MARTEDì DELLO XENO – SUPERMAN

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un extraterrestre che tutti conoscono.

Superman, il cui vero nome è Kal-El, è un alieno proveniente dal pianeta Krypton.

Spedito sulla Terra dentro una piccola navetta quando era ancora in fasce perché scampasse alla distruzione del suo mondo natale, atterrò nelle campagne del Kansas, dove venne trovato da una coppia di agricoltori che lo crebbe come fosse figlio loro, dandogli nome Clark Kent.

Crescendo si accorse di avere capacità straordinarie, ben al di sopra di quelle di un uomo comune. Di indole buona ed educato secondo principi di moralità e giustizia, però, scelse di metterle al servizio dell’umanità, vestendo i panni del supereroe.

Esteticamente, Superman appare in tutto e per tutto come un essere umano. Tuttavia, il suo organismo risponde alle radiazioni emesse dalle stelle in maniera diversa a seconda del tipo a cui viene esposto.
Quelle del nostro Sole, per esempio, gli conferiscono numerosi poteri, talvolta leggermente diversi a seconda della versione.
Nel “pacchetto base” dei più classici troviamo: forza e velocità sovraumane, l’invulnerabilità agli attacchi fisici, la capacità di volare e viaggiare nello spazio, vista a raggi X, sensi amplificati (in particolare vista e udito), il soffio congelante ed emettere raggi termici dagli occhi.

Le uniche sue debolezze sono la magia e la kryptonite, un minerale proveniente dal suo pianeta natale che annulla tutti i suoi poteri e gli causa forte malessere, indebolendolo fino a ucciderlo, se vi rimane esposto troppo tempo.

Ideato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1933, Superman venne pubblicato per la prima volta nel 1938, sull’albo a fumetti “Action Comics” numero 1, edito dalla DC Comics (che ancora detiene i diritti sul personaggio).
Da allora è stato reimmaginato più di una volta e trasposto su moltissimi altri media (cinema, televisione, radio, libri, cartoni animati, videogiochi e chi più ne ha più ne metta), diventando l’archetipo del supereroe per eccellenza.

VITA DA VAULT – ESPERIMENTO #11

 

In questo primo episodio di “Vita da Vault”, una serie di appuntamenti in cui vi racconterò le terribili e strane storie degli esperimenti Vault-Tec, vediamo il Vault 11, apparso nel videogioco “Fallout: New Vegas”.

Si trova nella Zona Contaminata del Mojave, a ovest di Boulder City e a sud-ovest della base commerciale 188.
Costruito tra la metà del 2060 e l’inizio del 2070 è stato un esperimento di tipo sociale.
Il suo scopo era testare la natura umana e capire fino a che punto si è disposti a sacrificarsi per gli altri e anteporre degli ideali alla propria vita.

Dopo la chiusura della porta, venne rivelato ai residenti che, per continuare a sopravvivere, avrebbero dovuto sacrificare una persona con cadenza annuale.
Dopo aver obbedito per anni, gli ultimi cinque superstiti decisero di rifiutarsi di offrire un’altra vittima. Ma quando nessuno venne mandato nella stanza sacrificale, il computer si congratulò con i residenti per aver superato la prova.

Appresa la verità sull’esperimento e colti da rimorso e senso di colpa, i sopravvissuti discussero a lungo tra loro, decretando infine di dover punire se stessi per gli eventi accaduti e per evitare che il mondo esterno venisse a conoscenza del loro comportamento vergognoso.
La decisione, però, non sono fu unanime.

In un registro audio reperibile in gioco è infatti possibile ascoltare il loro ultimo dibattito: un uomo indicato come Voce 1 cerca di convincere gli altri quattro a lasciare il Vault, mentre Voci 2, 3, 4 e 5 concordano sul volersi togliere la vita.
Alla fine della registrazione, quattro colpi di pistola vengono sparati, seguiti da un sospiro di Voce 1 e dal suono di una pistola che cade a terra.

EDITOR – QUANDO NE HAI BISOGNO?

 

L’altra volta abbiamo analizzato il mestiere del ghostwriter, oggi vi parlo della mia seconda occupazione: l’editor.

In modo easy e semplice.

Per tutto marzo – una volta a settimana – proverò a spiegarvi la professione e dipanare tutti i dubbi legati a quest’attività. Come sempre, non scrivo verità assolute ma solo il mio metodo e i pensieri derivati dalla mia esperienza.

Dunque, l’editor è una professionista che interviene sul testo di un autore per migliorarne la forma e la struttura. Non si tratta solo di sistemare punteggiatura, sintassi e tempi verbali, l’editor verifica la tenuta narrativa della storia, la coerenza dei personaggi e individua le cadute narrative.

La maggior parte degli scritti necessita di un editing professionale.
Far leggere la propria opera a parenti e amici va bene, ma bisogna anche confrontarsi con il mondo esterno. È un po’ il “momento della verità”, dove ti viene detto chiaramente cosa non funziona nel tuo testo.

Allora, quando dovresti rivolgerti a un editor?

– Prima di proporti a una casa editrice. Lo scritto verrà rivisto – perché ogni casa editrice ha le proprie norme redazionali – ma presentare un testo già pulito e ben scritto è sempre cosa gradita.

– Prima di auto-pubblicarti: il self publishing necessita di molta cura nella forma e nel contenuto.

– Quando vuoi migliorare la tua scrittura indipendentemente da un’eventuale pubblicazione: l’editing è anche una scuola.

SHARKNADO

 

Sharknado è un film sobrio del 2013 diretto da Anthony Ferrante, prodotto e distribuito dallo studio The Asylum.
Una pellicola che ha dato vita a ben cinque seguiti: “Sharknado 2 – A volte ripiovono” (2014), “Sharknado 3: Oh Hell, No!” (2015), “Sharknado: The 4th Awakens” (2016), “Sharknado 5: Global Swarming” (2017) e “L’ultimo Sharknado – Era ora!” (2018).

La trama è molto semplice perché non c’è.
Vediamo solo tempeste, squali sollevati da trombe d’aria, effetti speciali terribili e recitazione degna del film live-action di “Ken il Guerriero”.

Eppure, nella sua semplicità, ha avuto un successo incredibile grazie alla rete, divenendo un film di cult nel suo genere. Del resto, anche il giovane regista ha avuto le idee chiare fin da subito: «gli squali funzionano e anche i disastri funzionano. Mettili insieme e ne tirerai fuori qualcosa.»

Grazie alla sua notorietà, Sharknado fu distribuito in duecento sale cinematografiche dalla compagnia britannica Regal Cinemas, e in un solo giorno incassò 200.000 dollari.
Quindi “con orgoglio, senza vergogna, e gloriosamente senza cervello, Sharknado ridefinisce una nuova generazione di So bad it’s so good”.

LA CANZONE DI PLAVALAGUNA

 

La canzone dell’opera lirica presente ne “Il Quinto Elemento” è reale?

Voci dicono che Éric Serra, il compositore del film, l’abbia progettata in modo che fosse tecnicamente impossibile per un essere umano arrivare ad alcune delle note più alte, proprio posizionate in quella sequenza.

Per questo motivo, Inva Mula (l’interprete) ha dovuto cantare le note individualmente in modo che poi si potessero sistemare in digitale.

Qui il testo.

“Il dolce suono mi colpì di sua voce!
Ah, quella voce
M’è qui nel cor discesa!
Edgardo! Io ti son resa. Edgardo!
Ah! Edgardo, mio!
Si, ti son resa fuggita io son da’ tuoi nemici.
Ah nemici!
Un gelo mi serpeggia nel sen!
Trema ogni fibra!
Vacilla il piè!
Presso la fonte meco t’assidi alquanto.
Si, presso la fonte meco t’assidi.”

MARTEDÌ DELLO XENO – H7-25

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno di dimensioni contenute.

H7-25 è un piccolo extraterrestre del tutto simile a un bambino umano di circa 9 anni, co-protagonista assieme allo Sceriffo Scott Hall (interpretato da Bud Spencer) del film “Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre” (1979) e del suo seguito “Chissà perché… capitano tutte a me” (1980).

È dotato di poteri sovrannaturali volutamente poco definiti e al servizio della trama, talvolta esercitati in prima persona e altre attraverso uno strano dispositivo triangolare che ha tutto l’aspetto di un telecomando alieno.
Può accendere, spegnere e controllare oggetti elettronici, guarire i reumatismi, controllare gli animali e persino permettere loro di farsi capire dagli umani.

Sceso per sbaglio in una piccola cittadina della Georgia mentre stava giocando nella capsula della sua astronave, H7-25 asserisce di vivere a circa 3 anni luce dalla Terra e di non conoscere la musica, perché da dove viene lui non c’è.
Preso in simpatia dallo Sceriffo Hall, costringerà l’uomo – uno scettico convinto – a ricredersi sull’esistenza degli alieni.

L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA

 

“L’uomo che cadde sulla Terra” è un film del 1976 diretto da Nicolas Roeg.

L’alieno Thomas Jerome Newton cade sulla Terra, in un lago nel Kentucky, alla ricerca di una speranza per il suo pianeta desertico e morente.
Da quel momento, la trama punta i riflettori sull’angoscia della solitudine e l’alienazione del diverso.
Una storia che racconta la società contemporanea (di allora) attraverso gli occhi di un extraterrestre incastrato in un’effimera ed eterna giovinezza, mentre tutto intorno a lui è morto o sta morendo.

La pellicola vede l’esordio cinematografico di David Bowie, già noto per la sua immagine molto particolare e androgina.

Il protagonista, però, sembra ricalcare la vita di Walter Tevis (l’autore del romanzo da cui è tratto il soggetto).
Lo scrittore era un uomo schivo, che utilizzò se stesso come metafora della condizione esistenziale dell’uomo moderno. Newton gli somiglia nel fisico, nella personalità ma anche nelle dipendenze e nel rapporto doloroso con gli ospedali e la malattia.

Piccola curiosità che vi farà sorridere: Bowie scrisse, insieme a Paul Buckmaster, la colonna sonora ma non convinse il regista e la canzone venne scartata.

GHOSTWRITER – COME IL FIGHT CLUB

 

“Puoi dire cos’hai scritto come ghostwriter?”
No.
Se lo dicessi il mio lavoro perderebbe di senso. E nessun altro si affiderebbe più a me.

In quest’ultimo appuntamento a tema ghostwriting vi parlo dell’etica professionale.

Il principio cardine è la discrezione. Non esistono frasi come “vabbé lo dico ai miei amici, tanto tengono il segreto” o “vedo che l’opera di Tizio sta avendo successo e allora mi rivelo così il successo va a me”.

La prima regola del ghoswriter è “non si parla del tuo ghostwriting”.

E allora come si trova lavoro?
Con il passaparola. Verbale o virtuale.
In alternativa la comunicazione social: blog, piattaforme, newsletter.

Per esempio, io tratto fantascienza, post apocalittico, GDR e manualistica ed è probabile che verrò contattata da persone che approfondiscono quel settore.
È fondamentale farsi conoscere, in un modo o nell’altro.
Ma mai tradendo la fiducia del cliente.

MARTEDÌ DELLO XENO – RAMIEL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, il quinto angelo di Evangelion (che non è proprio uno Xeno ma è troppo particolare per non essere citato).

Ramiel (in ebraico: רעמיאל‎), si può definire l’angelo dei tuoni, in riferimento al suo cannone di particelle accelerate che, sfruttando la collisione di quelle subatomiche, emette un potente fascio luminoso di fotoni.

Il suo corpo è un ottaedro regolare e presenta una superficie lucida e levigata di colore blu mentre dalla parte inferiore fuoriesce una lunga trivella dal diametro di circa 17 metri.
Il nucleo di Ramiel, a differenza di quello dei precedenti angeli, si trova all’interno del corpo (e questo lascia presupporre che abbiano capacità cognitive ed evolutive).

Gli autori si ispirarono al mostro Pris-Ma, introdotto nella serie Kaettekita Ultraman e nei loro progetti iniziali la sua fisionomia era leggermente differente: in corrispondenza di ogni faccia dell’ottaedro, Ramiel avrebbe avuto un solido fluttuante a forma triangolare. Inoltre, il suo corpo sarebbe stato alto trecento metri.

(Piccola specifica: nel primo lungometraggio di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, è indicato come sesto angelo e può trasformare la sua forma in una certa varietà di solidi differenti).

I GIGANTI INVADONO LA TERRA

 

“I giganti invadono la Terra” è un film del 1957 diretto da Bert I. Gordon, un adattamento non ufficiale del romanzo L’uomo “N”, di Homer Eon Flint.

Siamo a Desert Rock, nel Nevada.
Un’esplosione di prova della bomba atomica al plutonio fallisce il suo ciclo e non detona come previsto.
Il tenente Glenn Manning, quindi, riceve l’ordine di trattenere i suoi uomini nella trincea di protezione, in attesa.
Pochi istanti dopo, un aereo civile non identificato si schianta vicino a loro; Manning corre nella zona di detonazione per salvare il pilota ma, proprio in quel momento, la bomba detona.
Sopravvissuto all’esplosione – ma completamente sfigurato – il tenente viene portato all’ospedale della base.
La mattina dopo, però, i dottori fanno una scoperta scioccante: le ustioni di Manning sono del tutto guarite ma l’uomo sta mutando.
L’esplosione, infatti, ha causato l’interruzione del decadimento delle sue vecchie cellule e la moltiplicazione a ritmo accelerato delle nuove cellule.
In questo modo, Manning cresce otto piedi di altezza, al giorno.

Il film, con un ricavo di 848.000 dollari, fu un vero successo al botteghino tanto che venne prodotto un seguito: War of the Colossal Beast.

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