LIVE GDR – WARHAMMER 40.000 WRATH & GLORY: L’ARTIGLIO DELL’ETERNITÀ

Mentre il MilanoWargames di quest’anno si fa sempre più vicino, nuovo appuntamento sul mio canale YouTube per giocare di ruolo con gli altri media partner!

Questa volta il tema sarà la fantascienza e avrò come ospiti Giulio e Matteo di ‪UniNerd e Mattia di ‪Wargames per Passione‬, che vestiranno il ruolo di Space Marine in “L’Artiglio dell’Eternità”, un’avventura ambientata nell’universo di Warhammer 40.000 che ho scritto per il sistema Wrath & Glory.

Nei pressi del sistema Tetradexis è stato di recente avvistato il relitto della Artiglio dell’Eternità, una nave imperiale scomparsa da tempo.
Le squadre di Incursori della Marina salite a bordo per una ispezione preliminare, però, sono riuscite a riferire poco, prima di essere spazzate via da bioforme tiranidi. Cosa che ha portato all’intervento dell’Ordo Xenos.
Ora, una squadra della Deathwatch è chiamata ad abbordare il relitto con il duplice obiettivo di recuperare un’antica reliquia e, dopo, far saltare quel che resta della nave.

Quali ostacoli e minacce si pareranno sulla loro strada?

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Milano Wargames, sponsor di questa giocata, è la fiera dedicata al mondo dei wargame, modellismo, giochi di ruolo e da tavolo che si terrà domenica 24 novembre 2024 presso il Parco Esposizioni Novegro.
Un evento imperdibile, al quale sono molto affezionata, che ospiterà decine di associazioni, espositori specializzati, tornei, tavoli demo e attività di vario tipo.
Per ulteriori dettagli, potete visitare la loro pagina Facebook.
Se invece volete acquistare i biglietti in prevendita, potete farlo cliccando qui! 💣💣

LUCCA COMICS & GAMES 2024 “SENZA IMPEGNO”

 

Lucca Comics & Games 2024 “Senza Impegno”: nel senso che tre giorni intensi sono sfuggiti via e ora non so davvero come sintetizzarli in un post ❤️

Ho ricevuto tantissimo affetto (ma sul serio, davvero tanto) dai lettori de l’Età della polvere e di Solite Storie Noir che mi ricordano perché adoro il mio lavoro (si pensa che scrivere sia solo chiudersi in una stanza ma ciò che rende meraviglioso questo mestiere è il confronto con l’altro, i pensieri e le emozioni che il lettore riceve durante la lettura che poi ritornano all’autrice proprio in queste occasioni).

Poi ci sono i seguaci del 40K (soprattutto lealisti però… caotici o xeno ma dove siete??) che quando mi dite “mi piace come spieghi le cose” io davvero mi sciolgo.
E i ragazzi della 16th Legio Italica con cui ho avuto il piacere di sfilare e portare così il mio costume eretico in giro per la città.

E poi ci sono gli amici di Serpentarium che sono belli, bellissimi, hanno solo un difetto: abitano a 300 km da me. Vorrei davvero che il Warp esistesse per dire “stasera usciamo a cena?” e ZAC teletrasportarmi da voi in un minuto.
Per fortuna a me piace guidare, sono “paxa paxissima” (cit.) e con la playlist giusta 300 km non sono poi così tanti.

MARTEDÌ DELLO XENO – LA VORACE BESTIA BUGBLATTA DI TRAAL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un essere alieno nato dalla penna di Douglas Adams, apparso – o quantomeno citato – in tutti i media della Guida Galattica per Autostoppisti, nonché uno dei preferiti dal pubblico.

La Bestia Bugblatta è un animale originario del pianeta Traal, famoso essenzialmente per due cose: la sua voracità e la sua stupidità.

Sembra infatti che non sia in grado di apprendere dalle proprie esperienze e, di conseguenza, si stupisca costantemente di tutto ciò che gli accade attorno.
Non che questo abbia grandissima importanza, dato che il suo flusso di pensieri tipico è (cito testualmente) più o meno “fame… fame… fame… fame… incazzato… fame”.
Descritta come la creatura più violentemente carnivora della galassia, è infatti costantemente affamata. E, cosa ben più strana, ha l’abitudine di chiedere alle proprie vittime il nome prima di mangiarle, così da poterlo incidere in un memoriale creato apposta sulle pareti della sua caverna.

L’aneddoto più famoso che la riguarda, però, è che pare dia per scontato che se la sua preda non la può vedere, allora nemmeno lei è in grado di vederla a sua volta. Motivo per cui la Guida Galattica per Autostoppisti consiglia di avvolgersi un asciugamano attorno alla testa nel caso se ne incontrasse una.

Sull’aspetto fisico, invece, le descrizioni sono un po’ vaghe e talvolta “creative”. Sembra che la bestia abbia una specie di rubinetto in testa e che possa cambiare il colore degli occhi tra rosso, verde e malva.
I pochi sopravvissuti che sono riusciti a scamparle, poi, riportano come sia dotata di denti affilatissimi e girevoli, occhi “lazero-zap” (che presumo voglia dire sparino raggi laser), parecchi artigli fatti di durissimo carburo di tungsteno, pelle ruvida come un’autostrada e abbia il respiro pesante come un Boeing 747.

IL GIUSTIZIERE DELLA STRADA

 

“Il giustiziere della strada” (o “Gli sterminatori dell’anno 3000”) è un film post-apocalittico del 1983 diretto da Giuliano Carnimeo con lo pseudonimo di Jules Harrison.

La trama è molto semplice: siamo nell’anno 3000 e la Terra, dopo un disastro nucleare, è ormai deserta. I pochi sopravvissuti vivono nascosti in caverne sotterranee mentre la superficie è controllata da bande selvagge di predoni armati.
Qui, un gruppo di superstiti parte alla ricerca dell’acqua ma cade in una trappola tesa da un gruppo di fanatici. Sarà Tommy, il ragazzino alla cerca del padre scomparso, a mostrarci questo mondo devastato.

Sicuramente è un film a basso costo e i mezzi non sono moltissimi: lo scenario è ridotto ai minimi termini con pochi ma convincenti relitti sparsi un po’ qua e un po’ là, in mezzo alla sabbia.

Si tratta di un post atomico italiano che riprende molto dell’immaginario di “Mad Max” dove vediamo una sceneggiatura abbastanza elementare ma per me salvabile, con diverse scene action di qualità. Per gli amanti del genere che vogliono esplorarlo a tutto tondo, è sicuramente da recuperare!

QUALCHE CURIOSITÀ SUI FILM HORROR

 

Il periodo è giunto: è il momento di scoprire nuovi film dell’orrore… o rispolverare i grandi classici!

Quindi ecco alcune curiosità sulle pellicole che hanno terrorizzato intere generazioni (e ottimi spunti di conversazione per la notte di Halloween)!

– L’”Esorcista” è il primo film horror ad aver avuto una candidatura all’Oscar come miglior film.

– In “Nosferatu”, il cult del 1922, Max Schreck (Conte Orlock) appare per nove minuti sullo schermo e sbatte le palpebre solo una volta verso la fine della prima parte.

– “Psycho” è il primo film USA che mostra un bagno: il capolavoro di Hitchcock ha avuto una genesi piuttosto difficile perché contestato a causa delle novità che presentava sullo schermo. Non solo una truce uccisione (anche se in realtà non si vede nulla), ma anche la visione di un bagno e perfino il rumore di uno sciacquone.

– Stephen King non era entusiasta dello “Shining” di Stanley Kubrik. Ha dichiarato: “ho ammirato Kubrick per molto tempo e di avevo grandi aspettative per il progetto, ma sono rimasto profondamente deluso dal risultato finale. Parti del film sono agghiaccianti, cariche di un terrore inesorabilmente claustrofobico, ma altre sono cadute a terra”.

– “Lo squalo” gioca moltissimo sulla tensione crescente: si avverte la presenza della bestia anche senza vederla… e infatti lo squalo infatti appare completamente solo dopo un’ora e 21 minuti dall’inizio del film.

– Passando a “La Cosa” di John Carpenter, una delle scene più indimenticabili è quella del defibrillatore che il dottor Copper usa per tentare di rianimare Norris. In quel momento il petto di Norris si apre e gli avambracci di Cooper vengono inghiottiti dal corpo di Norris. Per realizzare questa scena Rob Bottin, il designer degli effetti speciali, chiese l’aiuto di un uomo che aveva perso entrambi gli avambracci in un incidente e adattarono su di lui due avambracci protesici costituiti da ossa di cera, vene di gomma e gelatina.

– Per l’horror “Halloween” non era richiesta una maschera particolare. Il personaggio di Michael Myers doveva solo avere “i lineamenti pallidi e neutri di un uomo”. Il regista si trovò a scegliere tra due maschere in lattice molto economiche, meno di 2 dollari. Una era una replica della maschera di un personaggio clown chiamato “Weary Willie”, l’altra era una maschera allungata del Capitano Kirk di Star Trek. Carpenter scelse quest’ultima.

– Un film a basso budget che ha avuto enormi incassi? “Paranormal Activity”: con i suoi 15.000 dollari di budget iniziale e i 248,6 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, è diventato l’horror più redditizio.

– In “Non aprite quella porta” (1974) la musica e gli effetti sonori sono fondamentali. Il brano più ricordato è “Fool for a Blond”, scritto e cantato da Roger Bartlett, che si sente nel momento in cui i giovani fermano il furgone sul lato della strada e danno un passaggio al fratello maniacale di Leatherface. Hooper dichiarò di aver scelto questa canzone per quella particolare sequenza perché credeva che, in quel momento, Sally vedesse l’autostoppista come un folle innocuo, senza immaginare che si sarebbe auto-mutilato in quel veicolo pochi istanti dopo. Per il regista, la canzone fornisce un’atmosfera di leggerezza, causando un contrasto molto forte tra ciò che si ascolta e ciò che sarebbe avvenuto poco dopo sullo schermo.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI UMBRITI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, delle creature provenienti dall’universo di Andromeda, “l’altra” serie di fantascienza ideata da Gene Roddenberry, autore di Star Trek.

Gli Umbriti sono una specie umanoide originaria di Zhu-Zhu Hwai, un pianeta piuttosto isolato nella Galassia del Triangolo, caratterizzato da una forte gravità (circa il doppio di quella terrestre) e dal fatto che la superficie è inabitabile, motivo per cui la civiltà si è sviluppata al di sotto, in un complesso sistema di gallerie sotterranee gremite di persone.

A causa di queste condizioni, gli Umbriti si sono evoluti in una specie fisicamente molto forte e robusta, nonché abituata a vivere in condizioni di scarsa luminosità.
La loro pelle è color azzurro-grigiastra e hanno gli occhi incassati in una struttura facciale robusta che include due grosse zanne che spuntano delle guance. La bocca e in naso, invece, sono appena accennati, quest’ultimo ricoperto da creste.

A livello caratteriale hanno fama di essere poco loquaci ma estremamente leali e collaborativi. Caratteristiche derivate dalla loro struttura sociale, simile a quella di alcuni insetti, che li vede suddivisi in vari sotto-nuclei (spesso corrispondenti alle città) molto interconnessi tra loro.
Col tempo però si sono diffusi parecchio anche nello spazio, probabilmente perché essendo già abituati a vivere in spazi ristretti, trovano facile adattarsi a farlo anche su astronavi e stazioni spaziali.

Pur se a prima vista potrebbero sembrare una specie insettoide, in realtà gli Umbriti sono mammiferi. E una cosa curiosa è che hanno tre sessi: i maschi, le femmine fertili e quelle non fertili.
Questo perché prima che la loro civiltà si evolvesse, il normale ciclo riproduttivo biologico prevedeva che i maschi fecondassero le femmine fertili e che, poi, i nuovi nati venissero accuditi e nutriti da quelle non fertili.
Col tempo e la tecnologia, però, questa cosa è diventata retaggio del passato e la loro società ha sviluppato metodi più egualitari per gestire le nascite.

LIVE – COMMENTO POST-FIERA AL BELGIOIOSO MINI ART 2024 (con MIRKO CAVALLONI e FRANCESCO DAPINGUENTE)

Nuovo appuntamento live in compagnia dei pittori Mirko Cavalloni e Francesco Dapinguente, organizzatori del Belgioioso Mini Art.

A distanza di qualche settimana dall’evento, abbiamo tirato insieme le somme sulla seconda edizione del festival, parlando dei feedback ricevuti e in generale di come sono andate le cose, anticipando anche alcune idee per l’edizione dell’anno prossimo (che sarà il 20 e 21 settembre 2025).

I GUERRIGLIERI DELLA GIUNGLA CATACHANI [WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO EP. 60]

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi parlo dei Guerriglieri della Giungla, i coriacei reggimenti della Guardia Imperiale provenienti dal pianeta Catachan, considerato forse il più pericoloso dell’intera galassia.

Musica di sottofondo: Myuu – Final Boss

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

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