WOODRUFF E LO SCHNIBBLE DI AZIMUTH [FANTASCIENZA IN POCHI BIT EP. 07]

Una retrospettiva su alcuni dei più classici videogiochi a tema fantascientifico.

Oggi vi parlo di uno dei miei giochi del cuore: Woodruff e lo Schnibble di Azimuth, un’avventura grafica che mescola distopia e humour demenziale.

Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Moose
https://www.bensound.com/

Parti di gameplay per gentile concessione del canale di Andrea Pannocchia

GEIGER

 

Due amici ☢️Fulvio e Stefania☢️ mi hanno regalato Geiger.

Il fumetto è realizzato da Gary Frank e Geoff Johns, gli autori che avevano già realizzato per DC Comics “Batman: Terra uno” e la serie “Doomsday Clock” (dove si svolge l’incontro tra i personaggi dell’universo DC e quelli di Watchmen).

Questa nuova serie è ambientata in un mondo piagato da un disastro nucleare: una storia di lotta per la sopravvivenza, ma non solo.

Il protagonista è Geiger, conosciuto anche come Joe Glow o Meltdown Man, una creatura che vive nelle terre avvelenate dalle radiazioni, le stesse che l’hanno reso un uomo radioattivo.

Era presente durante lo sgancio delle bombe: in una delle prime scene lo vediamo in una corsa frenetica verso il bunker “della salvezza”: il luogo predisposto per proteggere la sua famiglia dalla devastazione.
Mette al sicuro la moglie e la figlia. Lui, però, resta fuori.

Vediamo il fungo atomico riflettersi nei suoi occhiali: un’immagine che mi ha ricordato i primi minuti di Fallout 4 ma anche, in qualche modo, la nascita del Dottor Manhattan – nel film di Zack Snyder – intrappolato nella stanza del generatore.

Al suo risveglio, Geiger, accetta il suo ruolo: essere il guardiano del bunker, in attesa che l’aria, all’esterno, sia di nuovo adatta alla vita.

Un commovente racconto post-apocalittico, circa duecento pagine di dolore e sofferenza, con tutti gli elementi tipici del genere.
Predoni degenerati e cannibali, malattie, crudeltà e speranze infrante che si mostrano al lettore attraverso la cura dei particolari.

Si ha l’impressione di leggere un film.

LE 23 RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE SU L’ETÀ DELLA POLVERE

Così, de botto, senza nessun preavviso, esco fuori con questo video extra per rispondere a tutte le domande che mi avete fatto su Instagram a proposito del mio romanzo post apocalittico “L’età della polvere – il Nero e il Giallo“.
Sono contentissima dei feedback che mi state mandando, grazie a tutti!

RIEPILOGO DELLE DOMANDE:
1. Layra, ma quanto sei te?
2. Come mai non è spiegata la causa della fine del mondo? Si parla di radiazioni ma non di cause.
3. Bellissimo il primo, ma il secondo?
4. Libri che ti hanno ispirato a scrivere il tuo libro?
5. Giallo e Nero sono due colori a caso o hanno un significato?
6. Non è una domanda ma un commento: se Wolf non fosse un razzista di m***a, tiferei per lui. Perché l’hai fatto razzista?
7. Hai mai pensato di mollare il progetto?
8. Si vedranno mai i predoni di Raikard? Intendo, tutti i predoni? E Raikard?
9. Ci sono film che ti hanno ispirato?
10. Mastercode è un uomo o una donna?
11. Il libro è ambientato sul pianeta Terra?
12. Tre caratteristiche che ti fanno voler bene a Megapixel. Inizio io: è dolce, sensibile, buono come il pane.
13. Megapixel ha anche le dita dei piedi con un dito in più? O solo le mani?
14. I capitoli brevi sono la svolta. Lettura super piacevole.
15.Come descriveresti Wolf? Cioè, è tra i buoni o i cattivi?
16. Viktor è sottovalutato: ignoranza e cattiveria. Best personaggio.
17. L’ordine dei missionari sono basati sulla chiesa cattolica?
18. Redhead e Layra sono stati insieme?
19. Mastercode, Megapixel e Redhead sono tre nomi bellissimi. Da dove li hai presi?
20. Ripas è ispirata a un posto vero?
21. Perché post-apocalittico e non fantascienza?
22. Mastercode e Layra andranno mai d’accordo?
23. Redhead potrebbe essere un buon padre per Jack, sono in sintonia.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution
https://www.bensound.com/

L’ETÀ DELLA POLVERE ALLA MONDADORI BOOKSTORE DI PAVIA!

 

Sabato 28 maggio dalle 10.00 alle 19.00 sarò a Pavia!

Proprio qui, nella città in cui sono ambientate le vicende dell’Età della polvere! 💣💣
È un’emozione e un piacere potervi parlare del mio libro tra le strade che mi hanno ispirato.

Mi trovate alla Mondadori Bookstore – in Piazza della Vittoria – con tante copie del romanzo.

Sarò in tenuta post-apocalittica nella libreria che nutre costantemente la mia passione per la fantascienza.
(Non ci credete? Venite a vedere le loro collezioni di classici Urania e non solo).

Se avete piacere e volete fare un salto (anche solo per fare due chiacchiere) mi trovate lì per tutto il giorno!

Link all’evento

FALLOUT 3: FARE LA NANNA AL MERCATO DI RIVET CITY

 

Fallout 3 – Zona Contaminata.

Mi trovavo a Rivet City – una grande città relitto – per vendere e comprare viveri e munizioni.

Ero al mercato e stavo mangiando il mio ramen istantaneo in santa pace.

Era tardi, avevo sonno, ma volevo giocare.

Sarà stato il tepore di quella cambusa arrugginita, il vociare dei cittadini o le tante guardie a darmi sicurezza e conforto ma mi si chiudevano gli occhi.

Sentivo il joystick scivolarmi via dalle dita. Stavo sprofondando tra i cucini.
La lotta tra me e il sonno finisce presto: vince lui.

Mi risveglio dopo un tempo indefinito, tra spari, urla e coltellate.

La schermata mi avverte che sono morta.

Io sconvolta.

Cos’è successo??

Dopo varie indagini scopro che il mercato di Rivet City NON accetta visitatori notturni.

Quando si avvicina l’orario di chiusura, le guardie ti invitano a uscire.
Se poi le ignori, molto gentilmente, ti sparano un colpo alle rotule.

Scusami Giadine Roxette, la tua unica colpa è che non ho messo in pausa il gioco.

CURIOSITÀ SU THE WALKING DEAD

 

The Walking Dead è la serie che, nell’ultimo ventennio, ha diffuso il genere zombie-apocalittico su vasta scala.

Ideata dal regista Frank Darabont, la trama è basata sull’omonima serie a fumetti scritta da Robert Kirkman.

Le vicende sono così appassionanti perché la storia è pregna di personaggi che sono entrati nel cuore del pubblico.
I gruppi di sopravvissuti tentano di ricostruire una società alla deriva, costretti a spostarsi alla ricerca di un luogo che possa diventare non solo un rifugio sicuro ma anche il punto di partenza per ricominciare a vivere.

Ho raccolto qualche curiosità.

– La balestra di Daryl è una Horton Scout HD 125. Quest’arma, lunga 85 centimetri, larga 60, dal peso più o meno di 3 chili, ha un costo di circa 230 Euro.

– La HBO ha rifiutato di essere il network di The Walking Dead perché l’aveva giudicata una serie troppo cruda.

– Il personaggio di Michonne, all’inizio, è molto misterioso. La vediamo nascosta da un mantello o nell’ombra. Questo perché l’attrice che avrebbe interpretato il ruolo non era stata ancora ingaggiata.

– Nella versione originale, la parola zombie non viene mai utilizzata. I morti vengono chiamati: walkers (vaganti), herds (mandrie), biters (azzannatori) o undead (i non morti).

– Dudley (il cane con un occhio solo che compare nella serie) ha perso l’occhio salvando il suo padrone da un’aggressione.

– Nelle scene in cui gli zombie azzannano le vittime, in realtà stanno mangiando carne di maiale.

– Esiste una Walker University in cui gli aspiranti zombie vengono selezionati e allenati per deambulare come si deve. Durante le riprese, infatti, gli zombie non devono fare alcun rumore (vengono poi aggiunti in post-produzione). E non possono sbattere le palpebre.

– Nel finale della terza stagione vediamo Shane con un’insolita barba. Questo perché l’attore Jon Bernthal stava girando “The Wolf Of Wall Street” e il contratto gli vietava di tagliarsela.

– Lo scienziato del CDC di Atlanta, Edwin Jenner, si chiama così in onore dello scienziato inglese Edward Jenner, che scoprì il vaccino al virus del vaiolo nel 1790.

– Activision ha prodotto un videogioco incentrato su Daryl Dixon e suo fratello Merle: “Survival Instinct”.

Fonti: Hall of Series, Tv Serial

BUG IN FALLOUT 3: MIO PADRE FISSA IL MURO

 

L’altra volta vi ho raccontato il mio modo di giocare ai videogiochi a scelta multipla.
Oggi vi parlo di un bug che mi ha quasi spaccato un tendine.

Fallout 3: stavo giocando alla partita PERFETTA.

Equipaggiamento giusto, scelte sensate.
Stava andando tutto bene con le quest secondarie perciò torno a quella principale.
Unica storia che non avevo mai completato.

Quindi ritrovo mio papà: uno scienziato il cui obiettivo è quello di fornire acqua pulita in tutta la Zona Contaminata attraverso il Progetto Purezza.

Va bene.
Lo accompagno a un vecchio laboratorio presso il Jefferson Memorial dove farà i suoi esperimenti.

Arrivo alla struttura ed entro dalla porta ma lui non mi segue.
Esco dalla porta.
Lo vedo appiccicato al muro, la faccia contro la parete esterna.

Quando gli parlo mi risponde un freddo “vai dentro, io ti seguo”.
Va bene, rientro.

Sono ancora sola e a questo punto mi chiedo che problema abbia.

Giro tutta la struttura radendo al suolo scarafaggi radioattivi, hackerando computer, disattivando torrette. Non c’è più nulla da eliminare. Il posto è pulito.
Esco e provo a parlargli ancora ma nulla. Resta fermo.
Attendo qualche ora accanto a lui prima dentro e poi di nuovo fuori.

Qualcosa non funziona. È chiaro.
Accendo e spengo gioco e console ma quando riprendo lo vedo ancora incollato a quella parete di cemento.

Potrei abbandonare e lasciare mio padre lì come un cretino a godersi il suo muro ma devo concludere quella partita.

Passo alla violenza: gli tiro un pugno per farlo ripigliare. Poi un colpo di rivoltella.
Nulla.
Esasperata, tiro fuori il Fat Man e nuclearizzo la zona, compresa me stessa.
Io muoio, mio padre e il muro rimangono un punto fisso nello spazio e nel tempo.

Ricarico l’ultimo salvataggio.

Sto per scaricargli addosso l’ira del mio “spara-patate” quando, per sbaglio, gli tiro una spallata e lui si sposta di un millimetro.

Allora inizio a puntarlo e spingerlo con tutta la forza del mio pollice, tenendolo in equilibrio tra lo spallaccio di cuoio borchiato e la pettorina perché, ogni volta che mi sfugge, ripoppa al punto di partenza.

Quest’operazione di giocoleria dura circa 30/45 minuti.

Premo la levetta fino a bruciarmi un tendine mentre mio padre mi fissa con uno sguardo da ebete chiedendosi, probabilmente, dov’è il suo muro.

Alla fine arriviamo a destinazione.
Lui si riprende e mi racconta del suo progetto.

Dopo nemmeno dieci minuti di gioco c’è una fuga di radiazioni e muore avvelenato.

I PREDATORI DELL’ANNO OMEGA

 

I predatori dell’anno Omega (Warrior of the Lost World) è un film di fantascienza post-apocalittico del 1983, scritto e diretto da David Worth.

Girato in Italia, venne prodotto con meno di 500.000 dollari di budget.

Il film fu pieno di problemi sul set: il regista venne chiamato all’ultimo momento per sostituire quello precedente e l’attore Fred Williamson dovette dirigere da solo alcune scene in cui appariva.

Insomma, un mezzo disastro che vuole ispirarsi a Mad Max ma non ci riesce del tutto.

Unico punto a favore?
Il malvagio Prossor (che ho rivisto sotto un’altra luce dopo la parodia di Austin Powers).

COME HO TROVATO UN (VERO) EDITORE – INTERVISTA CON ALESSANDRA PEROTTI

Oggi sono stata ospite sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Alessandra Perotti per un’intervista sul mio romanzo L’età della polvere – Il Nero e il Giallo.

Nel corso della live abbiamo parlato di scrittura in generale, delle varie fasi di stesura e revisione ma, soprattutto, del percorso che ho seguito per arrivare a pubblicare con un vero editore.

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