IL MIGLIOR FINALE DI BLADE RUNNER

 

Parlando con amici che sono andati a rivederlo al cinema lo scorso lunedì, mi sono resa conto che l’epilogo di Blade Runner, anche dopo tanti anni, è ancora oggetto di accese discussioni.

Io sono un’accanita sostenitrice del finale introdotto con la versione Director’s Cut, quella uscita nel 1992 e voluta insistentemente dallo stesso Scott.
Non tanto perché insinua che Deckard possa essere un replicante egli stesso (concetto comunque affascinante) ma perché mantiene intatta quell’amarezza di fondo che pervade l’intera opera.

Una cosa che invece il finale originale del 1982, voluto dai produttori nonostante la riluttanza del regista, distrugge completamente, imponendo un lieto fine che mal si sposa con tutto il resto del film.
Eppure ho scoperto che molti lo preferiscono, forse anche per una questione di nostalgia.

Sono però curiosa di sapere cosa ne pensate voi.

Preferite la dolorosa consapevolezza del “peccato che lei non vivrà” oppure vedere Deckard e Rachel allontanarsi in macchina, con la voce narrante che afferma che “lei è un replicante speciale, senza data di termine”?

LIVE GDR – TENEBRAE: JACK – PARTE 2 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, siamo andati avanti con “Jack”, un’avventura inedita che ho scritto per Tenebrae!

Il gruppo è formato da: Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Fabio Passamonti e Simone Anselmi.

La scorsa sessione, ambientata nella San Francisco del 1981, ha visto un gruppo di ragazzi, amici comuni del barista Jack, uscire a divertirsi dopo il turno di lavoro.
Una serata di quelle indimenticabili, spensierate, al termine della quale Jack – dopo aver bevuto forse una birra di troppo – si è aperto sul suo passato, rivelando di essere in cattivi rapporti con la sua famiglia ma di sentire comunque la nostalgia di casa. Soprattutto del fratello Kevin, al quale è molto affezionato.

A distanza di un anno da quella notte, il gruppo si ritrova in viaggio verso il paese natale di Jack, in Texas, a bordo di un camper preso a noleggio.
L’atmosfera è pesante e forse questa sarà la loro ultima occasione per stare insieme.

ATTENZIONE: vi ricordo che questo gioco è concepito per un pubblico maturo che vuole esplorare a fondo orrore, disgusto e disagio.
Nell’avventura verranno trattate tematiche profondamente disturbanti, pertanto la visione della diretta è sconsigliata alle persone sensibili o che semplicemente non sono interessate a questo genere di contenuti.

MARTEDÌ DELLO XENO – I SAUCER MEN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli invasori che non si prendono troppo sul serio, ricordati dagli amanti dei B-movie più per la qualità (non eccelsa) dei costumi che per altro.

Questi alieni, comunemente chiamati “Saucer Men” poiché il vero nome è sconosciuto, così come la loro origine, appaiono nel film del 1957 “Invasion of the Saucer Men”, da noi arrivato come “Invasori dall’altro mondo”.

Alti circa 120 centimetri, hanno il corpo ricoperto da squame verdi e una grossa testa che a me personalmente ricorda una verza, orecchie a punta, due occhi sporgenti con la pupilla a taglio e una bocca circondata da spesse labbra rosa.
Sul dorso delle mani hanno inoltre un altro occhio (per un totale di quattro) e le loro dita sono lunghe e affusolate, dotate di artigli retrattili attraverso i quali possono iniettare letali quantità di alcool concentrato.

Un altra caratteristica curiosa è che quando una parte del loro corpo viene recisa poi continua a vivere di vita propria, dimostrandosi anche in grado di compiere scelte ponderate. Non è però ben chiaro se questo sia dovuto a una normale funzione biologica o il risultato di qualche forma di potere psichico.

Comunque sia, il punto debole di queste creature sembra essere la luce diretta, tanto che è sufficiente puntargli contro una torcia o scattargli una foto con il flash per farli urlare di dolore e, in caso di esposizione prolungata, farli scomparire in una nuvola di fumo.

Quali siano i loro scopi invece non è ben chiaro e, a voler essere precisi, la trama non chiarisce nemmeno se siano realmente ostili o si stiano solo vendicando per il torto subito.
All’inizio del film, infatti, dopo che il loro disco volante è atterrato nei boschi attorno a una piccola cittadina rurale, uno degli alieni viene investito da una macchina guidata da una coppia di teenager. E da quel momento in poi le cose degenerano rapidamente, in un crescendo di situazioni sempre più bizzarre e spesso sopra le righe, dichiarata parodia degli stereotipi dei film con invasori extraterrestri.

Ai tempi del suo rilascio il film riscosse poco successo, ma nel tempo è riuscito ricavarsi lo status di “cult” del genere, tanto che i Saucer Men sono poi stati citati in tante opere successive, per esempio i Simpson, Futurama e Men In Black.
Qualcuno sostiene siano anche stati di ispirazione per i marziani della serie di figurine “Mars Attacks!”, uscita nel 1962 e di cui vi avevo parlato qualche mese fa. Ma su questo, sinceramente, sono un po’ scettica.

Ultima curiosità: per qualche strano motivo, la locandina originale ritrae questi invasori extraterrestri molto più grossi di quanto poi siano nel film, mostrandoli nel classicissimo atto di rapire una donna avvenente.

Le mie RELIQUIE personali legate ai wargame [SPECIALE 6.000 ISCRITTI]

Per festeggiare il raggiungimento dei 6.000 iscritti sul canale YouTube ho pensato di dedicare un video alle miniature e ad altri oggetti legati ai wargame (Warhammer 40.000, Fantasy, Trench Crusade e altro) che per me hanno un significato particolare, raccontando anche la storia dietro a ognuno di loro.

Musica di sottofondo: Jimena Contreras – Alpha Mission

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ANFIBIANI

 

Oggi per il MARTEDÌ DELLO XENO (che questa volta esce eccezionalmente di mercoledì) torniamo nel fertile mondo dei B-movie con una creatura anfibia apparsa in “Destination Inner Space”, film del 1966 che da noi è arrivato come “L’invasione – Marte attacca Terra” nonostante al suo interno non venga mai specificato che il mostro provenga dal pianeta rosso.

Le origini dell’alieno in questione, infatti, restano avvolte nel mistero: quando per caso gli scienziati di un laboratorio sottomarino notano uno strano oggetto non identificato – presumibilmente un’astronave extraterrestre – ruotargli attorno, questa “spara” contro di loro una specie di cilindro fatto di ghiaccio.
Portato a bordo, lo strato esterno della “capsula” si scioglie e questa si gonfia in poche ore fino a schiudersi, emettendo nel mentre un fastidiosissimo ultrasuono stridulo.
E alla fine ne esce un mostro dall’aspetto ittico, alto all’incirca come un essere umano ma con il corpo ricoperto da scaglie grigio-bluastre, mani e piedi palmati, piccole pinne arancioni e una grossa cresta dello stesso colore sul dorso, grandi occhi completamente neri e una bocca larga costellata di dentini appuntiti.

Non è ben chiaro se la capsula sia una sorta di uovo, un mezzo di trasporto o una specie di camera di stasi.
In realtà poco importa, perché la creatura, battezzata “Anfibiano” dagli scienziati, prende – ovviamente – ad attaccarli senza pietà sia in acqua che all’asciutto. E si rivela non solo molto forte fisicamente ma anche in grado di trasmettere una mortale infezione attraverso le ferite che infligge.

Non potendoci comunicare – e trattandosi di un film a basso costo che vuole solo mostrare un po’ di azione contro il mostro di turno – purtroppo non si sa niente della società anfibiana, dei loro scopi sulla Terra o perché siano così aggressivi.
Sembrerebbe che le loro astronavi siano completamente automatizzate e qualcuno ipotizza che siano scappati dal loro pianeta per sfuggire a una pestilenza (la stessa che trasmettono agli umani quando li feriscono) ma si tratta solo di congetture basate su troppi pochi elementi.

Però a livello estetico mi stanno simpatici. Guardandoli penso al ben più noto Mostro della Laguna Nera, a Mer-Man dei Dominatori dell’Universo e anche un po’ ai mostri dentro ai fiumi di The Legend of Zelda!

LIVE GDR – TENEBRAE: JACK – PARTE 1 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, abbiamo giocato di nuovo a Tenebrae!

Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Fabio Passamonti e Simone Anselmi si muovono sullo sfondo di una San Francisco degli anni ’80 mentre io faccio da Osservatrice.

L’avventura si intitola “Jack” e… questo è ciò che posso dirvi per ora.

ATTENZIONE: vi ricordo che questo gioco è concepito per un pubblico maturo che vuole esplorare a fondo orrore, disgusto e disagio.
Nell’avventura verranno trattate tematiche profondamente disturbanti, pertanto la visione della diretta è sconsigliata alle persone sensibili o che semplicemente non sono interessate a questo genere di contenuti.

PLAY 2025 “SENZA IMPEGNO”

 

Alla fine anche questo PLAY: Festival del Gioco è terminato!

Sono stati tre giorni molto intensi, a seguito di un periodo di preparazione altrettanto tosto, ma è un’esperienza della quale conserverò un bellissimo ricordo.

Oltre al fatto di essere immersa in quello che mi piace, tra GDR, miniature e giochi vari, è stato soprattutto piacevole incontrare dal vivo molte persone che negli ultimi mesi avevo conosciuto solo virtualmente, registrando gli episodi del podcast e nelle varie chat di organizzazione dell’evento.

Quindi ci tengo innanzitutto a ringraziare Gli Araldi e Bivacco Vicenza (in particolare Marco Benti, Marco Lorato e Marco Galvanin) per avermi coinvolta nel Progetto War Pit. È bello sentirsi parte di qualcosa di così grande!

E poi Tuomas Pirinen, che non solo crea giochi incredibili ma è anche una persona squisita.
Organizzare il panel di Trench Crusade è stato per me un onore. E, a tal proposito, ringrazio anche Lorenzo Fantoni per averlo co-condotto assieme me e gli altri partecipanti: UniNerd, Korhyl Miniatures, Paolo Parente e Angelo Di Chello per avervi preso parte.

Un altro doveroso ringraziamento va poi a Panini Comics che mi ha omaggiata dei suoi nuovi volumi Black Library tradotti in italiano. Un’edizione semplicemente stupenda, della quale parleremo “senza impegno” molto presto!

E poi ancora voglio ringraziare i ragazzi che hanno giocato con me a Sine Requie, tutti gli amici vecchi e nuovi che mi hanno fermata in giro per un saluto e qualche parola (non faccio tutti i nomi altrimenti il post non finisce più ma è una parte fondamentale di ogni fiera, che mi fa sempre tanto piacere e alla quale non rinuncerei mai), il gruppo Associazione Elysium (soprattutto il cane Jojo!) che ha organizzato un LARP di Sine Requie Anno XIII senza alcuna pietà e, infine, Matteo “Curte” Cortini e Fabio Passamonti per le risate, la carbonara e i chilometri e chilometri di rulli che abbiamo fatto insieme tra un padiglione e l’altro.

Sono stata davvero bene!

Grazie a tutti, davvero. Ma adesso è tempo di riprendere la normale programmazione!
(Nei prossimi giorni però pubblicherò anche tanti altri foto e video nelle Storie 💣💣)

STREET FIGHTER 2010: THE FINAL FIGHT

 

Conoscete “Street Fighter 2010: The Final Fight”?

È un videogioco platform-sparatutto d’azione pubblicato da Capcom per il Nintendo Entertainment System nel 1990, ambientato in (quello che allora era) un futuro fantascientifico e protagonista per anni di leggende metropolitane e dibattiti sul web.

Attenendoci alla trama della versione originale giapponese, infatti, nell’anno 2010 l’umanità ha colonizzato tanti altri mondi e creato una società mista assieme a varie specie aliene. Tuttavia, i tempi sono oscuri e – cito testualmente – “atroci crimini vengono commessi”, soprattutto da cyborg di incredibile potenza.
A renderli ancora più pericolosi sono poi arrivati delle creature insettoidi chiamate semplicemente “Parassiti”, che fondendosi con l’ospite ne aumentano a dismisura le capacità.
Per fermarli e distruggerli, la Polizia Galattica invia Kevin Straker, un agente cyborg membro della divisione Grandi Crimini.

E fin qua tutto bene, a parte il fatto che il gioco non c’entra praticamente nulla con il primo Street Fighter, uscito nel 1987, nonostante condivida con lui il titolo.

Per il rilascio in patria, però, la divisione USA della Capcom decide di modificare la storia per renderla un vero e proprio sequel.
Kevin viene così cambiato in Ken Masters, proprio quello di Street Fighter, che venticinque anni dopo aver vinto il Torneo Mondiale di Lotta è diventato un brillante scienziato e assieme al suo collega Troy ha inventato il Cyboplasma: una sostanza in grado di potenziare il corpo umano ma che se presa in dosi eccessive trasforma in mostri mutanti iper-aggressivi.
Quando poi qualcuno irrompe nel loro laboratorio, uccide Troy e ruba l’invenzione, Ken decide di “rimettersi in forma” con degli impianti bionici e partire alla ricerca del responsabile per vendicare il suo amico e recuperare il Cyboplasma prima che la situazione sfugga al controllo.

Insomma, non proprio una trama convincente, ma ok. Facciamo finta che funzioni. In fondo il gioco, anche se generalmente giudicato un po’ difficile, è abbastanza carino.

Poi però a febbraio 1991, solo pochi mesi dopo, prima nelle sale giochi e poi sulle consolle domestiche compare il vero seguito del primo gioco: Street Fighter II, il titolo che consacrerà la saga come pietra miliare nella storia dei picchiaduro, quello che tutti abbiamo giocato almeno una volta.

E a questo punto nessuno ci capisce più nulla. Le vicende di Street Fighter 2010 sono canoniche o no?
Di fatto poi non vengono più riprese o citate in nessun altro capitolo della saga e negli anni si diffonde la voce (falsa) che in realtà la versione giapponese del gioco avesse un altro titolo. E che fosse tutto un pasticcio di adattamento fatto dagli americani per guadagnare più soldi sfruttando il nome del famoso franchise.
Qualcuno, addirittura, parla di retcon.

A porre fine alla confusione ci penserà Capcom stessa. Ma solo venticinque anni dopo, nel 2016, pubblicando nella sezione del suo sito ufficiale dedicata a Street Fighter anche il profilo di Kevin Straker, specificando che il personaggio è diverso da Ken Masters e che le sue vicende si svolgono in un universo alternativo, considerato non canonico.

Il mistero è dunque risolto, l’ho scoperto da poco. Resta solo una bella storia off-game da raccontare, che mi ha molto appassionata!

UN MARZO CHE È GIÀ APRILE

 

Questo marzo è stato particolarmente pieno di impegni e solo ora realizzo che siamo già in aprile!

Quindi, prima di lanciarmi a Play, questo week-end, vorrei tirare un po’ le somme degli eventi del mese scorso 💣💣

L’8 marzo, da Urban Legend Parma, ho partecipato alla sessione di Sine Requie di Matteo “Curte” Cortini: un’avventura bellissima che porteremo anche a Play!

La fumetteria, poi, è davvero accogliente e calorosa: non vedo l’ora di tornarci!

La domenica, invece, sono tornata dagli amici della Torre Nera Crema che mi hanno invitata come ospite all’Italian Royal Rumble 2025.

Girare per i tavoli durante il torneo è sempre piacevole: una full immersion nel 40K!

E anche se alla fine ho assegnato il premio pittura a un’armata di Signori della Notte stupenda, devo dire che una parte del mio cuoricino è stata rapita da alcuni soldati della Guardia Imperiale con le foglioline fluo in testa (troppo nonsense per passare inosservati).

Sabato 15 e domenica 16, invece, sono stata al Castello di Belgioioso per il Belgiocoso Weekend, questa volta con i miei libri!

Il tempo non è stato molto d’aiuto – va detto – ma sono contenta di aver avuto l’occasione di rincontrare amici e conoscenti con cui mi incrocio solo in fiera (e che molti so rivedrò al Belgioioso Mini Art)!
E poi ho anche provato il gioco di battaglie del Signore degli Anelli e ricevuto in dono un bellissimo Kharn dipinto apposta per me!

Ringrazio quindi Antonino Galimi, i ragazzi della Torre Nera e Marco Malinverni per avermi invitata ai loro eventi. E soprattutto tutti coloro che sono passati a salutarmi, a comprare un libro o a giocare con me.
Alla prossima occasione!

LIVE GDR – D&D BECMI: LA CITTÀ PERDUTA – PARTE 14 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, ultimo appuntamento con “La Città Perduta”, una spietata avventura per Dungeons & Dragons sistema BECMI!

Fabio Passamonti fa da Dungeon Master al party ora vergognosamente a maggioranza elfica composto da me, Giulia Mannucci, Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti e Simone Anselmi.

L’ultima volta, forte delle provviste che finalmente gli consentono di effettuare il riposo e di nuovi potenti incantesimi, il gruppo è tornato indietro dai troll che avevano mangiato Ranatapantis e ha scagliato contro di loro tutta la propria violenza, un po’ per vendicare il mago ma soprattutto per recuperare i tesori nella stanza e il suo equipaggiamento.

L’esplorazione dei sotterranei è poi proseguita e gli avventurieri hanno trovato, nell’ordine:

– Un’Idra particolarmente docile, che però ha svelato le proprietà magiche della spada con l’elsa a forma di drago che avevamo trovato la volta scorsa.
– Un Djinn dell’Agenzia delle Entrate.
– Una Manticora lancia-dardi.
– Un pavido Necrospettro.
– Dei Giganti delle Colline chiaramente lontani da casa e non particolarmente svegli.
– Lo scheletro di Goro di Mortal Kombat.
– Un Basilisco dallo sguardo (fortunatamente) non così pietrificante.
– Una Medusa che, poppando a sorpresa da dietro un angolo, ha invece pietrificato sul colpo il guerriero Vivixo con tutta la sua spada +2 e la corazza di piastre.

Dalla prossima sessione, al suo posto entrerà un terzo elfo, pronto a proseguire l’avventura con il resto del gruppo.
Nonostante tutto, però, ormai la meta dovrebbe essere vicina e il fetore del malvagio Zargon e del suo culto già aleggia nell’aria. Cos’altro ci aspetta?

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