MARTEDÌ DELLO XENO – I CAVALLI-DRAGO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un extraterrestre che ha gioco facile nell’incastrarsi dritto fra i sogni d’infanzia di chiunque.

I Cavalli-Drago (in originale “Dragon Horse”, come vengono chiamati dal protagonista), sono una specie animale originaria del pianeta Sagar, apparsi nel cartone animato “Blackstar”, prodotto dalla Filmation nel 1981.

Si tratta, come indica chiaramente il nome, di grossi rettili delle dimensioni approssimative di un cavallo terrestre, con le sceglie verdi, quattro zampe tridattili, una lunga coda carnosa e grosse ali membranacee che consentono loro di volare.
Una cresta risale poi lungo il collo fino a fermarsi in mezzo a due piccole corna, mentre gli occhi sono gialli con l’iride a taglio e la bocca dotata di una lunga fila di denti aguzzi.
Come tutti i draghi che si rispettino, infine, hanno la capacità di sputare fuoco.

Chi da piccolo non ha sognato di cavalcare qualcosa di simile, almeno una volta?

Nonostante l’aspetto minaccioso e le notevoli capacità offensive, si tratta comunque di creature piuttosto docili e molto intelligenti.
Quello che più ci è dato vedere all’interno della serie, Warlock, la fedele cavalcatura di Blackstar, si dimostra infatti sempre molto leale nei confronti del suo padrone, a cui è molto affezionato.

Ultima curiosità: in perfetto stile Filmation, le animazioni dei Cavalli-Drago sono state successivamente riciclate dallo studio per i Takdryl, altre cavalcature apparse nella ben più fortunata serie “He-Man e i Dominatori dell’Universo”, uscita un paio d’anni dopo.
L’unica differenza tra le due è il colore: verde per i Cavalli-Drago e rosso per i Takdryl.

GLI EASTER EGG NELLA SERIE DI FALLOUT

 

Appena finito di riguardare la serie Fallout e mi sono resa conto di non aver ancora fatto un articolo sugli easter egg più interessanti di questa prima stagione.

Secondo me, per ora, è uno dei migliori adattamenti televisivi di serie videoludiche: un crescendo di azione e ironia, ma anche di citazioni e riferimenti di questo universo post-nucleare che appassiona moltissimi giocatori.

1. “Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici”
Noto anche con il titolo Apocalypse 2024, è un film di fantascienza post-apocalittica del 1975 diretto da L.Q. Jones. Il soggetto del film è basato su un racconto di Harlan Ellison: “Un ragazzo e il suo cane” (1969) e la trama è ambientata nell’Arizona post-apocalittica del 2024, dopo la quarta guerra mondiale.
L’opera è citata a sei minuti e trenta secondi dall’inizio dell’episodio sei: The Trap. In questo flashback è possibile vedere la locandina del film nella casa di Cooper Howard (Il Ghoul).

2. Il codice misterioso
Questa volta si tratta dell’ultimo episodio della stagione: quando il padre di Lucy riesce a ottenere il reattore a fusione fredda, lo fa inserendo il codice 101097.
Questo numero rappresenta la data di uscita del primo Fallout: 10 ottobre 1997.

3. Il numero di telefono
Durante il sesto episodio, in una pubblicità, si può vedere il numero di telefono a cui contattare proprio la Valut-Tec.
Ma funziona?
Ovviamente alcuni fan americani hanno provato a chiamarlo e, dopo qualche squillo, hanno sentito solo delle grida strazianti. Chi ha provato a scrivergli, invece, ha ricevuto in risposta il messaggio “Grazie per aver scritto alla Valut-Tec. Ti ricontatteremo al più presto”.

I CACCIATORI DI STREGHE [GUIDA SENZA IMPEGNO ALLE BANDE DI MORDHEIM EP. 03]

Tutto ciò che di essenziale c’è da sapere sulle bande che si possono giocare in Mordheim. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi parlo dei Cacciatori di Streghe, inquisitori sigmariti dal rogo facile, spesso accompagnati da un seguito di fanatici esaltati.

Musica di sottofondo: ELPHNT – A Great Darkness Approaches, Can You Feel It?

In collaborazione con il gruppo Mordheim Italia e I Tremendi Dèi del Caos

LIVE VIDEOGIOCO – I HAVE NO MOUTH, AND I MUST SCREAM – PARTE 2

Andiamo avanti a giocare insieme “I Have No Mouth, and I Must Scream”, l’avventura grafica horror-fantascientifica tratta dal racconto breve di Harlan Ellison.

In un futuro iper-distopico, l’intelligenza artificiale chiamata A.M. si diverte a tormentare gli ultimi cinque esseri umani costringendoli a rivivere all’infinito scenari basati sui traumi del loro passato e le loro paure più recondite.

L’ultima volta abbiamo affrontato quello di Ted, un ragazzo paranoico, ambientato in un antico castello.
E tra specchi nascosti nei libri, vecchie megere e patti coi demoni abbiamo salvato l’anima della sua ragazza.

A questo giro esploreremo invece lo scenario di Nimdok, un simpatico vecchietto tedesco che faceva lo scienziato all’epoca della Seconda Guerra Mondiale.

C’è possibilità di redenzione anche per lui?

LIVE GDR – D&D BECMI: LA CITTÀ PERDUTA – PARTE 1 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, siamo tornati indietro fino agli anni ’80 per giocare “La Città Perduta”, un’avventura per Dungeons & Dragons scritta da Tom Moldvay.

Fabio Passamonti ha fatto il Dungeon Master per il party composto da me, Giulia Mannucci, Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti e Simone Anselmi.

Cosa succede?

Persi nel deserto, i nostri personaggi hanno deciso di esplorare un’antica città sepolta sotto la sabbia, nella speranza di trovare acqua, cibo e – perché no – ricchezze.

Ma cosa ci aspetta davvero là sotto?

MARTEDÌ DELLO XENO – MR. BEAN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un personaggio inaspettato la cui natura aliena, mai confermata né smentita ufficialmente, è tutt’ora oggetto di dibattito tra i fan.

Secondo una teoria piuttosto diffusa infatti Mr. Bean, il buffo ometto inglese portato sullo schermo dal comico Rowan Atkinson, sarebbe un extraterrestre con l’aspetto in tutto e per tutto uguale a quello di un essere umano.

A riprova di questo ci sarebbero il suo strano comportamento, spesso molto fuori dagli schemi e talvolta apparentemente ignaro degli usi e costumi convenzionali, e la sigla iniziale del programma, che vede Mr. Bean precipitare in una strada londinese, di notte, come “trasportato” da un misterioso raggio di luce.
In alcune versioni della sigla finale, poi, lo si vede anche risucchiato su allo stesso modo.

(Altre teorie simili, a onor del vero, giustificano invece le bizzarrie del personaggio come il risultato di un “semplice” rapimento alieno, cosa che lo lascerebbe un umano, oppure vedendolo addirittura inviato dal Regno dei cieli, visto il coro angelico che accompagna il suo arrivo sempre nella sigla.)

Dal canto loro, nel corso degli anni e di varie interviste, lo stesso Atkinson e gli altri autori hanno giocato molto sopra l’idea ma sono sempre stati vaghi, limitandosi ad affermare che “sí, potrebbe non essere di questo mondo” .

Una sorta di conferma dell’origine aliena di Mr. Bean arriverebbe invece dall’episodio “Double Trouble” della serie animata (pensato per essere quello conclusivo e visionabile su YouTube. Vi metto il link nel primo commento), dove il personaggio incappa in un’intera astronave piena di altri esseri identici a lui, inclusi i vestiti e l’inconfondibile mini verde pisello, distinti solo dal fatto di avere con sé ognuno un peluche diverso.
Quale sia la loro origine o il motivo della loro visita, però, non viene svelato. Né, tantomeno, se il nostro Mr. Bean sia effettivamente uno della loro specie.

BLACK ORCHID

 

Siamo alla fine degli anni ’80: periodo di svolta per il fumetto americano, in particolar modo per quello relativo ai supereroi.

Ed è qui che si inserisce – tra tanti – anche Neil Gaiman, che proprio in quel periodo muoveva i primi passi nel mondo della narrativa.

Nel 1987 lo scrittore inglese viene coinvolto da Karen Bergen nella campagna di rilancio di diversi personaggi DC di seconda fascia e il progetto “Black Orchid” si sviluppa in modo del tutto originale.

Black Orchid, supereroina protagonista dell’omonima serie, è legata alle piante e alla natura: simboli di serenità e poesia che scaturiscono dal contatto più puro e sincero con la Terra. L’autore potenzia questi tratti per raccontare una storia che conduce a una riflessione sull’esistenza e sul desiderio di immortalità.

Già dalle prime tavole è chiaro il desiderio di voler andare oltre certi cliché della scrittura a fumetti e buona parte del merito va proprio al disegnatore, Dave McKean, con il suo stile pittorico surreale.

Una trama che si svolge tra il reale e l’onirico, con tematiche estremamente adulte che raccontano di abusi fisici e psicologici (sia in infanzia che in età adulta), relazioni tossiche e riflessione sull’esistenza stessa grazie alla metafora, seppur appena sfiorata, dell’ecologismo.

CI VEDIAMO AL RIMINICOMIX!

 

La sera di giovedì 18 luglio sarò al Riminicomix, la mostra mercato dedicata a fumetto, hobbistica, collezionismo, cosplay e videogiochi organizzata all’interno del festival Cartoon Club.

Fra mostre, spettacoli e workshop di ogni tipo troverete anche lo stand di Edikit, il mio editore, che darà asilo a me e ai miei libri: la saga di romanzi post-apocalittici de “L’età della polvere”, il giallo parodistico “Solite Storie Noir – Lo stile non si compra” e “LEVEL UP!” la guida che ho scritto per chi vuole approcciarsi al gioco di ruolo.

Sarò lì dalle 17 fino a mezzanotte e l’ingresso è completamente gratuito, quindi se siete in zona e avete piacere, passate a trovarmi: sono sempre contenta di conoscervi o rivederci di persona!

💣 DOVE? al Parco Federico Fellini di Rimini (presso lo stand Edikit).

💣 QUANDO? Giovedì 18 luglio, dalle 17 alle 24.

💣 COME MI RICONOSCETE? Sarò in cosplay! Dovreste riuscire a trovarmi facilmente!

L’R2-D2 NERO

 

Fra le tantissime curiosità che mi capita di leggere sui vari aggiustamenti fatti negli anni ai primi film della saga di Guerre Stellari, quello che in assoluto mi ha lasciato più stupita è stato scoprire dell’esistenza del famoso “R2-D2 nero”.

Nulla di sconvolgente: si tratta solo di una versione dell’astrodroide con i pannelli colorati di nero invece che di blu, utilizzato per girare le sequenze in blue screen.
Lo si vede sullo schermo per pochi secondi, e solo nelle versioni rilasciate prima del 1997, quando la trilogia originale ha ricevuto il restyle per celebrare il ventesimo anniversario.

La prima volta che ne ho letto, ho pensato “ma no, dai, con tutte le volte che ho visto il film, non posso non averlo mai notato”. E invece, controllando, era tutto vero!

Voi ve ne eravate mai accorti? Tra l’altro, come look, non è nemmeno male: personalmente mi piace molto!

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