MARTEDÌ DELLO XENO – GLI HANAR

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, torniamo a parlare di Mass Effect.

Gli Hanar sono una delle poche specie non bipedi della Cittadella.
Ricordano delle meduse: invertebrati bioluminescenti con lunghi tentacoli, per sostenersi hanno bisogno di complessi campi gravitazionali.

Comunicano – grazie all’assistenza di macchine – con scrupolosa precisione ed estrema gentilezza. Sono educati al limite dell’esagerazione.

Non si riferiscono mai a loro stessi parlando alla prima persona singolare, particolare che sarebbe considerato egoistico. Preferiscono invece utilizzare espressioni come “il sottoscritto” o usare la forma impersonale. In ogni caso, anche quando è agitato o arrabbiato, un Hanar continuerà a mantenere una squisita compostezza.

Di solito hanno due nomi, uno “manifesto” e uno “spirituale”. Il primo è viene utilizzato con gli stranieri, il secondo è riservato per amici intimi e familiari.

Gli Hanar sono molto religiosi: molto importante è la “Fioritura del Primo Raccolto”, che dura per tredici giorni e ruota attorno alla celebrazione del dono della parola, la cui provenienza è attribuita agli Illuminati. È un connubio di contemplazione e competizione dove i fedeli si impegnano in dibattiti, duelli di poesia e altre forme d’arte tradizionali del loro pianeta d’origine.

TRE ANNI DI VILLANORA SU YOUTUBE – RISPONDO ALLE VOSTRE DOMANDE!

Come è ormai tradizione, per festeggiare il terzo compleanno del canale YouTube e ringraziarvi dell’affetto e del supporto che mi dimostrate ogni giorno, rispondo alle domande che mi avete inviato!

Indice delle domande con relativo minutaggio:
0:00 – Introduzione
0:10 – Quale Capitolo di Space Marine Successori preferisci?
0:26 – Opinioni su Imperium Maledictum: ci hai giocato?
0:55 – Conosci l’Eresia Dorniana? Cosa ne pensi?
1:08 – Come ti sei avvicinata a Warhammer 40k? E del Fantasy cosa ne pensi? Vedremo mai qualche video dedicato a questo scenario sul tuo canale?
1:44 – Nei rituali del Mechanicus sono presenti dei Serafini bambini mezzi meccanici. Sapresti raccontarci di più su questi e altri umani non giocabili ma facenti parte della lore?
2:12 – Cosa ne pensi del Mechanicus? Meglio i Corpi della Morte di Krieg o i Guerrieri dei Ghiacci di Valhalla? E farai una “Top mondi più pericolosi del 40k”?
2:47 – Meglio Imotekh, Szeras, Trazyn o il Re Silente?
2:58 – Cosa ne pensi di Mortarion?
3:29 – Come gestisci gli spazi, a livello strategico, come collezionista?
3:40 – Opinioni su Project H.O.P.E.
3:58 – Sanctum, Soviet o IV Reich?
4:12 – Sempre di Sine, a livello di meccaniche e ambientazioni, si può giocare anche come ribelli contro i regimi?
4:22 – Hai mai provato Starfinder? E, se si, lo ritieni apprezzabile?
4:30 – Oggetto iconico preferito del franchise di Fallout?
4:38 – Cosa pensi dell’universo narrativo di Metro?
4:50 – Conosci la saga dei Guardiani della notte/del giorno?
5:00 – Cosa ne pensi della Saga delle Stirpi di Markus Heits?
5:06 – Hai letto “Picnic sul ciglio della strada”? Degli stessi autori c’è anche “È difficile essere un dio”.
5:18 – Ora che hai concluso L’età della polvere, hai nuovi progetti in cantiere?
5:35 – Se dovessi fare il reboot di questi videogiochi: Heavy Metal FAKK 2 e Brütal Legend, quale sceglieresti e perché?
5:47 – Se dovessi scegliere un singolo GDR cartaceo preferito quale sarebbe?
5:56 – Hai mai giocato a Coriolis?
6:13 – Ti interessano le ipotesi sulle evoluzioni degli animali nel futuro o su altri pianeti? Hai qualche libro o altro da consigliare sull’argomento?
6:32 – Hai letto “Perdido Street Station”? Se si, quale tipologia di abitanti nell’ambientazione ti ha colpita?
6:51 – Se dovessi deviare dal post-apocalittico su che altro genere punteresti per un tuo prossimo libro?
7:00 – Perché non apri un canale podcast in cui ripubblichi gli audio dei tuoi video?
7:13 – Hai mai approfondito il filone dark western?
7:22 – Hai mai fatto un gioco di ruolo dal vivo? Secondo te ha dei limiti o dei vantaggi rispetto a un GDR cartaceo?
7:43 – Hai mai provato Gaslands?
7:48 – Conosci la saga “Macchine Mortali”? Hai visto anche il film?
7:59 – Ruolisticamente parlando come te lo immagini un tuo scontro finale contro il tiranno di turno in una distopia?
8:14 – Se fossi un’aliena, come ti rappresenteresti?
8:38 – Lavorando a stretto contatto con vari social, presumo che incapperai in gente che ti spara tutta una serie di stereotipi sgradevoli. Gli ambienti dei giochi (siano essi GDR o wargames) e della letteratura SCI-FI, diciamocelo, sono pieni di gatekeepers e viscidoni che non riescono a immaginare che una donna possa essere un’autrice di fantascienza. Come ci si sente a essere “the whole package” in un ambiente molto spesso conservatore?
9:24 – Come cavolo fai a fare tutto?
9:49 – Hai trovato più appagante creare la tua trilogia di libri o creare e portare a termine una campagna GDR?
10:24 – Chiusura e ringraziamenti finali

Musica di sottofondo: Patrick Patrikios – Above Planets

INCONTRO CON IL VAMPIRO – ASTARION

 

E allora proseguiamo con gli “appuntamenti con il vampiro”.

Passiamo a un personaggio decisamente più giovane (non voglio parlarvi solo dei grandi classici ma anche esplorare qualcosa di più recente) e quindi eccolo qua.
Sicuramente l’avrete visto OVUNQUE in questo periodo: Astarion, dal videogioco Baldur’s Gate III.

L’Elfo Pallido vuole solo una cosa: vendicarsi del suo Sire, il sadico Cazador, la creatura che l’ha trasformato in una progenie vampirica, condannandolo quindi a una non-vita di tormenti, infelicità, schiavitù e sevizie.

In un mondo di eroi che non vedono l’ora di rischiare la vita per gli altri, Astarion rappresenta una minoranza silenziosa di avventurieri che, molto realisticamente, non vivono in funzione dell’altro ma pensano soprattutto agli affari propri.

Brillante seduttore sempre pronto a giudicare male le tue azioni buone, non mi stupisce che sia uno dei PNG più amati del gioco. La sua crescita personale è molto ben strutturata: in bilico tra una giusta rivalsa e sentimenti più umani che – se il giocatore vuole – può risvegliare. Molto a fatica.
Lo dico per esperienza personale dato che il mio PG e Astarion hanno fatto coppia fissa per tutta la partita, un’unione nata spontaneamente se contiamo la scia di quest irrisolte che mi sono lasciata alle spalle.

La storia di Astarion comunque, nonostante sia inserita in un’ambientazione carica di cliché del genere fantasy è la prova che l’importante non è COSA si racconta ma COME lo si racconta.

FALLOUT [FANTASCIENZA IN POCHI BIT EP. 08]

Una retrospettiva su alcuni dei più classici videogiochi a tema fantascientifico.

Oggi vi parlo del primo Fallout, datato 1997, un gioco di ruolo postapocalittico diventato cult e che ha dato origine a un marchio di enorme successo, alla faccia di chi non ci credeva.

Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Per chi fosse interessato, lascio qui il link da cui scaricare la patch per tradurre il gioco in italiano.

Musica di sottofondo: Chris Haugen – Old Blue

Parti di gameplay per gentile concessione dei seguenti canali:
Fast Win Walkthroughs e RemebertheRetro

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI INSONNI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, gli Insonni della serie di videogiochi Destiny.

Sono descritti come esseri esotici, splendidi e misteriosi.
Hanno una diversa percezione del mondo e della natura, con cui si trovano in sintonia in maniera quasi trascendentale. Famosa la frase: “gli altri cantano la canzone di Luce e Oscurità. Noi, insieme, abbiamo trasceso tali limitazioni prive di immaginazione”.

Qualcuno pensa che siano degli umani e che durante il Crollo dell’Età dell’Oro sia accaduto loro qualcosa mentre si trovavano ai margini dell’universo, qualcun altro ritiene che siano un popolo che ha seguito la scia lasciata dal Viaggiatore attraverso le Galassie.

Una cosa è certa: per potersi unire alla Luce del Viaggiatore hanno dovuto affrontare un rituale e rinunciare ai loro ricordi, ma non tutti hanno accettato questa condizione.
Molti si sono rifugiati nell’Atollo, distaccati e misteriosi, mentre altri sono tornati sulla Terra, dove i loro discendenti combattono come Guardiani per la Città.

Gli Insonni nati sulla Terra spesso si avventurano nell’Atollo, nella speranza di svelare i suoi segreti. A loro rischio e pericolo.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI STROGG

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, gli Strogg. Razza aliena cibernetica e principali antagonisti dei videogiochi Quake 2 e Quake 4.

Non si sa molto sulle loro origini.
Vengono dal pianeta Stroggos, da sempre governato da leader violenti e dediti alla guerra. I continui conflitti interni hanno reso quel mondo una landa desolata, con fabbriche e raffinerie che vomitano inquinamento e tossine nell’ambiente.

Gli Strogg si sono quindi adattati fondendo costrutti bionici con la loro parte organica – attraverso una brutale procedura chirurgica – così da migliorare le proprie capacità e uccidere in modo più efficiente.
Le scienze biomediche sono quindi la priorità assoluta.

È anche bene ricordare che non hanno alcun concetto di etica. Sono noti per condurre crudeli sperimentazioni: per esempio, le operazioni vengono eseguite senza l’uso di alcun tipo di anestetico per studiare l’agonia dei prigionieri e la risposta corporea ai vari interventi chirurgici.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ALIENI NEL PRIMO FALLOUT

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO continuiamo a parlare di alieni nei videogiochi, questa volta nel franchise di Fallout.

Con l’andare avanti della serie, soprattutto dal terzo capitolo in poi, gli alieni (in particolar modo gli Zetani, simili ai classici “omini verdi”) hanno preso a essere una parte abbastanza rilevante dell’ambientazione. Vari documenti reperibili in gioco parlano della loro tecnologia e dei loro foschi rapporti con le forze governative, mentre in alcuni DLC è addirittura possibile essere trasportati sulla loro astronave madre!

Sapevate però che tutto questo è arrivato successivamente?
Nel primo Fallout, infatti, gli alieni sono protagonisti solo di un divertente incontro casuale ricco di easter-egg.

Viaggiando tra una location e l’altra della mappa, il giocatore potrebbe imbattersi (in base al suo valore nella caratteristica Fortuna) niente meno che in un disco volante schiantato al suolo, accanto al quale si trovano due scheletri alieni con la testa molto grande rispetto alle ridotte dimensioni del corpo.

La cosa, in realtà, si ferma qui e non vengono dati molti indizi sulla provenienza del velivolo o dei suoi occupanti.
Cercando tra i loro resti si possono però ottenere due oggetti unici: il blaster alieno, la pistola più potente del gioco, controbilanciata da una gittata molto scarsa, e un quadro foderato di velluto che ritrae Elvis Presley, chiaro riferimento alla teoria del complotto che vede il cantante aver lasciato la Terra assieme a degli extraterrestri.

Purtroppo non è possibile entrare all’interno della navicella. Tuttavia, esaminandola, il nostro personaggio noterà una piccola etichetta che dice “Proprietà dell’Area 51. Se trovato si prega di restituire.”

MARTEDÌ DELLO XENO – I VOLUS

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Volus, dall’universo di Mass Effect.

Il loro pianeta natale è Irune, caratterizzato da un ecosistema a base di ammoniaca e un campo gravitazionale superiore a quello della Terra. Inoltre ha l’atmosfera ha una pressione molto alta.

Queste particolarità, ovviamente, si riflettono sulla fisiologia degli stessi Volus, che sono costretti a indossare speciali tute protettive per poter sopravvivere su altri pianeti. E siccome non le tolgono mai, si sa molto poco sul loro reale aspetto.

Di norma sono pacifici anche se alcune volte peccano di vigliaccheria. I Volus infatti non sono tagliati fisicamente per il combattimento, che sia una guerra su vasta scala o anche una semplice rissa da bar. Per questo motivo sono fortemente dipendenti dai Turian (incaricati di difenderli).

È nota la loro reputazione di commercianti: alcuni, addirittura, lavorano in qualità di migliori consulenti finanziari della Cittadella.

Una curiosità: i Volus hanno due nomi ma non hanno cognomi. Secondo la loro sensibilità, non si può possedere una persona, quindi l’uso del cognome sarebbe essenzialmente una rivendicazione della propria prole. Inoltre, a causa delle loro origini tribali, i Volus spesso tendono a riferirsi a membri di altre specie con il nome del loro pianeta natale piuttosto che usare quello della specie (per esempio “terrestre” invece di “umano”).

SOMA

 

Non so se avete mai giocato a SOMA, il videogioco della società svedese Frictional Games.

Potrebbe apparire come il tipico survival horror ma in realtà, nel corso della storia, vengono poste delle scelte morali, anche molto profonde.
Dove si spinge il confine tra uomo e macchina? Quali ripercussioni avrà questa scelta sulla nostra idea di uomo e sul suo destino?

Tutto ha inizio nel 2015, nell’appartamento di Simon Jarret, il protagonista della vicenda.
Subito abbiamo modo di scoprire il suo background: l’uomo ha subito un brutto incidente d’auto, nel quale è morta una sua cara amica e collega. Il trauma però ha avuto effetti anche su di lui: sebbene sia sopravvissuto, il suo cervello ha subito danni molto importanti e per questo motivo accetta di sottoporsi a una cura sperimentale.
Giunto nello studio del dottore e indossato un casco per la scansione encefalica, Simon si trova proiettato all’interno di una struttura apparentemente abbandonata, 89 anni dopo. È il 2104 e la Terra, dopo l’impatto con una cometa, mostra uno scenario post apocalittico.
Simon si risveglia in un sottomarino, chiamato Pathos II, dove gli studiosi stavano lavorando al progetto ARK. L’idea era quella di preservare l’umanità con un computer che potesse riprodurre un metaverso in cui le scansioni cerebrali del personale potessero continuare ad esistere in una “simulazione di vita”.
E qui inizia il suo percorso fisico e spirituale, che lo porterà a interrogarsi sul significato della parola vita e di come questa si possa applicare a contesti complessi come quello dell’intelligenza artificiale.

Il protagonista si troverà spesso davanti a scelte prive di soluzioni univocamente corrette, alla ricerca della risposta che, da molto tempo, attanaglia scrittori e filosofi: cosa ci rende umani?

Una storia carica di atmosfere malsane e “sporche”, in cui l’ansia sale grazie alla trama e all’ambientazione perfettamente progettata.

MARTEDÌ DELLO XENO – I GEK

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una delle creature senzienti del videogioco No Man’s Sky.

I Gek sono una specie anfibia originaria del sistema Balaron.

Mercanti semiacquatici particolarmente noti per la loro operosità, l’habitat dei Gek è l’acqua e infatti vivono in complesse strutture situate negli oceani dei pianeti a prevalenza marina.

Il loro fisico è tozzo, con testa, becco e occhi che ricordano quelli di un uccello (o di una tartaruga).
Sono però bipedi, con dita simili ad artigli e hanno una varietà di diversi accessori per coprirsi il capo.

Comunicano attraverso mezzi verbali e olfattivi – quindi bisogna prestare particolare attenzione agli aromi, quando si conversa con loro –, molti Gek utilizzano determinati additivi per aggiungere fragranze specifiche al loro odore e suscitare determinate risposte emotive negli ascoltatori.

Inoltre sono mercanti curiosi e intelligenti che il giocatore può sempre consultare quando avrà bisogno di materiali utili (a prezzi convenienti).

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