MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ARACNIDI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo di alieni con cui è difficile trattare.

Originari del pianeta desertico Klendathu, gli Aracnidi sfidano la Fanteria dello Spazio guidata da Johnny Rico.

Nei vari film della serie Starship Troopers se ne vedono di diversa forma e dimensione.

Potremmo suddividerli in categorie:

– Il Tanker: nero, corazzato, imponente. Spara un liquido infiammabile.
– Hopper: guerriero con le ali, più vulnerabile della sua controparte terrena.
– Plasma: il nome deriva da un getto al plasma caricato nel loro enorme addome e rilasciato in orbita, abbastanza potente da distruggere un’intera nave spaziale.
– Scorpion: invulnerabile ai colpi di arma da fuoco di piccolo calibro. Attacca sparando getti di plasma dalla coda.
– Bombardier: una palla vivente che si autodistrugge quando viene aperta.
– Control: grandi quanto una mano umana, si attaccano alla spina dorsale della loro preda guadagnandone il controllo.
– Chariot: lavoratori e trasportatori.
– Brain: sono i leader. Hanno l’abilità di produrre un suono così forte da far esplodere i vasi sanguigni umani. Sono inoltre dotati della capacità di raggiungere il cervello delle creature che attaccano (tramite una proboscide proveniente dalla bocca), rubandone le conoscenze intellettuali e risucchiandone la materia grigia.
– Queen: nessuno ne ha mai vista una ma è parte indispensabile della gerarchia interna. Depone uova.
– God: la creatura più grande e terrificante dell’universo di Starship Troopers. Può appropriarsi di un pianeta diventando parte della sua struttura interna.

Fonte: monstermovieitalia

IL TARDIS

 

Il TARDIS (letteralmente “Time And Relative Dimension In Space”) è il prodotto dell’avanzata tecnologia dei Signori del Tempo.
Come tutti sanno è “più grande all’interno”. Questo perché è “dimensionalmente trascendentale”, cioè la parte esterna e quella interna esistono in dimensioni separate.

Ma da dove attinge la sua infinita potenza? Dall’Occhio dell’Armonia, una stella in perenne stato di decadimento.
Quest’energia gli permette di trasportare i suoi occupanti in qualsiasi momento e luogo dell’universo attraversando il Vortice del Tempo, smaterializzandosi e poi materializzandosi a destinazione.

L’imprevedibilità di orientamento a corto raggio del TARDIS (rispetto alle dimensioni dell’universo) è molto spesso uno degli espedienti narrativi che dà inizio alle avventure del Dottore, anche se parte di questa casualità è in realtà intenzionale da parte della nave: il suo scopo è portare il Dottore dove “ha bisogno di andare” al contrario di dove egli “vuole andare”.

Il TARDIS può mimetizzarsi con l’ambiente circostante utilizzando il suo “circuito camaleonte” ma quello della nave presente nella serie (TT Type 40 Mark 1) si è rotto in seguito a una visita alla Londra del 1966, lasciandola bloccata nella forma di una cabina della polizia degli anni ’60.

Ho trovato due curiosità
:
– Da dove deriva il caratteristico e inconfondibile suono del TARDIS? Dalla raschiatura di una chiave sulle corde di un pianoforte. Semplice ma efficace.

– Anche nel nostro cielo viaggia un TARDIS: è un asteroide, il “3325 TARDIS” chiamato così proprio in onore della serie britannica.

IL MOMENTO DELL’EROE

 

Il gioco di ruolo ci insegna molto sulla creazione e l’approfondimento dei protagonisti di un’opera, detti anche PG.
Attraverso il GDR è possibile testare in prima persona il concept pensato per vedere quali aspetti funzionano e gli elementi che, invece, vanno rivisti e corretti.

Ma come creare un personaggio profondo, originale e ben inserito nella trama?
Curando il suo passato.

Il background è la storia del personaggio. Le origini.
Parti da una breve idea centrale e riassumila in poche righe.
Segna gli avvenimenti importanti del suo passato, quelli che gli hanno lasciato addosso un segno positivo o negativo.

LA MOTIVAZIONE

Il tuo PG deve avere una forte motivazione che lo spinge ad agire.
Non deve essere per forza un fanatico. Anzi, qualche volta il personaggio stesso fatica a riconoscere le ragioni per cui “agisce così”.
Può essere un codice morale, un principio a cui è ancorato ma anche un’emozione cardine.
Stai plasmando la sua anima e devi averla ben chiara in testa.

I DIFETTI

La perfezione appartiene al divino.
Sicuro?
Pensa cosa sarebbe la mitologia greca senza sentimenti come “gelosia”, “rabbia”, “invidia” o “possesso”.
Sono i difetti e le debolezze a far entrare un personaggio in empatia con il pubblico.
Tifiamo il protagonista quando giunge al suo obiettivo nonostante le difficoltà che ha affrontato.
Assegna debolezze fisiche o caratteriali ai tuoi PG per dare spessore alla loro vita.

LA COERENZA

Prendi tutto quel che hai deciso finora e usalo per stabilire i pensieri del tuo PG, l’aspetto fisico, il suo modo di parlare.
Ricorda: il personaggio deve sempre essere coerente con i propri principi ma anche con l’ambientazione.
Ogni scelta deve trovare un senso altrimenti c’è il rischio di lasciare il lettore spiacevolmente interdetto.

SCATENA LA SCINTILLA

A questo punto il tuo personaggio ha un passato, dei tratti distintivi e uno scopo.
In quest’ultima fase, devi dargli vita: è ora di farlo nascere.
Delinea l’ultima parte di vita che ha trascorso e domandati cosa l’abbia spinto “all’avventura”.
Sta fuggendo da qualcosa o da qualcuno? È alla ricerca di un oggetto? Di se stesso?
Tratteggia le ragioni che l’hanno spinto fuori dal suo mondo ordinario e preparati ad accompagnarlo lungo tutto il cammino.

Immagine: fantlab Pinterest

MARTEDÌ DELLO XENO – I GOA’ULD

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO parliamo dei Goa’uld, la razza di parassiti principali antagonisti nella serie Stargate SG-1.

Fisicamente molto simili ai serpenti, possono vivere anche all’esterno di un corpo ospite. Proprio per questo possono essere definiti endoparassiti facoltativi.
Tra i loro ospiti preferiti ci sono Umani e Unas, mentre i Jaffa vengono usati come contenitori per incubare la loro fase larvale.

Gli esemplari adulti sono capaci di prendere il controllo totale del corpo dell’ospite; inoltre forniscono a questo una forza sovrumana, una maggior resistenza alle malattie e ai veleni, la capacità di rigenerare le ferite più velocemente e quella di rallentare il processo d’invecchiamento. Quest’ultima caratteristica, insieme all’uso del dispositivo chiamato “sarcofago”, permette a un Goa’uld di occupare lo stesso ospite per diversi millenni.

Sono creature malvage ed egocentriche. Di solito interpretano il ruolo di potenti Signori o divinità, costruendo un culto attorno alla propria figura per poter controllare facilmente i propri possedimenti e armate.
Culto che poi cercano di espandere il più possibile, conquistando ulteriori pianeti dove imporre la loro volontà.
La società Goa’uld è infatti di tipo feudale: il più forte domina il più debole.

Alcuni, opponendosi a questa filosofia, hanno formato il gruppo clandestino dei Tok’ra, che invece di dominarli preferisce vivere in armonia con i propri ospiti (rigorosamente volontari).

Una grande minaccia per un Goa’uld sono anche i propri figli, i quali di solito aspirano ad ereditare potere del padre.

CHI POPOLA IL TUO MONDO?

 

GDR e scrittura hanno un altro punto d’incontro: i PNG.
Acronimo di “personaggi non-giocanti”, gli scrittori li conoscono con il nome di “personaggi secondari”.
Sono entità che rendono vivo il contesto in cui si svolge l’avventura e hanno personalità e obiettivi: proprio come i protagonisti.

“Eh, ma non è che posso approfondire ogni singolo personaggio della mia storia.”
Vero. Non serve un lavoro capillare, ma uno mirato.
Bastano pochi elementi per rendere un PNG efficace e funzionale.

Crearti un’immagine mentale del soggetto.
Appunta i suoi tratti salienti: sono sufficienti un sostantivo e un aggettivo per rendere l’idea del tipo di personalità che vuoi ricreare.
Come ti immagini un “cavaliere ubriacone”?
Ha i capelli unti, disordinati? Le guance rosse?
Attenzione perché “l’aspetto” non riguarda solo i particolari che coinvolgono la vista, ma anche quelli che implicano gli altri sensi.
“Il cavaliere ubriacone” avrà un alito pungente (olfatto) o sbiascicherà i concetti che vuole esprimere (udito).

Visualizza una giornata “tipo” del tuo PNG.

Il “cosa fa” è sempre dettato dal suo scopo primario mentre il “come lo fa” dipende dalla sua personalità.

Non dimenticarti di pensare alla funzione di un personaggio secondario all’interno dello scenario.

“La sua assenza stravolgerebbe la trama?” Se la risposta è sì, allora ti trovi davanti a un comprimario e in quel caso ti dovrai soffermare per un ulteriore approfondimento.

Un PNG ben inserito e coerente nelle azioni, ti fornirà senza dubbio molti spunti.

Immagine: Kimetsu Pinterest

CURIOSITÀ SU DARK

 

Dark, conosciuta anche come “I segreti di Winden”, è una serie televisiva tedesca del 2017 creata da Baran bo Odar e Jantje Friese.

Kahnwald, Nielsen, Doppler e Tiedemann: tutto ruota attorno a questi quattro nuclei familiari.

La trama intricata ha, in realtà, un incipit semplice.

Un ragazzo scompare nella misteriosa cittadina di Winden. La polizia inizia le indagini ma strani fenomeni si susseguono: vicende che ricordano un’altra sparizione avvenuta 33 anni prima, quando Mads Nielsen svanì nel nulla a soli 13 anni.

L’intreccio della prima stagione si svolge su tre piani temporali principali: 1953, 1986 e 2019.
Nella seconda stagione le vicende si estendono anche nel 1921 e nel 2052, mentre nella terza giungono fino al 1888.

Ho trovato qualche curiosità ma attenzione agli spoiler.

– Nell’arco temporale del 1986 compare la barretta di cioccolato “Raiders”. La merendina esiste davvero e oggi la conosciamo come “Twix”.

– Lo slogan preferito del giovane Ulrich è “No Future”: famosa parte del testo “God Save the Queen” dei Sex Pistols è anche il simbolo della vita di Ulrich stesso. L’uomo cerca di cambiare il suo futuro condannando, invece, la propria vita.

– Il mito di Teseo e Arianna e la sua simbologia vengono spesso tirati in causa nel corso della serie.
È la recita messa in scena a Winden durante la prima stagione, dove Martha declama il suo monologo.
La storia di Jonas e Martha richiama quella di Teseo e Arianna e il labirinto stesso si può associare sia alla caverna dentro cui si perdono molti personaggi (anche in senso astratto, perché il Tempo è intricato come una matassa).
Parlando di fili, Jonas si orienta nella grotta utilizzando una corda rossa e suo padre, Mikkel, si suicida proprio come il Egeo.
“Mino Tauros”, infine, è l’editore del libro più importante della serie.

– A tal proposito, il nonno di Charlotte e autore di “Un viaggio attraverso il Tempo” ha un nome piuttosto particolare: H.G. Tannhaus. Le due sigle appuntate si riferiscono forse a H.G. Wells, autore de “La Macchina del Tempo”. Il cognome, invece, richiama il poeta medievale tedesco omonimo.
C’è un ulteriore riferimento al Portale di Tannhäuser presente in Blade Runner e citato da Roy Batty: “Ho visto i raggi C scintillare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser”.

– I richiami biblici non potevano mancare.
Il nome Jonas rimanda al profeta Jonah, mentre Mikkel all’arcangelo Michele.
Un altro elemento è il numero 33 (che si ripete ciclicamente nei viaggi nel tempo).
È l’età di Gesù nella Bibbia quando muore e risorge, mentre Jonas riferisce a Tannhaus che l’anticristo avrebbe iniziato il suo regno alla stessa età.
Troviamo un interessante parallelismo anche nel quadro “La caduta dei dannati” di Pieter Paul Rubens: il dipinto che Adam ammira più volte.

MARTEDÌ DELLO XENO – L’EDGAR-ABITO

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO parliamo di sartoria intergalattica.

Edgar “la Piattola” (The Bug) è un terrorista interstellare interpretato da Vincent D’Onofrio.

Compare la prima volta in “Men in Black” quando si schianta sulla Terra con la sua navicella.
L’alieno travolge il camioncino del contadino Edgar e ne prende l’aspetto svuotandolo e indossando la sua pelle come un abito.

Nelle vesti di Edgar, la Piattola ha un aspetto cencioso: la pelle intorno al suo viso è cadente e, nel tempo, diventerà sempre più marcia lasciando pochi capelli radi sul cuoio capelluto e un tono della cute gravemente scolorito.

Il reale aspetto dell’alieno, però, è quello di una blatta gigante con due antenne che pendono sopra la sua testa, sei arti e zanne affilate. Assomiglia a uno scarafaggio ma ha caratteristiche comuni ad altri insetti terrestri.

La Piattola ha una personalità irascibile e aggressiva. Odia uccidere gli insetti e apprezza lo zucchero. E “ne vuole sempre di più” (semi-cit.)

COME ORIENTARSI NELL’IMMAGINAZIONE

 

Un altro aspetto che accomuna scrittori e giocatori di ruolo è il bisogno di collocare i personaggi all’interno di un universo narrativo.

Luoghi ben descritti, anche se raccontati nei minimi particolari, sono poco efficaci se non si mantiene una certa coerenza durante lo sviluppo della storia.
Il rischio di cadere in contraddizioni è molto alto, soprattutto se la trama è incentrata sull’importanza dei dettagli.
Il genere “giallo” gioca molto sulle componenti d’ambientazione: un angolo cieco, una visuale dall’alto, potrebbero essere la chiave per risolvere il mistero.
O, ancora, un’opera incentrata sul viaggio deve necessariamente rappresentare con efficacia il percorso affrontato.

Se si narra una storia inserita in un contesto reale si può ricorrere a Google Maps ma se la scenografia è originale occorre dare forma al mondo.
Per questo motivo disegno sempre delle mappe.
E lo faccio su qualunque scala: continentale, cittadina o piantine delle stanze (a seconda della necessità).
Vedere “le forme” della mia immaginazione è una strategia che mi ha aiutato in diverse occasioni, spesso aprendomi nuovi spunti narrativi.
Non occorre essere dei disegnatori professionisti, basta anche una bozza che indentifichi i punti di riferimento da consultare all’occorrenza.

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