MARTEDÌ DELLO XENO – MR. BEAN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un personaggio inaspettato la cui natura aliena, mai confermata né smentita ufficialmente, è tutt’ora oggetto di dibattito tra i fan.

Secondo una teoria piuttosto diffusa infatti Mr. Bean, il buffo ometto inglese portato sullo schermo dal comico Rowan Atkinson, sarebbe un extraterrestre con l’aspetto in tutto e per tutto uguale a quello di un essere umano.

A riprova di questo ci sarebbero il suo strano comportamento, spesso molto fuori dagli schemi e talvolta apparentemente ignaro degli usi e costumi convenzionali, e la sigla iniziale del programma, che vede Mr. Bean precipitare in una strada londinese, di notte, come “trasportato” da un misterioso raggio di luce.
In alcune versioni della sigla finale, poi, lo si vede anche risucchiato su allo stesso modo.

(Altre teorie simili, a onor del vero, giustificano invece le bizzarrie del personaggio come il risultato di un “semplice” rapimento alieno, cosa che lo lascerebbe un umano, oppure vedendolo addirittura inviato dal Regno dei cieli, visto il coro angelico che accompagna il suo arrivo sempre nella sigla.)

Dal canto loro, nel corso degli anni e di varie interviste, lo stesso Atkinson e gli altri autori hanno giocato molto sopra l’idea ma sono sempre stati vaghi, limitandosi ad affermare che “sí, potrebbe non essere di questo mondo” .

Una sorta di conferma dell’origine aliena di Mr. Bean arriverebbe invece dall’episodio “Double Trouble” della serie animata (pensato per essere quello conclusivo e visionabile su YouTube. Vi metto il link nel primo commento), dove il personaggio incappa in un’intera astronave piena di altri esseri identici a lui, inclusi i vestiti e l’inconfondibile mini verde pisello, distinti solo dal fatto di avere con sé ognuno un peluche diverso.
Quale sia la loro origine o il motivo della loro visita, però, non viene svelato. Né, tantomeno, se il nostro Mr. Bean sia effettivamente uno della loro specie.

BLACK ORCHID

 

Siamo alla fine degli anni ’80: periodo di svolta per il fumetto americano, in particolar modo per quello relativo ai supereroi.

Ed è qui che si inserisce – tra tanti – anche Neil Gaiman, che proprio in quel periodo muoveva i primi passi nel mondo della narrativa.

Nel 1987 lo scrittore inglese viene coinvolto da Karen Bergen nella campagna di rilancio di diversi personaggi DC di seconda fascia e il progetto “Black Orchid” si sviluppa in modo del tutto originale.

Black Orchid, supereroina protagonista dell’omonima serie, è legata alle piante e alla natura: simboli di serenità e poesia che scaturiscono dal contatto più puro e sincero con la Terra. L’autore potenzia questi tratti per raccontare una storia che conduce a una riflessione sull’esistenza e sul desiderio di immortalità.

Già dalle prime tavole è chiaro il desiderio di voler andare oltre certi cliché della scrittura a fumetti e buona parte del merito va proprio al disegnatore, Dave McKean, con il suo stile pittorico surreale.

Una trama che si svolge tra il reale e l’onirico, con tematiche estremamente adulte che raccontano di abusi fisici e psicologici (sia in infanzia che in età adulta), relazioni tossiche e riflessione sull’esistenza stessa grazie alla metafora, seppur appena sfiorata, dell’ecologismo.

CI VEDIAMO AL RIMINICOMIX!

 

La sera di giovedì 18 luglio sarò al Riminicomix, la mostra mercato dedicata a fumetto, hobbistica, collezionismo, cosplay e videogiochi organizzata all’interno del festival Cartoon Club.

Fra mostre, spettacoli e workshop di ogni tipo troverete anche lo stand di Edikit, il mio editore, che darà asilo a me e ai miei libri: la saga di romanzi post-apocalittici de “L’età della polvere”, il giallo parodistico “Solite Storie Noir – Lo stile non si compra” e “LEVEL UP!” la guida che ho scritto per chi vuole approcciarsi al gioco di ruolo.

Sarò lì dalle 17 fino a mezzanotte e l’ingresso è completamente gratuito, quindi se siete in zona e avete piacere, passate a trovarmi: sono sempre contenta di conoscervi o rivederci di persona!

💣 DOVE? al Parco Federico Fellini di Rimini (presso lo stand Edikit).

💣 QUANDO? Giovedì 18 luglio, dalle 17 alle 24.

💣 COME MI RICONOSCETE? Sarò in cosplay! Dovreste riuscire a trovarmi facilmente!

L’R2-D2 NERO

 

Fra le tantissime curiosità che mi capita di leggere sui vari aggiustamenti fatti negli anni ai primi film della saga di Guerre Stellari, quello che in assoluto mi ha lasciato più stupita è stato scoprire dell’esistenza del famoso “R2-D2 nero”.

Nulla di sconvolgente: si tratta solo di una versione dell’astrodroide con i pannelli colorati di nero invece che di blu, utilizzato per girare le sequenze in blue screen.
Lo si vede sullo schermo per pochi secondi, e solo nelle versioni rilasciate prima del 1997, quando la trilogia originale ha ricevuto il restyle per celebrare il ventesimo anniversario.

La prima volta che ne ho letto, ho pensato “ma no, dai, con tutte le volte che ho visto il film, non posso non averlo mai notato”. E invece, controllando, era tutto vero!

Voi ve ne eravate mai accorti? Tra l’altro, come look, non è nemmeno male: personalmente mi piace molto!

LIVE VIDEOGIOCO – I HAVE NO MOUTH, AND I MUST SCREAM – PARTE 1

Giochiamo insieme a “I Have No Mouth, and I Must Scream”, un’avventura grafica del 1995 a tema horror fantascientifico dai toni molto cupi e drammatici, ricca di risvolti disturbanti.
Si tratta della trasposizione videoludica di un racconto breve di Harlan Hellison, che tra l’altro ha anche partecipato alla stesura del copione per il gioco!

In un futuro iper-distopico successivo a un grande conflitto fra tre Intelligenze Artificiali create da altrettante superpotenze, l’intera umanità è stata eradicata da un potentissimo supercomputer chiamato A.M.
Gli ultimi cinque sopravvissuti, prigionieri in un enorme complesso sotterraneo, vengono tenuti in vita dalla macchina solo per essere tormentati, costretti a rivivere all’infinito le loro più intime paure e fallimenti.

Nei loro panni, riusciremo a superarle e magari anche a trovare una via di fuga, oppure ne verremo travolti?

INTERVENTO A SCRITTORI UNITI DI FRANCESCO GOZZO – DIFFICOLTÀ E SOLUZIONI

Ieri è uscito questo nuovo video della serie “Scrittori Uniti” di ‪Francesco Gozzo‬, in cui, assieme a tanti altri autori e autrici, ho parlato delle difficoltà in cui si può incappare durante il percorso che porta alla pubblicazione di un libro.

Troverete tanti interventi e prospettive molto diverse tra loro, tutte interessanti!

Lo ricondivido con piacere, nella speranza che possano essere utili anche ad altri scrittori!

ERGO PROXY

 

“Caro m’è ‘l sonno, e più l’esser di sasso
mentre che ‘l danno, e la vergogna dura:
Non veder, non sentir, m’è gran ventura.
Però non mi destar, deh! parla basso.”

Questo incipit che troviamo nell’opera “Ergo Proxy”, in realtà ha origini antiche.

La sua storia si ricollega a “La Notte”, statua di Michelangelo Buonarroti, che si trova nella Sagrestia Nuova in San Lorenzo a Firenze.
Questa scultura diventò incredibilmente famosa grazie a una nota quartina di Giovanni di Carlo Strozzi, in cui la statua veniva invitata a svegliarsi:

“La Notte che tu vedi in sì dolci atti
dormire, fu da un Angelo scolpita
in questo sasso e, perché dorme, ha vita:
destala, se nol credi, e parleratti.”

Michelangelo quindi rispose con alcuni versi, intitolati “Risposta del Buonarroto” che, nel suo immaginario, vengono pronunciati dalla statua stessa.
Il testo si riferisce ai disordini durante il governo di Cosimo I de’ Medici e indica il sonno come motivo di serenità della Notte rispetto all’inquietudine delle statue vicine.

MARTEDÌ DELLO XENO – I PLUTARCHIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che puzzano di pesce, direttamente dall’universo dei Biker Mice da Marte.

I Plutarchiani sono extraterrestri originari – lo dice il nome – del pianeta Plutarco.
Si tratta di creature anfibie, con la pelle di colore azzurro ricoperta da scaglie (più scure nella zona del collo, sotto al mento), branchie, una crestina sulla testa e occhi scuri con la sclera rosa.
La bocca, invece, è larga e costellata di denti molto aguzzi che danno loro un po’ la “faccia da piranha”.

La loro caratteristica più evidente, però, quella che proprio fanno fatica a nascondere anche dietro a eventuali travestimenti, è il forte odore emanato dai loro corpi, che ricorda un po’ quello di una pescheria con il climatizzatore rotto in una giornata molto calda.

Della loro società non si sa molto a parte il fatto che ha un taglio imperialista, che sono dediti al consumismo sfrenato e che sono organizzati in una vera e propria confederazione.
Avendo scialacquato tutte le risorse del loro pianeta d’origine, infatti, hanno iniziato a espandersi nella galassia per trovarne altre che permettessero loro di continuare a mantenere alto lo stile di vita all’interno della Confederazione Plutarchiana.
E ora non fanno altro, consumando le risorse dei pianeti che trovano sulla loro strada, indipendentemente dal fatto che siano abitati o meno: se lo sono, semplicemente, prendono quello che gli serve con la forza (come hanno fatto con Marte) o con l’inganno.

Quest’ultimo è il caso della Terra, per esempio, dove il plutarchiano Lawrence Limburger ha assunto l’identità di un potente magnate dell’industria e cerca di sfruttare quella posizione per mettere le mani su più beni possibile.

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