L’UOMO CHE FUGGÌ DAL FUTURO (THX 1138)

 

L’uomo che fuggì dal futuro (“THX 1138”) è un film del 1971 diretto da George Lucas, primo lungometraggio della sua carriera, ispirato al suo precedente cortometraggio “Electronic Labyrinth: THX 1138 4EB” del 1967, prodotto come tesi di laurea.
Distopico, gelido: una pellicola dove le droghe chimiche e religiose si sposano con il potere assoluto.

Ecco qualche curiosità:

– I Queen hanno reso omaggio al film di Lucas nel video della loro canzone “Calling All Girls” (1982).

– I Toto incisero un brano intitolato “99”, che fu scritto da David Paich e ispirato a questo film, dove ad ogni persona corrisponde un numero, anziché un nome e un cognome. Il brano parla di una storia d’amore finita e porta anche ad un cambiamento nello stile musicale tradizionale della band: presenta infatti un sound più acustico e tranquillo, oltre ad un’atmosfera molto più drammatica.

– Nel video della canzone “Magnolia” dei Negrita si nota distintamente la scritta THX 1138 sulla targa di un autobus.

– I Rush hanno fatto altrettanto nel video di “The Body Electric” (1984).

– La sigla THX 1138 è comparsa anche in diversi giochi e film. Ad esempio, in “Canis Canem Edit” (“Bully” in originale) il codice per entrare nell’osservatorio è 1138.

– THX è il sistema audio messo a punto dalla casa di produzione di George Lucas ed è stato utilizzato in numerose pellicole e DVD.

– Nel romanzamento del film “Guerre Stellari”, THX-1138 è l’identificativo di uno stormtrooper. Nel film lo stesso personaggio ha invece l’identificativo TK-421.

– Sempre in “Guerre Stellari”, 1138 è il numero della cella di detenzione da cui Luke, travestito da stormtrooper, afferma di star trasferendo Chewbacca.

– In “Guerre Stellari Episodio I: La Minaccia Fantasma”, dopo che Anakin Skywalker ha distrutto la nave di controllo droidi della Federazione dei Mercanti, uno dei droidi da battaglia disattivati, spinto a terra da Jar Jar Binks, mostra il numero di matricola 1138 ben visibile sulla schiena.

– Nel film “American Graffiti” (sempre diretto da George Lucas), la Hot Rod di Paul Le Mat è targata THX-138.

– L’introduzione della canzone “Mr. Self Destruct” dei Nine Inch Nails contiene gli stessi suoni che si possono sentire in una scena del film, quando un prigioniero viene malmenato da una guardia carceraria.

THE ORVILLE

 

La serie è ambientata quattrocento anni nel futuro a bordo dell’astronave USS Orville.
Chiara (e dichiarata) parodia di Star Trek, ha in realtà episodi molto interessanti e profondi.

Ecco qualche curiosità:

– In “Star Trek: The Next Generation”, la voce del computer appartiene a Majel Barrett, la moglie di Gene Roddenberry, creatore di Star Trek. La voce del computer in “The Orville” è di Rachel MacFarlane, la sorella del creatore dello show, Seth MacFarlane.

– L’astronave USS Orville prende il nome da Orville Wright, uno dei fratelli Wright (coloro che condussero con successo il primo volo libero / controllato di un aereo a motore il 17 dicembre 1903). C’è un piccolo modello del Flyer Wright sulla scrivania del Capitano Mercer.

– Il tenente comandante Bortus assomiglia ad un Klingon. Non a caso, Bortus era il nome della nave che trasportava il klingon K’mpec in “Star Trek: The Next Generation”.

– L’Ammiraglio Halsey (interpretato da Victor Garber) porta il nome di un ammiraglio della flotta americana nella Marina degli Stati Uniti. Durante la seconda guerra mondiale comandò la terza flotta statunitense per buona parte della guerra contro il Giappone. La nave ammiraglia di Halsey all’inizio della seconda guerra mondiale era la U.S.S. Enterprise, che divenne l’ispirazione per l’iconica astronave di “Star Trek”.

– Alcuni veterani della saga di Star Trek hanno partecipato nelle due stagioni di The Orville come Guest Star. Tra di loro Robert Picardo, Penny Johnson, Tim Russ, Marina Sirtis e John Billingsley. Al contrario, lo stesso Seth MacFarlane è apparso in due episodi di Enterprise.
Non dimentichiamo poi i registi legati a Star Trek che hanno diretto episodi dello show made in Fox: Jonathan Frakes, Robert Duncan McNeill e Brannon Braga. Quest’ultimo è anche uno dei produttori esecutivi della serie.

– Lo show non ha legami solo con Star Trek, ma anche con un cult fantascientifico della seconda metà degli anni ’90: “Starship Troopers: Fanteria dello Spazio”. Infatti, oltre ad aver scelto i Tippett Studios per la cura degli effetti speciali, ha in comune con il film di Paul Verhoeven una particolare scenografia: la casa dei genitori di Alara Kitan sul pianeta Xelaya (Ep. 3 Stagione 2), che è la stessa casa dei genitori di Johnny Rico.

– Il famoso astrofisico americano Neil deGrasse Tyson, ex allievo del grande Carl Sagan, è stato consulente scientifico dello spettacolo.

– In The Orville abbiamo inizialmente visto Halston Sage vestire i panni del tenente Alara Kitan, ruolo che ha abbandonato dal terzo episodio della seconda Stagione dello show. Nell’equipaggio Alara Kitan è stata poi sostituita del tenente Talla Keyalli, interpretato da Jessica Szohr. Forse non tutti sanno che MacFarlane ha avuto una relazione con entrambe le attrici e sembrerebbe proprio che l’abbandono della Sage sia dovuto alla fine del loro rapporto.

EXPLORERS

 

Explorers è un film di fantascienza del 1985, diretto da Joe Dante.

La trama è molto semplice: un gruppo di ragazzi costruisce un’astronave e stabilisce un primo contatto con alcuni extraterrestri.
La pellicola segna l’esordio cinematografico di River Phoenix, il quale ha vinto il “Young Artist Award” come miglior giovane attore, e di Ethan Hawke.

Curiosità:

– Nella camera di Ben si vede il poster di “Destinazione…Terra!”

– Il programma che Ben sta guardando in televisione ad inizio film prima di addormentarsi è “La guerra dei mondi del 1953”. Il classico della fantascienza viene citato più volte nel corso di Explorers, in particolare durante uno dei sogni dei protagonisti è ben visibile su uno schermo il braccio di uno dei marziani.

– Poco prima di recarsi in cima al tetto per guardare le stelle Ben sta guardando in televisione il film “Cittadino dello spazio del 1955”.

– Quando gli alieni mostrano ai tre ragazzi come l’umanità si sia dimostrata crudele con gli extraterrestri vengono trasmesse le immagini di vari film di fantascienza. Sono ben riconoscibili “Ultimatum alla Terra” del 1951 (la figura incappucciata che subisce il colpo di pistola), “La cosa da un altro mondo” sempre del 1951 (il mostro che viene folgorato), “La terra contro i dischi volanti” del 1956 (l’UFO colpito dalla contraerea) e “A 30 milioni di km dalla Terra” del 1957 (la lucertola aliena che abbatte le rovine romane).

SPADE LASER E DERIVATI

 

Le spade laser sono le armi tradizionali legate a Jedi e Sith. Compaiono nei film, nei giochi e nei romanzi legati alla saga di Star Wars ma sono diventate così iconiche da essere inserite anche in molte altre opere:

– In “Deus Ex”, il protagonista può utilizzare come arma una spada laser chiamata “Dente di Drago”.

– Nella serie di videogiochi Nintendo “Super Smash Bros.” è possibile impugnare una “Beam Sword” che somiglia a una spada laser nella forma e per i suoni prodotti. Fu modificata solo successivamente per paura di azioni legali contro Nintendo.

– L’eroe della serie animata “Ulisse 31” impugna una combi-arma metà pistola laser e metà lama di energia.

– In “Halo 2”, il giocatore può usare la Plasma Energy Sword, prima utilizzata unicamente dagli Elite Covenant in “Halo: Combat Evolved”.

– Nel gioco “Silent Hill 3”, una delle armi bonus che Heather può sbloccare è chiamata “Beam Saber”: una spada laser con una lama giallo-verde.

– Nel cartone del 1980 “Thundarr il Barbaro”, Thundarr impugna la “Favolosa Spada Solare”.

– In “Final Fantasy VI” può essere ottenuta un’arma chiamata “Atma Weapon”. Si tratta di una spada la cui lama splende di un colore blu, tanto più intenso quanto è maggiore la forza del possessore. Nel poema epico indù “Bhagavad-Gita”, la parola “atma” o “atman” si riferisce all’anima o spirito di qualcuno. Un PNG cittadino nel gioco sostiene che l’arma cambia e si adatta allo spirito del possessore.

– Nei giochi “Kingdom Hearts Final Mix” e “Kingdom Hearts II” Xemnas, il Capo della XIII Organizzazione, usa due spade laser rosse.

– In “Final Fantasy 7 – Dirge of Cerberus”, Shelke, una Deep Ground Soldier, utilizza due spade laser collegate tra loro con una specie di ‘filo laser’ che producono un rumore molto simile a quello della saga originale di Lucas.

– Nella serie animata “Naruto” il maestro Aoi usa contro Naruto e Sasuke una spada laser gialla, dalla forma diversa, i cui effetti sonori sono identici alla spada laser verde che Luke impugna ne “Il ritorno dello Jedi”. Questa spada laser non taglia tutto e non è nemmeno indistruttibile, tant’ è che Naruto riesce a distruggerla.

– Nella serie di videogiochi “Mortal Kombat”, i cyborg Sektor e Cyrax utilizzano delle armi molto simili a delle spade laser, chiamate Pulse Blades.

Fonte: jawapedia
Immagine: Connor Petrella

IL CODICE MORSE

 

ll codice Morse è un sistema che trasmette lettere, segni di punteggiatura e numeri per mezzo di codici a intermittenza.

Questo alfabeto venne inventato nel 1835 dall’americano Samuel Morse (da cui prende il nome) e venne perfezionato da uno dei suoi collaboratori, Alfred Vail.

Il codice Morse è stato il primo sistema moderno di trasmissione a distanza di messaggi e si basa su cinque semplici stadi: il punto, la linea, l’intervallo breve, l’intervallo medio e l’intervallo lungo.
Ogni punto e ogni linea, disposti in una precisa sequenza, rappresentano una lettera o un numero, mentre gli intervalli rappresentano le pause, da quella breve (tra lettera e lettera), a quella media (tra una parola e l’altra), a quella più lunga (pausa tra le frasi).

COME FUNZIONA?

Il messaggio viene trasmesso inviando un impulso elettrico lungo un filo che collega le stazioni di trasmittente e ricevente, ossia mediante l’uso del telegrafo (inventato dallo stesso Morse).
Agli inizi del XX secolo, il telegrafo a filo di Morse venne affiancato a quello senza fili dell’italiano Guglielmo Marconi: la radio.
Il codice Morse è stato subito considerato anche un ottimo strumento per mandare messaggi segreti tanto che, fino al 1999, è rimasto uno dei metodi di comunicazione criptata più diffuso.

fonte: Focus

MICROPLASTICHE DENTRO DI NOI

 

Frammenti microscopici di cosmetici, smalto per le unghie, creme per il viso.
In una parola, microplastiche: particelle tra i 5 e i 10 micron, cioè grandi come un globulo rosso o un batterio. Per la prima volta è stata accertata la loro presenza nella placenta umana.

La ricerca dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma – dal titolo Plasticenta: la prima prova della presenza di microplastiche nella placenta – è stata pubblicata sulla rivista scientifica Environment International.
“Le madri sono rimaste scioccate”, ha commentato Antonio Ragusa, primo autore dello studio e direttore di Ostetricia e ginecologia Fatebenefratelli. “Con la presenza di plastica nel corpo viene turbato il sistema immunitario che riconosce come ‘self’ (se stesso) anche ciò che non è organico. È come avere un bimbo cyborg: non più composto solo da cellule umane, ma misto tra entità biologica e entità inorganiche”, ha spiegato.

Lo studio ha analizzato le placente di sei donne sane, tra i 18 e i 40 anni, con gravidanze normali, che hanno dato il loro consenso alla ricerca.
I ricercatori hanno identificato nelle placente 12 frammenti di materiale artificiale. Tre sono stati chiaramente identificati come polipropilene, il materiale con cui vengono realizzati le bottiglie di plastica e i tappi. Nove frammenti sono di materiale sintetico verniciato. Cinque particelle sono state trovate nella parte di placenta attaccata al feto e che è parte integrante del feto, quattro nella parte attaccata all’utero materno e tre dentro le membrane che avvolgono il feto.

“I rischi per la salute dei bambini che già dalla nascita hanno dentro di loro delle microplastiche ancora non si conoscono – sottolinea Ragusa – bisogna continuare a fare ricerca. Ma già sappiamo da altri studi internazionali che la plastica per esempio altera il metabolismo dei grassi. Riteniamo probabile che in presenza di frammenti di microplastiche anche la risposta del corpo e del sistema immunitario, possa essere diversa dalla norma“. Non si conosce ancora la via principale di come le microplastiche entrino nell’organismo umano, ma sicuramente ci sono due via principali: attraverso l’apparato respiratorio e attraverso l’alimentazione. “Basti pensare alle vaschette di plastica in cui viene confezionato il cibo nei supermercati”, spiega Ragusa.

Fonte: Ansa
Foto: GENTLE MONSTER

KKND – KRUSH, KILL ‘N’ DESTROY

 

Krush, Kill ‘n’ Destroy (abbraviato KKnD) è il primo dei tre giochi di strategia in tempo reale che compongono l’omonima serie.
Sviluppato da Beam Software e distribuito da Melbourne Studios a partire dal 25 marzo 1997, il gioco si svolge in un’ambientazione post-apocalittica, dove due fazioni combattono per il controllo delle poche risorse naturali rimaste.

Ogni fazione ha la propria campagna, composta da 15 missioni, ed era inoltre disponibile una modalità multiplayer che consentiva partite multigiocatore fino a un massimo di 6 persone collegate tramite LAN o connessione modem / seriale.

Storia:

Nell’anno 2079 sorsero conflitti tra le principali nazioni della Terra: ne risultò una guerra nucleare e l’intera superficie del pianeta fu distrutta.
Alcuni umani riuscirono a rifugiarsi in grossi bunker situati sotto la crosta terrestre e portarono con loro ciò che poterono salvare. Altri invece rimasero sulla superficie, costretti a vivere in balia di radiazioni ed esposti ai virus mutageni creati dal fallout nucleare, regredendo ad aggressive società tribali.
La campagna per giocatore singolo è ambientata nel 2140 e racconta la “Grande Guerra di Superficie” combattuta tra i Sopravvissuti, discendenti di coloro che si rifugiarono nei bunker, tecnologicamente avanzati, ora riemersi e decisi a reclamare il mondo di superficie per sé, e gli Evoluti, mutanti che con il tempo si sono adattati a vivere nella devastazione, domando le terribili bestie mutate che la popolano, e che si ritengono i legittimi proprietari di quelle terre.

Curiosità:

– Il secondo titolo della serie, KKnD: Xtreme è una versione migliorata ed estesa di KKnD, compatibile con sistema Windows, rilasciata il 30 ottobre 1997.

– Il successore, KKND2: Krossfire, è stato rilasciato nel 1998 ed è ambientato nel 2179. Introduceva anche una nuova fazione chiamata “Serie 9”, robot agricoli impazziti decisi a sterminare l’umanità in ogni sua forma. Il gioco, tuttavia, ebbe minore successo.

– A differenza di molti altri giochi simili dell’epoca (ad esempio Warcraft o Age of Empires), che suddividevano le risorse del giocatore in diversi tipi, come oro, legno o pietra, nella serie KKnD l’unica “moneta” è la più classica del genere post-apocalittico: la benzina!

– Un quarto gioco della serie, uno spin-off d’azione che avrebbe visto protagonista un motociclista dei Sopravvissuti impegnato in difficili missioni sotto copertura, chiamato KKnD: Infiltrator, era in lavorazione, ma il progetto venne cancellato.

– Il motore grafico progettato per KKnD: Infiltrator venne riconvertito per farne un gioco sulla saga di Mad Max, anch’esso poi cancellato per problemi di licenza.

LA REGOLA DEL 3

 

Forse non è corretto chiamarla “regola” perché ogni situazione di pericolo è differente dall’altra.
Diciamo che si tratta di un ”principio base”.

Posso sopravvivere:

3 minuti senza aria
3 ore senza riparo
3 giorni senza acqua
3 settimane senza cibo

Il significato dei singoli “3” è abbastanza intuitivo e si rifà alla sopportazione media di un individuo in buona salute alla privazione di una delle principali fonti di sostentamento fisico.
A volte suscita perplessità la parte del “3 ore senza riparo”: questa si riferisce a casi di condizioni ambientali o climatiche avverse (deserti, alta montagna o mare aperto).
Si sono verificati più volte casi di soggetti che hanno sopportato quelle privazioni per periodi più lunghi, tuttavia possiamo considerare l’approssimazione come efficace rispetto al suo scopo.

C’è chi riesce a tenere il fiato un minuto, chi cinque e anche la sopportazione della fame e della sete sono molto soggettive e influenzate da elementi di contorno quindi, in alcune specifiche situazioni le priorità possono cambiare.

I “3 minuti” sono validi anche per la risoluzione di un problema.

Sembra troppo o troppo poco? Stiamo parlando di emergenze dov’è importante: osservare, risolvere e passare oltre.
Chiaramente, se uno dei tre punti fallisce si tornerà al primo rimettendo in moto uno schema circolare.

Anche in questo caso i risultati variano da persona a persona in quanto c’è chi è più allenato mentalmente ed elabora più in fretta, oppure chi ha una migliore atletica o una propensione più spiccata al problem-solving.

Tuttavia ci si può allenare per migliorarsi.

Provate a vedere cosa potete fare in tre minuti: quante cose riuscite a raccogliere, quali punti della casa riuscite a raggiungere, quanto tempo impiegate a uscire per allontanarvi di casa.
Questo semplice esercizio è utile per velocizzarsi e mantenere una mente elastica.

fonte: Prepper
Immagine: ArtStation

QUALCHE CURIOSITÀ SU GHOSTBUSTERS

 

Ghostbusters è un film del 1984 diretto da Ivan Reitman.

Il lungometraggio è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

La trama la conosciamo tutti, passiamo subito alle curiosità:

– Una delle sceneggiature di Ghostbusters prevedeva tre personaggi principali che dovevano essere interpretati da John Belushi, Dan Aykroyd ed Eddie Murphy.

– Il film doveva essere ambientato nel futuro, con gli acchiappafantasmi vestiti in uniformi tipo S.W.A.T. L’idea era farli combattere armati di bacchette magiche al posto delle pistole laser.

– Il titolo originario doveva essere Ghost Smashers.

– Quasi nessuna delle scene è stata girata come era scritta nella sceneggiatura. Praticamente in tutte c’è una qualche improvvisazione da parte degli attori.

– La maggior parte delle battute di Bill Murray (Peter Venkman) è improvvisata.

– Per mantenere vivo l’interesse, il regista e produttore Ivan Reitman ha preparato un trailer (che era sostanzialmente lo spot televisivo dei Ghostbusters) inserendo il prefisso 555 nel numero e permettendo così alla gente di chiamare realmente.
Rispondeva un messaggio registrato da Bill Murray e Dan Aykroyd che dicevano qualcosa tipo: “Ciao. Siamo fuori a catturare i fantasmi in questo momento”.
Hanno ricevuto 1.000 chiamate all’ora, 24 ore al giorno, per sei settimane (più di un milione di telefonate, in un mese e mezzo).

– La caserma dei pompieri che vediamo nel film, base operativa dei Ghostbusters, è in realtà un mix di due edifici.
All’esterno è la caserma dei vigili del fuoco “Hook & Ladder Company 8”, situata al 14 di North Moore Street, TriBeCa, New York City.
Venne scelta perchè Dan Aykroyd conosceva la zona e gli piaceva molto l’edificio.
Per le riprese interne, invece, è stata utilizzata la Fire Station No. 23, sita al 225 East 5th Street a Los Angeles.
Questa è stata una caserma operativa dal 1910 al 1960.
Dagli anni ’80 è stata utilizzata come set per numerosi film, tra cui The Mask e Scuola di Polizia 2.

– La scritta sulla porta del suo studio, che recita “Venkman Burn in Hell” (Venkman brucia all’inferno) è un riferimento ad una delle scene conclusive di Carrie – Lo sguardo di Satana.

– Il sound designer Richard Beggs ha creato il suono della sirena della Ectomobile da un ringhio di leopardo che è stato editato, pitchato ed elaborato completamente in analogico.

– Nel maggio 2017, la Royal Society of Open Scientist ha dissotterrato i resti di una nuova specie di dinosauro chiamata Crurivastator, nello stato del Montana. Uno degli scienziati osservò che il cranio del Crurivastator somigliava a Zuul e lo scheletro del dinosauro, esposto al Royal Ontario Museum, porta il nome del Cane Demone.

– Il simbolo “divieto-di-fantasma” è stato disegnato dall’amico di Dan Aykroyd, John Daveikis.
La loro preoccupazione principale era quella di assicurarsi che non assomigliasse a Casper, come nei primi schizzi, all’epoca di Ghost Smashers. Ma la Harvey Comics trovò comunque una somiglianza con un fantasma della famiglia di Casper: Fatso.

– Mr. Stay Puft, il pupazzo bianco vestito da marinaio, mascotte della ditta produttrice di marshmallows Stay Puft, è una creazione per il film. Così come il nome della ditta stessa.
Dan Aykroyd lo immaginò come un incrocio tra l’omino Michelin e Pillsbury Doughboy, lui sì mascotte della Pillsbury, azienda americana del settore alimentari.
Furono approntate 3 tute per Mr.Stay Puft, ognuna dal costo di $20.000. Tutte e 3 vennero distrutte durante le riprese.

– Venkman utilizza le carte Zener nel suo esperimento di telepatia.
Le carte vennero ideate dallo psicologo Karl Zener per gli esperimenti di Joseph Rhine, un botanico che fondò la parapsicologia intorno agli anni ’30 del secolo scorso.

– Dan Aykroyd è stato ispirato a scrivere la sceneggiatura per il film dopo aver vissuto in una casa che era (presumibilmente) infestata dal fantasma del cantante dei The Mamas & the Papas, Cass Elliot.

– La Ectomobile è una Cadillac Miller-Meteor Combo del 1959.
Si tratta di un classico esempio di “combination car”: un’auto costruita su chassis allungati, adattata per entrare in servizio come ambulanza, limousine o carro funebre.
Tipicamente, negli USA, queste vetture erano delle Cadillac.
La ECTO-1 che vediamo in Ghostbusters, è stata elaborata dalla Miller Meteor, una ditta con licenza di modificare proprio modelli di Cadillac pre-esistenti.
La Ectomobile deriva da un’ambulanza ”mixata” con un carro funebre.
Per questo motivo appare la dicitura ”combo” nel nome.
Nel film viene acquistata da Ray per soli $4800, anche se c’era da “sistemare le sospensioni, la frizione, l’impianto elettrico, la trasmissione, la scatola dello sterzo, le fasce elastiche, la marmitta e altre sciocchezze”.

– Ray Parker Jr. ha composto la famosissima theme song del film dopo essere stato ispirato da uno spot di una ditta di spurghi e drenaggi che gli aveva fatto venire in mente il video promozionale degli Acchiappafantasmi che compare nel film. Nacque così la famosissima citazione “Who you gonna call?”.

– Inizialmente dovevano essere Huey Lewis & The News a scrivere la Theme Song, ma rifiutarono l’offerta perché erano già al lavoro per Ritorno al Futuro.
Più tardi, la band fece causa a Ray Parker Jr. in quanto ritenevano fosse un plagio della loro hit dell’anno precedente, vincendo addirittura la causa.

– Il fantasma verde, nella pellicola, non viene mai chiamato Slimer. Il nome li venne dato più tardi grazie al cartone animato mentre sul set era conosciuto come “Onionhead”. Dan Aykroyd però lo chiamava simpaticamente Bluto, un omaggio a John Belushi (che lo ricordava nel film Animal House).

fonte: nerdburger

IL QUARTO SOPRAVVISSUTO

 

THE 4th SURVIVOR

Un mercenario al soldo della Umbrella Corporation.
Di poche e fredde parole, spietato, con il volto celato dietro una pesante maschera antigas.
Personaggio iconico della saga di Resident Evil e al contempo uno dei più misteriosi, HUNK (nome in codice), soprannominato “Mr. Morte”, è un sopravvissuto per eccellenza (di solito l’unico della sua squadra), entrato nella leggenda proprio per riuscire sempre ad uscire anche dalle situazioni più disperate.
Sia nell’originale Resident Evil 2 che nel remake del 2019, HUNK è protagonista di un minigioco tutto suo.
“The 4th Survivor” pone al giocatore la sfida (a tempo) di raggiungere il tetto della Stazione di Polizia partendo dalle fogne, per farsi recuperare da un elicottero.
Impresa tutt’altro che facile, visto che sulla strada del mercenario si trovano una gran quantità di zombie e mostri.

Per sbloccare il mini-gioco “The 4th Survivor”, sia in Resident Evil 2 che nel remake, bisogna terminare una intera partita (ossia giocare uno scenario A e uno B con l’altro personaggio). Nell’originale è necessario conseguire una votazione di rango A o superiore.

THE TOFU SURVIVOR

Uno dei più divertenti easter egg della saga, inserito nell’originale Resident Evil 2, permette ai giocatori di affrontare gli orrori di Raccoon City nei panni di un blocco di tofu!
Concepita per testare il sistema di collisioni del gioco, la modalità “The Tofu Survivor” è ricalcata su ciò che ho scritto sopra, resa ancor più difficile dal fatto che il sopracitato Tofu è armato solo di un misero coltello e ha nel suo inventario appena qualche erba.

Per sbloccarlo occorre terminare il gioco base 6 volte (3 con ogni personaggio) in successione, ottenendo in tutte le partite una votazione di rango A o superiore.
In Resident Evil 2 Remake è più semplice: sarà sufficiente completare la modalità “The 4th Survivor”.
Con la grafica nuova e migliorata i morsi degli zombie saranno visibili sul personaggio man mano che subisce danno!
Inoltre, portando a termine la sfida, sarà possibile sbloccare altri quattro diversi compagni: Konjac (armato di lanciafiamme), Uiro-Mochi (equipaggiato solo di granate), Flan (armato di lanciarazzi) e Annin Tofu (l’esperto di pistole).

Close