FILM ANNI 80/90 IN CHIAVE AFRICANA

Durante gli anni ’80 e ’90, gli artisti africani avevano il compito di rendere i poster dei film di Hollywood il più emozionanti possibile, indipendentemente dalla trama. Lo scopo delle loro opere era creare impatto: se il film era cruento, l’immagine doveva esserlo di più.
La maggior parte di queste locandine, dipinte a mano, sono state prodotte in Ghana.

“Il cinema mondiale è una lingua franca che tutti comprendiamo”, ha detto il mercante d’arte e collezionista Ernie Wolfe di Los Angeles che ha notato per la prima volta questi strani disegni durante un viaggio nel paese. “Questi poster attirano le persone perché invitano a un dialogo davvero incredibile, un confronto tra ciò che sai di un film e come lo immaginava il pittore. I disegni sono davvero fantastici.”

Durante le dittature militari degli anni ’70 e ’80, leggi restrittive hanno escluso l’importazione delle macchine da stampa su larga scala solitamente utilizzate per la produzione di poster. Per questo motivo, i ghanesi hanno realizzato a mano manifesti di film e altre insegne fino agli anni ’90.
L’unica limitazione era la dimensione delle tele: ognuna in particolare doveva stare sul lato di un sacco di farina da 50 kg o su due lati cuciti insieme.

Ma con i cambiamenti nel clima politico e nella tecnologia, negli anni, i poster realizzati a mano alla fine sono diventati obsoleti. O almeno, fino a quando i collezionisti d’arte dall’occidente non se ne sono interessati.
Oggi i migliori poster di film vengono pagati anche fino a 15.000 dollari. E con l’apertura del nuovo mercato globale, gli artisti locali hanno nuovamente iniziato a produrne di nuovi.

Ecco una piccola galleria:

ALL YOUR BASE ARE BELONG TO US

 

“All your base are belong to us” (idealmente “tutta la tua base appartiene a noi”, spesso abbreviato AYBABTU) è un meme di internet diffusosi nei primi anni del 2000 all’interno di numerosi forum umoristici, in particolare Something Awful e, successivamente, 4Chan.

Nel decennio 2000-2010 la sua fama è cresciuta a tal punto da andare oltre la rete e venire citata, talvolta con variazioni adatte al contesto, in numerosi altri media come canzoni, film, programmi televisivi, pubblicità, fumetti, videogiochi e persino cappellini e magliette.

Emblematico l’episodio del 1 giugno 2006, quando YouTube, durante una manutenzione programmata che rendeva impossibile raggiungere il sito, mostrò la scritta “ALL YOUR VIDEO ARE BELONG TO US” al posto di un normale avviso di lavori in corso.

Ma da dove ha origine questo fenomeno?

La citazione viene ripresa letteralmente dalla sequenza introduttiva del videogioco Zero Wing, più precisamente dalla versione europea per Sega Mega Drive rilasciata nel 1992, passata alla storia proprio per avere una traduzione dal giapponese all’inglese così pessima e sgrammaticata da risultare involontariamente comica.
Questo è però l’unico difetto del gioco, per altro limitato a poche schermate iniziali, che ai tempi riscontrò comunque il favore sia della critica che dei giocatori.

Ambientato nell’anno 2101, Zero Wing è uno sparatutto a scorrimento orizzontale sviluppato da Toaplan e originariamente distribuito da Namco (in Giappone) e Williams Electronics (per il mercato americano). Il gioco inizia con una nave spaziale di ritorno verso la Terra che riceve un messaggio dal gruppo di cyborg alieni CATS, i quali dichiarano di aver preso il controllo di tutte le basi del Governo Federale (“all your base are belong to us”, per l’appunto).
Prima che la nave venga distrutta, il Capitano dà ordine di lanciare alcune unità ZIG (delle navicelle monoposto molto veloci e manovrabili, equiparabili a dei caccia), affidando loro la missione di distruggere le forze aliene e liberare la Terra.

Nei panni del protagonista, Trent, il giocatore è quindi chiamato a pilotare una di queste navicelle ZIG attraverso 8 livelli a difficoltà crescente, raccogliendo vari potenziamenti lungo il percorso, nel disperato tentativo di ribaltare le sorti della guerra contro i CATS.

A QUIET PLACE

 

A Quiet Place – Un posto tranquillo è un film del 2018 diretto da John Krasinski, con protagonisti Emily Blunt e lo stesso Krasinski.

Nei primi tre mesi del 2020, gran parte della popolazione umana e animale della Terra è stata decimata da predatori alieni privi di vista ma dotati di un udito estremamente sensibile.

Ho raccolto qualche curiosità:

– Durante i 90 minuti nessun nome viene pronunciato. Si presume che il cognome della famiglia sia “Abbott” perché lo vediamo scritto sulla cassetta delle lettere.

– L’interno del negozio nel quale gli Abbott recuperano i farmaci per il figlio malato è stato saccheggiato, eccezion fatta per un solo reparto: quello delle patatine in busta. In più di un’inquadratura possiamo vedere come la spalliera di patatine, pop-corn e affini sia pressoché intatta. Facile intuire il perché: le patatine sono rumorose.

– Krasinski lo ha confermato pochi giorni dopo l’uscita di A Quiet Place: sì, queste le creature sono aliene. Non che fosse necessaria una conferma ufficiale, dato che all’inizio del film, tra i titoli dei giornali presenti nel seminterrato degli Abbott, si legge chiaramente la scritta “meteor hits Mexico with the force of a nuke” (meteora colpisce il Messico con la forza di un’arma nucleare).

– La sequenza nella quale padre e figlio incontrano l’anziano pronto al suicidio ci ha inoltre svelato la presenza di una donna ferita a morte e lasciata a terra. Le creature aliene, quindi, non attaccano l’uomo per fame, ma anche per fastidio. L’uomo è troppo rumoroso per l’udito finissimo dei mostri.

– Emily Blunt e John Krasinski nel film interpretano una coppia sposata ma i due si sono conosciuti nel 2008 e, a quanto pare, si sono innamorati a prima vista.

– Con l’intenzione di avvicinarsi ancora di più ai protagonisti del suo film e sviluppare un maggior senso di empatia, John Krasinski scelse di montare le prime versioni del film senza alcun suono. Secondo lui, A Quiet Place avrebbe potuto funzionare ugualmente anche senza alcun tipo di sonorità (che fosse quella ambientale o di accompagnamento).

– Una delle frasi principali del film è Red Means Run (rosso significa scappa). In Powderfinger, noto brano di Neil Young, c’è una frase che recita allo stesso modo, Red Means Run, con l’aggiunta della particella Son, figlio. E l’unica canzone che si sente nel film, Harvest Moon, porta proprio la firma di Neil Young.
fonti: Deliria e La scimmia pensa

LIFE IS STRANGE

 

Life in Strange è un’avventura grafica sviluppata dalla Dontnod e pubblicata da Square Enix nell’arco del 2015, in quanto è composta da 5 episodi fatti uscire in sequenza in date diverse.

La caratteristica chiave del gioco è il fatto che le scelte del giocatore influenzano gli eventi futuri (il simbolismo presente richiama chiaramente all’effetto farfalla), variando anche di molto i rapporti con i personaggi e gli sviluppi di trama.

Max, durante una lezione di fotografia del professor Jefferson, ha la visione: la sua cittadina verrà distrutta. Una volta tornata in sé la ragazza si reca in bagno dove assiste all’assassinio di una ragazza per mano di un suo compagno di classe: Nathan Prescott.
In uno sforzo improvviso Max riesce a riavvolgere il tempo e salva la vittima. Solo in un secondo momento realizza d’aver salvato Chloe Price, una sua vecchia amica d’infanzia.

Il gioco ha ricevuto molti riconoscimenti, tra cui il BAFTA Games Award per “Miglior Storia”, il “Premio del Pubblico” ai Game Developers Choice Awards.
L’interprete di Chloe, Aschly Burch, è stata premiata ai Golden Joystick Awards per la “Performance dell’anno” e la canzone di Syd Matters “To all of you” ha vinto nella categoria “Canzone, originale” ai National Academy of Video Games Trade Reviewers.

I suoi punti di forza sono infatti una trama notevole e una caratterizzazione dei personaggi (primari e secondari) studiata e toccante.

Dopo il suo notevole successo è stato sviluppato un prequel, “Life is Strange before the Storm” e una serie a fumetti distribuita in Italia dalla Panini Comics.
Nel 2018 viene fatto uscire un sequel, Life is Strange 2.
Anch’esso pubblicato a episodi, segue la storia di una coppia di fratelli totalmente staccata dagli eventi del primo gioco, anche se sono presenti dei richiami.
Pochi mesi fa, il 18 marzo 2021 è stato presentato il progetto di Life is Strange 3.

PROGETTO EDEN

 

Progetto Eden (in originale “Earth 2”) è una serie televisiva di fantascienza ideata e prodotta da Universal Studios e Amblin Entertainment. Fu realizzata una sola stagione di ventidue episodi, che andò in onda sulla NBC tra il 1994 e il 1995 e approdò in Italia qualche anno più tardi, nel 1998, su Rai Tre.

Trama:
Ci troviamo nell’anno 2192. A causa di un collasso ecologico avvenuto tempo prima, la Terra è divenuta praticamente inabitabile e la stra-grande maggioranza degli esseri umani vive ora a bordo di grandi stazioni spaziali orbitanti.
La mancanza di un ambiente naturale in cui crescere ha portato alla comparsa della “sindrome”, una malattia che colpisce i bambini nati sulle stazioni spaziali, annullando il loro sistema immunitario e causandone la morte prima che compiano il decimo anno di età.
In questo contesto, aggrappandosi alla speranza di poter salvare la vita a suo figlio di nove anni e nonostante le insistenti obiezioni del Concilio Governativo, la facoltosa Devon Adair organizza una spedizione coloniale verso il pianeta G-889. Lì costruiranno New Pacifica, un insediamento pensato appositamente per ospitare famiglie con bambini affetti dalla sindrome e consentirne la guarigione.
A partire sono due navi: una piccola e veloce, che fungerà da avanscoperta e avrà il compito di approntare il pianeta ad accogliere l’equipaggio della seconda nave, più grande, che arriverà 26 mesi dopo con il resto della colonia.
Dopo 22 anni di sonno criogenico, però, a causa di un misterioso sabotaggio, l’equipaggio a bordo della nave di avanscoperta si schianta rovinosamente in un punto di G-889 molto distante dal sito previsto. Ai superstiti non resta quindi che raccogliere ciò che è rimasto intero dopo l’atterraggio di emergenza e intraprendere un lungo viaggio verso il luogo dove sorgerà New Pacifica, per assolvere il loro compito prima che anche la seconda nave tocchi suolo.
Durante il loro viaggio, i coloni si troveranno a confrontarsi sia con le difficoltà dovute all’esplorazione del pianeta alieno che con le dinamiche sociali di un gruppo ristretto posto di fronte alla scarsità di risorse e ad un ambiente ostile.
Incontreranno anche due razze indigene: i goffi Grendel, esseri primitivi dediti al baratto, e i misteriosi Terriani, che comunicano attraverso una sorta di telepatia onirica e sembrano avere un contatto simbiotico con il pianeta stesso.

Curiosità:
– La cancellazione della serie al termine della prima stagione, tra l’altro lasciata in sospeso da un cliffhanger, sollevò un vero e proprio moto di protesta da parte dei fan americani. Vennero addirittura raccolti i soldi necessari a comprare una pagina sulla prestigiosa rivista Variety, chiedendo almeno una conclusione per la serie. Ciò nonostante, tutti gli appelli rimasero inascoltati.

– Devon Adair, interpretata da Debrah Farentino, fu uno dei primi personaggi femminili a ricoprire il ruolo di comandante all’interno di una serie televisiva di fantascienza.

– La trama della serie riprende ed esplora vari elementi della cosiddetta “Ipotesi di Gaia”, una teoria secondo la quale gli esseri viventi entrano in sinergia con le componenti inorganiche circostanti, creando un complesso sistema autoregolante atto a perpetrare le condizioni necessarie a mantenere la vita sul pianeta.

– Nel corso della serie, vengono affrontati diversi temi sociali. In particolare, il rapporto tra i coloni di G-889 e i Terriani riflette deliberatamente alcuni aspetti della storia del colonialismo europeo.

– Nel cast regolare troviamo Clancy Brown nel ruolo di John Danziger, un operaio specializzato che nel corso della serie assume il ruolo di protettore del gruppo e interesse amoroso di Adair. Ma anche tra i personaggi ricorrenti sono presenti nomi di un certo rilievo, come Tim Curry e Terry O’Quinn.

– Dalla serie sono stati tratti tre libri, considerati canonici. Il primo, “Earth 2: A Novel” è la trasposizione dell’episodio pilota, mentre gli altri due, “Puzzle” e “Leather Wings” sono storie originali. Nessuno è mai stato edito in Italia.

GLI ANGELI SANGUINARI [WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO EP. 09]

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi racconto qualcosa degli Angeli Sanguinari (in originale Blood Angels) e del loro primarca, Sanguinius.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos.

IL TARDIGRADO, MAESTRO DI SOPRAVVIVENZA

 

Oggi parliamo del più grande maestro di sopravvivenza: il tardigrado.

Viene chiamato “orso d’acqua” anche se le sue dimensioni variano da meno di 0,1 mm a 1,5 mm.
Il corpo tozzo e cilindrico è costituito dal capo e da quattro metameri, ciascuno dei quali porta un paio di zampe che in molte specie marine sono parzialmente retrattili con un meccanismo telescopico.
La sua respirazione è esclusivamente cutanea: le piccole dimensioni, e quindi l’elevato rapporto superficie/volume, rendono infatti superfluo un apparato respiratorio.

I tardigradi sono diffusi in tutto il pianeta. Ci sono specie marine, terrestri e adattate alle acque dolci.
Sono stati osservati in tutti i continenti, Antartide inclusa, e a tutte le altezze, dalle zone oceaniche abissali ad altezze superiori ai 6000 metri in Himalaya.

Hanno sviluppato una serie di meccanismi difensivi che permettono loro di sopravvivere (per parecchio tempo) in condizioni estreme come:
– Totale disidratazione.
– Alti livelli di radiazione, raggi UV-A e perfino raggi UV-B.
– Mancanza d’ossigeno.
– Temperature che sfiorano i 151 °C e a −200 °C.

Un esperimento dell’Università di Kristianstad ha inoltre dimostrato come alcune specie possano sopravvivere per dieci giorni nello spazio.

Sono anche comparsi al cinema, nel film del 2018 Ant-Man and the Wasp durante la discesa di Hank Pym verso il Regno Quantico.

STAR, FANTASCIENZA E GDR

 

La fantascienza e i giochi di ruolo appassionano anche le star.

Qua sotto, una breve carrellata di – alcuni – personaggi famosi che condividono le nostre passioni.

– Wil Wheaton: appassionato di cinema, fumetti, videogiochi. Ha coniato anche la “Legge di Wheaton” (don’t be a dick!) ed è stato uno dei principali promotori del gioco da tavolo dell’ultimo decennio.

– Robin Williams aveva una grande passione per gli anime, action figures e per la Nintendo, talmente grande da averlo portato a chiamare sua figlia Zelda.

– Vin Diesel gioca a D&D da moltissimo tempo.

– Tom Hanks è grande appassionato di fantascienza, in particolare di Star Trek.

– Joseph Gordon-Levitt gioca a Magic.

– Daniel Craig è un giocatore di Halo e un fan di Star Wars. Sappiamo che non si è fatto scappare l’opportunità di fare un cameo in Star Wars – Il Risveglio della Forza (era lo Stormtrooper controllato da Rey).

– Daniel-Radcliffe è un cosplayer: tutto nasce dal suo desiderio di partecipare ai comic-con senza farsi riconoscere.

– Patrick Stewart si è definito “ossessionato” dalla demenziale serie di MTV Beavis and Butthead! L’attore infatti colleziona tutto il merchandise esistente del cartoon. Ha dichiarato: “È una dipendenza arrivata al limite! Ho le cravatte, ho tutte le puntate, ho una fantastica collezione di magliette.”

– Nicolas Cage è appassionato di Superman: possiede il primo numero di Action Comics, albo in cui è apparso la prima volta. Il fumetto è stato venduto all’incredibile cifra di 2 milioni di dollari. Inoltre ha chiamato suo figlio Kal-El!

– Leonardo DiCaprio colleziona action figures di Star Wars.

– Deborah Ann Woll è una fanatica giocatrice di Dungeons & Dragons.

– Joe Manganiello ha dedicato la taverna della sua villa di Beverly Hills al suo hobby preferito, creando il “Gary Gygax Memorial Dungeon”, un punto di ritrovo perfettamente attrezzato per tutta la Hollywood giocante.

– Rosario Dawson è una profonda conoscitrice della fantascienza televisiva. Soprattutto: Star Wars, Star Trek e Battlestar Galactica.

– Mila Kunis adora The Next Generation – cosa che ha portato a lunghe discussioni con Seth MacFarlane, sul set dei Griffin che, invece, preferisce la Classica –

– Stephen Colbert è cresciuto giocando ai giochi di ruolo, in particolare a D&D. Inoltre ha il titolo di “Original Star Wars Fan”, perché ha visto la proiezione del primo film due settimane prima di chiunque altro, avendo vinto dei biglietti ad un concorso radiofonico. Inoltre è un vero appassionato di Tolkien. Colbert conosce l’opera così bene da aver battuto gli esperti ingaggiati da Peter Jackson come consulenti per i film ad un quiz tolkeniano durante una sua visita al set del film “Lo Hobbit”, in cui ha anche avuto un piccolo ruolo.

– Henry Cavill, appassionato di videogiochi e anche modellista di Warhammer.

Fonte: Orgoglio Nerd e Dr Commodore

METROID [FANTASCIENZA IN POCHI BIT EP. 01]

Una retrospettiva su alcuni dei più classici videogiochi a tema fantascientifico. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

(Nota: lo so che Zelda non è un platform. Con quel termine mi stavo riferendo agli altri due classici citati nel discorso, Super Mario Bros e Donkey Kong.)

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Moose https://www.bensound.com/

Parti di gameplay per gentile concessione del canale Old Skool Gaming.

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