LIVE – XENODIVERSITÀ – INTERVISTA A LUCA COLANERI

Una chiacchierata preserale in compagnia di Luca Colaneri, noto anche con il nickname di Cpt. Wasp, caporedattore di Balena Ludens e autore di “Xenodiversità“.

Un romanzo breve che parla di differenze, paura dei cambiamenti, lealtà e amore, mettendo in discussione quel filone della fantascienza classica dove la cooperazione fra tante specie diverse viene data per scontata e priva di grosse complicazioni.

Insieme abbiamo parlato dell’opera e delle fonti che l’hanno ispirata, della scelta dell’autopubblicazione, ma anche di letteratura in generale e anche un pochino di giochi di ruolo e da tavolo.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – New Dawn

VITA DA VAULT – ESPERIMENTO #108

 

Terzo episodio di “Vita da Vault”, la rubrica in cui scopriamo gli inquietanti esperimenti perpetrati dalla Vault-Tec.

Oggi vediamo il Vault 108, apparso nel videogioco “Fallout 3”.
Si trova nella Zona Contaminata della Capitale, a sud di Canterbury Commons e a nord-est della fabbrica Corvega.

Obiettivo dell’esperimento: studiare le situazioni di conflitto per il potere.

Il primo Soprintendente della struttura fu scelto perché geneticamente predisposto a sviluppare una rara malattia che lo avrebbe ucciso entro pochi anni e, una volta morto, la scelta del successore sarebbe stata lasciata agli altri abitanti.
Inoltre, l’impianto di alimentazione energetica principale fu costruito per guastarsi dopo circa vent’anni, mentre quello ausiliario fu progettato per non soddisfare i bisogni della popolazione.
Infine, il Vault fu dotato di un numero di armi tre volte superiore alla media e costruito senza alcun tipo di impianto adibito allo allo svago dei residenti, così da stimolarne lo stress.

All’interno della struttura è presente anche una misteriosa camera per condurre esperimenti sulla clonazione umana.
Il contenuto di un olonastro trovato nel laboratorio afferma che il primo soggetto ad essere clonato fu tale Gary, un abitante del Vault.
Ogni copia di Gary, però, diventava subito ostile con tutti tranne che con il Gary originale e, di volta in volta, sempre più violenta.
Il personale, quindi, cercò di fermarli in tutti i modi.

Non si sa esattamente che cosa sia successo dopo, ma quando nel gioco si visita il Vault 108, lo si trova popolato solo da cloni di Gary apertamente ostili.

EDITOR – L’EDITOR RISCRIVE?

 

Terzo appuntamento dove provo a spiegarvi la mia professione di editor.
In modo easy e semplice.

La domanda più frequente quando devo lavorare a un editing è questa: “ma se sbaglio me lo riscrivi tu?”

Dunque.
Partiamo subito con un chiarimento doveroso: a fine revisione, lo scrittore deve ritrovarsi nella sua storia. Deve sentirla ancora sua, autentica.
L’editor è lì per aiutare, supportare, insegnare ma non dovrebbe mai stravolgere un’opera al punto tale da renderla estranea all’autore.
E soprattutto non dovrebbe mai entrare in un testo con il proprio gusto o giudizio personale.

Quando lavoro su uno scritto non intervengo mai pensando che “questo mi piace e quest’altro elemento non mi piace” ma con il criterio del “questo è funzionale e quest’altro non è funzionale per la trama”.

Editing e ghostwriting hanno in comune un elemento: il rispetto per le idee altrui e la delicatezza negli interventi del testo.

LIVE – LE OMBRE DEL CREPUSCOLO – INTERVISTA A FEDERICO MOTTA

Una chiacchierata preserale in compagnia di Federico Motta, autore di “Le Ombre del Crepuscolo“, edito da PAV Edizioni.

Una raccolta di storie suggestive, spesso dai risvolti malinconici o drammatici, raccontate in quel momento della giornata in cui luci e ombre si mescolano in un gioco effimero che rende difficile delineare con precisione la differenza tra le due.

Insieme abbiamo parlato dell’opera e delle fonti che l’hanno ispirata, ma anche di letteratura in generale.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – New Dawn

LIVE LIBROGIOCO – L’ISOLA MALEDETTA (PARTE 2)

Secondo appuntamento con il librogioco “L’Isola Maledetta“, scritto da Fabio Passamonti, edito da Serpentarium e ambientato nel mondo fantasy de L’Ultima Torcia.

Come sempre ho letto per voi le parti narrative e, attraverso la chat, abbiamo deciso insieme come far proseguire la storia.

Giovedì scorso , purtroppo, il sanguinario Daga Cremisi detto “Il Tritacarne”, con il quale eravamo riusciti a sfuggire alla Tomba Dimenticata, è stato vigliaccamente ucciso nel sonno subito dopo essere salpato alla volta dell’isola.
Questa volta abbiamo quindi dovuto scegliere un nuovo personaggio e ricominciare l’avventura da capo, assicurandoci di chiudere bene a chiave la porta quando riposiamo.

Ecco la sinossi: dopo essere scampato agli orrori della Tomba, Daga Vermiglia (il nostro nuovo personaggio) ha raggiunto Città del Porto, fiorente centro mercantile della Baronia.
Qui una notizia in particolare è sulla bocca di tutti: la comparsa di una misteriosa e sinistra isola che prima non era segnata sulle mappe.
E mentre pescatori terrorizzati già riferiscono di orribili avvistamenti attorno ad essa, due studiosi, un vecchio e una giovane donna, vorrebbero essere accompagnati là proprio dal nostro eroe…

Cosa può andare storto?
Se siete curiosi quanto me, accendete una torcia, fate attenzione a non bagnarla e unitevi alla spedizione!

Musica di sottofondo: Underbelly & Ty Mayer – Medieval Astrology

MARTEDÌ DELLO XENO – I NA’VI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo dei Na’vi, gli alieni protagonisti della saga cinematografica di Avatar.

Specie indigena del pianeta Pandora, sono creature antropomorfe alte circa tre metri, dall’aspetto slanciato, capelli scuri e con la pelle di colore blu (di tonalità diversa seconda del clan d’appartenenza).
Hanno poi solo quattro dita per mano e per piede, una lunga coda, orecchie a punta, grandi occhi quasi sempre gialli e un naso che ricorda quello dei felini.
Le loro ossa, inoltre, sono rivestite con una fibra di carbonio che le rende molto resistenti.

La loro caratteristica più sorprendente, però, è la cosiddetta “coda neurale”, un’appendice comune alla maggior parte della fauna di Pandora, simile a minuscoli tentacoli collegati direttamente al sistema nervoso.
Attraverso di essa, i Na’vi possono intessere una connessione mentale, sensoriale ed empatica con le piante e gli animali del pianeta, scambiandosi pensieri ed emozioni. Un collegamento che loro chiamano “tsaheylu” (letteralmente: “legame”).

La coda neurale riveste un ruolo fondamentale anche nell’accoppiamento ed è considerato dai Na’vi il loro organo più importante. Per questo sono soliti proteggerlo tenendolo nascosto tra i capelli intrecciati.

La società Na’vi è di tipo tribale, strutturata in piccoli clan indipendenti che cooperano tra loro in tempi di necessità.
Tecnologicamente sono paragonabili all’epoca paleolitica dell’uomo, ma nonostante questo sono una specie altamente intelligente, con una cultura antica e sofisticata – tramandata oralmente – che si basa su una profonda comunione con il proprio pianeta.

SCRITTORI FANTASMA E ALTRE STRANE CREATURE AL BOOKPRIDE MILANO

 

Ieri mattina sono andata al BookPride, Milano.
L’obiettivo era partecipare all’intervento di Alessandra Perotti ed Eleonora Recalcati sul mestiere del ghostwriter in Italia.

Sinceramente non potevo lasciarmi sfuggire quest’occasione (a pochi chilometri da casa, tra l’altro).

La sala era piena: questo significa che il ghostwriting genera curiosità. Ottimo.

Altro aspetto positivo – ma più personale – ho avuto modo di incontrare e scambiare due chiacchiere con Davide Tricotti, Francesco Andreoli, Chiara Scantamburlo, Margherita Torello ed Eleonora Zaffino: persone che rivedo sempre con molto piacere.

Inoltre, ed è questo il bello del BookPride, ho notato come il mercato editoriale si stia specializzando sempre più.
Ogni stand aveva il proprio stile: un’ impatto grafico sempre coerente con la narrazione proposta. Sembra che ogni casa editrice sia un mondo a sé, una stanza che lascia la porta socchiusa e invita il lettore a entrare. O almeno a sbirciare.

Per questa ragione, in particolare, devo citare la Hollow Press: per me è una garanzia.

In foto: The Rust Kingdom, di Spugna (ve lo consiglio? Certo).

VITA DA VAULT – ESPERIMENTO #12

 

In questo secondo episodio di “Vita da Vault”, la rubrica in cui si scoprono i torbidi segreti della Vault-Tec, vediamo il Vault 12, apparso nel primo videogioco della serie Fallout.

Questa storia, però, parte da Necropolis, una città della Zona Contaminata fondata sui resti di Bakersfield, in quello che una volta era sud della California.

A una prima occhiata, la maggior parte degli edifici sembrano intatti e il posto disabitato, ma i viaggiatori lo evitano e raccontano storie terrificanti su come chi si avventuri in città cada vittima dell’alto livello di radiazioni o scompaia.
La verità è che sotto le strade cittadine si annida una popolazione di ghoul, mutanti simili a zombie putrescenti.

Torniamo al 23 ottobre 2077, quando gli Stati Uniti vennero distrutti dalle esplosioni atomiche.
Una parte della popolazione trovò rifugio in grandi bunker pubblicizzati dalla Vault-Tec: strutture nelle quali l’azienda aveva organizzato, nella maggior parte dei casi e all’insaputa degli abitanti, esperimenti crudeli e perversi.

Il Vault 12, situato proprio sotto Bakersfield, fu uno di questi.
La porta era stata infatti costruita con un difetto di progettazione intenzionale che le impediva di sigillarsi correttamente, lasciando così gli occupanti protetti dalle esplosioni ma, a lungo andare, esposti agli effetti delle radiazioni.
Lo scopo? Studiarne gli effetti sull’essere umano.

Quando le persone lo scoprirono, però, era troppo tardi per cercare rifugio altrove.
Nuvole tossiche cariche di scorie penetrarono nel Vault e, nel corso del tempo, piagarono la popolazione: la pelle della gente cominciò a raggrinzire, seccandosi e sfaldandosi. Molti perirono, altri mutarono in ghoul.

Gli stessi che, pochi anni dopo, fondarono Necropolis, “la città dei morti”.

EDITOR – COME FUNZIONA L’EDITING?

 

Secondo appuntamento del mese dedicato al mio lavoro come editor.
In questo post vi racconto il metodo che utilizzo, quello che reputo più pratico.

Di solito funziona così: l’autore mi contatta e mi propone il testo su cui vuole lavorare e il suo obiettivo. Quindi leggo l’opera (non un pezzetto, non la sinossi) e scrivo una scheda di valutazione dove segnalo le criticità e i punti di forza.
Mi ri-confronto con l’autore, stabiliamo una quotazione (ne parlerò nei prossimi post) e, se vuole procedere con l’editing, si inizia.

Di norma si fanno tre giri di bozze dove prima correggo io e poi lascio che l’autore sistemi con le mie segnalazioni ma il numero può variare in base alla qualità dello scritto e alle tempistiche stabilite.

Sì ma perché lo scrittore non si può fare da solo l’editing?

Può farlo. In effetti, l’autore dovrebbe rivedere il proprio testo prima di mandarlo all’editor ma, come dicevo nel post precedente, arriva un momento in cui diventa difficile rivedere il proprio scritto con oggettività e freddezza.
Per questo motivo è bene affidarsi a una persona distaccata dal progetto.

LIVE LIBROGIOCO – L’ISOLA MALEDETTA (PARTE 1)

Primo appuntamento con il librogioco “L’Isola Maledetta“, scritto da Fabio Passamonti, edito da Serpentarium e ambientato nel mondo fantasy de L’Ultima Torcia.

Come sempre ho letto per voi le parti narrative e, attraverso la chat, abbiamo deciso insieme come far proseguire la storia.

Giovedì scorso abbiamo finito “La Tomba Dimenticata” aprendoci la strada a suon di spadate, ignoranza e preghiere a Khorne. Quindi questa volta abbiamo cominciato l’avventura con lo stesso personaggio, forti dell’esperienza accumulata.

Ecco la sinossi: dopo essere scampato agli orrori della Tomba ed essersi separato da Aelrinder, l’altro sopravvissuto, Daga Cremisi (il nostro personaggio) ha raggiunto Città del Porto, fiorente centro mercantile della Baronia.
Qui una notizia in particolare è sulla bocca di tutti: la comparsa di una misteriosa e sinistra isola che prima non era segnata sulle mappe.
E mentre pescatori terrorizzati già riferiscono di orribili avvistamenti attorno ad essa, due studiosi, un vecchio e una giovane donna, vorrebbero essere accompagnati là proprio dal nostro eroe…

Cosa può andare storto?
Se siete curiosi quanto me, accendete una torcia, fate attenzione a non bagnarla e unitevi alla spedizione!

Musica di sottofondo: Underbelly & Ty Mayer – Medieval Astrology

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