MARTEDÌ DELLO XENO – RAMIEL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, il quinto angelo di Evangelion (che non è proprio uno Xeno ma è troppo particolare per non essere citato).

Ramiel (in ebraico: רעמיאל‎), si può definire l’angelo dei tuoni, in riferimento al suo cannone di particelle accelerate che, sfruttando la collisione di quelle subatomiche, emette un potente fascio luminoso di fotoni.

Il suo corpo è un ottaedro regolare e presenta una superficie lucida e levigata di colore blu mentre dalla parte inferiore fuoriesce una lunga trivella dal diametro di circa 17 metri.
Il nucleo di Ramiel, a differenza di quello dei precedenti angeli, si trova all’interno del corpo (e questo lascia presupporre che abbiano capacità cognitive ed evolutive).

Gli autori si ispirarono al mostro Pris-Ma, introdotto nella serie Kaettekita Ultraman e nei loro progetti iniziali la sua fisionomia era leggermente differente: in corrispondenza di ogni faccia dell’ottaedro, Ramiel avrebbe avuto un solido fluttuante a forma triangolare. Inoltre, il suo corpo sarebbe stato alto trecento metri.

(Piccola specifica: nel primo lungometraggio di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, è indicato come sesto angelo e può trasformare la sua forma in una certa varietà di solidi differenti).

I GIGANTI INVADONO LA TERRA

 

“I giganti invadono la Terra” è un film del 1957 diretto da Bert I. Gordon, un adattamento non ufficiale del romanzo L’uomo “N”, di Homer Eon Flint.

Siamo a Desert Rock, nel Nevada.
Un’esplosione di prova della bomba atomica al plutonio fallisce il suo ciclo e non detona come previsto.
Il tenente Glenn Manning, quindi, riceve l’ordine di trattenere i suoi uomini nella trincea di protezione, in attesa.
Pochi istanti dopo, un aereo civile non identificato si schianta vicino a loro; Manning corre nella zona di detonazione per salvare il pilota ma, proprio in quel momento, la bomba detona.
Sopravvissuto all’esplosione – ma completamente sfigurato – il tenente viene portato all’ospedale della base.
La mattina dopo, però, i dottori fanno una scoperta scioccante: le ustioni di Manning sono del tutto guarite ma l’uomo sta mutando.
L’esplosione, infatti, ha causato l’interruzione del decadimento delle sue vecchie cellule e la moltiplicazione a ritmo accelerato delle nuove cellule.
In questo modo, Manning cresce otto piedi di altezza, al giorno.

Il film, con un ricavo di 848.000 dollari, fu un vero successo al botteghino tanto che venne prodotto un seguito: War of the Colossal Beast.

GHOSTWRITER – COME TROVO LO STILE GIUSTO?

 

I cambi di stile sono l’aspetto più difficile del ghostwriting.
Scrivere bene non basta. Bisogna sapersi adattare e ascoltare tanto.

In questo terzo appuntamento, mi concentrerò su “Come agisce un ghostwriter”.

Prima di tutto è importante sottolineare un concetto: non è necessario conoscere tutto di tutto.
Ci si può specializzare in un determinato settore (secondo me è la scelta ottimale) ma la formazione arriva anche grazie alla varietà.
Affrontare diversi argomenti, spaziare, permette di confrontarsi con diversi target e, quindi, variare il proprio stile.

Siamo tutti d’accordo che non si può scrivere allo stesso modo un articolo di moda per una rivista e un podcast dall’impronta giornalistica/crime. Cambiano la terminologia, il tono, l’atmosfera, tra le altre cose.
La comunicazione, quindi, si deve adattare di conseguenza.

Il ghostwriter è un investigatore. Conosce il cliente, impara la sua gestualità, il suo modo di raccontare, i mezzi che usa per esprimersi e il suo pubblico di riferimento.
Se tiene dei webinar il ghost ci sarà. Se fa delle live lui sarà presente.

Detta così sembra più un tentativo di stalking ma posso garantire che, alla fine, si crea un vero e proprio rapporto di fiducia con il cliente, che è sempre bene rispettare.

LIVE LIBROGIOCO – LA TOMBA DIMENTICATA (PARTE 2)

Seconda serata dedicata al librogioco “La Tomba Dimenticata” di Fabio Passamonti, edito da Serpentarium e ambientato nel mondo fantasy de L’Ultima Torcia.

Come l’altra volta, ho letto per voi le parti narrative e, attraverso la chat, abbiamo deciso insieme come far proseguire l’avventura.

Ecco la sinossi: attirati dalla promessa di poter recuperare alcuni preziosi tesori, Daga Scarlatta (il nostro personaggio) e i suoi compagni sono rimasti intrappolati nella Tomba Dimenticata, un luogo pieno di mostri, trappole e pericoli.
Là dentro hanno anche trovato tracce di un antico culto e, durante l’esplorazione, il tema “non morte” si sta ripresentando con preoccupante frequenza.

L’obiettivo ora è trovare il modo di lasciare la struttura. Ci riusciremo? E, se sì, a quale prezzo?
Se siete curiosi unitevi alla spedizione!

Musica di sottofondo: Underbelly & Ty Mayer – Medieval Astrology

GLI ADEPTUS CUSTODES (ARTIGLI DELL’IMPERATORE – PARTE 2) [WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO EP. 36]

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi parlo degli Adeptus Custodes, i bodyguards dell’Imperatore.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

LIVE – PARLIAMO DI UNIVERSO CINEMATOGRAFICO MARVEL (CON FULVIO GATTI)

Una chiacchierata preserale in compagnia di Fulvio Gatti, autore e giornalista, per parlare di supereroi sul grande schermo.

In occasione dell’uscita al cinema di Ant-Man and the Wasp: Quantumania, abbiamo pensato di organizzare un dibattito “freestyle” per tirare un po’ le somme sull’Universo Cinematografico Marvel e dire la nostra sui film e le serie che lo compongono.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – New Dawn

LIVE GDR – SINE REQUIE: SOLDATI DI RUGGINE, PLOTONE 57 – PARTE 5 (feat. Serpentarium)

Ieri sera sono stata di nuovo ospite sul canale YouTube di Serpentarium per giocare la quinta sessione di “Soldati di Ruggine – Plotone 57”, un’avventura breve di Sine Requie ambientata nel claustrofobico e alienante Soviet.

Il Cartomante è Matteo “Curte” Cortini. Io, Leonardo “Moro” Moretti e Fabio Passamonti, invece, cerchiamo di sopravvivere.

Dopo aver superato un corridoio abitato da “qualcosa” che ha reclamato la vita di 3-6 per sé e attraversato un ponte presidiato da un’enorme e minacciosa biomacchina equipaggiata di mitragliatori pesanti, il gruppo ha raggiunto un Settore benestante che ha dato loro ospitalità.

Qui i malcelati sospetti di Zarina sulla fallibilità di Z.A.R. hanno trovato conferma: l’ordine che ha dato inizio alla missione non sembra altro che un rimasuglio di vecchi dati rimasti nel sistema, recapitati per errore. E i sacrifici compiuti per arrivare fino a qui, di conseguenza, completamente inutili.
A tutto questo, poi, si aggiunge l’arresto dell’intero gruppo, con l’accusa di essere dei ribelli.

E mentre Barattolo si dissocia al volo, vendendo i suoi compagni, e Coltellino, ferito nell’orgoglio, sceglie di vendere cara la pelle, un gruppo di veri ribelli attacca il Settore, dando inizio a un violento scontro a fuoco.

Quanto male finirà questa storia? Almeno qualcuno sopravviverà?

MARTEDÌ DELLO XENO – LE MIE VACANZE PENSANDO A MAJIN BU

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO, un aneddoto.

Era il 2007, io e una mia amica guardavamo Dragon Ball. Non c’era un reale interesse, lo seguivamo perché al pomeriggio non davano altro.

Succede che quell’estate decidiamo di fare una lunga vacanza in giro per la Toscana. Tra le tante cose, qualche settimana prima della nostra partenza compare Majin Bu: un alieno pacioso, simpatico, che sembra andare d’accordo con tutti.

Arriva quindi il giorno della partenza, si va in vacanza e per circa un mese non riusciamo a trovare il tempo e i mezzi per seguire la trama. In quella fascia oraria eravamo al mare, in collina o perse per qualche città.
Nonostante ciò Majin Bu è sempre nei nostri pensieri.

Terminato il viaggio, cerchiamo di capire cosa ci siamo perse.
E rimaniamo sconvolte.
Non è successo niente. È ancora lì, bello paciarotto, che ride e scherza come se nulla fosse.
In quel momento abbiamo effettivamente constatato la lentezza storica di Dragon Ball e abbandonato definitivamente la serie.

Ora, se qualcuno ha voglia di spiegarmi che fine ha fatto Majin Bu (perché so che poi diventa cattivo) nei commenti, una specie di versione “Senza Impegno”, mi togliete una curiosità.

(Potrei cercare tutto il resoconto su Internet ma credo che detto da qualcuno che effettivamente ha seguito il suo arco narrativo diventi un po’ più interessante).

UN MILIONE DI ANNI FA

 

“Un milione di anni fa” è un film del 1966, diretto da Don Chaffey. Si tratta di un remake del film “Sul sentiero dei mostri”, del 1940.

Ci troviamo nell’Età della pietra.
Le persone sono divise in due tribù: il Popolo delle Rocce e il Popolo delle Conchiglie.

Conosciamo quindi Tumak, della tribù delle montagne, un ragazzo che viene cacciato dal gruppo perché non in linea con le idee del padre. Il giovane decide di scendere lungo la costa ma lì si scontra con una gigantesca tartaruga marina.
Viene salvato da Loana, una ragazza appartenente al popolo del mare.

Si tratta di una storia d’amore inserita in uno sfondo ostile, di natura crudele e selvaggia.

Il film si affida all’esperienza del produttore cinematografico Ray Harryhausen e alla bellezza di Raquel Welch, il cui poster ritroviamo anche ne “Le ali della libertà” (1994).

Uomini muscolosi e donne avvenenti rilanciano quindi il filone pseudo-fantascientifico delle avventure ambientate in mondi preistorici: tra combattimenti con pterodattili e romantiche love story.

Purtroppo non c’è molto spazio all’approfondimento: il ritratto della vita tribale è davvero semplicistico. I personaggi comunicano tra loro attraverso suoni gutturali e la principale differenza tra i due popoli in conflitto è data dal colore dei capelli e dall’uso delle armi.

IL FANTASTICO, NARRATO

 

È stata una serata di presentazioni, chiacchiere e libri che trattano il fantastico in molte declinazioni diverse.

Si è parlato di editoria, scrittura, GDR e ovviamente post apocalittico 💣💣

E poterlo fare a due passi da casa (tra l’altro, nelle zone in cui è ambientato L’età della polvere) è stata un’esperienza davvero speciale.

Un grazie a chi c’è stato, alle persone curiose e interessate che hanno iniziato a leggere il libro e agli autori con cui ho condiviso questa serata (Andrea soprattutto, per avermi invitata e aver organizzato il tutto con precisione e professionalità).

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