uomo si risveglia all’interno di un tetro e inquietante manicomio con il volto ricoperto di bende e affetto da amnesia.
Qui, in equilibrio tra ragione e follia, senza avere ben chiaro cosa sia reale e cosa un incubo, dovrà ritrovare la propria identità e affrontare i fantasmi del suo passato.

L’ultima volta siamo andati parecchio avanti: abbiamo esplorato un circo arenato su un’isola dopo un’alluvione e fatto amicizia con i suoi bizzarri componenti, tenuti in scacco da un pericoloso mostro metà uomo e metà polpo.
Dopo averlo sconfitto grazie alle nostre doti di mangiafuoco, siamo arrivati in una sorta di ricordo della nostra casa d’infanzia, dove finalmente abbiamo potuto fare pace con il trauma causato dalla scomparsa di nostra sorella.
Intanto stiamo raccogliendo sempre più tasselli per ricostruire il nostro passato.

Il prossimo scenario comincia in un’ala del manicomio che non abbiamo mai visto prima, di notte, durante un temporale.

Quali altre sconvolgenti rivelazioni ci attendono, lì?

LIVE VIDEOGIOCO – SPACE MARINE

Appuntamento extra dedicato ai videogiochi!

In attesa che esca il seguito, ho pensato di dedicare una live a “Space Marine”, quel concentrato d’azione uscito nel 2011 che ci catapulta dritti su un campo di battaglia del 41^ Millennio a tritare nemici.

L’idea è ripercorrere insieme le fasi iniziali del gioco, chiacchierando un po’ di quello ci è piaciuto di questo titolo, di ciò che ne ha decretato il grande successo e, soprattutto, di cosa ci aspettiamo dal secondo capitolo della saga, in uscita a brevissimo.

Nei panni di Demetrian Titus, Capitano della 2^ Compagnia degli Ultramarine, siamo chiamati a liberare il mondo forgia di Graia, preso d’assedio dalla WAAAGH guidata dal Warboss Grimskull.
Gli orki saranno però l’unica minaccia a cui far fronte o c’è qualcos’altro che attende nell’oscurità?

LIVE VIDEOGIOCO – SANITARIUM – PARTE 3

Andiamo avanti con “Sanitarium”, un’avventura grafica horror del 1998 dai toni onirici e disturbanti.

Dopo un grave incidente stradale, un uomo si risveglia all’interno di un tetro e inquietante manicomio con il volto ricoperto di bende e affetto da amnesia.
Qui, in equilibrio tra ragione e follia, senza avere ben chiaro cosa sia reale e cosa un incubo, dovrà ritrovare la propria identità e affrontare i fantasmi del suo passato.

Nella scorsa live abbiamo fritto per bene “Madre”, un organismo vegetale alieno che aveva preso il controllo di un villaggio rurale eliminando gli adulti e risparmiando solo i bambini, che voleva trasformare in creature simili a lei.
Salvati i piccoli, siamo entrati in uno strano portale che ci ha portati nel cortile del manicomio, dove abbiamo fatto la conoscenza di strani personaggi, ci siamo uniti alla chiesa di Bob e abbiamo paciugato con le tubature dell’acqua meglio che Super Mario.
Intanto, i primi ricordi del nostro passato stanno cominciando a rimergere: ci chiamiamo Max, siamo un dottore e abbiamo un trauma legato alla scomparsa di nostra sorella quando eravamo ancora piccoli.

Il prossimo scenario, al quale siamo arrivati attraverso un ricordo, si presenta come un circo.
Quali inquietanti risvolti ci attendono lì?

LIVE VIDEOGIOCO – SANITARIUM – PARTE 2

Continuiamo insieme “Sanitarium”, un’avventura grafica horror del 1998 dai toni onirici e disturbanti.

Dopo un grave incidente stradale, un uomo si risveglia all’interno di un tetro e inquietante manicomio con il volto ricoperto di bende e affetto da amnesia.
Qui, in equilibrio tra ragione e follia, senza avere ben chiaro cosa sia reale e cosa un incubo, dovrà ritrovare la propria identità e affrontare i fantasmi del suo passato.

L’ultima volta siamo stati trasportati dalla statua di un angelo fino a un villaggio rurale invaso da viticci di zucca giganti e popolato da orribili bambini deformi che parlano di come una certa “Madre” abbia fatto sparire tutti gli adulti.
Dopo averci parlato, giocato a nascondino ed esplorato un po’ la zona indagando sulla scomparsa dei loro genitori, il quadro si è fatto sempre più torbido. Sul finale, però, siamo riusciti ad armarci con una vecchia falce.

Contro chi o cosa dovremo usarla? Questa misteriosa “Madre”? Il tubo di gomma che non riuscivamo a svitare? I viticci di zucca?

LIVE VIDEOGIOCO – SANITARIUM – PARTE 1

Continuano le serate dedicate ai videogiochi!

Dopo aver vinto un doppio sondaggio (in maniera schiacciante su YouTube e di poco-poco su Instagram), il titolo che giocheremo insieme è “Sanitarium”, un’avventura grafica dai toni onirici e inquietanti, datata 1998.

Dopo un grave incidente stradale, un uomo si risveglia all’interno di un tetro e inquietante manicomio con il volto ricoperto di bende e senza ricordare chi sia.
Qui, in equilibrio tra ragione e follia, tra incubo e realtà – spesso senza nemmeno riuscire a distinguere quale dei due – dovrà ritrovare la propria identità e affrontare i fantasmi del suo passato.

Quali disturbanti esperienze ci attendono, tra quelle mura?

VIRTUAVERSE

 

Oggi parliamo di VirtuaVerse, avventura grafica cyberpunk del 2020 in pixel-art, sviluppata da Theta Division.

Ci troviamo in un futuro non troppo lontano, in cui la maggior parte della popolazione si è fatta impiantare dei chip per vivere in una sorta di realtà virtuale continuamente ottimizzata in base alle proprie esigenze.

Il giocatore vestirà i panni di Nathan, un ragazzo che, una mattina, si sveglia e scopre che la sua fidanzata Jay è misteriosamente scomparsa, lasciando un messaggio sullo specchio del bagno. Una ricerca che ci condurrà a esplorare questo mondo decadente, freddo e sporco.

Un “punta e clicca” con un’interfaccia intuitiva ma dagli enigmi tutto sommato complessi, che richiedono una certa soglia dell’attenzione. Se giocato in modo superficiale e frettoloso, sarà difficile trovare la soluzione per proseguire con la trama.

Graficamente è curatissimo: molto fluo e cupo. Il risultato visivo è piacevole e suggestivo, ti viene voglia di screenshottare quasi tutto. È evidente che gli sviluppatori sappiano di cosa stanno parlando perché tutto ci ricollega agli elementi tipici del cyberpunk, a cominciare dalla pioggia incessante e dai neon.
Questo è sia un punto di forza ma – per alcuni – potrebbe anche essere una debolezza: VirtuaVerse infatti si aggrappa moltissimo alle strutture retrowave del passato donandoci una versione nostalgica e non totalmente innovativa del futuro (ma io trovo che in questo caso sia giusto così).

Un grandissimo punto di forza, per me, è la colonna sonora spettacolare: il gioco è edito da Blood Music che è anche un’etichetta discografica legata all’ambiente synthwave. E si sente. Le tracce accompagnano alla perfezione l’avventura, senza mai stufare o risultare ripetitive ma anzi, sono gradevoli da ascoltare anche al di fuori del gioco.

BEAT ‘EM UP

 

Tra gli anni ’80 e i primi 2000, in sala giochi ma anche nelle prime console casalinghe, andavano molto forte i cosiddetti “beat ‘em up”, chiamati anche “picchiaduro a scorrimento”: videogiochi action in cui i protagonisti dovevano attraversare quadri pieni di nemici, suonandole un po’ a chiunque si mettesse sulla loro strada.

Un concetto semplice ma efficace. E se non eri proprio super-scarso, anche solo con qualche monetina, potevi giocare un po’ più a lungo che con giochi di altro genere.
E, almeno in quelli fatti bene, c’era grande attenzione nel proporre scenari e nemici accattivanti (soprattutto i boss di fine livello).

Il genere è stato declinato in ogni possibile variante, includendo anche ambientazioni prese da film, fumetti e cartoni animati.
Quando ero piccola mi ricordo che aveva grande successo il gioco arcade dei Simpson – che era bello lungo, mi sembra – ma anche Golden Axe, quello delle Tartarughe Ninja, X-Men.
I miei preferiti però erano quelli “originali”, soprattutto se ambientati in zone degradate in mano alle gang. E ce n’erano moltissimi: Final Fight, Double Dragon, Streets of Rage.

Ricordo con particolare piacere “Vendetta”, della serie “Crime Fighters”, con un personaggio palesemente uguale a Hulk Hogan tra i protagonisti, e il suo seguito, “Violent Storm”, per altro con ambientazione post-apocalittica.

LIVE VIDEOGIOCO – I HAVE NO MOUTH, AND I MUST SCREAM – PARTE 6

GRAN FINALE delle live dedicate a “I Have No Mouth, and I Must Scream”, l’avventura grafica horror-fantascientifica tratta dal racconto breve di Harlan Ellison.

In un futuro iper-distopico, l’intelligenza artificiale chiamata A.M. si diverte a tormentare gli ultimi cinque esseri umani costringendoli a rivivere all’infinito scenari basati sui traumi del loro passato e sulle loro paure più recondite.

L’ultima volta abbiamo fatto esplodere dirigibili, parlato con sciacalli, usato bagni come teletrasporti e rapito suocere nei panni di Gorrister, riuscendo a fargli fare pace con i sensi di colpa derivanti dal suo triste passato.
Questa redenzione, unita a quelle degli altri personaggi, ha mandato in confusione la personalità principale di A.M., portandola a ritirarsi per riflettere sul perché le sue angherie stavolta non abbiano funzionato.

Questo ha lasciato spazio a due delle sue sotto-personalità, che si sono offerte di inviare uno dei cinque prigionieri (che dovremo scegliere) direttamente nella sua RAM, da dove potrà essere distrutto.

Sarà vero? Ci riusciranno? Ma soprattutto cosa ci aspetta nella mente di A.M.?

QUALCHE CURIOSITÀ SU STARFIELD

 

Oggi parliamo di Starfield, videogioco sviluppato da Bethesda Game Studios, pubblicato su PC e Xbox Series X/S nel settembre del 2023.

La trama è semplice, direi che ci troviamo di fronte al classico inizio per i giochi Bethesda: ci ritroviamo coinvolti in uno scavo archeologico che finisce male. Scopriremo il nostro compito una volta risvegliati in infermeria: dobbiamo consegnare un misterioso artefatto alla Constellation (un gruppo di esploratori che indaga la natura di questi oggetti).

Dopo questo breve incipit si è liberi di esplorare i vari sistemi stellari, accettare missioni, fondare avamposti o vagare liberi per la galassia. La sensazione infatti è proprio quella di sentirsi persi di fronte a un universo nuovo e sconosciuto, un po’ come accade nella serie di Fallout, quando si esce dal Vault per la prima volta.

E allora, ecco qualche curiosità interessante sul gioco.

– I tutorial invitano il giocatore a usare al viaggio rapido per gli spostamenti ma pare che si possano trascorrere ore e ore del proprio tempo a percorrere le distanze tra un pianeta e l’altro. L’ha fatto Alanah Pearce, sviluppatrice di Sony Santa Monica che, nel corso di una sua diretta Twitch, ha viaggiato ininterrottamente per sette ore raggiungendo un pianeta senza usare spostamenti rapidi.

– I pianeti esplorabili liberamente in Starfield sono tantissimi, ma i punti d’interesse sulla loro superficie non sono molti e questo ha innescato una serie di polemiche. Ashley Cheng, Managing Director di Bethesda ha risposto dicendo che “la volontà degli sviluppatori non è mai stata quella di creare una sorta di Disney World dello spazio, ma di fare in modo che il giocatore si sentisse una piccola goccia di fronte alla vastità sterminata del cosmo”.

– Come ogni gioco Bethesda, anche Starfield è stato riempito di riferimenti più o meno velati. Uno di quelli più famosi riguarda Skyrim: più nello specifico, il meme della freccia nel ginocchio.

– In Starfield troviamo un toccante omaggio a un grande appassionato del progetto Bethesda. Si tratta di Alex Hay, videogiocatore venuto a mancare lo scorso 16 maggio 2023. Prima di morire aveva dedicato gran parte del suo tempo a sviluppare una community, condividendo anche emozioni e preoccupazioni per via della concreta possibilità di morire prima che il titolo giungesse sugli scaffali. Purtroppo così è stato e Bethesda, per onorare il fan, ha inserito un messaggio nel gioco: “A tutti i miei amici e compagni esploratori, sarò sempre con voi, là fuori tra le stelle. Con affetto, Alex Hay”.

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