VITA DA VAULT – ESPERIMENTO #11

 

In questo primo episodio di “Vita da Vault”, una serie di appuntamenti in cui vi racconterò le terribili e strane storie degli esperimenti Vault-Tec, vediamo il Vault 11, apparso nel videogioco “Fallout: New Vegas”.

Si trova nella Zona Contaminata del Mojave, a ovest di Boulder City e a sud-ovest della base commerciale 188.
Costruito tra la metà del 2060 e l’inizio del 2070 è stato un esperimento di tipo sociale.
Il suo scopo era testare la natura umana e capire fino a che punto si è disposti a sacrificarsi per gli altri e anteporre degli ideali alla propria vita.

Dopo la chiusura della porta, venne rivelato ai residenti che, per continuare a sopravvivere, avrebbero dovuto sacrificare una persona con cadenza annuale.
Dopo aver obbedito per anni, gli ultimi cinque superstiti decisero di rifiutarsi di offrire un’altra vittima. Ma quando nessuno venne mandato nella stanza sacrificale, il computer si congratulò con i residenti per aver superato la prova.

Appresa la verità sull’esperimento e colti da rimorso e senso di colpa, i sopravvissuti discussero a lungo tra loro, decretando infine di dover punire se stessi per gli eventi accaduti e per evitare che il mondo esterno venisse a conoscenza del loro comportamento vergognoso.
La decisione, però, non sono fu unanime.

In un registro audio reperibile in gioco è infatti possibile ascoltare il loro ultimo dibattito: un uomo indicato come Voce 1 cerca di convincere gli altri quattro a lasciare il Vault, mentre Voci 2, 3, 4 e 5 concordano sul volersi togliere la vita.
Alla fine della registrazione, quattro colpi di pistola vengono sparati, seguiti da un sospiro di Voce 1 e dal suono di una pistola che cade a terra.

EDITOR – QUANDO NE HAI BISOGNO?

 

L’altra volta abbiamo analizzato il mestiere del ghostwriter, oggi vi parlo della mia seconda occupazione: l’editor.

In modo easy e semplice.

Per tutto marzo – una volta a settimana – proverò a spiegarvi la professione e dipanare tutti i dubbi legati a quest’attività. Come sempre, non scrivo verità assolute ma solo il mio metodo e i pensieri derivati dalla mia esperienza.

Dunque, l’editor è una professionista che interviene sul testo di un autore per migliorarne la forma e la struttura. Non si tratta solo di sistemare punteggiatura, sintassi e tempi verbali, l’editor verifica la tenuta narrativa della storia, la coerenza dei personaggi e individua le cadute narrative.

La maggior parte degli scritti necessita di un editing professionale.
Far leggere la propria opera a parenti e amici va bene, ma bisogna anche confrontarsi con il mondo esterno. È un po’ il “momento della verità”, dove ti viene detto chiaramente cosa non funziona nel tuo testo.

Allora, quando dovresti rivolgerti a un editor?

– Prima di proporti a una casa editrice. Lo scritto verrà rivisto – perché ogni casa editrice ha le proprie norme redazionali – ma presentare un testo già pulito e ben scritto è sempre cosa gradita.

– Prima di auto-pubblicarti: il self publishing necessita di molta cura nella forma e nel contenuto.

– Quando vuoi migliorare la tua scrittura indipendentemente da un’eventuale pubblicazione: l’editing è anche una scuola.

LIVE LIBROGIOCO – LA TOMBA DIMENTICATA (PARTE 3)

Terzo appuntamento con il librogioco “La Tomba Dimenticata” di Fabio Passamonti, edito da Serpentarium e ambientato nel mondo fantasy de L’Ultima Torcia.

Ho letto per voi le parti narrative e, attraverso la chat, abbiamo deciso insieme come far proseguire l’avventura.

L’ultima volta eravamo morti male, quindi a questo giro abbiamo ricominciato il gioco nei panni di un nuovo personaggio, con abilità ed equipaggiamento diversi.
In più, visto che praticamente tutti quelli che hanno partecipato alle scorse sessioni lo hanno fatto lì, d’ora in poi le dirette librogioco saranno solo su YouTube.

Ecco la sinossi: attirati dalla promessa di poter recuperare alcuni preziosi tesori, Daga Cremisi (il nostro personaggio) e i suoi compagni sono rimasti intrappolati nella Tomba Dimenticata, un luogo pieno di mostri, trappole e pericoli.
Se vogliono trovare il modo di lasciare la struttura, quindi, non hanno altra scelta se non esplorarla a fondo, cercando di vendere cara la pelle.

Riusciremo a uscire tutti interi, magari portando con noi qualche tesoro? E, se sì, a quale prezzo?
Se siete curiosi, accendete una torcia e unitevi alla spedizione!

Musica di sottofondo: Underbelly & Ty Mayer – Medieval Astrology

SHARKNADO

 

Sharknado è un film sobrio del 2013 diretto da Anthony Ferrante, prodotto e distribuito dallo studio The Asylum.
Una pellicola che ha dato vita a ben cinque seguiti: “Sharknado 2 – A volte ripiovono” (2014), “Sharknado 3: Oh Hell, No!” (2015), “Sharknado: The 4th Awakens” (2016), “Sharknado 5: Global Swarming” (2017) e “L’ultimo Sharknado – Era ora!” (2018).

La trama è molto semplice perché non c’è.
Vediamo solo tempeste, squali sollevati da trombe d’aria, effetti speciali terribili e recitazione degna del film live-action di “Ken il Guerriero”.

Eppure, nella sua semplicità, ha avuto un successo incredibile grazie alla rete, divenendo un film di cult nel suo genere. Del resto, anche il giovane regista ha avuto le idee chiare fin da subito: «gli squali funzionano e anche i disastri funzionano. Mettili insieme e ne tirerai fuori qualcosa.»

Grazie alla sua notorietà, Sharknado fu distribuito in duecento sale cinematografiche dalla compagnia britannica Regal Cinemas, e in un solo giorno incassò 200.000 dollari.
Quindi “con orgoglio, senza vergogna, e gloriosamente senza cervello, Sharknado ridefinisce una nuova generazione di So bad it’s so good”.

LA CANZONE DI PLAVALAGUNA

 

La canzone dell’opera lirica presente ne “Il Quinto Elemento” è reale?

Voci dicono che Éric Serra, il compositore del film, l’abbia progettata in modo che fosse tecnicamente impossibile per un essere umano arrivare ad alcune delle note più alte, proprio posizionate in quella sequenza.

Per questo motivo, Inva Mula (l’interprete) ha dovuto cantare le note individualmente in modo che poi si potessero sistemare in digitale.

Qui il testo.

“Il dolce suono mi colpì di sua voce!
Ah, quella voce
M’è qui nel cor discesa!
Edgardo! Io ti son resa. Edgardo!
Ah! Edgardo, mio!
Si, ti son resa fuggita io son da’ tuoi nemici.
Ah nemici!
Un gelo mi serpeggia nel sen!
Trema ogni fibra!
Vacilla il piè!
Presso la fonte meco t’assidi alquanto.
Si, presso la fonte meco t’assidi.”

MARTEDÌ DELLO XENO – H7-25

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno di dimensioni contenute.

H7-25 è un piccolo extraterrestre del tutto simile a un bambino umano di circa 9 anni, co-protagonista assieme allo Sceriffo Scott Hall (interpretato da Bud Spencer) del film “Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre” (1979) e del suo seguito “Chissà perché… capitano tutte a me” (1980).

È dotato di poteri sovrannaturali volutamente poco definiti e al servizio della trama, talvolta esercitati in prima persona e altre attraverso uno strano dispositivo triangolare che ha tutto l’aspetto di un telecomando alieno.
Può accendere, spegnere e controllare oggetti elettronici, guarire i reumatismi, controllare gli animali e persino permettere loro di farsi capire dagli umani.

Sceso per sbaglio in una piccola cittadina della Georgia mentre stava giocando nella capsula della sua astronave, H7-25 asserisce di vivere a circa 3 anni luce dalla Terra e di non conoscere la musica, perché da dove viene lui non c’è.
Preso in simpatia dallo Sceriffo Hall, costringerà l’uomo – uno scettico convinto – a ricredersi sull’esistenza degli alieni.

L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA

 

“L’uomo che cadde sulla Terra” è un film del 1976 diretto da Nicolas Roeg.

L’alieno Thomas Jerome Newton cade sulla Terra, in un lago nel Kentucky, alla ricerca di una speranza per il suo pianeta desertico e morente.
Da quel momento, la trama punta i riflettori sull’angoscia della solitudine e l’alienazione del diverso.
Una storia che racconta la società contemporanea (di allora) attraverso gli occhi di un extraterrestre incastrato in un’effimera ed eterna giovinezza, mentre tutto intorno a lui è morto o sta morendo.

La pellicola vede l’esordio cinematografico di David Bowie, già noto per la sua immagine molto particolare e androgina.

Il protagonista, però, sembra ricalcare la vita di Walter Tevis (l’autore del romanzo da cui è tratto il soggetto).
Lo scrittore era un uomo schivo, che utilizzò se stesso come metafora della condizione esistenziale dell’uomo moderno. Newton gli somiglia nel fisico, nella personalità ma anche nelle dipendenze e nel rapporto doloroso con gli ospedali e la malattia.

Piccola curiosità che vi farà sorridere: Bowie scrisse, insieme a Paul Buckmaster, la colonna sonora ma non convinse il regista e la canzone venne scartata.

GHOSTWRITER – COME IL FIGHT CLUB

 

“Puoi dire cos’hai scritto come ghostwriter?”
No.
Se lo dicessi il mio lavoro perderebbe di senso. E nessun altro si affiderebbe più a me.

In quest’ultimo appuntamento a tema ghostwriting vi parlo dell’etica professionale.

Il principio cardine è la discrezione. Non esistono frasi come “vabbé lo dico ai miei amici, tanto tengono il segreto” o “vedo che l’opera di Tizio sta avendo successo e allora mi rivelo così il successo va a me”.

La prima regola del ghoswriter è “non si parla del tuo ghostwriting”.

E allora come si trova lavoro?
Con il passaparola. Verbale o virtuale.
In alternativa la comunicazione social: blog, piattaforme, newsletter.

Per esempio, io tratto fantascienza, post apocalittico, GDR e manualistica ed è probabile che verrò contattata da persone che approfondiscono quel settore.
È fondamentale farsi conoscere, in un modo o nell’altro.
Ma mai tradendo la fiducia del cliente.

LIVE – NAZIONALE ITALIANA DI AGE OF SIGMAR – INTERVISTA AD ANDREA EPIS

Una chiacchierata preserale in compagnia di Andrea Epis, Capitano della Nazionale Italiana di Warhammer Age of Sigmar.

Insieme abbiamo parlato di come funziona il gioco competitivo rispetto a quello sul tavolo del salotto, dei vari circuiti torneistici e dell’ambiente che li circonda, ma anche delle sue esperienze personali in questo ambito.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – New Dawn

(Nota: nei contatti comparsi a schermo durante la live ho “fatto un mix” di Instagram e Twitter, ma questi link sono giusti. Giuro! 😅)

MORDHEIM SENZA IMPEGNO

Video speciale per raccontarvi – come sempre “senza impegno” – di Mordheim, un gioco di schermaglie derivato da Warhammer Fantasy che è diventato leggenda.

In collaborazione con il gruppo Mordheim Italia

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Ofelia’s Dream

(Il video è verdolino per colpa della Malapietra).

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