GIVEAWAY DI SINE REQUIE CON L’ASSOCIAZIONE RE BIANCO

Ieri sera ho avuto l’onore di fare da madrina al giveaway organizzato dall’associazione Re Bianco e intervistare assieme a loro i due autori di Sine Requie, Leonardo Moretti e Matteo Cortini.

Una piacevolissima oretta all’insegna di amabili chiacchiere su morte, zombie e crudeltà umana.

Potete vedere la registrazione della live cliccando qui.

IL MIO NUOVO LIBRO “LEVEL UP!” IN ANTEPRIMA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO!

 

 

Lo annuncio così: il 20/21/22 maggio, al salone del Libro di Torino, presenterò il mio nuovo libro.

Il GDR mi ha permesso di conoscere molti cari amici, esprimere la mia visione del fantastico e vestire – letteralmente – i panni di personaggi che avevo visto solo nei film.
Non ultimo, mi ha introdotto al mondo della scrittura.
È merito del GDR se oggi esiste il mio romanzo “L’età della polvere“.

Questo è un manuale pensato per tutte le persone incuriosite da questo mondo ma che, per un motivo o per l’altro, non hanno mai avuto modo di provare. O per i giocatori neofiti, alle prime armi!
Una specie di “GDR Senza Impegno”, un po’ come i miei video YouTube sulla serie di Warhammer40K.

Per tutti coloro che non giocano per rimanere bambini ma perché hanno capito che la fantasia non ha età.

Ringrazio Edikit perché supporta questi progetti (siamo partiti con il post-apocalittico, ora questo. Il prossimo sarà un libro Pop Up sul transumanesimo ricreativo).

LIVE GDR – WRATH & GLORY: HEXIA (feat. Samael of Ultramar)

Sul canale di Samael of Ultramar è appena uscito il quarto ed ultimo episodio della campagna di Wrath & Glory “Hexia”, alla quale ho avuto il piacere di partecipare qualche settimana fa. 💣💣

Un’avventura epica ambientata su un arcamondo, masterata dal bravissimo TimeToDice.
Vi lascio qui il link alla playlist per recuperarvi anche gli episodi precedenti.

Se vi può interessare vedermi in versione antica Aeldari, con una spocchia invidiabile, le orecchie a punta e alcune gemme dello spirito incollate addosso, questa è l’occasione!

E se la cosa vi piace, sappiate che ci saranno altre sorprese simili in futuro… 😏

UN CATTIVO DA AMARE

 

L’antagonista è il malvagio della storia.
E perché?
Poniti subito questa domanda quando pensi alla nemesi della tua opera.

Tanto nella letteratura quanto nei GDR, il cattivo non può essere solo la minaccia da scongiurare.
L’antagonista ha un ruolo narrativo molto importante: quello di mostrare all’eroe un’idea differente del mondo.
Che sia un singolo malvagio o una serie di nemici che si susseguono durante la storia, il concetto generale rimane lo stesso.

1. L’antagonista ha ragione

“Il cattivo della mia storia è cattivo perché mi serve un cattivo”.
Se vuoi renderlo credibile devi essere l’avvocato dell’antagonista, il migliore amico.
Anzi, di più.
Impara a vedere la realtà attraverso i suoi occhi.
In fondo potrebbe avere un obiettivo nobile o un’idea che, per quanto spietata, salverebbe delle vite.
Magari compie delle scelte che gli infliggono sofferenza ma il suo non è sempre e per forza un “male necessario”.
L’esperienza l’ha educato a essere così.

2. Gli antagonisti non reagiscono ma agiscono

Protagonista e antagonista sono personaggi: vivono, provano emozioni, ottengono successi, falliscono.
Entrambi attraversano il “viaggio dell’eroe” ma la nemesi è partita prima. Lui ha già affrontato delle sfide, o perché no, continua ad affrontarne.
Eroi e nemici percorrono strade che si intersecano ed è lì che accade il confronto.

3. Evita i cliché

Il cattivo non deve essere la caricatura di se stesso.
“Un signore del male seduto sul trono d’ossa accarezza il suo gatto posseduto bevendo caffè senza zucchero in attesa che l’eroe venga a bussargli il portone del castello nero.”
Se si arriccia la punta dei baffi e ha una risata tetra ho disegnato il quadro completo.

Da evitare anche i titoli come: l’Oscuro, il Malefico, il Crudele.
I soprannomi vanno bene e sono pure evocativi ma può capitare che il tuo antagonista voglia essere un po’ più discreto.

Immagine: Roman Ankenbrandt, Pinterest

IL MOMENTO DELL’EROE

 

Il gioco di ruolo ci insegna molto sulla creazione e l’approfondimento dei protagonisti di un’opera, detti anche PG.
Attraverso il GDR è possibile testare in prima persona il concept pensato per vedere quali aspetti funzionano e gli elementi che, invece, vanno rivisti e corretti.

Ma come creare un personaggio profondo, originale e ben inserito nella trama?
Curando il suo passato.

Il background è la storia del personaggio. Le origini.
Parti da una breve idea centrale e riassumila in poche righe.
Segna gli avvenimenti importanti del suo passato, quelli che gli hanno lasciato addosso un segno positivo o negativo.

LA MOTIVAZIONE

Il tuo PG deve avere una forte motivazione che lo spinge ad agire.
Non deve essere per forza un fanatico. Anzi, qualche volta il personaggio stesso fatica a riconoscere le ragioni per cui “agisce così”.
Può essere un codice morale, un principio a cui è ancorato ma anche un’emozione cardine.
Stai plasmando la sua anima e devi averla ben chiara in testa.

I DIFETTI

La perfezione appartiene al divino.
Sicuro?
Pensa cosa sarebbe la mitologia greca senza sentimenti come “gelosia”, “rabbia”, “invidia” o “possesso”.
Sono i difetti e le debolezze a far entrare un personaggio in empatia con il pubblico.
Tifiamo il protagonista quando giunge al suo obiettivo nonostante le difficoltà che ha affrontato.
Assegna debolezze fisiche o caratteriali ai tuoi PG per dare spessore alla loro vita.

LA COERENZA

Prendi tutto quel che hai deciso finora e usalo per stabilire i pensieri del tuo PG, l’aspetto fisico, il suo modo di parlare.
Ricorda: il personaggio deve sempre essere coerente con i propri principi ma anche con l’ambientazione.
Ogni scelta deve trovare un senso altrimenti c’è il rischio di lasciare il lettore spiacevolmente interdetto.

SCATENA LA SCINTILLA

A questo punto il tuo personaggio ha un passato, dei tratti distintivi e uno scopo.
In quest’ultima fase, devi dargli vita: è ora di farlo nascere.
Delinea l’ultima parte di vita che ha trascorso e domandati cosa l’abbia spinto “all’avventura”.
Sta fuggendo da qualcosa o da qualcuno? È alla ricerca di un oggetto? Di se stesso?
Tratteggia le ragioni che l’hanno spinto fuori dal suo mondo ordinario e preparati ad accompagnarlo lungo tutto il cammino.

Immagine: fantlab Pinterest

CHI POPOLA IL TUO MONDO?

 

GDR e scrittura hanno un altro punto d’incontro: i PNG.
Acronimo di “personaggi non-giocanti”, gli scrittori li conoscono con il nome di “personaggi secondari”.
Sono entità che rendono vivo il contesto in cui si svolge l’avventura e hanno personalità e obiettivi: proprio come i protagonisti.

“Eh, ma non è che posso approfondire ogni singolo personaggio della mia storia.”
Vero. Non serve un lavoro capillare, ma uno mirato.
Bastano pochi elementi per rendere un PNG efficace e funzionale.

Crearti un’immagine mentale del soggetto.
Appunta i suoi tratti salienti: sono sufficienti un sostantivo e un aggettivo per rendere l’idea del tipo di personalità che vuoi ricreare.
Come ti immagini un “cavaliere ubriacone”?
Ha i capelli unti, disordinati? Le guance rosse?
Attenzione perché “l’aspetto” non riguarda solo i particolari che coinvolgono la vista, ma anche quelli che implicano gli altri sensi.
“Il cavaliere ubriacone” avrà un alito pungente (olfatto) o sbiascicherà i concetti che vuole esprimere (udito).

Visualizza una giornata “tipo” del tuo PNG.

Il “cosa fa” è sempre dettato dal suo scopo primario mentre il “come lo fa” dipende dalla sua personalità.

Non dimenticarti di pensare alla funzione di un personaggio secondario all’interno dello scenario.

“La sua assenza stravolgerebbe la trama?” Se la risposta è sì, allora ti trovi davanti a un comprimario e in quel caso ti dovrai soffermare per un ulteriore approfondimento.

Un PNG ben inserito e coerente nelle azioni, ti fornirà senza dubbio molti spunti.

Immagine: Kimetsu Pinterest

COME ORIENTARSI NELL’IMMAGINAZIONE

 

Un altro aspetto che accomuna scrittori e giocatori di ruolo è il bisogno di collocare i personaggi all’interno di un universo narrativo.

Luoghi ben descritti, anche se raccontati nei minimi particolari, sono poco efficaci se non si mantiene una certa coerenza durante lo sviluppo della storia.
Il rischio di cadere in contraddizioni è molto alto, soprattutto se la trama è incentrata sull’importanza dei dettagli.
Il genere “giallo” gioca molto sulle componenti d’ambientazione: un angolo cieco, una visuale dall’alto, potrebbero essere la chiave per risolvere il mistero.
O, ancora, un’opera incentrata sul viaggio deve necessariamente rappresentare con efficacia il percorso affrontato.

Se si narra una storia inserita in un contesto reale si può ricorrere a Google Maps ma se la scenografia è originale occorre dare forma al mondo.
Per questo motivo disegno sempre delle mappe.
E lo faccio su qualunque scala: continentale, cittadina o piantine delle stanze (a seconda della necessità).
Vedere “le forme” della mia immaginazione è una strategia che mi ha aiutato in diverse occasioni, spesso aprendomi nuovi spunti narrativi.
Non occorre essere dei disegnatori professionisti, basta anche una bozza che indentifichi i punti di riferimento da consultare all’occorrenza.

AMBIENTAZIONE: LO SCHELETRO DI LIBRI E GDR

 

Qual è il primo aspetto che attira la curiosità di un lettore? L’ambiente in cui si svolgono le vicende.

Creare un mondo convincente dove dar vita ai propri personaggi non è per nulla semplice ma è un passaggio fondamentale per la buona riuscita di un’opera.

In questo il GDR ci può aiutare.

Basta leggere il manuale di un qualsiasi gioco di ruolo per renderti conto che l’ambientazione è il primo elemento a condurti nella storia.

Ti trovi in un futuro lontano o negli anni bui del Medioevo? Sei nel periodo della Grande Guerra? Oppure in un’altra dimensione dove le regole del nostro mondo sono state stravolte?

In fase di creazione non c’è limite alla fantasia ma, quando prendi in mano il tuo foglio – fisico o virtuale – devi rendere quell’universo credibile e funzionale.

Ma come riordinare le idee e mettere delle solide basi sotto i piedi dei personaggi?

Ci sono diversi modi di procedere: oggi racconto ciò che mi ha sempre aiutato sia come scrittrice sia come master di gioco.

1- Scegli ciò che ti piace.
Soprattutto se sei alla tua prima opera (o campagna), non lanciarti subito in ambientazioni che non conosci o di cui hai sentito parlare solo qualche volta. Resta in un ambiente sicuro, per te confortevole. Pensa alle opere che ti hanno emozionato, alle storie in cui hai finto di essere il protagonista. Ricorda le sensazioni che hai provato.

2- Guardati intorno.
La tua ambientazione è già stata utilizzata da altri autori? Informati, leggi quanto più possibile: otterrai spunti che andranno ad arricchire la tua fantasia.

3- Ogni scelta ha un senso.
Il mondo che hai creato deve comunicare qualcosa al lettore.
Immagina gli odori, i sapori, le persone o creature che abitano quell’universo e chiediti come vivano le loro vite. Se sono felici o, al contrario, cosa li renda insoddisfatti.

Lascia che i pensieri scorrano fluidi ma crea anche solidi argini entro cui restare: la coerenza tra ambientazione e narrazione è fondamentale.
Sono due rette che viaggiano parallele.

Immagine: Mike Winkelmann

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