MARTEDÌ DELLO XENO – I RACHNI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo di una specie del videogioco Mass Effect.

I Rachni sono insettoidi molto aggressivi, guidati da un’intelligenza collettiva.

Occupano pianeti estremamente pericolosi perché riescono a sopravvivere in ambienti ostili, che ucciderebbero la maggior parte delle specie senzienti.
Grazie alle loro capacità di coordinazione e inventiva si sono ricavati un’enorme striscia di territorio lungo tutta la galassia. Inoltre, la loro abilità condividere geneticamente la conoscenza tra le generazioni ha reso le regine – guide della società rachnide – i vertici di un vasto archivio di informazioni.

Molto interessante il loro modo di comunicare.

Paragonano discorsi e pensieri come fossero delle melodie, come mostrato da varie strane metafore che utilizzano mentre tentano di comunicare con altre specie.

Per esempio: “canti in tonalità molto cupe” per segnalare un discorso serio, paragonano l’aldilà al “grande silenzio” e si riferiscono al loro pianeta natale come “pianeta dei canti”.

MARTEDÌ DELLO XENO – ORBULON

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno appassionato di minigiochi strani.

Orbulon è un extraterrestre che compare nei videogiochi della serie WarioWare.

Alto e snello, con una protuberanza a forma di antenna sulla testa e solamente tre dita per mano, è completamente glabro, ha la pelle bianco latte, la lingua blu e occhi viola sempre nascosti da un paio di occhiali da sole.
Oltre a quelli, di solito indossa anche un paio di grossi stivali con la suola chiodata e un mantello nero dai bordi frastagliati.

Non sappiamo esattamente da che pianeta provenga ma, per sua dichiarazione, ha superato i 2000 anni di età e ha un quoziente intellettivo altissimo. Però è anche molto pigro: se non dorme almeno 20 ore al giorno, infatti, diventa piuttosto irritabile.

Giunto nel sistema solare a bordo della sua astronave a forma di maialino – la Oinker, che sappiamo essere dotata di motore a curvatura ma non del bagno – aveva inizialmente intenti di conquista, ma dopo essere stato colpito da un asteroide è precipitato sulla Terra e ha finito con l’integrarsi nella società, iniziando a lavorare come programmatore di minigiochi per la ditta fondata da Wario.
Col tempo si è poi appassionato alla cultura del pianeta e ne è diventato un vero esperto, anche se ha ancora qualche difficoltà a esprimersi in lingua inglese e non capisce mai le figure retoriche.
Inoltre, adora il cibo terrestre.

Grazie alla tecnologia aliena, Orbulon è dotato di molte capacità fuori dal comune: in particolare è in grado di assumere aspetto umano (quello di una ragazza con i capelli rossi), teletrasportarsi e sollevare oggetti pesanti grazie a una sorta di raggio traente. Sembra inoltre avere un particolare legame con i maiali.

Infine, almeno a parole, non ha abbandonato l’idea di conquistare la Terra, anche se non ha alcuna fretta di farlo.

THE DIG

 

The Dig è un’avventura grafica sviluppata dalla LucasArts nel 1995.

Stavolta la storia inizia all’interno di un osservatorio spaziale nel Borneo.
L’asteroide Attila si sta per schiantare sulla Terra e per questo motivo la NASA organizza una spedizione il cui scopo sarà collocare due cariche nucleari in punti strategici di Attila così da farlo detonare prima dell’impatto.
I cinque membri dell’equipaggio sono: il comandante Boston Low, l’esperto archeologo Dr. Ludger Brink, la giornalista Maggie Robbins, la responsabile hardware Cora Miles, e il pilota Ken Borden.

Grazie a uno shuttle i tre astronauti, col supporto di Miles e Borden che rimangono nella navetta, riescono a piazzare le cariche sul corpo celeste ma scoprono anche che quest’ultimo è cavo e, al suo interno, ci sono lastre metalliche d’origine aliena: l’asteroide si rivela essere una navicella spaziale.
I tre vengono quindi trasportati su un pianeta lontano dove trovano i resti di un’antica civiltà tecnologicamente avanzata e alcune forme di vita indigene.

Ho raccolto qualche curiosità:

– The Dig ha un registro molto differente dalle precedenti avventure LucasArts: il tono umoristico infatti viene accantonato per lasciare spazio a temi più “pesanti” come quello della morte e della dipendenza.

– La colonna sonora, riprodotta da un sintetizzatore K2000, è composta da Micheal Land, già autore delle musiche di Monkey Island.

– L’interfaccia adotta per la prima volta la formula per cui è sufficiente evidenziare un hotspot col cursore perché compaia una definizione e cliccarci sopra conduce il personaggio a compiere direttamente l’azione giusta.

– L’idea iniziale era di Steven Spielberg, pensata per un film. Il progetto, però, non andò in porto e allora Spielberg si rivolse alla LucasArts, nel 1989. Il primo game play era molto action e dava la possibilità di controllare due personaggi contemporaneamente ma data la natura troppo ambiziosa del progetto, si decise di ritornare sull’avventura grafica.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI YAHG

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, la razza Yahg, dall’universo di Mass Effect.

È una specie senziente originaria del pianeta Parnack, nota per la sua natura aggressiva e violenta.

Gli Yahg hanno quattro paia di occhi per monitorare e prevedere i movimenti delle prede, inoltre hanno tre dita (tra cui un pollice) per ogni mano e piede.
Possiedono un corpo muscoloso e la pelle squamosa, colorata con sfumature di rosso e marrone, è parzialmente corazzata. Spicca inoltre una bocca triangolare munita di denti affilati.

Quando il loro pianeta fu scoperto dagli esploratori del Consiglio della Cittadella, gli Yahg erano una civiltà con una tecnologia paragonabile a quella terrestre del 20° secolo. Una delegazione di ambasciatori entrò in contatto con loro per stabilire un primo approccio diplomatico ma gli Yahg fraintesero gli atteggiamenti degli ambasciatori e li massacrarono. Il Consiglio della Cittadella tagliò quindi ogni contatto con gli Yahg e dichiarò Parnack interdetto all’accesso.

Del resto, la loro società può essere paragonata a quella di un branco. Un gruppo di Yahg è incapace di cooperare se prima non viene indicato un leader ma una volta stabilito, la gerarchia viene rispettata senza opposizioni e tutti si mettono a totale disposizione con assoluta fedeltà e determinazione.

DAY OF THE TENTACLE

 

Proseguiamo quest’appuntamento alla scoperta dei classici LucasArts con Day of the Tentacle, avventura grafica pubblicata nel 1993.

La storia è ambientata cinque anni dopo le vicende di Maniac Mansion e dei sette personaggi giocabili del primo capitolo fa la sua ricomparsa solo Bernard Bernoulli, affiancato da due nuovi amici: il metallaro Hoagie e la studentessa di medicina Laverne.

Tutto inizia quando una delle creazioni del dottor Fred Edison, il Tentacolo Viola, assimila dei rifiuti tossici che lo trasformano da innocuo imbecille a creatura geniale, pronta a conquistare il mondo.
Il compito di Bernard e dei suoi amici quindi è quello di utilizzare una macchina del tempo per tornare indietro di un giorno e spegnere il macchinario che produce i rifiuti così da impedire la mutazione del Tentacolo Viola. Sfortunatamente, un malfunzionamento fa tornare Hoagie duecento anni indietro nel tempo, manda Laverne duecento anni nel futuro e lascia Bernard ancorato nel presente.
Sarà compito suo trovare un modo per aggiustare le cose, riportare a casa i suoi amici e salvare l’umanità dal malvagio Tentacolo Viola.

Ho raccolto qualche curiosità:

– All’interno del gioco troviamo il primo Maniac Mansion: per giocarci basta usare il computer nella stanza del Dottor Edison.

– Durante il gioco è possibile interagire con alcune importanti figure storiche come George Washington, Thomas Jefferson o Benjamin Franklin. I loro discendenti, comunque, possono essere incontrati nei periodi successivi (il presente e il futuro) dove vedremo alcuni tratti delle loro personalità esasperati fino all’eccesso.

– I protagonisti si possono “scambiare” degli oggetti tramite la macchina del tempo del Dr. Edison, ed è proprio sui paradossi temporali che sono basati molti enigmi: per esempio, abbattendo un albero nel passato questo immediatamente scomparirà nel futuro.

– Come sempre, sono presenti tanti riferimenti ad altri titoli sviluppati dalla stessa casa di produzione. In particolare, citazioni a Guybrush Threepwood della saga Monkey Island e al coniglio Max di Sam&Max.

MANIAC MANSION

 

Maniac Mansion è un’avventura grafica pubblicata nel 1987 dalla LucasArts.

Il gioco ha riscosso subito un grande successo per l’interfaccia innovativa, la presenza di molte scene d’intermezzo, finali multipli e la possibilità di affrontare l’avventura utilizzando personaggi con differenti caratteristiche e abilità.
Inoltre, come tutti i giochi della LucasArts, è caratterizzato da una grande dose di umorismo e surrealismo.

La trama è una chiara parodia dei film horror di serie B (di cui ritroviamo molti elementi): laboratori segreti, tentacoli e scienziati pazzi.

La storia ha inizio quando il protagonista, Dave Miller, scopre che la sua ragazza, Sandy Pantz, è stata rapita dal perfido dottor Fred Edison e decide quindi di andare a salvarla con l’aiuto di due amici.
Il giocatore può scegliere fra una rosa di sei personaggi e da lì in poi l’avventura si sviluppa in modo differente a seconda delle decisioni prese.

Ho raccolto qualche curiosità:

– In Maniac Mansion fa la sua prima comparsa la pianta Chuck, nella biblioteca. Questo nome sarà sempre presente nei successivi giochi della LucasArts perché Chuck era il soprannome di Steve Arnold, l’allora presidente della Lucas, il quale sfidava sempre Gilbert a inserire il suo soprannome nei giochi.

– I protagonisti troveranno nel laboratorio del dottor Fred, il “Tentacolo Viola” (antagonista del sequel Day of the Tentacle).

– Nella storia troveremo un “oggetto inutile”, ovvero una motosega senza carburante (e non sarà nemmeno possibile trovarlo più avanti). Nel gioco successivo, Zak McKracken and the Alien Mindbenders, invece, si può trovare della “benzina solo per motoseghe”, ma nessuna motosega.

– Maniac Mansion fu il primo gioco a utilizzare il linguaggio di scripting SCUMM.

– Nel 2004 un gruppo di fan ha realizzato una versione gratuita non ufficiale intitolata Maniac Mansion Deluxe.

GRIM FANDANGO

 

Grim Fandango è un’avventura grafica del 1998, sviluppata e pubblicata da LucasArts.

L’idea si basa sulla concezione azteca dell’aldilà dove le anime devono attraversare la Terra dei Morti prima di raggiungere la loro vera destinazione: il Nono Aldilà.

Nel gioco, le anime vengono prelevate dal mondo dei vivi dagli agenti del Dipartimento della Morte (armati di falce e tunica nera). All’arrivo nella Terra dei Morti i funzionari del Dipartimento hanno quindi il compito di vendere alle anime il loro pacchetto viaggio MA attraversare la Terra dei Morti non è cosa semplice.
Durante il viaggio molte anime, specie quelle più miserabili, perdono di vista il loro obiettivo arrivando, talvolta, persino a dubitare dell’esistenza del Nono Aldilà.
Per questo motivo decidono di restare nel limbo della Terra dei Morti e di passare lì l’eternità.
Questo dà forma a un vero e proprio mondo fittizio, con città abitate da personaggi che si comportano esattamente come vivi, pur non essendolo più.

Ho raccolto qualche curiosità:

– Con Grim Fandango assistiamo a una svolta nella storia delle avventure grafiche Lucas Arts: per la prima volta viene implementato un motore grafico 3D per la realizzazione dei personaggi e degli oggetti, mentre i fondali restano pre-renderizzati.

– La colonna sonora, composta da Peter McConnell, mescola partiture orchestrali, jazz e swing: l’intenzione era quella di far incontrare le sonorità tipiche del noir con quelle della cultura latino-americana.

– La trama è pervasa da una vena oscura, molto noir. La maggior parte dei personaggi fuma e beve, pur non avendo organi interni di alcun tipo. Tra l’altro nel manuale della Lucas Arts, viene detto chiaramente: “tutti i personaggi che fumano all’interno del gioco sono morti. Pensateci.”

– Tim Schafer, ideatore del gioco, ha dichiarato che l’idea gli è venuta guardando “La fiamma del peccato”, film in cui un anonimo assicuratore resta coinvolto in una vicenda oscura e intrigante.

– In Monkey Island 3 è possibile incontrare il cadavere del protagonista di Grim all’interno del ristorante di Barbagialla, con indosso una spilla con scritto: “Chiedimi di Grim Fandango”.

ATOMIC RUNNER CHELNOV

 

Atomic Runner Chelnov è un videogioco arcade sviluppato e pubblicato nel 1988 da Data East.

Il protagonista è Chelnov, un minatore russo trapiantato negli USA che ha acquisito capacità sovraumane dopo essere stato investito dalle radiazioni causate dall’esplosione di una centrale nucleare vicina alla miniera di carbone in cui stava lavorando.
Animato da uno spirito coraggioso e altruista, Chelnov decide quindi di sfruttare i suoi nuovi poteri per il bene e la giustizia. E quando la Terra viene invasa dai Destariani – creature mostruose che un tempo popolavano il pianeta e ora ne rivendicano la sovranità – non esita a combattere per difenderla.

L’uomo inizia così a correre dal laboratorio scientifico in cui era stato rinchiuso fino alla Statua della Libertà, destreggiandosi tra vari pericoli e falciando tutti i mostri che trova sul suo percorso.

Il gioco è infatti un classico platform a scorrimento dove si spara e si salta in testa ai nemici, con la particolarità che lo scenario si muove automaticamente e non si ferma fino allo scontro con i boss di fine livello.
Di questi – così come dei mostri standard – c’è una discreta varietà: draghi, robot, elicotteri, dinosauri… persino uno xenomorfo armato di spada, l’epico boss finale con cui Chelnov duellerà sulla cima della Statua della Libertà.

Pur non raggiungendo la popolarità di altri titoli simili (per esempio Contra, uscito l’anno prima), Chelnov raggiunse un buon successo e negli anni successivi venne portato anche su Sega Mega Drive e altre consolle domestiche.
La Data East ha anche riproposto il personaggio come easter-egg in altri suoi videogiochi come Sly Spy, Tumble Pop, Rohga: Armor Force, Trio The Punch – Never Forget Me e Fighter’s History: Mizoguchi Kiki Ippatsu, dove è addirittura il boss finale.

UN PRIMO SGUARDO ALLA SERIE TV DI FALLOUT

 

L’uscita della serie di Fallout pare fissata per il 12 aprile 2024, su Amazon Prime, ma Vanity Fair ha condiviso alcune immagini ufficiali e info che mi stanno incuriosendo non poco.

Partiamo proprio dal cast, dove compaiono nomi che sinceramente non vedevo l’ora di rivedere sullo schermo, due in particolare: Kyle MacLachlan (Twin Peaks) e Michael Emerson (Lost).

Per quanto riguarda la trama, per ora è semplice e lineare: la serie, ambientata 219 anni dopo la detonazione delle testate nucleari, vedrà Lucy – una donna abitante di un Vault – costretta a esplorare il mondo in superficie per una missione di salvataggio. Tra scarafaggi radioattivi e bestie mutate troverà l’appoggio di due compagni di viaggio: il soldato Maximus, della Confraternita d’Acciaio e il cacciatore di taglie noto come “Il Ghoul” (che attraverso dei flashback racconterà anche qualcosa sul mondo prima della Grande Guerra).

Pare che la storia sarà canonica e perfettamente inserita nella lore dell’universo Bethesda, quindi mi aspetto anche tanta crudeltà, satira e ironia.

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